l’isola di outis il sempre vero nessuno del mediterraneo
con. don er. m ra e il nob.mon
25 - XXV
Il labirinto del vicolo chiuso
dove si è sfilato al chiaro
il semprevero Nessuno del Mediterraneo
Non strapparlo e Leggilo
è un sentiero sicuro, si
ma non un percorso obbligato
Aiace a Tecmessa:
Donna, il silenzio fa belle le donne.
Sofocle
‘Chi tocca questo libro tocca un uomo’. W. Whitman
Non l’Uomo, ma gli uomini abitano la terra’ - H. Arendt
Mastro Kirone fu il primo nome.
(Questi scritti di natura democratica
invitano a scriverci sopra e collegarli, correggerli
modificarli, migliorarli come pare a chi legge
che sia patrizio o plebeo che se appena si differenziano
nell'aspetto, hanno lo stesso sangue rosso,
molto più gonfio tra loro è il solo portafoglio)
Plauto: ‘Tanto grande, dice, questo peso che porto.
Quale peso?
Settantaquattro anni.’
-Giusta la mia età al registro dell’anagrafe-
A questa età, col corpo instabile, che modello ho da imitare?
Non sono in grado di inseguire una lepre
non da ora, ma da sempre!
Ho un bastone resistente e leggero come una canna
adatto a ciechi e zoppi e ai gobbi che vi possono appendere
il fardello della spesa e le beffe del mondo
ne faccio poco uso per paura di cadere
nel farmi lo sgambetto mentre saluto i barbieri
profumati sulla porta della bottega
a colloquio col postino di ronda e con le guardie
che plasmano l'ordine nel paese benedetto dal vescovo
di nuova nomina della vecchia Roma
dove i papi hanno più nomi che varietà di vaticini divini
Ora vivo di sbadigli e trovo che gli inganni
facciano male a chi li riceve e non a chi li fa
che certo sarà punito dal dio che senza orecchi
sente l'affanno della formica che trascina il grano
in salita, lieve fardello, dall'aia del contadino
al suo labirinto impenetrabile al gelo e ai delatori
che accusano la falsa verità a chi la conosce
e risponde: ‘Misera l’aia che teme la formica’
Ora, ditemi voi, non vi pare che l’omino nel mondo
abbia cominciato a pensare quando ha chiesto
a se stesso cos’era quel che vedeva e sentiva?
E non ditemi quando ciò avvenne
perché non devo saperlo prima di sera.
Quel che avverto che sia oltremodo sciapo
evito di mangiarlo.
Seguo il mio consiglio
e ciò che mi genera disagio provo a stemperarlo.
Che altro può essere l'araba fenice
che allata la sua felice primogenita delfina
e appare e scompare ogni mezzo millennio
se non lo spirito santo che si autorigenera
e annuncia e accompagna ovunque il santo messia?
Lo si vede di rado ma c'è chi, magari per poco
qualcuno l’ha vista - bianca più del latte di pecora
tiepido appena munto e della neve più fredda
dell’anno con la cresta più rossa assai
di quella del gallo più canterino di Irillai -
forse più di uno ha visto l’araba felice donare
ai mortali il seme del grano e il caglio del latte
e poi, come primogenita felice, rientrare
alla casa del padre senza un esotico profumo
(che estraneo a nuovi costumi
non conosce tombe di famiglia)
Alla mia notturna musa è riservata una corona
di sogni, pensieri e desideri. 13
La natura crea solo quel che dura
che si apprezza per la sua durata.
Ciò che nel tempo dura il tempo lo migliora
ciò ci rallegra perché miglioriamo come le cose eterne.
Tutto ciò che la natura offre
dal fiore perfetto e alle terre emerse
e al che che la sommerge
e lo stesso mondo che tutto contiene
vale solo perché noi lo pensiamo
L'argomento degli inquisitori per mettere al rogo le streghe
era che, dato che l'eccessivo calore delle donne veniva moderato
dalle mestruazioni, tanto valeva quindi, arderle
e dare così libero e definitivo sfogo ai loro demoniaci bollori.
Prova ne è, dicevano gli stronzoni, che avvampano e bruciano
sia d'estate che d'inverno come secca legna di potatura d’olivastro
che profuma e strepita come un flacone d'unguento asiatico
di essenza al mandarino donato dal gran khan a marco polo
di cui ne san qualcosa nella fertile Ogliastra e nella provvida Baronia .
Le foglie del vecchio alloro di Apollo
nell’infuso di Laurina attenua il mal di pancia
Gli escrementi del produttore profumano
con grazia il suo naso e deliziano il giardino.
(Pare che l’edera raffreddi i bollori del vino)
Straniero, venuto da chissà dove con un serto d’edera
perché non parli? Di qualcosa di buono.
Nessuna novità da dire. Poi non posso.
C'è il rischio che dica quel che non devo.
Manda giù almeno un sorso di vino che stimola
la facondia e poi mangiamo dallo stesso piatto.
Non sono un avvocato che parla per vivere
ma, però, come il medico che sa dell’edera, non beve
per paura di sbagliare e causare danni maggiori.
Temi di cantare e ballare come i frati fuori dal convento.
Anche col canto ci si ingiuria fino a scolorire il senno.
Il frate ubriaco fa quel che il fratello ebbro
non farebbe, e cioè sfidare il demonio alla lotta.
Bevi acqua se temi che il vino spogli le miserie dell'animo.
Il vino fa bello il brutto e abbruttisce il bello.
Ci si conosce e si discute e ci si accalora
fino ad abbracciarsi e pungolarsi alle spalle
dicendo ‘pentito’ allo sposino che profuma di zagara
Certo fa dire e fare quel che senza non si farebbe.
Quando si banchetta se non c’è motivo di lite arriva
con l'ultimo invitato che chiude la porta alle sue spalle.
Il vino libera l'animo dal più grave fardello.
Gli anziani del Contone Ballaloi han sempre detto
che non si ubriaca mai chi ha in tasca
un ciottolo del Rio Lucula
Insomma è naturale il diverbio e con lui usare le mani.
Con l’arrivo dell'ultimo ignoto è noto che si paghi lo scotto
Non pochi bevono, o fingono, per liberarsi
di quel che sobri non direbbero.
Simula il vero e giura in nome di dio, dissimula il falso
e sbatte per terra il berretto in difesa del santo.
Attento al vino che fa buona la compagnia e la rovina
quando ci si inalbera per aver tradito i valori
della tradizione consumati dal tempo che li usa in viaggio.
Il ventre di cui ci si beffa
misura la semplicità della vita
mentre il pudore misura la vergogna
della propria miseria
(Il ventre sazio sostiene la vita
Il ventre vuoto la immiserisce)
Scrivere è la traccia dell'aver pensato
l'impronta di esser stati nel passato
la testimonianza del danno e del vantaggio
l'indole del mondo che crea e si rigenera
l’esperienza della carne che si fa spirito
la materia che si fa frutto maturo per morire
l'eterno movimento degli oggetti nel cielo
misura della vastità incommensurabile
l'esistenza del tempo nella memoria
dove dorme il silenzio delle cose nei loro affari
Non c’è più nulla che riguardi il morto
che se n’è andato appresso al suo bagaglio
carico del comun borbottare e origliare
tutto rimane in campo della sola memoria
Morire senza un nome e senza un elogio
è mai possibile che ci sia mancata un po d'invidia?
Che ci fa a noi mortali senza nulla da esibire
l’essere cancellati dagli annali della vita?
Dunque, chi è onesto non può che essere buono.
Perciò per gli stoici, ‘’l'onestà è la virtù per eccellenza’’.
Attenti alla pompa che se magna scoppia. 7
Saltuariamente mi chiedo il perché accada di vergognarsi
per un male fisico fuggito di mano a chi tesse la sorte.
È giusto chiederselo o è una domanda senza senso?
Per quanto mi appartiene
non parlo dei mali che non si vedono
e sui possibili rimedi decido strada facendo verso la meta
Al Contone Ballaloi
A noi del circolo di Luciano Voltaire basta l'arte
e la cultura che indagano su ciò che siamo.
Per altro beviamo il vino degli sposi.
Noi non ci curiamo degli ingordi dei
che muoiono strozzati da una mela
noi umani la mela usiamo masticarla
come con noi faranno i cani
che ai morsi della fame morderanno i loro escrementi
Ditemi, cos'è che non prospera se viene da Milano? 10
È stata fatta giustizia
si usa dire quando il condannato penzola dalla forca
dopo avergli dato da baciare il soave Gesù cristo in croce
Facile per gli ubriachi piangere i morti
e resistere ai carabinieri in divisa
Che è la persona che sotto la tortura
della fame denuncia un altro per un pasto caldo?
Non per un disonesto compenso, ma per averla franca
dal insopportabile tormento del corpo che opprime l'animo?
Non per una leccornia da re ma per un semolino da pensionato
accusa un innocente che può non essere stato un presunto complice!?
Ditemi voi, ora, amici del Circolo del Contone
è da credere o no quel che si vocifera sul demone
che suggerì a Socrate la scoperta del mondo interiore
che rifletteva tutto quel che accadeva al di fuori di lui?
Le cose che vanno senza che ci abbia messo un dito
accadono come vuole il vecchio Dio dell'antico Campidano
gli affari di quelle cose che si muovono in me
mi sorprendono per la loro inutile e innegabile
incompiutezza perciò non curo il vestito che non mi modifica
quando ne indossavo di migliori contavo sempre io
e per me facevo le parti del giorno e della notte
del male nascosto al sole e dell’innocuo chiar di luna
le parti pagane e quelle cristiane, detesto sempre chi punisce
alla cieca, detesto ancora chi punisce l’uno per colpire il gruppo
detesto fino alla fine le chiavi di san Pietro che don Zanchetone
usava ad arbitrio per centrare il più debole
innocente degli aspiranti al regno di Cristo
Quelli che fan mostra di non temere la morte
piegano per primi le ali per farsela addosso
al vederla apparire discreta come usa da tempo immemore
Il passato dell'Isola è da inventare
Pare che per tre quarti noi si sia composti d'acqua come la terra
Nessuna meraviglia, quindi, che la pelle sudi e parli col sudore
come la lingua in bocca salta con la saliva. Acqua in bocca
anche quando la coscienza si fa l’esame per non ripetere
domani i peccati odierni. Senza lode hai dato un calcio al gatto.
Allora viva l'acqua. Mangia lattuga per irrorare il corpo e gloriare Pitagora.
Nell’arsura notturna due ravanelli come due gocce d'acqua.
Lascia la carne a cani e gatti e mangia cipolle e fagioli
con pane, aglio e prezzemolo. Il maiale agli affamati
e ai sazi semi di zucca vuota. Così saporiti che ricordano
il profumo del melone. Tratta il corpo come un asceta l'anima.
La persona senza difetti è come il manichino in vetrina.
E il santo nella nicchia. O dell'innocenza nel fango.
Così il mondo è tanto grande che non va oltre il male e il bene
e la carne e il pesce. La nostra è un'esistenza da complici
pronti a testimoniare che la vittima stava per compiere
quel che la sorte gli riservava. L’assassino l’ha solo ribaltata.
Al diavolo la malasorte e il malocchio dei percettori avversi alle stragi.
Bene. Ci riconosciamo in grado di piangere chi è stato oltraggiato.
Cetrioli, zucche e meloni pieni d’acqua come il mondo. Ci si aiuta
per non peggiorare le cose, quindi alla pace serve la tolleranza
L’Isola ha nel sottosuolo la risorsa
per affrontare il costo dell'isolamento
in cui la geografia l’ha costretta,
pagandosi i costi del trasporto col Continente,
con l’utilizzo dell'acqua sotterranea che viene da lontano:
scavando pozzi laddove la siccità avanza,
bere l'acqua fresca come dalla fonte perenne del Golone,
nell’arsura delle messi d’oro e far orti e giardini tropicali,
farne l’eden paradisiaco di frutti e formaggi
che ben posti sul tavolo offuscano qualsiasi pietanza
di papi, di re e di ricchi sfondati per il mezzo che
nonostante l’invidia tardano a corrompersi il fegato
e muoiono dopo i miserabili che si hanno già roso
il loro di fegato, mai stanchi di sbadigliare e singhiozzare
come bighelloni distratti dal volo delle rondini frettolose
e timorose del falco di periferia che usa ghermire
le Rondinelle di Maria
Parliamo di infinito intendendo quel che mai
conosceremo come concluso.
E mi pare strano chiamare finito un abito
che solo quand'è finito comincia a vivere.
Mi piace pensare che nell'infinito ci siamo da sempre
noi, quelli col cuore come noi e i boriosi e beffardi .
Dal poco che so del passato
niente voglio conoscere del futuro
con le difficoltà che ho del presente poi
non varco i mari e non valico monti
figuriamoci se mi addentro nel tempo.
Quelli con la testa sulle spalle
sanno di averla per vedere il mondo
sentire la fame e pensare a mangiare.
‘’La guerra genera il celato perché delle cose’’, Eraclito
(O rigenera tutto dopo aver il tutto distrutto)
Cumpanzo’!
Ghirtale’!
Mustazo’!
Grida dei ragazzi d’Irillai nell'orto del giardino incantato
Ohiaiiaiai benimindhe! Ohi iai iai!
Sulla terra eccellente come il midollo e dolce come il miele
la legge non ha simpatia, ma incanta.
Sa zustissia t’incantete!
Signore, lei non può circolare.
Perché?
La sua patente è scaduta ieri.
Si. Ma siamo solo noi due a saperlo.
Noi due si, con in più la legge che lo proibisce.
Non mangerei mai se la fame non lo imponesse
Non guiderei mai se non mi fosse necessario
Rinnovi la patente e potrà farlo rispettando la legge
Me ne guardo bene dal violare la legge senza necessità.
Sarebbe stata sempre fresca la patente se mi avesse
evitato da sempre i miei naturali accidenti
Non riesco a definire la mente,
non riesco a capire come è fatta
non so se è carne come il resto del corpo
o ha a che vedere con i capelli...
Siccome crediamo nella resurrezione di Gesù Cristo
abbiamo la certezza anche della nostra resurrezione
vivendo come lui se fossimo, come lui, tutti figli di Dio
Quel che viviamo è l'esperienza mentale
che non esclude la crescita e il taglio delle unghie
e la caduta dei capelli e dei denti da latte
La vita delle cose del mondo, la nostra vita e la mia
(che ho avuto, goduto e perderò con la maturazione che solo ora sento arrivare)
non han nulla da giustificare come la gramigna, il timo e il pesce marcio
tanto più che sarà inutile farlo anche al momento della fine
sarà inutile dire anche cosa è stata, non sarai compreso
ne impedirà che altri la vivano in qualche modo singolare
perché la vita non è da leggere ma è solo da vivere con un po di sale
è il centro magistrale del mondo come il prezzemolo e il mercoledì
Poi nessuno è così leggero da sorvolare sulla vita
che gli stessi falchi vivono quando picchiano sulla lepre
Poi pochi leggono e molti fingono di farlo col libro in mano.
Ciascuno della sua dignità ne fa quel che gli pare
sul quel risultato sarà comunque ricordato dai vicini.
Non è facile morire quando non si è sicuri
che nell'aldilà si avranno i riconoscimenti terreni
allora dispiace che per vivere si debba remare
e per morire si debba penare e perdere il merito
Dove volano le api le vespe annaspano
Le api non volano sui vespai
come i rapaci non nidificano nei vulcani
Se la realtà è sobria la verità è frugale
Non mi va proprio descrivere quel che ogni occhio vede.
Finalmente credo di aver intravisto il perché quel che scrivo
che viene dal pensare in proprio mi soddisfi più di quel che dico
che è frutto della mia incapacità orale e dalle
deprimenti circostanze che scambio con gli altri
Che sia felice solo chi è beato?
E qual'è la condizione del beato?
Non so proprio cosa si intende per felicità
fin'ora l’ho sempre intesa come libertà di agire
perché il pensare è una ubiqua dispensa universale
perché è il pensiero che ci fa capire la differenza
tra gioia e malumore, tra l'indifferenza per il bene
pubblico e l'interesse per il possesso privato
la bellezza di un prato fiorito e del cielo stellato
e il piacere criminale di uccidere e torturare
felice è chi capisce di essere nato per caso
o perché voluto e dovrà morire per dovere
Nel 1830 si andava dalla Francia negli Stati Uniti con 38 giorni di navigazione.
Quanto tempo impiegavano inglesi e spagnoli nella stessa tratta?
Quanti giorni ci volevano nel 1830 per collegare la Sardegna a Genova o Napoli?
Chi fa sfoggio di sé è come merce col prezzo di vendita. 12
Dimmi tu, cos'altro prospera al mondo come la fame? 10
L’arte del Sartore che taglia dove è troppo
e cuce dove manca, non esclude il rattoppo
e tra vanto dalla moglie che ha vestito la Madonna
d'ogni grazia sull'altare del grazioso paese
di Ohiai Benimindhe alle falde del Gennargentu
ammirata e venerata ogni mattino dai residenti
invocata dai credenti pellegrini isolani
e dai turisti intelligenti, libertini e gaudenti
che non si stancano mai di vederla, toccarla e baciarla
Non sempre i giorni son per noi uguali
la centralità del mercoledì lo fa
per te fausto e per me nefasto
affinché siano per gli amici uguali
facciamo riti propiziatori con i preti
che ci evitino perlomeno i cataclismi
dopo gli enteroclismi per i cui esami
è famoso l'ospedale dei clisteri d'Irillai
Nessuno è anonimo a questo mondo
se una treccia gli salta in spalla
se un cuore gli batte nel petto
se non lo tiene in mano
se viene da lontano
estraneo non è
ma è dei nostri
se con i sensi il senso ha dell’amore
poiché l'animo esprime quel che i sensi raccolgono
dalle spire d'amore del mondo
se ama la vita sobria che va vissuta
come un dovere verso se stessi
la forma del mio sosia
e il mio medesimo me
l'altra mia persona
il mio me stesso
io vivo, vi dico
io sono
che se prendo per buoni i miracoli
finirò per credere che il mondo sia un opera di magia
nelle cui strade mi accompagnano Dioniso e Gesù
nel mondo dove si nasce, sereno e tumultuoso
fatto per crescere e conoscerlo
Irillai per viverci e Ohiai Benimindhe per morire
dopo aver letto di questo e di altro dicendo:
Domani scrivo anch'io se qualcosa mi preme.
La fame è cieca, così il corpo dorme per non vederla.
Tempo fa conobbi una fata che viveva sola in un campo fatato
Che mi insegnò ad amare
ma una notte si avventurò nel bosco vicino
e nel più buio dei sentieri si smarrì
e cammina e cammina giunse nella vecchia città di Golconda
dove nel letto del fiume che scende dal Gennargentu
si depositano i diamanti più grossi dell’Isola
più ricca di carciofi del Mediterraneo
di cui son ghiotti i vecchi rattoppini in pensione
che con le unghie d’acciaio
come le spine avvelenate del carciofo
li staccano dal granito del Monte
per affidarli al flusso del Cedrino divino
che per non saper cosa fare se ne corre al mare
e zelante come un lacchè che sa essere veloce
e devoto al padrone che non chiede nulla
li farà splendere davanti alla fata
all’ora data del bagno a Gonone
dove nuotano agili gli eroi marini in amore
che è l’affare più fervido che si presenta nella vita di ciascuno
che si precipita verso la meta
con la fretta caratteristica di chi vuole scoprire il mondo
che ha in serbo la sorpresa del piacere Maggiore,
che non ha tempo da perdere e insegue persino il passato
per recuperarlo come usano gli impavidi temerari
nell’inseguire la preda che si concluderà con la fine dei propri giorni...
...continua tu che mi sono smarrito nel mediterraneo
e temo di tuffarmi a Marsiglia
dove galleggiano gli avventati che non sono come me
buono solo a mangiar quel che mi preparo
e capace solo di precipitare in fondo al porto
con quell’arcano pensiero del derelitto in amore
Solo i bimbi piangono affamati,
così i neonati piangono all'inaudito rumore del mondo.
I neonati serrano gli occhi alla luce,
ma non sanno otturarsi le orecchie.
L’adulto finge di essere quel che non è
per ottenere quel che non ha.
Scrivo dello stato di natura
che sarebbe un po simile a una famigliola
che emette suoni e non li articola, grugnisce
e non parla, allattano al seno i pargoli -
nati senza conoscere pericoli vengono educati a evitarli
- e li tiran su col cibo masticato dai genitori:
un frugale bolo di testoline di anguille crude
a mollo in un rigagnolo, vivendo come animali
con cani e gatti, galline e maiali, mangiando lattuga,
uova e conigli, pescando sul fiume e seguendolo fino al mare
dove scoprono che nulla è più vero di ciò che vedono,
sentono e toccano nello stesso momento,
e di ciò fanno la loro patria o, meglio, il loro mondo.
Parla, pare che abbia detto Michelangelo
al perfetto Mosè di marmo che vedeva e toccava
vedere con i propri occhi trova conferma
nel sentire con le sue orecchie e toccare
con le mani senza guanti e il tutto convoglia nella sala
della mente dove il senno scarta il vero dal falso
Di qualcosa, affinché ti veda, pare abbia detto Socrate
a un giovane che se ne stava dritto e zitto
per veder con gli orecchi quel che non sentiva con gli occhi
La monarchia si distingue per lo sfarzo con cui la maestà sovrana si mostra al popolo
L’oligarchia e la tirannia si mostra fiera del popolo che paga le tasse
Il totalitarismo da tutto gratis al popolo che lavora e macina per il bene della patria
Affinché nulla sia ad arbitrio della burocrazia,
che negli affari sanitari non ha merito,
altrettanto sia riguardo ai tribunali e al parlamento,
al senato e al governo sia sempre vivo giorno e notte
Il sonno attenua la fame così che il corpo frughi nella sua dispensa. 12
Le malefatte approfittano del buio, le rivalse si rifanno con la luce. 12
Il vento amico dei vivi scuote le fronde che nascondono gli dei. 12
Le chimere sono di una strana mescola nascosta dietro chi le teme. 12
Mai crudeli sian le pene, per quanto grave il giudizio di merito.12
La democrazia si riconosce dai cittadini liberi, donne sorridenti e uomini sobri. 12
Gli scaltri sanitari dell'ospedale dei clisteri
non cominciano l’indagine se non dopo aver esaminato
gli umori del corpo espulsi dal buco del culo:
la caca, ospite ineffabile dell’affabile coratella
Sto meglio quando mi accorgo di aver sempre meno bisogno
delle cose che tempo fa non dovevano proprio mancarmi
e non so con chi complimentarmi per questa felicità
Il destino degli immortali tragici
Ho letto, o sentito dire, che le pie madri d’Irillai
usino sbucciare gli acini d'uva matura ai loro figli
memori della morte di Sofocle che si diparti appunto
soffocato in bella età dagli acini di un grappolo d'uva.
Da ciò, don Zancheta, andava predicando la necessità
tutta maschile, di coprire la testa per salvaguardarla
da sempre possibili colpi di sole, o dal gelo della luna
di gennaio per cui molti rustici anziani del Contone Ballaloi
dormivano col berretto in capo senza toglierlo al cesso
dopo la notizia appresa alla corte del vescovo, che Eschilo
avvertito dall’oracolo di coprire la pelata quando soffia
il vento del campo aperto, per cui uscì di casa come al solito
e passeggiando sulla riva del mare gli cadde tra capo e collo
il dorso rosicchiato di una tartaruga che lo schianto’
sul bagnasciuga di Gela dopo aver attraversato il mar Ionio…
Nel secolo di Pericle, al passaggio del corteo funebre
era uso sospendere le faccende in esecuzione e ci si scappellava
in onore del defunto accompagnandolo col dovuto ricordo
ora si applaude dietro la bara che ha sul drappo
la bustina da soldato, si applaude come per una battuta
di caccia a teatro e i più ostinati dei testardi muratori
per quanto onesti se ne stanno superbi sulle impalcature
a intonacare i muri come i loro animi gretti, grigi e miseri
dove si annida il rancore e cova la malattia del cuore
e non saluta la sacra radica da consegnare all’aldilà
I nonni hanno cura dei nipoti in modo più attento dei genitori
come se non volessero ripetere le manchevolezze
sfuggite nella educazione dei figli
Giorno e notte ci appartengono per essere divisi in tre parti uguali:
una per noi è ricordarci quel che siamo
una per il sonno come riposo lungo il percorso in atto
e una per il mondo come ricompensa per l'ospitalità che riceviamo
Gurturju!
Canisterju!
Brent’e’lacu!
Sulla realtà delle cose e sugli affari necessari
Dall'aver chiari i fatti si illuminano le idee
sul lavoro, sulla ricchezza e la povertà
La questione sociale verte su l'accumulo dei beni
e sulla sua equa distribuzione
L'afflizione è la giusta sofferenza
davanti alla morte della donna amata
Poche le notizie sulla esplorazione delle profondità marine
Il capitale è la sostanza dell'accumulazione primitiva
che si reimpiega per vivere e riprodursi
e perciò bisogna del proletariato che pare il riflesso
del capitale che si serve delle invenzioni per rigenerarsi
il capitale è stato sfruttamento del lavoro
poi è servito all'ingegno per la costruzione
delle cattedrali come esempio di fabbricazione industriale
che il capitale sia in mano di burocrati socialisti
o padroni capitalisti, si mortifica se manca il genio dell'invenzione:
calcolo, ruota, telaio, macchina a vapore,
movimento trasmesso dal motore a scoppio,atomo
il capitalismo è risparmio dello sfruttamento
per finanziare sempre nuove invenzioni artigiane e industriali
ricchezza in qualche modo accumulata = pensare il suo impiego:
idea e invenzione = utilizzo della forza lavoro per la realizzazione
o attuazione dello scopo: forma del tutto unico – materia o ricchezza,
pensiero e idea, lavoro del corpo
(non so se il corpo può esser libero separato dalla ricchezza
che ha creato e dall'invenzione a cui ha partecipato)
ha il lavoro umano (classe operaia) bisogno di separarsi ( o liberarsi)
dalla ricchezza materiale e dal pensare per attuare un'idea?
Beati i primi sardi che han solcato il mare per combattere in Crimea
Beati quelli che ampliano il respiro con un litro e mezzo di vino
Beati coloro che tra i variegati compagnoni notano i beoni
Beati coloro che notano le linee dritte dalle curve cieche
Beati quelli che riconoscono le figure tra le stelle
Beati i coerenti che amano le grandi storie
Beati tutti quelli che ricordano i loro viaggi
Beati quelli che fanno a meno del compasso
Beati quelli che dal caos traggono l’ordine
Beati quelli che ragionano con eleganza
Beati gli amanti dei mosaici erotici
Beati gli intelligenti come noi
Dopo l'evo del Primo Nuraghe
e prima della sosta di Catone al Contone dei Ballaloi,
Irillai rovinò col tumulto di pastori e contadini
che parlavano una lingua dolce come l'acqua col miele,
e rifiorì con spadaccini, strozzini e gesuini della mite Baronia
dove dilaga il Cedrino, dalle falde del Gennargentu e da Bitti
a Urzullè dove i preti e i barbieri bevono il thè ogni giorno alle tre
Libero ognuno di credere nel muto destino o nella giustizia divina
libero pure di propiziare quel che vuole a chi gli pare
se responsi benigni ricompensi come meglio crede
se funesti gli effetti si lecchi le ferite
Perché, se deboli, gli umani mortali si sono infilati e persi
nel labirinto del destino e della giustizia divina?
Basileddhu, piccolo re della sua famiglia
Ghermanu, componente della famiglia ristretta
Ghirtaleddhu, lo scricciolo della famiglia
Alle persone singole, a comari e compari
prima le cose, poi i fatti con le cose
poi il pensarci su e scriverle
nell’armonica monotonia degli affari
di ordinarie esperienze paesane
Melma è moglie di Fango, re della terra di tutti
che produce il latte dall'allevamento
e grano e vino dalla coltivazione
perché alla luce della rustica superficie
il suolo sardo ha i suoi tesori.
Dire con un aforisma le qualità - vizi e virtù -
dei nostri vecchi concittadini e padri fondatori
pescatori di anguille e cacciatori di cinghiali
pastori e contadini con i rigidi gambali
a proteggere gli stinchi da cardi e rovi
uomini semplici come divinità al naturale
e dove mancano i ricordi ci soccorra la fantasia
così Peone, epiteto di Apollo, diventa il santo Pedone
che ‘soccorre’ viandanti e pellegrini derubati dai ladroni
Ci hanno sempre detto che Iddio ci avesse dotato di parola
e invece vediamo la spada degli angeli soffocare la parola in gola
La violenza necessaria a sopraffare l'altro
serve anche a far sì che l'altro si liberi
La violenza sigilla l'accordo tra due antagonisti alla pari
Forse la violenza è il braccio armato dell'istinto di sopravvivenza
Forse la violenza si esercita nell'acquitrino
dove l'arte della persuasione si impantana
Difficile accettare che qualcosa sfugga al comprendonio
giovane il peregrinare e breve la durata della vita
tutto ci attrae e distrae, la magia delle nuvole ci irretisce
saremo dei da morti, certo non saremo più come vivi tra vivi
molti dei quali mostrando di darti il cuore con una mano
con l'altra frugano la tua borsa e ne falcidiano il contenuto
Invertito è quel tale che noi chiamiamo
- Bortau a simile -
ovvero colui che si rovescia per farsi simile
al nuovo che vuole far mostra di essere
facendosi da maschio femmina e viceversa
Quel che sta accadendo nel fare politico è turpe
da ‘turpi’ o ciechi che non vogliono vedere
come da anni si dice dalle nostre parti, laggiù, in Baronia
Nulla è più turpe del non reagire allo sconcio in atto
Poi con l'aiuto della Rete - dove importa poco quel che dici
conta di più aver sempre qualcosa da ridire -
perché i chiacchieroni si fan stolti con la tecnica
Metriopatia, o ‘’moderazione delle passioni’’
se non vuoi che intacchino l’animo…
Come suggerire alla madre che si strugge per la morte dei figli
e non vede consolazione al dolore se non nel pianto
da cui trae l’ultima ragione rimasta
per continuare a sopra-vivere
con l’animo sconvolto
e la miseria in corpo
Seneca/u/re, a Irillai voleva dire: Dagli un colpo
che si ricordi perché l’ha preso
Et de Charron pas un mot
e il tzarrone non dice verbo
Tocca a noi parlare degli dei, certi della loro indulgenza
data l’evidenza della loro sublime e abituale ritrosia
Felicità deve essere il vivere senza turbamenti
e passare in qualche modo il tempo senza averne
Non so se sia felice chi vive estraneo a se stesso
fuori dal mondo come in un paradiso
governato da angeli senza sesso, pelati e senza ali
Felice deve essere chi è sano
e può fare a meno anche di una ciotola
di latte di vino di miele, di una minaccia al tiranno
e di una eclatante vittoria della squadra del cuore
Non c’è oro che luccica nella tomba
Non c’è sabbia che trattenga la pioggia che la lava
Non c’è scarpa scomoda al cui piede non la adatti
Non c’è scarpa comoda che il piede non consumi
Non c’è scarpa al mondo che non calzi il morto
Non a tutti la morte dona il pallore e da risalto ai denti
Dove la morte è di casa regna il silenzio
Qui tutto è tranquillo e il tempo lo regola il silenzio
Sì, facciamo una casa del buon riposo
dove chiunque abbia il pane da intingere nel vino
Sia un po come il luogo da cui gli uccelli non lasciano il nido
Certo nessuno può dire che il mondo sia o non sia eterno
può dirlo col ragionamento chiunque voglia
non con le prove che valgono in tribunale
e se non è eterno vuol dire fatto da Dio
Sabbia senza calce che Malta è? Se vale allora
Vale anche: Amore senza sesso che cos'è? Amicizia. O no?
Se amore è, unisce, se unisce lega, se lega amplesso è.
C’era una volta una fata che amoreggiava nel bosco
con i suoi ricordi e allevava due gemellini
uno aveva una mela in mano e l'altro adorava gli uccellini
che spargevano nel campo semini di fiori e frutti
e ridendo sempre come un sardignolo antico da del tu a tutti
il gemello lo rimproverava per quel fare vergognoso
richiamando quell'animo misero a essere più decoroso
tanto che il clamor della risata faceva piangere il bosco
e alle noci scosse dalle fronde dava un tono fosco
perché non dappertutto è concesso ridere come ci pare
come a me non è permesso il pianto esasperato
passata è la rosa e puoi solo cogliere i petali caduti
e come il vino bevuto non sarà mai come prima
così il passato che non ritorna mai più riapparirà
Dubita dell'autorità di chi la indossa come il gallo nel pollaio. 12
La lode è un vento che soffia sul didietro con qualche interesse. 12
Virtù è far bene quel che hai scelto delle offerte del mondo. 12
Abbiamo cominciato a veder dio con i dovuti riguardi
forse eccessivi e ora lo trattiamo come un cugino
rientrato dall’estero senza regali e novità
Quel che sono è tutto quel che ho
Quel che ho è tutto quel che sono
Ringrazio Dio e i suoi Garzoni per avermi dato
in usufrutto il mondo interiore al riparo
dall'altro mondo nel quale
Trump è stato eletto e la regina Elisabetta no
Hitler è stato eletto e papà Giovanni no
Benito è stato ucciso e woitila no
Così mi pare di capire un po la gravitazione universale per il Sistema Solare
Oltre non capisco proprio nulla che non Ricaschi il tutto nel grembo di dio di solo spirito
Come dalla materia della testa sprizza lo spirito dell'idea che concepisce in carne Atena
C’è stato papa Giovanni ma non mi pare che il mondo e l’uomo siano migliorati
È la volontà che decide con comodo quel che s’ha da fare. 12
La vendetta dorme in piedi come le sentinelle di guardia al tesoro. 12
A nessun pellegrino è permesso di curiosare nell'animo senza fissa dimora. 12
Parliamo dell'universo come se ne avessimo rovesciato le tasche all’aria
perché vogliamo conoscere la possibilità di incontrare nostri simili
che sappiano dirci quel che a noi sfugge e ci domandiamo
dopo la fuga degli dei o la loro assenza temporanea
la causa, e il fine ragionevole del perché viviamo
dubito che ci sia utile capire l'universo
la famosa cosa in sé che ci contiene
nel mondo che gira per il suo verso
in modo che il sole ci riscaldi
i lombi e le parti molli
pudiche e timide
come la pietà
della luna
La vita non è un ceppo che ti costringe (a rimanere se non vuoi)
ad essere sereno e tormentato, la si può piantare in asso
con un sorriso per insolvenza come usano i migliori di noi
poi chiunque può farsi asceta e senza richiudersi
in convento può murarsi in un angolo del giardino
come deposito degli attrezzi dei Garzoni di dio
e lì fare l'oste di sé stesso, effeminato
con uno strascico ingombrante
da ghiottone che si strozza
col far la scarpetta
del buongustaio
compiacente
Non so se io ami la vita
c’è, mi sta bene e l’accetto finché dura
ma non so se sia io capace di penare per lei
so quel che sono
e non mi scambierei con nessuno all'infuori di me
appena in grado di far qualcosa che dia senso alla presenza
non so cosa sia il carattere
ma se qualcosa è è mutevole come i giorni dell’anno
perciò vivo il mio tempo comunque sia
amo vivere ma non fino a sopportare la tortura per prolungarla
che la vita sia inesauribile finché brilli il Sistema Solare
lo deduco dal fatto di averlo trovato come lo lascerò: intonso
nel tempo di quest’angolo di cielo dove c’è chi vola, nuota e pensa
a far labirinti, cruciverba ed equivoci enigmi
Benvenuta comunque nella Repubblica dell'amore
Il saggio, pio e onesto, non causa rogne
e, se no è un minchione, non le cerca per rovistarle.
Una dozzina di parole fanno belli, semplici ed eleganti gli aforismi
sempre che un senso c'è l’abbiano.
Pare che il sole che eccita la crescita e la maturazione
estenui e secchi chi il suo percorso l’ha fatto
ma non sa come rinunciare all’orgasmo
con la canicola di metà luglio
Un vicino di casa aumentava il volume della radio
quando in famiglia c’era qualche controversia da dirimere
e nei suoi momenti sereni elogiava i genitori per averlo fatto erede
di un botte di vino sempre piena, di un'arnia che trasudava miele
una giara colma d’olio a tutte le ore senza sedimenti
un conto aperto dal fornaio, uno dal casaro e dal macellaro
che consigliava al amici certe leccornie al sangue di maiale
Con l'ottenimento della vecchiaia faccio delle abitudini, vecchie e nuove
nuvolaglia passeggera che incupisce gli interessi del giorno appena nato
Parole allusive:
Devo portare un cesto di frutta a mia comare
che ha mostrato di aver gradito il precedente.
Aggiungici anche un tocco di formaggio, consiglia la moglie.
Vedrai come lo gradirà.
Lo sai da lei? Profumo di scambio.
No. Ma conoscevo il marito, il beato compare.
È la dea ragione la divinità a cui costantemente si richiama Socrate
che dice se ne stia timida e malinconica nella faccia nascosta della luna
mentre i vecchi d’Irillai chiamano giudice arbitro il dio del Campidano
gestore dell’ente che ha avviato dal niente l'ordine immutabile delle cose.
Non si è mai visto un pensiero che non venisse dal corpo.
Il corpo è l'involucro che fornisce alla mente l'essenza di ciò che sente e fa.
Perciò l'animo del defunto cerca un altro involucro di cui non può fare a meno.
Come l'animo umano non può fare a meno della poesia per guardare a modo suo il mondo.
Qual'è la verità che riguarda la scoperta
o la rivelazione dell'immortalità dell'anima?
È stata scoperta per caso o dal lavorio della ragione umana
O è stata rivelata da una divinità sovrastante l'essere umano?
Quel che differenzia i cittadini del mondo dal resto dei golosi
è la facoltà di adattarsi come possono a quel che trovano pronto
nel giardino di casa e se c’è un albero di mele, la mela mangiano
come se venisse dai lontani orti oltre l'oceano a valle della luna
Ben più misero di uno stuolo di invalidi
è colui che si ha barattato il senno
per un banchetto di interiora e sanguinacci
e noi che stiamo peggio di lui che con lui dobbiamo vivere
anche se ha la parola elegante e profumata come un barbiere
La violenza fa male e distrugge chi la patisce.
E ogni volta che mi capita di pensarci, alla violenza,
ricordo il dispiacere che ne ebbe il mi’ babbo
quando la malattia martirizzo’ il mio corpo
e quando lui capì che sarei stato inadatto alla ginnastica
pianse una lunga notte e a far ciò gli bastava un quarto di vino
come misura adottata dai vecchi carrettieri d’Irillai e Ohiai.
Se un qualche senso i sogni hanno è qualcosa
che somiglia al filo che si lacera nella trama dell'animo
che sfugge all'ordito della veglia che impone al consorte
di immolarsi sulla pira che brucia sotto le spoglie della moglie
È accaduto.
Ma come è potuto divampare l’incendio
in una chiesa con mille anni di vita?
Ora abbiamo il precedente: più di un millennio
quel legno non resiste all’assedio del diavolo.
Più duri a morire delinquenti e assassini, nonostante
i loro potenti alleati si dicano ostili agli scellerati.
Sappiano potenti, prepotenti e delinquenti
che i loro peccati corrompono il setaccio dei preti.
Sarà la signora rivalsa a far scintille con la spada di Damocle
per avvertire prepotenti e insolenti col conto aperto di tenere la giusta misura
Di quel che riguarda il mio animo nessuno è competente più di me
come del mio corpo l’unico responsabile del suo castigo sono io
così chi mi conosce, per non corrompermi, mi lascia fare a mio agio
Ma perché la gente da credito a uno più che a un altro?
Primo per la simpatia, secondo per la ragione,
terzo perché persuaso da un bel parlare
Ma perché la decapitazione di Medusa con la spada di Perseo
così Antonio ha fatto con Cicerone
è poi diventata pratica di re con la decapitazione di Maria Stuarda
è continuata con la antimonarchica pratica della ghigliottina
e dura dalla prime notti del tempo nella pratica di banditi e delinquenti?
perché chi da la morte non lo fa con leggerezza né con giudizio
lo fa perché detiene la forza del corpo e l’impotenza nell’animo
o si crede Ercole che bazzica tra i morti e se li porta via
La sorte è della stessa sostanza del caso fortuito;
vengono ambedue dal caos dove tutto ha origine
figurati se si separano-se la sostanza è nulla
Non dimentichiamo nei momenti cruciali
quel che eravamo soliti dire
quando le forze erano in fiore
e ne coglievamo i frutti
da esibire ora
Vengono da Bosa quelli che sanno fare tombe, altari e ponti
sul Cedrino che ha la più folta colonia d’anguille del Tirreno
per premiare i genitori delle famiglie numerose
che sbarrano le porte al vento businco
che usa gelare la prole affamata
Ciò che conta è che il mondo giri - come un rosario nelle nostre mani
A che serve dibattere sulla ragione, sull'arte, sulla poesia,
la musica, la politica, la filosofia, il lavoro, il sapere, la ricchezza,
la medicina, la scienza, la conoscenza, la sapienza e la religione,
a che serve discutere sulla supremazia dello spirito
o della materia, del sensibile o del soprasensibile,
dell'anima immortale o del corpo mortale,
delle pratiche cerimoniali e degli amori occasionali
se non si riesce a far prevalere la ragione della conveniente
convivenza pacifica, se non si riesce a interrompere
la catena delle guerre, della fame, dei genocidi, degli stermini,
del mozzar le teste dal corpo, del torturare, mutilare e castrare?
Che ci sia qualcosa dentro di noi o qualcuno fuori di noi
che ci costringa a depredare, delinquere e uccidere?
Che sia il nostro esser vivi, dato che i morti se stan quieti.
Siamo noi come le forze incontrollabili della natura?
Il mare uccide come i vulcani, i terremoti, le valanghe e i nubifragi.
Sarà che noi siam figli della natura mite e feconda o violenta e brutale?
A che serve avere Onu, papi e ayatollah, presidenti, re e presunti delfini
che non sacrificano un arto del loro corpo
(per dimostrare la devozione alla causa del pacifico amore ad ogni costo?)
o flagellarsi l’un l’altro nella sala delle udienze
per arginare la sanguinaria violenza del creato?
Pare che non ci spaventi neppure l'atomo
come non ci ha spaventato uno dei tanti dei.
Per noi conta che il sole ci illumini e che un dio lo perdoni
Vai, mio pretenzioso libricino,
vai a vivere dove l'ambiguità regna
vivi riflettendo sull’amore
parla in modo tuo delle cose di cui hai avuto sentore
nello scorrere della vita nello spazio del tuo tempo:
non ho mai avuto un cavallo -dirai- e non mi spiego ancora
come abbia fatto a vivere finora pur conoscendo bene
l’innata incapacità di saltarci in groppa
figurarsi poi di domarne uno selvaggio e cavalcarlo
da qui dove vivo fino alla greppia della casa finale
senza passar dal calvario dove usano sputare sulle vittime.
Non invano si dice che chi non sa stare in piedi
cavalchi i maiali o si aggrappi alla coda dell’asino
Non ci penso proprio di cucire i fatti scanzonati
che accadono ad altri senza averli commissionati.
Sono certo di non aver mai fatto nulla di encomiabile
se non servir delle briciole ai passeri
Cosa c'entra l'aspirazione al regno dei cieli con la partecipazione politica?
Pensi che serva a qualcosa il conforto a chi sa quel che patisce?
Se ha paura lo rincuora? O lo compatisce?
Pettegolezzi alle mostre d'arte paesane
Brutta cosa è la fame.
Nulla è più brutto del mangiare un uomo crudo?
Se non è fatto di carne.
Ah! Mangiarlo cotto e condito ti pare che lo sia di meno?
Non se è cibo saporito.
Più brutta è la tortura.
È forse bello torcere il collo al pollo?
Così se capita di parlar di cose belle e raffinate
mi si dice di aver cattivo gusto o non averne affatto.
A me che stravedo per il baccalà fritto e le sarde salate.
Grossolano. Aggiungono i raffinati per cui vale solo ciò che è grande e bello
Rispondo loro che ai miseri è concesso saziarsi a capodanno, pasqua e natale.
E ciò vale anche per gli schizzinosi intenditori di vino
che lo annusano come se dovessero berlo col naso.
E lo masticano per assaporarlo meglio, prima che diventi aceto.
Se ne infischiano del vino che tiene a bada la vecchiaia
che rinsecchisce come un fico secco con una mandorla nell’animo
Una immagine di san Carlo Borromeo inventore del seminario per i preti.
Per pregare dio di far prosperare l'onestà, metter l'ali ai buoni,
far leggeri i miti e i deboli forti come aquile che volano alto
per lasciar cadere tegole su farabutti e scellerati
che rompono i timoni e bucano le ruote snelle
Il povero certo è contento quando dice che se fosse lui il ricco
si comporterebbe in altro modo da chi ricco lo è davvero
e, ad esempio, non calzerebbe mai scarpe strette
le darebbe ai poveri come cura per l’invidia
le darebbe a ciechi, zoppi e gobbi
che non si allontanano
dalla porta di casa
La vecchiaia è felice se la memoria gli serve vivi i ricordi del suo passato
quando l'autore dei contratti mise d'accordo il giorno e la notte
sul governo del mondo per resistere ai bollore dell’astro
che dura tuttora come testimoniano terra e luna
sulla lunga durata senza per clamore
e senza cedere una virgola
Dove dormono i sensi la mente si annoia
perciò non ricordo i sogni, dove una mia copia,
più abile di me, fa una figura migliore.
Sognavo i Dioscuri: Benigno e Maligno
che discutevano su chi morir per primo
e aspettare che l'altro lo risvegli
La vecchiaia - se la mente vuole - conserva il suo passato
La vecchiaia è una invenzione degli dei
che ci obbligano a inchinarci davanti all’altare
Manager e braccianti vogliono lavorare in compagnia delle mogli
che si portano i bambini appresso per avere il calore della famiglia
così capitani d’industria e primari ospedalieri quando muoiono
vogliono essere cremati con le consorti e la nutrita prole
La vecchiaia è l’ostetrica del definitivo ? aldilà
Gli africani sono i primi abitanti del mondo
nati attorno alle sorgenti del Nilo ne han seguito la corrente
per popolare il mondo e lungo il percorso han fatto sfingi
e piramidi e seminando figli in ambe le sponde del fiume
sfociano nel Mediterraneo volendosi chiamare
zingari girovaghi primi figli del dio degli dei senza nome
per secondi fanno i prepotenti audaci con i deboli
che le buscano dai forti che aspirano al cielo come i Maestri
che in bottega lasciano ai Garzoni la cura degli affari
che vedon tutto chiaro sulla coesione, composizione,
struttura e funzionamento del corpo
rimane l'enigma del cervello incapace di spiegarsi a se stesso
e decidere se loro primitivi si sia grandi o piccoli o relativi ad altro
Qualsiasi cosa io dica di chi non conosco non sarà mai un ingiuria né una calunnia
quindi taccio sul sindaco del Bosforo e sul re d’Inghilterra
e sul più insolente malandrino della ciurma di Magellano
Ma che dire del dettagliante del quartiere che ci prende per la gola?
È più onesto il malvivente che inganna o il prepotente che ruba?
Dirai: nessuno dei 2 è onesto. Il primo ti beffa e il secondo ti mena
È più facile adulare un meschino o dir male di uno già cattivo di suo?
Dirai: non lo so. Ambedue impuniti. Il primo ti infila e il secondo ti mena
Staremmo davvero freschi
se le idee ci fossero suggerite da angeli e demoni
Cosa è lo spazio-tempo
se non il luogo presente che contiene la mia misura?
Staremmo freschi se il firmamento si muovesse
solo perché qualcuno lo scuote. 12
Anche le palle di lardo servono a ungere le emozioni
Il caso che ci può nuocere può esserci propizio
Vedi di aggiungere poco o nulla al necessario
se non vuoi folleggiare con le ciance e diluire il brodo
insomma dì quel che devi senza giungere un bàh né una virgola
La cortesia maschile e la gentilezza femminile fan lieta la vita
anche se la calunnia punge quanto una lama proditoria
Non so perché non mi riesca di dire quel che mi vien di scrivere
Chi è forte d'animo resiste meglio al dolore
con una bordolese di cannonau e all’animo debole soccorre
il fiasco del chiaretto per non soccombere alla sofferenza
L’arte del buon vivere vuole le cerimonie in pubblico e il certame in casa
La cultura pretende che ogni proposta
sia accompagnata dalla sua ragione di fondo.
Il nostro credo è, se non la verità
l’affare che gli si avvicina di più
Certo è che le prodezze umane sono le migliori
del mondo conosciuto finora così immaginiamo mondi
diversi per confrontar con le loro le nostre faccende in atto
Col riconoscere le cose durevoli e segnarle con un tratto di geroglifici
egizio o cinese per memoria cominciò l’avventura umana
Il giorno promette superbia quando l'alba
ammanta di nuvole il Gennargentu...
Sono i libri inutili e illusori
che calano la fosca stupidità nell’anima
ma sono i buoni libri che risollevano
le nebbie posate sull’animo
son le facili illusioni che gravano sul petto
e sbuffano tra capo e collo
ma è il vento del giudizio che dissolve
le assurde imitazioni del mondo reale
che prodigio è un mondo pieno d'anime pie
che non tracciano un solco nell’orto?
Abbiamo da nascere per fare i mezzadri?
Siamo mortali e non siamo felici né infelici
Siamo vivi e convinti di esserlo
come lo siamo del sole
che dove non c'è tutto dorme alla grossa
da noi ci chiamiamo vivi (?)
perché diamo i nomi agli affari delle cose
come sappiamo che è sufficiente aggiungere o togliere
una lettera per mutar senso alla parola
Abbiamo belle guerre da fare
e ghigliottine da inventare per pelare patate
Bastava non nascere per riempire il cielo.
Chi può esser più pio di chi non nasce?
come se non fosse il sole che splende perenne
a far luce nel tenebroso cielo
pieno di ignoti lumicini nella notte eterna
che non dan vita a un'idea nell'oscuro labirinto
che sussulta sotto il basco nero
Non ama il presente vivo chi va a letto con la tradizione passata
perché non è facile vivere con due mogli o due mariti
come non è facile al cane inseguire due lepri
col rischio di mordersi la coda
e abbaiare alle nuvole che coprono la luna
Viviamo e se ci sfugge il presente ci aggrappiamo al passato
Mai padrone del presente, adatto il passato alla mia misura
Vediamo sconquassato il presente che ci esclude
così facciamo il passato più bello, gaio e ragionevole
Quando lo stile del presente non si confà a noi
evochiamo la classe del passato
Le considerazioni che vado mettendo giù
riguardano le difficoltà legate a quel che non riesco a fare
e,come me,senza eleganza né educazione
pretendono solo aria e luce senza suono né odore -
considerazioni del tipo:come fare, senza lapis
a scrivere -beaucoup-con lo scalpello per dire ‘bocu’
sorseggiando, a dieci anni, champagne come acqua dalla ciotola?
Nell’ozio galleggiano le lacune della memoria
oziamo, quindi, per colmare i vuoti
con fantasie d’accatto
che lo spirito sia libero,
poi sia veloce o lento poco importa
conta che lo spirito sia libero e sereno
per giocare con la mente vivace
allora:l’accadimento fortuito è il sentiero
che il destino apre per indovinare l'avvenire
Sempre l’animo cupo opprime il petto come un pesante macigno
che la sola comprensione solleva con la sua luce prodigiosa
quando illumina la mente del messo comunale che seduto
- predicando sulla realtà dell’essere al mondo sopra un pianeta-
sull’orlo della pubblica vasca dove lo zampillo scroscia eloquente
nella piazza d’Ohiai B. resa deserta dalle gelide notti di gennaio
e solo i gatti gironzolano con qualche sorcio tra i baffi
e stringe le palle ai felici ospiti alla finestra dell’ospizio civico
la varcano bevendo il vino della notte in casa e cantando
-come da giovani usavano mietendo il grano di Nurdhole
e le minute donne del paese li dissetavano con l’acqua delle fonti
che scorrendo nelle vene della terra versa il contributo
al Tirso che irriga gli orti del Campidano ricco di frumento
e di cocomeri che i montanari scambiavano col cacio di primavera-
in attesa del messo comunale che mentre l’aurora dirada le tenebre
pretende dal capo dell’ospizio la consegna dell’ospite in esubero
che, da vittima designata, deve render conto con la vita al termine
della notte, grassa di sorprendenti amori e di crudeli cattiverie
Le assurdità che non stanno in cielo cadono sulla terra
dove c'è sempre qualcuno che le raccoglie e le fa proprie
per farle valere e cercare di imporle sulla pubblica piazza
che fingano si capisce perché non patiscono il cavolo soffocato
caduto dall’alto, bianco slavato, così simile alla parrucca degli angeli
dei quali non mi interessa tanto lo stato della loro forza attuale
quanto mi preme il loro stato di salute arioso e delicato come le nuvole
L’avarizia ha per fine il conto del medico,
dell’avvocato e del barbiere
(che, come gli artisti, conta di lasciare le ossa a Parigi)
ovv farsi belli, viver sani e possibilmente puliti
Mordacità significa addentare e straziare la carne cotta
per saziare la carne viva dello stomaco dei maestri
d’ingannevoli presagi e arcani sortilegi
Chi va la? Chiede puntuale la sentinella
Parola d’ordine?
Veniamo in pace con il gallo d’Irillai
che quando canta fa dileguare i fumi dell’alcol
Compaesani. Amici vicini al re di Sardegna.
Allora è più che tranquilla la notte dell’isola
Bene. Buon giorno agli onesti.
Sia sempre libera l'immaginazione dove brillano le stelle che ci illuminano
Parli chi sa leggere, veda chi ci guida e senta chi chiamiamo nel bisogno
Qualsiasi opera l’artigiano sbrighi ci lascerà l’ombra di se
al bottegaio avanza il suo guadagno e passa l’arte ai figli che la baratteranno a carte
all’operaio, come al bracciante, rimarrà la stanchezza che dilegua nella notte per rinascere il giorno dopo
Cerchiamo il passato comunitario dell'isola
che, se non ci sfuggito dalla memoria
abbiamo, per poco tempo, avuto
Pare che i poli si stiano sciogliendo come il gelato
e chi ama il dolce si affretti a leccare
a cominciare dai monchi, zoppi e gobbi,
ai ciechi la forchetta e ai sordomuti il cucchiaio,
ai castrati, gli ultimi del coro, rimarrà il cono
e siccome non si conosce il prologo,
immaginiamo l’epilogo come un gelato
caduto all’eterno bambino che se ne infischia
dell’oro lucente e del cesello
perché innamorato della giustizia materna
(quel tesoro di mamma che protegge dalle fatture
di chi non sa, non può e non vuole amare)
più della misericordia paterna che non si capisce
che ci stia a fare tra le stelle
che da sole si illuminano e si stirano a lucido
come personaggi minori sotto il trucco dell’impostore
che recita lo sconforto del mondo dei vivi
che fanno della voluttà, di lussuria e libidine,
un peccato senza il quale saremmo la virgola dopo lo zero.
Ma mettiamo che il sole sia il carnefice
che mantiene la terra vittima alla giusta distanza
per non liquefarsi come ‘’un gelato al limone’’...
Mi vien da credere che il nostro mondo vada come gli pare
indipendentemente dall’epicureismo,
dal fordismo e dall’islamismo
Per me, poi, data l'indole, nulla mi e d’obbligo
non bevo il vino dove e’ penoso procurarlo
se c'è lo bevo com’e’ - se non c'è bevo l’acqua
del rubinetto a cui sono abile e abituato
e non soffro se l’uva tarda a fermentare
nel legno del tino dal temperamento mutevole
e vago come tutto cio che vive in cantina, in sordina
o esposto in vetrina nelle botteghe del Corso
Fatico a capire di esser nato sulla terra
per la paura che ho dei cunicoli minerari
dello scavare il sottosuolo come formiche
strisciare in grotta in strettoie da rettili
che richiamino il fisico percorso neonatale
Non voglio rifare ciò che con fortuna
ho fatto una prima e unica irripetibile volta
Il libero arbitrio è concessione divina
le persone godono della libertà per renderne conto a dio
che assegna il giudizio sempre misericordioso ai suoi ministri
preposti da lui dopo accurati studi delle sue leggi
a protezione delle sue prodigiose creazioni
Ho sempre paura che l’inverno duri tutto l’anno
A Dio attribuiamo ciò che ci par piacevole e comodo
perché l’omo è capace di tutto per conformarsi a Lui
purché non tocchi gli alti cieli che esaltano e nuociono
Nell'antichità i vecchi ubriaconi quando erano concordi
su tutte le qualità e i naturali pregi del vino d’annata
si pestavano il pollice ponendolo su pietra e con la mano amica
dell’amico concorde lo colpivano per sancire il giudizio comune
Così gli antichi pagani non escludevano nessuno dalle cariche pubbliche
e se Omero fece zoppo Efesto
Diogene fece strabico Apollo
e a chi diceva che Platone avesse le spalle curve
un altro si divertiva a far balbuziente Aristotile
Erasmo, da buon cristiano, intromettendosi
non si peritò di appellare Elena come donnaccia
senza tener conto che ‘’l'occhio vuole la sua parte’’
Fede e quel che ha la mia piena comprensione
Ricordo che col primo mal di denti
non riuscivo a mettere insieme due parole in riga
volevo metterne in fila una dozzina per fare un aforisma:
Non sono venuto al mondo per soffrire - sapendolo avrei dato forfait
Prima della collera mi arrabbio innanzitutto
con me stesso per non aver visto lo sgambetto
prima del trabocchetto che mi ha preso il non dovuto
Il demone di Socrate era l’angelo custode personale e fidato
che gli suggeriva le parole adatte alle questioni dibattute
non ultimo il dover giurare per il cane di Diogene
e in ultimo gli ricordò che doveva un gallo ad Asclepio
che curava i vivi somministrando il sangue della Gorgone
che scorreva a sinistra e con quello che scorreva a destra
anticipava, si, la morte che in mutuo scambio rilasciava chi voleva
Che ti aspetti dal mondo?
Di fuoco perenne è la terra che fuma sulla neve dell’Etna. 12
Non sai che fare? Per la causa!?
Falla finita e fai l'avvocato che la tira per le lunghe. 12
Votati a dio e fatti dei suoi se vuoi conoscerne i favori. 12
Il filo del destino si deperisce se non è usato a dovere. 12
Il vino generoso esce dalla cantina solo se l'oste è prodigo. 12
La poesia è una sottilissima tela fatta per resistere alle intemperie umane. 12
Nascere è avventurarsi nel mondo ignoto per conoscerlo e sedarne lo scompiglio. 12
A letto si dorme, non ci si pente
Non pregare per me che l’ho già fatto io
disse il moribondo all’ospite col rosario in mano
e le preci sulle labbra, che rispose:
- Son venuto a salutarti
-Con che diritto? Tu vuoi curiosare!
Pensi che abbia vergogna di morire?
Non ho mai scommesso, ne mancato di parola
ne giurato sul sacro che non conosco.
Sai, porto con me i miei misfatti inconfessati.
-Non lo so. So dove io posso arrivare.
-Io so quel che lascio come se fosse mio figlio
ma non so se quel che troverò sia come sua moglie.
-E a lei non lasceresti nulla di tuo.
- Mi è sconosciuta come uno straniero.
Non e’ della mia casa e, senza collera, mi disturba.
Ma tu non immischiarti nei mali di casa.
-E’ di tuo figlio il giudizio che gli hai dato.
-Non so cosa voglia dire, ma non e’ piacevole.
Vattene. Mi fai crescere l’ansia. Voglio star solo.
Tu porti sventura. Non servi alla mia sofferenza.
-Detestami pure, se ti solleva dal disagio
e serve a guadagnare la pace. Offendimi.
Offendimi, come il fuoco che brucia il legno
ma non c'è fuoco che bruci il male
che si annida in ogni casa
La marmaglia si risveglia al baccano
della cianfrusaglia che non dorme mai
e da sempre aizza l’odio contro il debole
a cui, da solo, manca la forza di lamentarsi
ma i deboli uniti costruiscono le case
che la marmaglia e solita distruggere
sostenendo che in quella casa e stato avvelenato
il Capobanda tradito dal suo medico di fiducia
Per quanto si dica anonimo
Segni evidenti distinguono l’autore
Per affari innocui va bene l’anonimia
Per la calunnia sia nota la lingua
C’e sempre uno nella nostra cerchia
Un po piu sciocco dell’ultimo nato tonto
Perché ai nostri impareggiabili occhi
Non c’e fondo alla stupidità paesana
Come il felice donnaiolo che non rivela
Le sue conquiste per tema che si scopra
Il segreto nell’anello che tiene al dito
il mondo e quel luogo dove tutto perisce
e i contadini sono gli ultimi a morire
perché con la pula coprono le carcasse dei cadaveri
anche se in ogni paese, per avvisare i nuovi arrivi
la cattiveria muore appresso alla sempre ingenua bontà
che, inesperta, ha in cura la radice d’ogni male
che cresce tra i sempiterni ruderi dove sopravvivono
le volpi di Esopo che non vogliono morire e se costrette
a farlo rinascono con due gambe e senza coda
avendo in dote la possibilità di simulare altro
da quel che in realtà desidera
cos'è la pietà
non so quali siano o fossero le regole della natura
tanto non le distinguo dalle regole divine
che confondo con le regole umane
chiare a chi ha un proverbio da citare
torbide per ingannare i miei deboli sensi
che travisando si chiedono cos'è il sacro
se non la persona da rispettare comunque
così chiunque non rispetti le persone e empio
l’uso antico e la moderna consuetudine
gli animali la fanno in piedi ovunque si trovino
altri seduti, comodi e possibilmente al coperto
si dice che i pigri non temano i pidocchi
come i fifoni non temono le calunnie
e i caproni van fieri delle corna
così a forza della costumata abitudine
per far pipì ci si serve della mano più fidata
nulla è più innocuo e illusorio del glorioso passato
si dice che gli avvocati si facciano più pensierosi
quando nei tribunali silenziosi mancano le contese
e storcono il naso quando la pace regna nel paese
chi perde in tribunale esce - più mesto di un vedovo-
con le tasche vuote e un vascello d’anni di galera
così la guerra e figlia della pazzia che peggiora
quando le parti contendono per la stessa causa:
per il possesso amoroso della donna che rappresenta
la terra felice e ambita sia a Sparta che a Troia
la coscienza e la premurosa serva della mia volontà
far quel che voglio e il dettato dell’intelletto
l’intelletto pensa, la volontà decide e la coscienza sancisce e acquieta
nulla e più intimo del loro connubio e non si fanno dispetti
perciò fan l’ovo nello stesso nido e lo chiamano intenzione
occupano lo stesso deposito e cercano la verità del mondo
siccome la verità e la parola di dio e dio non si sa chi sia
figuriamoci dove approda e a che serve la loro fervida ricerca
non sono in grado di registrare quel che accade
dico come posso quel che mi preme che e fragile
posso fare a meno di scrivere quel che rimugino
ma non posso fare a meno di leggere ogni giorno
quei libri dei primi maestri che si bagnavano nel Mediterraneo
Non so nulla di quello che non so
So di vivere - molto probabilmente - per caso
vivo in un fortuito miscuglio d’aria e materia
dico vivere da come questa mescola mi fa pensare
così penso di trovarmi nel luogo adatto a vivere
e vivere il tempo necessario a ciascuno
vivo per il mio essere materiale e il cielo è pieno di materia vivente
cosi credo che la vita di ciascuno sia la durata di ciò che chiamiamo tempo
e tempo e’ il percorso che si attua nel mondo che contiene i tanti che siamo
e dove dall’essere molti si conoscono gli accidenti che datano il tempo
True, vero, truismo o verità evidente
Truismo è dire che la vita è precaria.
Truismo è dire che la luce (del sole) si fa il giorno.
L’uomo e piu feroce dell’animale
Sull’eccidio, la distruzione e la cenere sulla carneficina
Indegno è vivere alle spalle della moglie che serve in casa d’altri
Più che la tortura può il sonno, la sete e la fame
Non ho niente da ridire sulle traversie umane nelle case d’altri
Fate in modo che le vittorie non lascino morti sul campo
Non mi piacciono le dispute, né le brighe, per arrivar primi
Fate che le guerre siano combattute cantando come i poeti sul palco
L’aguzzino si compiace di torturarne per non far strage
Fate in modo che gli attaccabrighe vivano disarmati
L’invenzione e l’uso delle camere a gas e dei forni crematori
ha sancito la vittoria del monoteismo industriale sul paganesimo sacrificale
La vita, la mia vita, la vita di tutti, è un modo di essere sulla terra
che chissà da quanto tempo se ne sta a girovagare nel cielo
come un camion carico di cianfrusaglie che durano più di me
Pare che la terra si muova come una trottola
che cambia per noi se è una frottola?
Che mi cambia se non fa clamore?
Sono arrivato senza un invito
non mi piaccion le feste e nemmeno gli altri riti
quindi me ne vado senza dir nulla a Nessuno
Non mi par bello rinunciare alla vita perché con ciò
impedisci al tempo il dovere di condurti alla fine
Nel deserto si grida per la vastità del silenzio
in città si urla per superare il rumore
mi è forse utile levar voce di giubilo?
Quel che si deve ai genitori è uguale
a quel che essi dovevano ai nostri nonni
La sorte del mondo dipende in buona sostanza
dai suoi sussiegosi bellimbusti altezzosi al timone.
Come in famiglia col suo antico stile
Antico è il metodo del vecchio debitore che litiga per non pagare
in un mondo pieno di intrighi eterni, venali e infiniti
dove quel che ci concerne è destinato a soccombere
Rifletti se non vuoi illuderti che tutto si dimentica
se qualcuno non briga per scriverlo e ricordarlo
come se servisse a impedirlo: dove sta l’inganno?
Bussa alla porta di chi molto promette
per addolcire l’obbedienza del suddito
Il senso della vita e che si lascia accettare o respingere
quindi molesto è ciò che mi offende
e se non mi sento offeso molesto non è
se posso dalla molestia mi allontano
se non posso non mi curo di lei
così quel che non nuoce all'anima
scorre via liscio al mare
Lo scopo della vita e lasciarla scorrere libera
senza inganno, senza anticipazioni e senza rinvii
convincendosi che dove tutto è buio nessuno ci vedrà
soffrire e gioire e nel nulla che tutto rende fiacco
ce ne infischieremo della tremenda vergogna
L’immensa vita ha un non meno immane lieto fine
poi vivere semplicemente è il più naturale dei modi
La ninna nanna che la madre mormora alla figlia per prender sonno
è la richiesta di accoglienza alla terra dove la neonata ha pianto
la prima volta per vivere e per far presente di essere lì all'aria
e alla luce del mondo che illumina i Corsari che corrono
per inseguire il tempo a disposizione che assume
la nostra fisica e sonora fisionomia
Aiace: Perché io non dovrei imparare a essere saggio? Sofocle
Assieme alla porta è stata inventata la chiave.
Se la morte ci rovina, arrestiamola.
Le mie cose da nulla.
Quel che più piace dell'esperienza umana
è la capacità di pensare, di lavorare
e di provare compassione a quel che l'uomo fa
Storia dei gosos
Quando penso a me non so cosa io sia in realtà
i cari testimoni della mia nascita ricordano che in quel periodo
agli avidi mangiatori di carne arrosto veniva imposto
un rametto di mirto tenero al coltello, affinché moderassero
l’ingordigia che soffoca chi ha gli occhi più grandi della panza
non sai stare a tavola, gli dicevano, sei adatto a stalle
e bettole, contieniti - fai come noi - educati a far bene
dai un morso a questo prodigioso rametto- docile al coltello- che insaporisce
il porcetto con 5 grani di mirto con le foglie sempreverdi
vedrai, è come masticare una manciata di pelo caprino
e cantare i gosos alla novena del mite san Francesco
o preghiera di cadenza raffinata e melodiosa
dei beoni che hanno appeso il bicchiere al chiodo
o lamentosa cantilena degli astemi anonimi e pietosi
che avevano promesso di non bere più vino
se san Francesco - onde evitare la lugubre nenia delle prefiche
avesse salvato un loro sodale di rebotta da morte certa
-Compagni, teniamo ferma la promessa a san Francesco
che ha riportato in vita al nostro amico indenne dall’inferno
e facciamo di lui -che ama i buoni, il santo della nostra stima:
Sia lode a Lui e a tutti i buoni della sua mite tempra.
Amen
Per me Irillai è come Biscollai
Come il Sannio e le Sei Terre
Come il Plateau di Gergovia e Samarcanda
Come l'istmo di Sant'Antioco e la Sardegna
Come Corinto, Suez e Panama
Come Bering e Bonifacio
Come l’Ellesponto, Scilla e Cariddi e le Colonne d’Ercole
Abbi sempre voglia, mi dico, di dubitare per capire
prima di fare - prova a pensare se ciò sia giusto
e se non si possa farne a meno- se non sia possibile rimandare
pensa se non sia possibile fare altrimenti
non obbedire se ti pare che sia vergognoso farlo
evita quel che si potrebbe giustificare dicendo:
non potevo farne a meno
Mi disarma la tua solitudine e confrontandola alla mia
Mi soccorre l'esempio di quella a cui son sopravvissuto
Contrapponendo la lettura e la riflessione
E la considerazione sulle cose negli affari col mondo
Penso che tu abbia importanti vicissitudini con cui ornare
Il tempo in compagnia di B. and B. (Beddha e Bacco)
E con la sinfonia dei gracchio nel mirino dei falchetti...
Richiama il passato per dare linfa al presente
Hai ben vissuto, rigpensa ora a cosa rifaresti
E immagina la verità vissuta in altro modo
Stima la tua esistenza attuale
Stima la realtà presente e vivila con premura
Stima il tuo mondo e abbi più stima di te
Dai vita alle tue passioni e offri i vizi alla fortuna
Sii assidua nel tuo giardino e coltivalo
Ha bisogno - come me - delle tue mani sapienti
Coltiva le cose belle che ti appartennero
Coltivale come un tempo e impegnale al meglio
Per te e persevera che da oriente arriva ora
L’odore della primavera con l'ultima novità diffusa dai giornali
Sull’invenzione degli dèi inferiori preposti dal sommo padre
A far dell'anno il contenitore dei giorni in cui mescolare
Il bene e il male, fausti e sfortunati, solitudine e compagnia
Affinché la sorte cieca li distribuisca a casaccio
Tra i banditori di merci invendute che non si sentono
A Calalunga dove sovrana regna la quiete
Tra gracchi, gabbiani e falchi d'alto volo
Nel rispetto di chi ci vive che raccomanda serenità
Al prezioso mondo dei mortali che non hanno nulla
Da vendere e più niente vogliono comprare
Qui si aspetta con calma la pace del tempo
Che il vento distribuisce come la cosa
di maggior pregio che non si lascia afferrare
Da quando abbiam coscienza di vivere cerchiamo di fare
della vita che conosciamo la premessa di un’altra migliore
La frusta cristiana, dicono che sia la ricchezza per i protestanti
e la povertà per i cattolici che saldano la base della piramide
che ipoteca sul vertice il regno del futuro benessere
per la gloria di aver vissuto
Non ho mai corso in vita mia
e come sempre mi stanco camminando a passi incerti.
Non affronto lunghi percorsi, e così scrivo come vivo
e vivo seduto per star saldo, in piedi per la presenza
e disteso per rimuginare come vuole il buon Dio
del grande e fertile Campidano
con l’aroma dello zafferano e le cime dei carciofi
Chi non vorrebbe fare qualcosa di buono
da estasiare tutti i paesani del circondario?
Sono io il meno bello, con la barba incolta
e immusonito senza la grazia che al solo evocarla
mi va di traverso, estraneo ai balli in piazza e grossolano
nel parlare manco di umanità e mi segno la croce con la mancina
ma con gli orecchi eleganti per sentire gli umori del mondo
e gli occhi liberi di vedere quel che la luce mette in chiaro
e la notte non nasconde i mediocri che urlano per farsi sentire
dove i buoni tacciono perchè è inopportuno declamare buoni precetti
tra maldicenti pronti alla calunnia gesuitica e alle zuffe festaiole attorno
ai falò degli eretici, dei dubbiosi e degli scontrosi
È una dote delle Muse imitare le azioni umane e l'opera della natura
È un dono di Dio avere reso inimitabile il carattere di ognuno
Che uno sia bello o brutto è affare della natura
Che un uomo sia buono o cattivo è affare del suo animo
La persona educata fa merito di ciò alla famiglia
Se è elegante lo deve alla società
dei barbieri, rattoppini e ciabattini
Racconto dei fatti miei
e di ciò che so dubito
Trovo facile e bello scrivere quando in capo mi frulla
una parola, una frase, una riga e un idea
considerando le cose e gli affari della vita
oziosa o laboriosa senza dare o avere
conforto dal pensare alla morte
sempre inevitabile come
il disagio e il sollievo
il giorno e la notte
e la gioia e la pena
Gli anziani del Cantone senza denti invecchiano prima
anche se hanno la bocca vuota come poppanti astemi
mangiano semolino e bevono il vino come una medicina
per curare il tremore alle ganasce disossate che rende burberi
e nottetempo succhiano scaglie di cacio per accogliere
le avvisaglie che premono sull'animo e logorano il corpo
e avvisano i nipoti di tirar su l'ancora col vino fresco dal pozzo
La propaganda ti incita all'uso di quel che è in vendita
senza badare al prezzo
Le parole che scuotono la malinconia
son simili a quelle della propaganda
che promette al moribondo la pace con la farina
La propaganda sazia senza mangiare
La propaganda con le sue parole ti dà il cuore
con i fatti non muove un dito nella crescita
La propaganda promette di riuscire in quel che ad altri
è andata male e ora incolpano la sorte avversa
La propaganda promette con la lingua e prende con le mani
Le cagnette d’Ohiai B. fiere dei severi costumi di casa
abbaiano sguaiate chiunque si avvicini alla Umile Signora
e, potendo, scalcerebbero come cavalli superbi e indomiti
o come somarelli bellicosi allergici al bastone, al carico sulla sella
e, nel cammino da fare, se l'ostacolo non si sposta, lo pesta
quindi non lasciar sulla retta via l'ingombro che nessuno sopporta
Che ne sarebbe della gran Bretagna e del Commonwealth senza il re?
I continenti son pieni di nostri simili - tra le righe -
ma chissà come vivono i popoli che non hanno un Vaticano
-sul vertice della piramide fa il nido la colomba e le allodole nidificano alla base-
dove un papa, che siede nel seggio maggiore di Pietro
e va con una marcia in più in accordo con Anassagora
che diceva - tra le righe - essere il sole una pietra incandescente?
Che ne sarebbe del resto del mondo se non ci fosse il re in Svezia
che per assegnare il Nobel deve scendere dalla bici?
Sulla lascivia degli artigiani profumati
Si usa dalle nostre parti un vecchio detto
che riguarda la libidine che costringe i barbieri
a chiudere bottega ogni lunedì perché affetti
del cosiddetto calore di pecorai e caprai
Fatemi domande, disse l’ardito sfacciato
dopo aver mangiato la famosa murena
fatemi domande sulla politica corrente
a noi lo disse, a noi che dovevamo votare
sapendo ognuno a chi dare la preferenza.
Chi ha in mano il filo delle sue ragioni
e ben disposto con l'interruzione opportuna
non fosse altro che per dire: Ma di che parli?
Il sole non è una stella comune
-tieni conto della distanza dalle altre stelle
da noi impossibili da raggiungere-
è la nostra stella senza la quale
non saremmo stati qui a faticare
Sarà poi - per certuni - una stranezza
ma non vorrei
mai perdere il controllo dei miei sensi
così non vorrei
mai che animo e mente si azzuffassero
nella sala giochi del sottotetto di casa
Con chi più frequento mi piace parlar per simboli
come usano le api fra di loro per non perder tempo
in modo approssimativo, pare che sia il giudizio delle mosche
a quanto danno a intendere a chi le studia con costanza da vicino
più propensi a parlar di scorciatoie
Diceva messa in sardo e cominciava dicendo:
Per avere un po di concordia dobbiamo almeno tollerarci
per volerci bene ci basta sapere del poco che siamo
per non aver mai avuto un re voluto dal cielo
L’uomo è carne viva che si riproduce giorno dopo giorno
per essere se stesso e conoscersi piano piano
se poi la domenica comincia a pensare allora a fine settimana
sarà un futuro e fiorente superuomo stanco di veder uccidere
perchè ‘non si può proprio farne a meno’
se ti accorgi che rubano a occhi aperti le tue mercanzie
e intascano come se l'avessero pagata
In ogni cittadino del mondo c’è, gratta gratta
un animo leonino forte come il granito di Buddhuso’
come quello di Leonida e della sua squadra del cuore
che tanto uccise per difendere la patria dall’invasore
assassino mortale come ‘noantri’
che nelle nostre fila contiamo Tersite, Meleto e Giuda
Quel che scrivo mi appartiene
anche se non vale più di quel che io la valuti
non ho niente da dire di cui non potrei fare a meno
non ho scelte da fare e quel che appare su questa riga
e per me uguale al resto della pagina che sia in alto o in basso
che sia una riga di costume, una considerazione o una chiacchiera paesana
appartengono al mio modo di vivere e vedere il mondo delle cose e gli affari del caso
e quel che dico e verosimile a quanto ho visto, sentito e capito e in qualche modo
mi protegge dai raggi cosmici come può fare una barriera di pretenziosi
aforismi
Sardignoli son gli isolani che sanno quanto sia esiguo
l’interesse che destano nel mediterraneo
se non c’è qualche sequestro in atto
Mai rinfacciare alla persona la sua condizione fisica
né rimproverarlo per la sua posizione sociale. Mai.
Per non destare il sopito rancore infinito
dell’infelice che si tramuta nell’odio del mondo.
Al molto miope si fa carico di piroettare il malocchio in paese
con un occhio, e con l’altro difendersi dalle saette olimpiche
Chi non ha l’occhio multifunzione
come l’animo multiforme di tutti noi?
Solo i re incoronati da Dio col potere di far guarire dall’insania
delle volte essi hanno lo sguardo così penetrante
che chi lo subisce fa modo di pararlo con le fiche
Il solo star davanti a uno che per fama guarisce
stai già meglio anche senza parlar di clisteri caca-spiccioli
La natalità è un anello dell'eternità
La sculacciata al neonato che piange
è la prova (docimasia) del suo essere al mondo
come persona vivente a pieno titolo
pronto a ridere delle cicogne isolane
I cristiani delle origini se ne infischiavano degli affari
del mondo, come, d'altronde, i primitivi nell’eden
ora, invece, i preti vicari del Dio d’ogni confessione
tutti con un occhio che si difende con l’altro che offende
sono ben attenti all’ordine del mondo che a volte
pare non avere una causa precisa, uno scopo chiaro
un fine preciso, per cui son pronti a sollecitare la potenza
del Signore che indirizzi la ragione umana a più miti stagioni
noi, scettici d’abitudine, auguriamo eludibilità divina alla santa richiesta.
Amen
È uso ringraziare ciascuno a modo suo di esser nati
il mio è ringraziar la ventata d'amore a tempo debito
credo del vago autore che in nove mesi
da forma completa all’animo che ama.
Non di sublimi fantasmi si tratta
ma di raffinati esseri viventi
che mangiano vitelli e dal
cuoio fan scarpe e
stivali e dalle
corna tazze
resistenti.
Fuori della mia bottega non c’è un coro che mi sopporti
come il rapace non stima lo scarabeo e lo caccia dal nido
che fare, allora, che mi rimane da fare se non riempir
di mie comode immagini la tela che ho da tessere?
Parlo di me che mi conosco cagionevole assai
e l'abbandonerò non più tardi dell’imbrunire
sempre ché l’incerto ordito ne sopporti
fino a mezzodì l’adiposa trama
Prometti la vita eterna e ti seguiranno a frotte nel tunnel
Moltitudini scompaginate attraverseranno il ponte
Investire è: Mettere soldi in una impresa
Chiederanno denaro, costerà caro e sacrifici in croce
D’altronde chi non coltiva la speranza?
Credi in chi studia per curare la demenza
Altri hanno pronta l'illusione
Dilapideranno e presi con le mani nel sacco
saranno condannati e perdonati
perché lo Stato non è una prigione
ma è l'essenza di uomini liberi
La parola d’ordine è: Sii lieto per non essere triste
Prometti quello che ti chiedono
Vuoi star bene? Incanta qualcuno a darti credito
Se l’otterrai tuo sarà il merito
L’Europa darà prestiti a basso costo
Bene, ci saranno margini per tutti
e qualcuno alla scadenza pagherà il dovuto
Dalla scrofa che partorisce nella melma
avremo teneri i porcellini in tavola
Chiudi il cerchio e dentro fai ruotare il quadrato:
C’è chi ha da parte il denaro
C’è chi del denaro ha bisogno
C’è chi per denaro lavora e per bisogno
Lo prendi e lo ridai e tutti felici e contenti
In più di mezzo c’è il lavoro da una parte che arricchisce
e dall'altra la povera disoccupazione che lavora e produce
farà spiedi per infilzare pesci e capretti che cotti alla brace
dove non c'è un mago che gioca col ferro rovente
si ha cura di afferrarli con la coda della camicia
Poi si trova sempre qualcuno che consumi
come un corpo vagante magari senz’anima
senza nulla da ostentare come un vanto
Gli dei si arrabbiano assai
quando uno scellerato qualsiasi
uccide qualcuno che non lo meritava
e quando non possono rimediare pensano
di risarcire la famiglia come comanda il gran dio
del Tirso: Con un fertile campo di grano in Campidano
L’universo è libero e democratico quindi universale nel solco del sole con le stelle. 12
Il mondo è un vassallo quindi uguale e particolare come pianeti e satelliti
Sospiri di delatori pentiti rivelano che la morte
di Melchiorre Murenu avvenuta a Macomer
sia dovuta ai sicari diocesani che gli avevano
trovato il calice d'argento dell’eucarestia
- trafugato dalla cappella del vescovo -
nella bisaccia assieme a pezzi di pane e cacio
e una gavetta di malvasia businca.
Voci miserabili e fuori controllo del corridoio della caserma,
mormorano che il vate della Planargia intendesse
corrompere gli accademici svedesi a tener conto
della sua cecità che ricordava Omero e Demodoco.
Fattostà che la morte del poeta resta sempre impunita.
Misero il popolo che uccide i poeti che non han bottega
ma hanno i sentieri del mondo per officina.
Poi qualsiasi modo va bene
per finire di tessere la propria tela.
Da noi, in paese, si dice che chi è scottato
dall'acqua calda beve quella fresca
o, in cantina, beve fresco il vino.
Così, per insegnarlo ai nuovi nati.
D’altronde in paese non è difficile uccidere
una persona, tanto che dell’ultima dozzina
di morti i responsabili se ne vanno in carrozza.
Ma si sa che dove c’è vita si muore perché si deve.
Tutto il popolo in piazza è figlio di buone donne.
I figli delle madonne stanno in cielo, in famiglia.
Non è l'alfabeto che impedisce di morire, no, nessuno lo può
però aiuta a vivere e a sposare i numeri di Pitagora.
Poi pare giusto morire, quando si rompe il bastone.
Amo i miti perchè in loro vedo quel che non sono.
Amo gli dei che mi frullano in capo e guidano il mio misero due
di briscola verso la meschinità del mio animo povero di sale
che un suo valore, più del prezzo, c'è l’ha
La libertà è il poter contare sulla solidarietà
dei propri simili nel momento del bisogno
chiudi quindi la porta per dormire
dovranno svegliarti per rubare
Che serve aver la casa ricca di beni se hai paura che li rubino?
Certo non è la fama della mia fame
a far accadere le cose che suscitano baccano nel cielo
La propaganda non esclude nessuno che sia malleabile
tanto incanta i dotati di giudizio e poveri in canna
quanto i portatori di chiara insania in linea col lignaggio della virtù
Meglio non nascere che finir le ossa in galera,
picchiato, torturato e calunniato,
in balia di corrotti ruffiani, spregevoli aguzzini
e manutengoli fascisti di preti esorcisti
È il caso che decide e ci guida ovunque si vada
come le memorie di vecchi generali sospettosi di attendenti delle mogli
e altissimi burocrati attenti a non perdere in strada la loro ombra
che credevano di vedere il mondo come un cortile di casa
dove,da svampiti e insani, poter deporre l'ovo nell’aia
in tutto simile all'ambiente in cui han vissuto e operato
reso dissimile da quel loro modo di dire spiccio e vago
Il nostro ciabattino di famiglia
ci racconta spesso le sue disavventure notturne
e l'ultima riguarda l'occhio nero della moglie
di cui si accorge al risveglio mattutino chiedendogliene la ragione.
Sei tu la causa, tu che ogni notte tiri lo spago
come se stessi cucendo - anche nel sonno -
le suole delle scarpe che ci danno da mangiare.
Mi hai fatto l'occhio nero come un tordo,
col gomito, e subito a russare come un barbiere
senza peli sulla lingua ne calli nelle mani
ma profumato come una civetta in amore
che al dir di molti si eccitano come usano i santi
che a forza di immaginare la passione sulla croce,
si feriscono il costato, si forano i piedi
e dal nulla appaiono le stimmate sanguinanti
nelle palme delle mani come i calli a ciabattini e scalpellini.
Non è che ci creda molto, ma ogni sera mi addormento
immaginando intensamente al meglio i giorni per la famiglia
dove le gomitate coniugali sono solo accidentali.
La superbia degli eroi è la causa della vergogna
dei deboli privi di forza e di sé stessi quando invecchiano
e si fan pari ai deboli, da tracotanti che erano per le vane
promesse del passato fuggente che folleggiava sul presente
per deprimersi nel futuro umiliante che è loro sfuggito e capire
che qualunque impresa compiano non sfuggiranno al dover morire
Bello è vivere, onesto e nobile e morir sereni
che comunque morire è doveroso
Chi muore nel suo letto con un sorriso
e perché li ricorda gli scontri d’amore
che mostrano il piacere di aver vissuto
‘ Sa bacca es prossima e su bricu er gja sughendhe’
La vacca sta per partorire e il vitello è già al capezzolo.
È cultura aver sempre un libro in mano e un quadro davanti agli occhi?
Anche gli animali domestici che non parlano, ne scrivono
ne mai fanno di conto, amano la cultura della riconoscenza
con la quale se dai del fieno a un'amabile asinello
ti porterà al focolare la legna gratis per l’arrosto
La cultura fa eccellente il sonno e ottimo il cibo
La cultura è per chi ha tempo da investire
perchè chi ha solo da guadagnare
dice bene che non ha tempo per filosofare
Dai un osso al cane acculturato e ti seguirà all'inferno
La cultura può non piacere solo a chi non sa che farsene
La cultura piacerebbe di più dando un vantaggio immediato
che non è solo l'illusione di esser buono e pacifico
So di un gatto che prendeva le parti di chi gli dava da mangiare
contro chi la accarezzava il pelo e gli dormiva accanto
Cultura è ciò che rende onesto lo spirito e spiritoso il corpo
Cultura è ciò che tiene sobrio lo spirito in combutta col corpo
Dai lo zucchero al cavallo e ti porterà tutto intero da san Francesco
La cultura ripudia il pane e il vino se per averlo deve ammazzare
La cultura è per la semina delle armi affinché le vigne diano grappoli
Ma che utilità ne abbiamo dalla presenza dei massimi pontefici
con la loro fantsmagorica gerarchia?
Non voglio aver amici che abbiano peccati da confessare
con i miei ci convivo e assolvo da me le mie malefatte
Le stelle del cielo sono una smodata accozzaglia di tifoseria culturale
e mi contento della vicinanza della sempre vergine luna sardignola
Il calendario è la successione di date che ordinano gli accadimenti
più gradevoli da tener noti senza mai ricordare le invasioni
di guerre per uccidere e rubare i frutti del campo altrui
Con la farina si fa il pane, la pasta e le torte
io con l’animo pio avrei fatto sortilegi con la bibbia
per i benestanti se ne infischiano della fortuna
a casa - dicono - hanno l'abilità coinquilina
che si cura della loro sorte.
I sensi ci ingannano se trascuriamo le indicazioni
il sole e la luna spuntano al nostro orizzonte
quando siamo su quella linea la vediamo uguale
alla precedente distanza di dove luna e sole stavano
non i sensi ci ingannano ma il limite del comprendonio
L’osceno dovrebbe essere il brutto da nascondere
Osceno è ciò che intorbidisce il bello che però non si lascia offuscare
L’osceno se ne infischia della vergogna estranea agli animali
L’osceno se ne infischia del luogo intimo che rifugge dall’apparire
ed è proprio degli umani che sanno di dover morire
Il sesso non è osceno ma intimo 7
La morale è personale e sociale 6
Il pudore impedisce la vergogna 5
Il sesso dei cani e dei maiali non è osceno ma pubblico bestiale
Il mortale umano nasconde nell'intimo la vergogna
di far l'amore come gli animali d’allevamento
L’osceno è ciò che combino nell'intimo che non è peccato
L’osceno è l'atto pubblico che suscita invidia
Il sesso si rifugia nell'intimo per scansare il malocchio
Nulla è più bello del far l’amore
è quindi beato chi riesce a farlo
sia nel pubblico delirio che nel segreto dell’alcova
La lettura ai sedentari
Lo stadio agli sportivi
La chiesa ai credenti
Il portico ai bottegai
La palestra ai ginnasti
La bettola ai beoni
L’ombra dei maestri ai garzoni
Il tempo dirada la polvere che conserva tutto intatto
ma con le parole si fa poesia, chiacchiere e pettegolezzi
e io senza l'alfabeto avrei fatto il giostraio cartomante
Stupefacente la fretta con cui notiamo il calendario dei tempi andati
si, il calendario serve a tenere in ordine le faccende di casa
segniamo come sfaticati sempre stanchi le ore della giornata
come per segnalare a chi dovrà renderci conto del riposo scansato
facciamo notare a chi di dovere la differenza tra pagano e cristiano
I vertici indicano che sotto di loro c’è una salda base
che si aspetta sempre giorni felici da malinconiche notti
I cani come i servi vanno appresso a chi gli dà da mangiare
Se fossimo tutti cattivi allo stesso modo saremmo stati già morti
certo non siamo nemmeno tutti buoni
perchè qualche cialtrone ci è comunque familiare
sostanzialmente siamo come Dio vuole.
Siamo litigiosi. Sopportando però stiamo bene.
Non tutti ci amiamo, è vero, né, d'altronde, tutti ci odiamo.
Siamo tutti uguali, si, bisognosi un dell’altro
e di umore a volte balzano, e - a giorni alterni - con alti e bassi.
Siamo come Dio ci ha fatto: non migliori né peggiori di noi stessi.
Quando capita d'incontrarci in piazza del mercato, ci guardiamo
e – volendo - possiamo anche salutarci e poi andare insieme
a dare una patina di felicità al passato malinconico
che è stato grande quanto di certo lo sarà il gaio avvenire
i cui prodromi si rifanno alle ultime scaglie ereditate dai giorni scorsi
Cattiveria è intorbidire l'acqua dopo aver bevuto
perciò l'asino beve a denti stretti
perché più del leone conosce il bastone d’Ercole
Vedo la tenda muoversi e mi chiedo dove corra l’aria
ecco, la poesia è una corrente d’aria che da ritmo all’animo
l’esito della poesia è quindi dar luce e aria all’animo
La poesia è uso della memoria e invenzione del ricordo
La poesia ha bisogno di luce per ordinare la materia del mondo
Bellerofonte mette le ali al cavallo e sistema la chimera caotica
I rapporti umani impongono la pace alla guerra
i rapporti che impongono il contrario sono bestiali.
Gli animali risolvono le controversie sbranandosi.
Lo stomaco borbotta se non ha cibo
I muscoli si intorpidiscono se costretti ai ceppi
La mente divaga se non ha idee da formare
Mi diverte scrivere e se mi scappa un sorrisino
me ne compiaccio e se poi riesco a rileggerlo con piacere
lo comunicherò subito alla mamma che si annoia
da quando gli mancano i pensieri che gli rifilavo
prima di trovar la moglie che mi avrebbe ammansito
a suo dire, come succede a chi si crede incorreggibile.
Sperava solo che mi sistemassi prima di esaurire le sue speranze.
Così mi diceva. Ti crederà indegno di lei che disperava
di trovar marito e con la sua bellezza ti amerà fino a perdersi
e poi ti batterà come usano i pescivendoli col polpo coriaceo
sul marmo più testardo di lui che resiste ai colpi e lo rende tenero
e commestibile come il cervello dell’agnello pasquale
di cui van ghiotti i pensionati invidiosi delle madri
che svezzano i figli maschi col midollo del bue mansueto
Ai lunatici l’influenza della luna
con le sue fasi ed eclissi
e la nuvolaglia che l’offusca il suo splendore
Nel credere che sia Dio il creatore di quanto esiste
non vedo offese al comprendonio
qualcosa sarà pur successo che mi sfugge
l'affare solleva fumo quando si comincia col dire
che noi siamo a sua immagine e genera figli come noi
belli e buoni, brutti e cattivi e tutti destinati a morire.
Mi pare che lo vogliano passare per figlioccio
del capomastro che ha ben fatto la malta.
Che ne fanno le chiese del mondo dei molti beni accaparrati
ben sapendo quanto sia difficile portarli oltre frontiera?
Perchè le chiese che hanno accumulato tanti ricchi ori
guadagnato case in città e campagne fuori porta
senza pagare il soldo a Cesare
non li da a chi dispone il proprio tempo
ad ardere nello spirito che fa rivivere il calvario di Dio?
L'Arte chiusa in Vaticano serve a conservare i celibi
pii come i vedovi che quando son tristi e malinconici
leggono Gogol il cui talento narrativo lo portò ad abbracciare Dio
A che serve la ricchezza a chi prega per Dio?
Che se ne fanno gli scapoli d’oro del Vaticano
del loro Stato Dorato a immagine del cielo
difeso da guardie armate di picche ardenti
e spade fiammeggianti come angeli celesti
e arcangeli demoniaci, simili a casti preti
e suore docili come madonne?
San Francesco mangiava nocciole,
Gesù pane e vino, Gandhi lattuga
per alimentare lo spirito, il digiuno come attizzatoio.
Avere il cuor leggero per accogliere l'ansia della salita al padre.
Si vive per vedere come va a finire. Avrei anche potuto farne a meno.
Al papa han fatto l'auto candida come la colomba dello spirito santo,
per incontrare i ricordi dell'avvenire bianchi come il sale del baccalà.
Un'ambulanza con la croce
per la caccia al cinghiale che si è lanciato sul rogo del Bruno.
Il caso è sempre in agguato e da uno antipatico
ti aspetti un oltraggio da ubriaco perchè è sempre il caso
che combina i guai dagli un agnello da svezzare
e se hai ricevuto un vantaggio ricompensalo
con un capretto o se di un amico in pena senti il dolore
che dono di miglior qualità di un maialino da latte magari
col corredo di un fiasco di vino che rende loquaci i sordomuti?
Oltreché sagaci e liberi di piangere e ridere come chi è del mondo.
La folla è la moltitudine del branco÷ Smodata
senza misura nel bene, nel male e nell’apatica indifferenza
la folla ha sempre bisogno di una vittima da sacrificare
e di un capro che espii la sua follia
Vocabolario e Sintassi son come Disegno e Colori
Scegliere cosa leggere è come vedere quel che guardi.
Il caso dal caos infinito
Strage di Ustica
Gli avvenimenti sono fortuiti
quelli del calendario lo sono stati prima
1980 Terremoto in Irpinia, 2900 morti
Reagan eletto presidente dicesi pronto
ad aiutare moti anticomunisti
L’affare più serio del l’Italia è
nel 1980, la crisi della Fiat che si risolve
con gli attentati e la strage di bologna
e al “tintinnar di sciabole’’ o eccheggiar di bombe
segue la svolta autoritaria
per ‘salvare la repubblica di famiglia’
la crisi alla Fiat la cura lo Stato
Rapito Cirillo 1981 attentato al papa
e Turatello ucciso in carcere
con lo spettro di Pinochet
quando ‘’Kissinger minacciò Aldo Moro’’
che morì con la paga di Clitennestra
un anno prima di papa luciani
e 2 anni dopo morì Calvi dell’Ambrosiano
e Agnelli destò alla guida del ‘fantasma
della diletta opinione pubblica’
Morte di Peppino Impastato e John Lennon
Non si è uniti se non si dorme sullo stesso letto
Amarsi e voler morir prima dell'amante
la va a finire come Romeo e Giulietta
Le parti intime anche nelle lettere di affetto
e d’amore riguardano sempre e solo la carne viva.
Triste quando alla persona innamorata
vengono respinte le dichiarazioni d’amore
dette con voce chiara e limpida come l’acqua della fonte
e scritte col timido pennello del cuore
che pulsa in affanno per essere accettato
come proposta del mondo interiore
alla realtà esterna che risolve gli affari comuni
e nelle farmacie trovano sollievo le pene d’amore
Credo che nessuno possa sapere prima di me quando sto male
Dicono che a noi sia dato il piacere di vivere, se obbediamo
altri - gli stolti - gradiscono la sofferenza ribellandosi
Chi mi accusa sa più di me di cosa parla.
Tutti mi consigliano come far meglio.
Amici, parenti e conoscenti mi suggeriscono
quel che c’è da fare a quanto si dice in giro
Han sempre detto fin dall’antichità che tre sono le faccende
necessarie: mangiare, bere e far l’amore a tutte le ore
quant’altro segua aggiunge il piacere allo spontaneo pensiero
che è la cresta della vita che lambisce l'onda celeste
Le cose senza senso evocano le mutilazioni di oscene ruffiane
senza più merce da vendere a vecchi gaudenti
che hanno già speso i risparmi e ora licenziosi
fan mostra del vecchio arnese decaduto come una ruga
un attizzatoio con un dito di ruggine alle ragazze in fiore
che vivono al presente e se ne infischiano del passato indecente
e dell'incerto domani del cornutone scampato alla forca
per una lacrima di Dio che piange sul latte versato
e nel cielo come la gemma dell'universo che da luce al mondo
e colora il Tempio degli Scellerati sulla grande sfera
I tanti gestacci che vedo fare in giro fan si
che le mie mani si intreccino celate a far le vecchie fiche
Perdio, la Sardegna ha perso Smaila che ha incontrato la morte
a suo dire sordomuta e, aggiunta dagli amici, senza mutande.
Benedetto XVI: "Acqua bene primario per tutti gli uomini". E l’aria?
E il vino a chi lo regge. E alle donne rosolio annacquato.
Tutti maschi artigiani; nessuna casalinga che, senz'anima, pensa a far figli.
San Giuseppe è un buon modello per il papa:
è vero, manca la madonna e tra costoro non c'è una femmina
7 preti e una guardia giurata
così tra ayatollah e rabbini scoppia il pandemonio nel pollaio
venga Amleto - con la madre - a rimettere in sesto il mondo.
Alla fine dell'inverno mostra i muscoli il Cedrino
ai primi fiori che sbocciano nel morbido prato
e in collina, al canto dell'usignolo del piano
che si spulcia sotto l'ala e si abbevera all'acqua
che è stata neve senza travolgere il ponte d'Oliena
come ogni anno minaccia la sua irruenza
Chi ruba nelle case rischia la vita e di finire in galera
chi affonda le mani nelle casse pubbliche
è satollo come un satrapo e onorato come un olimpionico.
Catone il vecchio
Il glorioso tempo null'altro è che la nostra presenza in vita
Non c'è posto migliore di quello dove stai bene:
mangi senza mal di denti, fotti e dormi come un ventenne
e fai la caca come un minorenne;
anche d'estate sotto la pergola
con del vino fresco per gli amici curiosi
in agosto poi, le mosche volano sui grappoli
e non sui bicchieri e muoiono nel rigido inverno
se il loro dio le vuole alla sua corte.
Nulla ero prima di nascere e niente sarò dopo morto
L’incognita è fuori porta; è in ogni contrada,
e si apposta dietro gli angoli come i sicari al lavoro
fuor delle bettole.
Tutto quel che la realtà è per me in fondo in fondo è per tutti
Stabile è la morte nel sostenere le radici della terra.
La natura è la gran madre dell'aria
che - calda e fredda - dà l’acqua alla terra
Mentre il buio scorre sui sentieri del mondo
tu - gestante - peni e gioisci per liberar la vita
*La gestante contiene la manipolazione della vita
La vita è parlar di tutto finchè si è presenti in loco
poi è il non luogo dell'avido e sordo silenzio del rumore
Non è forse vivere quello che faccio?
Non è sonoro il battito del cuore?
È come un tonfo sordo e continuo
nato dall’insidia del tuo col mio sorriso
è il battito del cuore nel tempo, il ritmo dell’universo
è il suono del cielo, se le stelle sentono i temporali
Non spetta a me morire, altro è il preposto a farlo
e con lui, altri sono gli addetti a quel bisogno
che non è mai stato mio
che ancora non so bene quel che sono
Mi dico che quello che credo sia il mio momento
è quello che - appunto - mi sta sfuggendo
Non è mio quel che mi viene appresso
Il mondo è il tempo di chi nasce
È il mondo il luogo della vita
Non voglio aver proprio nulla a che fare con la folla
proprio non voglio nemmeno dissentire dal suo coro
non voglio dissentire col clamore che turba la fortuna
e mi contento di scrivere e pubblicarmi per aver voce
non per farmi sentire oltre il torrente dello svago
dove ogni composizione galleggia libera di manifestarsi
Nulla mi è più intimo delle mie faccende spontanee
come l’erba che spunta dalla terra sempre congrua
così non spero nulla dal futuro perchè meritevole della sua autonomia
Per quanto ci si mostri indifferenti o partecipi
la vita che ci appartiene altro non è che un monologo
o dialogo interiore: di chiunque si parli sono io a dirlo
I sedimenti della memoria impastano i ricordi di saggezza
A che serve aguzzare gli occhi per vedere l'ingiustizia anche dove non c’è?
Predu Pilurzi, s’Orfaneddhu, nato con la morte della madre che lo partoriva
e dopo la fuga del padre in Corsica, quando gli porgevano un bicchier
di vino diceva ÷ Ho appena bevuto. Così una seconda volta.
Al terzo invito gli rispondevano÷ Non ti ho visto bere. Come mai?
Non ci crederai, ribatteva lui, che da quando ho bevuto
l’acqua di Milianu sotto il Redentore non riesco a bere
un goccio di vino tanto mi sa di medicina.
Questo è vino d’uva, non di farmacia. Toh, bevi.
Solo allora, s’orfaneddhu come si deve, beveva.
Non voglio esser nulla di diverso da quel che sono
forse solo perchè non posso, perciò dico di dare acqua alla cipolla
e vino all’ortolano che con un solo quartino vede rosa anche la morte
l’acqua allunga le membra e allarga la verdura a foglia
il vino tinge la guancia alla figlia, dona il riso alla madre
e fa loquace il padre col naso già color di feccia
l’acqua canterina da voce alla lavandaia
mentre il vino da furia alla monaca che stira il lino dell’altare
latte fresco alla partoriente e al marito vino nutriente
chi beve vino ovunque sia onora la vigna e il vignaiolo
chi beve vino sull'altare onora il padre e la madre
l’avvinazzato in odor di peccato rischia il bastone se non ha pagato
ma chi sobrio mangia poco e in fretta allunga il passo per la brodaglia
credo che anche il corvo se beve vino
possa poetare come il merlo canterino
che fischia l'ombra della morte chiamandola ‘sa pupa’
che è un esecrato dèmone che se ne infischia
di chi la lusinga per non saper far altro
Il mondo è pieno di forme varie e sparse:
erbe, animali ed elementi climatici
così sono gli argomenti sparsi sulla carta
come l'aria che ci rende leggeri
e il cibo e l’acqua che ci sostiene in vita
le idee che ci liberano guidandoci bene o male
tanto che il mondo puoi chiamarlo illusorio
se hai paura di deprimerti con le ciance
che a Irillai si misurano perché sorgono
dalla macchia mediterranea ricca d’asfodeli
cardi e siepi di rovi, lentisco e malva
per resistere in altura alla malaria del piano
dove scorre il Cedrino trascinato al mare
da falangi di anguille amate da vecchi e bambini
per la buona carne e il prodigio natatorio
e l’animo spiritoso e placido tra le correnti elettriche
anche i preti le adorano in umido, arrosto e crude
che trovano altrettanto bello dell'immortalità dell'anima
così semplice da credere come la ricongiunzione col corpo
dopo il noto anno sabbatico(?) come anno di frollatura della carne
Ricordati che dalla gabbia dorata tu mi hai indicato la via della libertà!
A. dalla voce rauca di chi è nata con l’ambigua
voglia di tabacco sull’omero convertita nel fumare
per essere al passo col tempo irrequieto
Vero ch’io son sartore che il filo infila nella cruna
Se la vita ha un senso che non è indifferenza e noia
è quel semplice affare di trarre del diletto da te
ovvero lo stupore di aver fatto quel che hai pensato
Sarebbe morire per gli altri la causa giusta?
Non mi offendono i mistici che non lamentano che io non sia dei loro
I possidenti d’Ohiai siedono a tavola con chi li adula
- come a riconoscerne il valore di dama di compagnia-
perché fa circolare parole di onore e di giustizia
che tengono in vita le eccellenti tradizioni dell’ospitalità paesana.
Non merita una cartuccia, sentenziano in qualche caso
oppure÷ non vale il colpo di scure di un servo maldestro.
Vieni da me se gli altri ti percuotono e scartano.
Si contenta di poco pur di accompagnarmi.
Pur di starti all’ombra bastonerei la mi’ moglie.
Se innamorarsi è sempre la maggior cosa
nondimeno grande è innamorarsi di una perduta rosa
Sì dice di molti affari andati in porto senza bottino
di guerra ma risparmiando sulla deca
per dare in prestito il soldo della leva
e averne una resa maggiore del bruciar tabacco
senza far qualcosa che meriti un panino
per vivere senza lavorare come il peggior cane
che nulla di meglio gradisce di pezzo d’osso dello stinco
di un illibato santo - Ghirtalu, il più bel cane del vicinato
il cane del re sardo che morirà con lui per accompagnarlo
nell'aldilà dove potrà mordere l’incauto che si avvicini
al suo padrone per adularlo con un fiasco di vino scaduto
e con l’idea balzana di fiaccarlo a pugni in testa come martellate sulle orecchie
e poi ficcare a lui, Ghirtalu, il miglior cane del quartiere
che da la vita al re dei sardi che, per lui, trascura la moglie
e il destino dei figli ereditieri, ficcargli, dicevo
il pollice nell’occhio come fece l'offeso Ulisse all’inospitale Polifemo
Che privilegio vedere il cielo senza fine?
Poi possiamo vedere l’altra faccia della luna
che non ha tutti è possibile.
Al momento siamo più sventurati dei vermi
che non pare siano malvagi come noi
certo, loro non fanno poesie come noi
e dubito pure che abbiano coscienza della morte
e di esser nati, certo anche noi abbiamo dei limiti
anche se tra le stelle ci siamo già da parecchio
ma nell'uso di parole con sensi plurimi
invece di usare ÷ una parola per ogni cosa
Che forcaiolo è colui che si vanta
di aver mortificato un mendicante?
Dalla feccia del buon vino si ottiene l'aceto balsamico
Solo la terra deviando dal suo sentiero
può interrompere il corso del destino
Chi si aspetta riconoscenza sarà deluso
La persona accorta sa quel che fa
e non si aspetta più gratitudine che pugni
Un antipatico gallerista del Corso
che tira sbadigli lunghi un mattino
litiga con tutti e prima di morire
finirà per farsi male, dovendo mostrarsi colto
con gli amici dell'Arte e un galerista
di Via Roma 51 che deve essere redento
e indossare pantaloni di fustagno
dopo aver perso la truce mandibola
per farsi modesto come un bottegaio
di merci rare e preziose che apre negozio
al Corso degli Antipatici che evitano
quando possono, di pagar le tasse come i furbi
che la fanno in barba per “amore del prossimo”suo
La forza con cui il mondo gira lo fa inarrestabile
ma noi, indefessi, ci aggrappiamo a potenze superiori
sconosciute, non sempre ragionevoli ma per noi familiari
così le cose buone ci vengono dal l’ordine che ama farci sudare
quelle meschine vengono dal confuso caos che ci fa malandrini
come i bischeri fortunati, poltroni e imprecisi nati a casaccio
tanto i peggiori di noi ci cascano dal cielo come la grandine
a loro non daremo le chiavi di casa, ne affideremo faccende
da sbrigare÷ ci fregherebbero come i pellegrini dell’acqua santa
Povero il turista che si ha perso un giorno d'estate a Gonone
dove i genitori eran soliti esporre al sole i figli infelici
che come me peggiorano a vista d'occhio
Chi è naturalmente buono non parla male ne male agisce
Alla fine del mondo i morti saranno coperti di sale
che - con l'aglio - non manca nelle tavole mediterranee
Chi è naturalmente buono se ne infischia della cattiveria
Oddio, com'è monotona la vita
quando c'è la salute nel piano della tua casa.
Signore, manda un acciacco al mio vicino.
Almeno fa che stanotte si sgonfi la ruota
della macchina del mio dirimpettaio
così orgoglioso nella sua divisa nuova
e la fida pistola nella fondina benedetta
La paura imbianca i capelli
A Urzullè paese dove i fichi maturano all'alba
l'ombra di Mummua vaga smarrita nella notte
fino al cancello del cimitero dove aspetta
che – dal tempo buio dove sta al fresco l'ignoto -
resusciti il suo corpo.
Non so come intendere la perfetta armonia della natura
che sprigiona devastanti terremoti e fenomenali eruzioni
nubifragi, siccità e alluvioni catastrofiche
perfetto è il mortale che sopravvive
si adatta e fa a buon mercato
migliorie al creato
I sogni se ne stanno al buio a cercar requie
come i desideri repressi in certe occasioni
come il gusto e le sue varie dozzine di fratelli
che vanno dove sono percepiti i sensi
Ciò che dagli immortali ha inizio
gli uomini portano a compimento
Le barriere naturali rendono ridicolo il mio corpo:
non so saltare un fosso, né son capace di andare sulla luna
posso solo rotolare in una china senza fermarmi
e, arrivato in fondo, tento di sorridere a una foto del papa
vestito di bianco con un cappello rosso come quello della regina
d'Inghilterra quando tramonta il sole nel suo impero occidentale
Ciò che dalla mente si avvia le mani finiscono
Provo di tanto in tanto ad esser triste,
ma non serve granchè a migliorare la qualità della vita.
Un quarto di chiaretto soddisfa il bisogno degli anziani
nella lotta all'isolamento e favorisce anche l'accoppiamento
dei novelli sposi che, come volevano i romantici, devono rigenerare il mondo
Ciò che nel cielo si disegna in terra si scolpisce
Solo ora penso – solo in questo preciso momento -
e penso di averlo fatto anche prima d'ora:
e lo ricordo solo pensandoci,
seduto sul parapetto del ponte,
perchè ho bisogno di una immagine
Ciò che il destino ordisce la terra consuma
La sorte all'inizio mi si mostrò amica
finchè un'anno dopo, per caso e con passione
incontrò il destino infame e vigliacco
che si accanisce sui deboli di spirito
Ciò che fa di palpabile il dio invisibile il sole lo illumina
Prima che sorga il sole c'è il buio della notte
fatta per i ladri che rubano le castagne
a chi dorme e non può spararli alle spalle
come i malandrini che bevono il vino
e lasciano tracce nel bicchiere
I medici giurano di aiutarti a non soffrire
Deprecava le liti in famiglia e rispondeva col silenzio
alle provocazioni perchè, diceva, i vicini che ti sentono
ne godono, i Diskissiu si divertono e le Malelingue
– che per i loro affari ogni mezzo è buono -
ne traggono giovamento.
I preti ti impauriscono per farti piangere
Qualche volta si serviva dell'attizzatoio amico
del tizzone e con esso da qualche parte lasciava il segno
Gli animi onesti, umili e modesti
li vedo più giusti se non più forti
La gravità attrae il corpo al suolo
perciò la salma va coperta di sale
quand’è a terra, per condirla
e renderla più sapida.
A’ piramide o er cuneo?
Ascoltare quel che leggi a voce alta deve essere piacevole
se no leggi per conto tuo come usano quelli che
hanno l’animo tranquillo e amano i colori
parlano dialetto e cantano a tenores
essi vengono dal regno del credibile
coltivano orti e curano giardini
col vino affogano la depressione
e sanno dove è il sole a mezzodì
e conoscono le fasi lunari
e parlano come si deve
e salutano tutti
con un ciao
Le madri picchiano i figli che non credono
al pianto della mamma del figlio morto in croce
Esecuzioni sommarie nel mondo
Lo spasimo della madre alla passione del figlio.
Dilagano nel mondo le torture e gli omicidi
Facciamo che con un colpo d'occhio si possa indovinare la verità
o, col soccorso di un orecchio, almeno una sua coppia
facciamo l'esempio del problema sulla scopiazzatura
fatta della saggezza di Salomone sulla sapienza di Solone
Temo che chi maneggia fucili e pistole sia disposto ad usarle
al primo mal di testa dato dal dovere di difendere la patria.
Forse noi veniamo sulla terra dove si ripetono le cose udite
Non so nulla del carattere sardignolo precedente al mi’ babbo
non so che sacrifici offrissero alle divinità pagane
nulla so di come prendessero le anguille e i fagiani
nulla so dei canti corali delle madri che attorniavano
la gestante primipara sofferente ma sorridente
e sostenendola chiamavano per nome il nascituro
all'appello, a venir fuori dal covo: Esci sano e virtuoso
che noi siamo gente allegra e graziosa - Pipiu cola a fora ca
‘’ sa bacca es prossima e su bricu er gja sughendhe’’
non so che costumi sessuali praticassero
so un pò del ricco ornamento delle spose
che al dir museale valeva più di un gregge dello sposo
non so nulla dei remi né dei chiodi delle barche a vela
nulla so dell'eroe sardo che per primo circumnavigò
la Sardegna che non tutti sapevano che fosse un isola
nulla so di cosa mangiavano e come la cucinavano
Nulla so di come alloggiavano
Nulla so delle gesta degli antichi eroi
Non so come si difendessero dalla malaria
ne come abbiano conosciuto san Francesco
Tziu Predu Belloy :- Non pretendo nulla dal corpo
che quel che aveva l'ha già dato, disse poco prima di morire
I popoli per quanto ricchi non sono dissimili nell’animo
dai popoli poveri come le galline che dormono sulle canne
Pensare è associare con gusto, due e più cose,
farle vivere in modo che non si annientino a vicenda,
e poi raccontarle con garbo a figli e nipoti
che non dimenticano le storie convincenti
e le raccomandazioni dei vecchi illustri, giusti e savi,
che siedono all'ombra del contone di ziu Predu Ballaloi,
presidio d'Irillai dove si dicono solo cose belle,
precise e fresche come uova di giornata,
quando non passeggiano nel Belvedere
con le mani dietro la schiena
e passano Greci e latini a memoria
per comprendere il mondo dalle loro leggi
Essi erano la dolcezza fatta carne,
donde veniva loro la facoltà di pensare.
L'ultima immagine di tziu Predu Belloy al suo posto
a su Contone dove le cose fatte per durare
conosceranno il futuro come le persone
che affibbiano i nomi alle cose che durano in eterno.
La morte scioglie anche le più virtuose compagnie
d'amore e di affetto, d'amicizia e di affari;
non scioglie forse anche le membra dei satiri e delle janas
di Farcana, delle civette e dei fannulloni del Corso?
Non lo diceva già cent'anni fa tziu Predu Belloy
a quelli del contone, che la morte scioglie i debiti e le promesse?
Chi conosce anche sommariamente Irillai
sa che tziu Predu Belloy era solito dirlo.
Tziu Predu per primo recintò la terra che chiamò sua,
quella che la luce d'oriente illumina per prima:
sul dorso d'Irillai dove la tramontana si diffonde a sud,
a Isporosile, là gli inquieti saltano da Mastrefe
– il ponte dei falsi errori che esorcizza il mal d'amore
affrontando il vuoto - e per un bacio negato
colgono un frutto marcio che scaccia il mal d'amore
Leggi libricini piccoli e brevi
che i grossi, lunghi e pesanti
cadono dalle mani degli inermi
Quel che il destino ha deciso di fare
neppure gli dei lo possono fermare
par banale ma è ovvio come÷
-Quel che accade è, quel che non accade non è.
Narrano gli avventurieri che sono stati tra le nuvole
in alta montagna, di aver visto gli angeli d'ambo i sessi
mangiare la minestra con la punta del cucchiaio
e senza assaggiare il vino, come usano gli effeminati
con una forchetta d'oro a quattro punte
I pensionati che sapevano appostarsi e aspettare,
si rotolano ora nel letto finchè il sonno non li abbia rinfrancati a dovere,
dopo aver riscosso la pensione, essi che ai cani ci badavano col bastone
e un osso e ora, come Ulisse, son pronti ad abbracciar la terra per morire
I carnefici non mancano mai e vivono come noi
come se ogni giorno fosse il primo, l'unico giorno
il solo ultimo giorno da dover ancora vivere
come dio comanda per maggior gloria sua
per eccellere in qualcosa dove essere il migliore
e riempire di gioia gli strepitosi genitori del campione
per merito di non so quale altro strano fattore
quale può essere la grazia divina così diversa
da quella dei macellai che graziano con lo scontrino…
Non uno che affermi ÷ Nessuno pieno di se è peggiore me
Si nota dalle nostre parti durante i funerali
il gagliardo vigore dei mortali, vivi e sani, che pettegolano
nel corteo come comari che, al seguito della morte
commentano l’ultimo convegno d’amore programmato
come il risultato fatale del derby strapaesano
Ogni santo patrono nella sua nicchia del calendario
mi ricorda il periodo in cui streghe ed eretici
morirono arsi vivi come topi, e senza un lamento
Perdio ha, in se, qualcosa di assurdo come una gerarchia di zona
mi pare che tutti gli dei della terra amino nascondersi
nei luoghi sacri, appartati, adatti appunto, a camuffare la loro presenza
mi pare che tutti i preti del mondo abbiano bisogno di un nemico
contro cui opporsi, resistere e combattere
e non solo di un'amico da difendere combattendo
col sacrificio di se perciò è difficile dimenticare
che tempo addietro si mettevano al rogo le streghe e gli eretici
che sapevano morire invocando Dio con increduli lamenti.
Davvero non lo so, e me ne dispiace assai
se Caino fosse convinto di nascondersi a Dio
-che quando si incaponisce è un padre severo e rigoroso-
perché gli è andata male, dato che l’ho saputo anch’io
che l'avrebbe visto anche in fondo al Tirreno dei pagani
e dentro i crateri della luna dove nemmeno i falchi vedono
e mi stupisce che solo l’eterno poltrone Satan il malvagio
la faccia franca quando - illuso - lo frega di nascosto
e i ‘molti’ seguaci credono che sia lui a organizzare le feste
e non si lavora ma si gioisce, si mangia e si fa l’amore
non si gioca d'azzardo e non si male a nessuno con i baci
senza Giuda che col bacio ha smesso di essere cristiano
quando i baci erano letizia e delizia e non uso del peccato
Chissà perché nei racconti antichi
gli eroici guerrieri e i cittadini di riguardo
fossero figli prediletti degli dei
Eea
Il solo veder lunghe file in ospedale
mi passa il mal di denti e la constatazione
di essere l'ultimo del flusso che non ha fine
come, per esempio, l'inizio della guerra di Troia
dove la scampa Enea, fino alla fondazione dell'Urbe
poi dei veri cristiani che la consegneranno
armi e bagagli a l'Eterna Era Atomica. Enea.
Giudizio o ‘conoscenza del giusto fine’
L’onore è proprio di chi non conosce l’infamia
A che serve essere felici tra altri infelici?
Che aiuto può avere chi soffre da chi non conosce il mal di denti
Rispetto ai titoli che onorano il merito
non si è nobili solo perché monarchici o repubblicani
Quanto di quel che facciamo l'abbiamo appreso da sconosciuti maestri?
I poveri biasimano i ricchi che li sfottono
Come testimoniare su ciò che non si sa?
In tribunale si giura di dire la verità su quel che sai.
Indugio a credere in quel che non so.
Se poi è inverosimile non ci credo proprio.
Non trovate che ci sia dell'arroganza nello sfarzo religioso?
I poveri e smilzi preti di campagna e periferia
sono addestrati in seminario
a lanciare anatemi contro i nemici
dei ricchi e laidi preti di città.
Dove arriva il mio dio là arrivo io
a prova di quanto Egli sia il migliore in piazza.
Preferisco evitare piuttosto che arrivare
a conciliare le turbolenze difficili da sedare.
Non so, delle volte sento del disagio attorno a me
e di recente mi pare di essere oggetto di ingombro
per come, non di rado, provo io stesso imbarazzo.
Pensi che possa essere una mia ombra?
Credi che sia ora che mi tolga di mezzo?
Questo mese mi è passato come un pesce d'aprile.
Son venuto per essere un po utile dove possibile
e non d'impaccio per voi e per me
che ho il mio mondo e voi dovete accudire al vostro.
Certe cose mi van meglio scriverle
perché le ragioni non mi persuadono a ben-e-dirle.
Ognuno è solo davanti alla morte
ma dinnanzi a Dio faremo sempre parte
di una folta e ben assortita combriccola
Sopporta (le avversità) ed astieniti (dall’illecito). Epitteto
Meglio nascere con la grazia del senno
che morire in grazia di Dio.
Meglio aver la grazia tra gli uomini mortali
che, morto, una nicchia illuminata in cattedrale.
Il senno è il compagno di viaggio
che conosce la strada della ragione
Sospendi il giudizio in volo
e vivrai con la grazia tra gli umani
Chi ha soldi in tasca è più loquace
scuotendo l'argomento di riserva.
Dei buoni genitori son fieri i figli
non meno delle api della loro regina.
Lo schivo pesa le parole come l'uccello
pesa se stesso quando si sospende in volo.
Lo schivo è un acrobata delle parole non dette.
A te i ravanelli del mio orto. Accettali, se ti vanno.
Al loro succoso gusto si riferisce l’incostante fama.
Gli uomini nati per pensare di lavorare su l'occorrente del vivere
sanno bene che gli spiriti supremi poltriscono
al di là delle nuvole immacolate.
Nulla al mondo è più facile che il sole illumini la terra
e che il giorno sostituisca la notte con una continuità strabiliante
senza le eccellenti date che distinguiamo sul calendario dell’anno
ma per noi non c’è giorno che non sia il re del tempo in corso
ciò fa sì che ogni santo giorno sia immortale e dimentico del predecessore
Così i giorni migliori del passato sono dimenticati.
Niente è stato più felice della notte nuziale
a cui è seguita la nascita del primo figlio.
Nulla è più caduco del giorno più gioioso.
Niente è più leggero di ciò che tanto ci esalta
come è invece durevole il terrore della depressione permanente
non si dice forse che chi perde il senno non sa quel che gli manca?
Dopo tante avventurose nefandezze
penso che noi si sia maturati abbastanza
per abbandonare i giochi dei divini infanti
e campare come esseri umani responsabili
di quel che sono in grado di fare nel bene
e nel male nelle città dei miracoli
e lasciamo gli dei per altro schivi nei loro cieli
Non so quale possa essere la causa
dell'inizio dell’esistenza dell'universo
come non so se dispiacermi o meno.
Ipotesi su trame e ordito sulle ragioni del perché vivere.
Ogni vita nella sua durata nasconde qualche inutilità
nel mare di congetture in cui galleggia il mondo.
Nel mondo nulla pare uguale ad altro
quel che di umano e mortale ci appartiene
solo le interiora sono uguali, sia sane che malate.
L'età ammonisce sul decadimento fisico
Difficile per me andare in giro per il mondo
meglio seduto sull'uscio ad aspettare la posta
con le avversità del giorno che rievocano memorie
lecite e senza nome e abbandonare l'istinto
per far posto alla quiete che rilascia il fardello
nel deposito delle vergogne che declinano alla fine
per aver conosciuto il mondo è la propria indole
La vespa non è l’ape che fa il miele
anche se, come l’ape, vola e punge.
Il dettaglio.
Cos'è l’identità? Cos'è la mente?
Cos'è la patria in nome della quale ci si combatte?
Cos'è il gran dio in nome del quale dovremmo vivere in pace?
Cos'è l'universo che si dice contenga tutte le veloci enormità?
Cos'è la particolarità della mia presenza?
Come - e perché - definire quel che non appare?
I sensi muovono le montagne più del vento
e l'acqua, per capire la loro forma.
Cos'è l'immaginazione se non il trasporto delle cose
e delle persone da un mondo chiuso all'altro aperto?
Cos'è la persona che occupa un posto
nella città dei miracoli umani e mortali?
Ha un senso essere qui adesso?
Se un senso ce l’ha qual'è?
Sono in quel che sento, vedo e tocco.
Chi va alla guerra sa che potrebbe morire
dal momento che ci va non si cura della propria vita
ma perché non lasciare che anche gli altri
abbiano, o non vogliano averne, cura della loro propria?
Il particolare.
Invano scorre il tempo se lo trascorri
a cercare il principio e l'inizio delle cose
che solo come sono si possono comunque definire
ma a che fine poi, se non per farti più buono?
Mi pare inutile indagare sul perché io mi sia ammalato
son debole e niente mi frastorna come il dover chiacchierare
vorrei non potermi infatuare più di nulla
e riuscirci col timore di esser buono per paura che sia vano
non voglio fare il soave per non sembrare ancor più coglione.
L’esperienza - il cui cumulo fa tradizione -
mi serve ad avvertire il passato.
Lo spirito del mondo è il soffio delle parole che esprimono l'idea. 12
Il divino è il vertice della gerarchia a cui si riserva il sacro riguardo.
L’anima è l'intelligenza della carne viva.
Facciamo merito a dio di averci fatto
muniti del corredo necessario
a dipendere dal più forte dei padri.
Ma forse è giunto il tempo di lasciare i padri
sulla porta dell’ospizio famoso per il rispetto
che usano verso chiunque arrivi
per rispettare le regole del gioco
che lo fa giusto e bello nella forma e nella sostanza
Chiunque riposi alla porta del santo ospizio
non teme più di confondere la lepre col coniglio.
Chi varca quella soglia sa per esperienza
che quel che si fa di corsa non si ritroverà all'arrivo.
Qui persino l'ultimo degli uscieri
dice innato il suo carattere
che per non modificarsi si spezza.
Nelle sue parole trovan conforto patrizi e plebei:
-Togli la scorza e troverai nel cuore umano
il nodo dell’animo più difficile da sciogliere.
Empedocle: come il succo del fico coagula e caglia il latte.
Da noi si celebrava la festa quando il babbo contadino
scaricava dal carro i sacchi del grano ridente e allegro
con sé stesso dicendo alla moglie che adesso poteva si
spendere e spandere a piacimento ben sapendo che mai
lei, per indole, avrebbe speso un centesimo oltre il necessario.
Lo stesso clima riviveva con l'abbondanza della vendemmia
con in più quel sordo timore di fondo che rendeva diverse
le due raccolte - o 'incunze'- intendendo la sostanza del grano
essenziale al sostegno dell'animo e riparo al midollo
e la facilità con cui il vino infonde coraggio
e sconvolge la mente con la fatalità di quel sorso
di mezzo a confine tra la schiva sobrietà
e l'immane campo della tracotanza data dal vino
a chi sta al mondo col presunto diritto di non essere secondo
a nessuno in quanto a valore su qualunque campo si cimenti
togliendosi il berretto e sbattendolo per terra con l'impeto
necessario alla causa per cui vale la pena vivere e morire.
Alla prima ricorrenza festiva il babbo se ne stava alla porta
in maniche di camicia a parlar con chi passava
e poter invitare ad assaggiare il nuovo vino
e senza nulla sollecitare di giudizi rituali
giusto arrivava il commento che la vigna accudita
con la costanza dell'arte migliora ogni annata
e non è mai il denaro a fare il vino buono
anche se senza denaro non circola fuori casa
pur se si usa dire non c'è denaro che paghi i frutti della terra
o perché spuntano spontanei o perché irrorati
di divino sudore e come le parole vanno appresso
l'un l'altra, così si seguivano i piccoli bicchierini di 'rosolio'
fino a render molle e dolce la retta postura del babbo
che, col fare le consuete smorfie di gradimento del vino
come succede a chi non beve per abitudine,
si sentiva sul collo il biasimo della mamma,
non sai bere come gli altri, diceva,
che sorseggiano e discorrono
e bevono a scrocco come i buffoni del circo
che se la ridono delle parti molli,
tu mandi giù il secchio pieno nel pozzo,
fino a sentirne il tonfo nella via...
Virtù cardinali: sapienza, temperanza, fortezza e giustizia
Sapienti sono i custodi delle chiavi segrete
del quieto vivere che aiuta a consumare intera
la vecchiaia fino alla fine che ignota rimane
all'immaginazione che si riserva comunque sia
l'adeguamento ai decreti del sovrano
Veder gli uccelli volare è un incanto naturale
che suggerisce di viaggiare nel gran mondo da osservare.
I cristiani comuni preferiscono la colomba messaggera del signore.
E l'usignolo canterino del dolore.
Egli impone il verbo.
La parola necessaria per chiamare la realtà dei sensi.
Il fuoco di Eraclito è quello che arde nel sole e nelle altre stelle.
Il Logos è l'espressione dell'intelligenza.
Il Logos è l'io che pensa le cose.
Il timido passero è il favorito dagli orfanelli di città.
È uso incolpare il popolo di credere le baggianate dei loquaci al comando.
Il popolo assetato di verità beve ogni fandonia
messa in giro dai saccenti esperti in facezie
che convincono anche loro.
Chi ha dubbi ricorra al giudizio e si appelli al responso astrale.
Le novità dormono con i profeti.
Perché chi ha l'arte della danza d'amore
può volere la decapitazione del Battista
che battezzava adepti tra i pescatori di anguille e sanguisughe?
A chi la colpa se ti vola in casa l'uccello del malaugurio?
A che serve la patria se non a difendere il tuo benessere?
A che serve essere ricchi se non puoi andare sulla luna?
Solo i ricchi scalano l'Everest per vedere la luna da vicino.
Più fortunati i poveri dell'equatore che vedono la luna più grande.
Quelli che si affannano dietro il successo finiscono preda dei sortilegi.
La religione è nata come risposta alla morte
che non può essere definitiva per non spaventarci.
Prendi nota quando cambiano gli usi e i costumi
nel correre del tempo quando finisce l'uso precedente
e comincia la solita novità del costume
che ritorna di nuovo con il vecchio passato.
Il crepitio dell'ulivo in fiamme
brucia le malelingue che pungono alle spalle.
Tutto sulla terra vive, prospera, muore e rinasce,
perché, dunque spacciarla per caduca se è alla giusta
(anzi, nulla è più perfetto) distanza dal sole che caduco non è?
Si, come il corpo non dissente dallo spirito
non capisco lo spirito che faccia male al corpo
Prima che l'uomo decidesse di star ritto sulle gambe
si portava già il cibo in bocca con le mani
ora s'aspetta che gli spuntino le ali sulle spalle
per competere col falco che si becca il tenero leprotto
Mai sono libero come quando bado da solo a quel che faccio.
So - dall'animo - i bisogni e la misura del mio corpo.
Ogni giorno cerco di essere un po più buono di ieri.
Bello misurarsi solo con noi stessi e poterci migliorare.
I giovani smodati nel bere pare che non vedano
l'ora di invecchiare per avere la pensione sociale.
Pensaci prima di chiedere a qualcuno come sta la sua salute
per non fargli pensare che tu voglia frugargli le tasche
ti dirà che è spiantato prima che tu gli chieda un prestito
per fare giardini asilo dove i poppanti possano sollazzarsi e giocare
e templi tiepidi e luminosi dove i vecchi possano sognare o ricordare
Nascondi bene e proteggi al meglio quel che hai
e non mi riferisco al midollo che non si espone
in vetrina come il fegato del vitello.
A Ohiai B. chi presta le proprie parti molli
chissà perché ha vita breve e mai facile
pur se il popolo è affabile e ospitale
e indirizza il proprio biasimo
solo ai buonianulla.
Aristotele dice insaziabili le donne.
Dove volano gli uccelli e nuotano i pesci
non rimane traccia del loro passaggio
perciò l'uomo che apprende da loro
cerca invano di non lasciar nulla
in giro delle proprie malefatte
e quando può le cancella
dall'uscio per rifugiarsi
nell'ombra della pergola
‘i più grandi e dotti chierici non sono certo i più grandi sapienti’ Gargantua Cap. XXXIX
Di Ercole si diceva che non sedeva a tavola
se non c'era la solita scodella di midollo di bue
primigenia sostanza del mondo di cui son ghiotti gli eroi.
Per il midollo di Tebe si infilzarono Eteocle e Polinice.
Al veder colare la cera dal lume sull'altare il bimbo diceva:
Mamma, voglio il midollo.
Così la bella e soave Elena con la scodella del dolce miele
abitudine naturale fatta propria dalla vergine e pia Maria.
Per il miele si pungono sempre api e vespe.
Mancava il pane e il dio fece il contadino
Pareva che non mancasse nulla altro
e invece le masse reclamarono il vino
e fu la causa per cui i vignaioli si inorgoglirono
al punto di dire che se il vino di quest'anno
è migliore del precedente l'anno prossimo
sarà perlomeno divino e non mancherà a Cana.
Succede spesso come alla volpe con l'uva acerba
i mediocri invidiano i migliori inarrivabili
e così velatamente li coprono di ingiurie.
Come gli inetti dicono a gran voce in piazza
che gli autorevoli non si lavano in pubblico.
Del mondo presuppongo un inizio
perché vedo cominciare la vita nel neonato
vedo l'inizio del giorno e le stagioni dell'anno
e, in verità, non capisco davvero
che voglia significare inizio del mondo.
Forse è bello intenderlo come l’incontro fortuito
dell'ovulo vuoto con lo spermatozoo saturo.
Ci si deve ammalare per poter poi guarire.
Si deve vivere per ammalarsi e poi morire.
Le faccende del gran mondo esterno
sostengono il nostro piccolo mondo interiore
che non so se debba restare nel tepore chiuso in me
e nel tremore della purga che monda la coratella
o aprirlo con gaudio alla primavera che rigenera
con la luce, l'aria e la sonorità di ciò che vive col cibo
Gli antichi affibbiarono a possenti dei la spiegazione
dell'incredibile creazione del cielo e della terra
vennero i moderni figli degli antichi padri e dissero
che il tutto veniva semplicemente dalle idee
lievitate dalla materia viva che spiattella
gli inverosimili misteri della creazione
dal nulla delle cose visibili e tangibili
etica epicurea: virtu=piacere, piacere=sommo bene
Fate che le evacuazioni seguano le refezioni
come usano patrizi e plebei su insegnamento della balia e dell’aio
così sosteneva la mia Tataia, balia e educatrice convinta
che i neonati fossero naturalmente innocenti
e che solo con la crescita si formasse l’indole delle persone
per intanto i genitori affermano che i figli comunque nascano
ce li teniamo, come e usanza dire per i fiori e i frutti:
come la natura li forma così la realtà li conserva
Fiero è chi soffre senza un lamento.
Pio è chi si lamenta come un pulcino.
Paziente è chi non si lamenta mai.
Buono è chi non conosce offese.
Ma fiero non sono e pio nemmeno
e al sol sentir di tortura al primo
spasmo me la farei addosso.
Aboliamo il culto dei numi invisibili e impalpabili
e applichiamo, da umani, il rispetto d'ogni persona fisica.
Temo l’esaltazione del popolo che ha bisogno di un capo.
Temo il popolo che va alla guerra e devasta l'orto del vicino.
Temo la furia malvagia dei sommovimenti intestinali del popolo.
Temo il popolo che si lascia abbindolare dalla pubblicità ingannevole.
È l'umano mortale il dio del mondo
come Atena, la pura idea che sprizza
insondabile dalla mente divina
di Omero, che placa e calma la furia
di Achille che impone la morte
agli dei mortali, cibo di corvi in cima
sugli alberi delle ghiande che cadono
e le sgranocchiano i porci con i denti sani e saldi
Cos'e' che ci fa pensare.
I corpi viventi fanno pensare la nostra mente
ad un'opera ingegneristica, le interiora poi,
dati i loro umori, ci danno il senso del divino meccanismo
ma l'invisibile lavorio della mente rimane un enigma
al suo stesso lavorio, che cerca la verità e usa la calunnia,
s'indaga dentro e fuori di sé e signoreggia sull'energia della materia
Sopporto il mio corpo sbilenco perché sostiene i miei umori
nel campo della malva dove ciascuno si soffia il naso
col proprio fazzoletto, e nessuno si sogna
di cambiare il vino in tavola, ma fa un ruttino
dopo ogni tazza di vino con l'impegno, a chi lo versa
che sara' ricambiato dalla eterna gratitudine di Dio del cielo
che educa i figli ad amarlo dolcemente,
brinda così per lui e per chi viene dopo di lui
Di cio che e' consueto quasi non se ne può più fare a meno,
quindi silenzio in chiesa davanti a dio,
chiasso allo stadio davanti al divo pallone
Dare un senso alle cose. Il mestiere del mio babbo.
La mia mamma vendeva l'uva al mercato già da luglio.
Durante la guerra. Perché i nati bisognavano di una casa.
Come d'uso le madri danno il corpo per i figli.
Tutte lo fanno. Senza doping. Perciò, grati, la amammo.
E con lei ridemmo. Da una lacrima di madre germoglia l’uno sul tutto.
Chi trascura la madre è una corteccia del padre.
Un fungo vuoto, polvere di un unghia, uno zero sottovuoto.
L'uomo nasce nudo, puro e crudo e, non di rado giallastro,
i genitori lo vestiranno con le loro opinioni,
la scuola lo addestrerà a farne buon uso
e la società ne godrà o patira vizi e virtù
a seconda di quel che mangia, se carne secca
e speziata o baccalà, o rosicchia le canne del Cedrino
Il porco maiale non lascia resti,
perciò è odiato e non perché il prosciutto
se ne infischia della coratella,
della coda alla vaccinara
e compete per la prima posizione,
con la succulenta spalla di Edipo
e le costolette di agnello impanate e fritte.
Altro che lattughe, cavoli e carciofi.
Ogni priore, tenendo salda la notoria bontà di san Francesco,
da la sua impronta al suo anno di impegno francescano,
cosicché quello di quest'anno si è fatto spedire da Cinecitta
un biga tirata da due cavalli della Jara,
uno nero per lui che guida come un tifoso
e l'altro bianco per la moglie che fa la sua figura
vestita di velluto nero e camicia candida da amazzone
devota al santo (quel che la donna indossa, così come
la casa che arreda e profuma, e' lo specchio del suo spirito)
la coppia di cavalli e' subito nominata:
Chiedere con la destra per Dare con la sinistra,
secondo il precetto francescano dei comandamenti
inclini a edificare templi per la gloria del Signore
Dicono che la fame pura e semplice
(il corpo tenuto senza cibo)
non distingua il buio della notte dalla luce del giorno,
non e' mai in ritardo e se ne infischia bellamente
che fuori piova e dentro ci sia il sole o viceversa
Il presente ha tempi lunghi
che ognuno stiracchia o restringe a modo suo
Alla sorgente di Farcana
le janas cantano i loro amori
domano i cinghiali che s'abbeverano
avidi si cibano di more
perche' dormono tra i rovi
confidando i loro umori
alle civette che di notte
incantano guardoni e caproni
E' innegabile la sua prevedibilita'.
Don Zanketone parroco disarmato con mandato vaticano:
si e' disteso per lunghezza per servire la chiesa col libro
a portata di mano e convincere i dubbiosi che spirito
e anima vivono senza sostanza materiale.
Servo di due padroni di cui uno conta di acchiappare due lepri.
Ferula, anima che conserva la scintilla e Merula, corpo alato vestito di nero.
Cavaliere di san Francesco comandato dalla Pace divina
per separare l'odio del demonio che si oppone all'amore di dio.
Le ostetriche hanno parecchio a che fare con le perle delle ostriche.
Ogni segno che lasci dove vivi e' di certa utilita'.
Dal pensare scaturiscono le novita'.
La vita e' mutevolezza d'umori.
Il giudizio ci serve per vedere il segno di ogni limite.
Distinguere arselle e vongole come i pescatori.
La fame - come una vecchia querula - mi sprona a mangiare,
alla volontà spettano le redini della briglia.
Chi non è incline a desiderar cose buone, belle e stabili?
Il denaro piace a tutti, oziosi noiosi
e instancabili operosi, piace al padre pio,
al figliol prodigo, alla madre massaia,
al santo spirito nella botte
e al cognato avido del vino fresco nella cantina
Ai posteri:
Non dimenticate che sono stato tra voi.
Ricordatemi per quel che avete avuto da me:
Beni e non pidocchi.
Per morire in pace non si ha che di accettare la morte.
Forse solo alla fine saremo sicuramente stabili.
Ricordiamo i morti come meritano.
Non importa la data perché ogni giorno è buono per ricordarli
Umani, pagani e cristiani.
America, Riforma,Telescopio.
Secolarizzazione o separazione tra stato e chiesa,
e' il vecchio dare lo stato a cesare, la croce a dio e a zizitu il vino…
Forza lavoro e circolazione del denaro uguale ricchezza,
stagnazione della ricchezza uguale povertà…
Non si può aver fede in eterno,
ne' del passato ne' dell'incerto avvenire…
Schiavi e poveri lavoravano, i soldati depredavano,
preti e signori godevano...bottino di guerra e schiavitù
uguale accumulazione primitiva...qualcuno deve pur lavorare
affinché' ci sia da mangiare…
mani e piedi servono per fare e faticare…
il denaro non puzza e non ha olfatto
per non distinguere la ricchezza dall'indigenza
Scrivo di cio che mi frulla in capo,
non dico nulla sull'evidenza difficile da negare.
L' uomo e' nel mondo per pensare, in concreto,
prima di tutto se stesso, poi può aver cura del mondo
e può anche estraniarsi da esso,
sempre in dipendenza della riflessione della sua mente
Le guardie di Gesù e San pietro
le guardie del capitale circolante
In sintesi sto sulla terra - la mia realtà
e' preoccuparmi innanzitutto di me che sento
la struttura portante incrinarsi verso il suolo
che poggia sul nulla poco visibile ma evidente.
Difficile credere che noi si venga dal nulla senza tempo e senza realtà.
Nel nulla non ci son posti fissi mentre il tutto e' strapieno di polvere e ragnatele.
In principio era il nulla ma infine ci fu il tutto pieno come un uovo e una cozza.
Il sonno partorisce i sogni piu' strampalati del creato.
A tavola, mentre chiunque parli di sé,
gli altri mangiano melanzane al forno
ripiene di ciarle, fandonie e incredulità.
Madre Natura e' la madre delle cose che sono state,
che ora sono e che domani saranno altro,
non escluso tutto quel che l'uomo scopre e modifica,
e' sempre un elemento naturale a farlo,
così quel che inventa e non esisteva,
come le ali che Dedalo adatto' a Icaro
e la sonda spaziale che insegue la cometa,
sono si il prodotto dell'uomo che e' il figlio
prediletto della prodiga natura che tutto comprende
Solo a fine giornata il buon vino
fa la sua apparizione tra i compari
sull'uscio della bottega artigiana,
dove invita chiunque a dire la sua
sul luogo senza suolo, dove per tradizione
poggia i piedi e sopra la sua testa
tutto e' cielo aperto senza fondo e sotto la terra
c'è un'altro sopra dove le persone si incontrano
sia in piedi sia capovolte e nessuno può dare calci ad un vicino
I momenti di apatia sono quelli che ti fan sentire
come un leggendario fannullone che consuma poco
per meglio vivere e si preoccupa più di quel che ha
che di quel che gli manca quando non c'è da mangiare
L'ascolto misura il tempo della parole detta
per essere ricordata insieme all'arrosto avanzato dal pranzo,
la lettura ci ferma per darci modo di riflettere da soli
mentre corre il tempo che ci fa dimagrire fino all'osso
L'ultimo respiro sa di morte, avverte in ultimo il proverbio.
Il momento perfetto per passare nel mondo dei migliori
nello spazio infinito.
La scala gerarchica, la parlantina,
il chiodo fisso di rappresentare il fine del mondo
nell'impero di Dio dove nessuno ha il posto fisso
Chi si esalta per la gloria di Dio
esalta se stesso come pronto ad abbandonare
la sua umanità dimenticando quel che è:
una creatura di carne che palpita col respiro
e pensa a quel che gli pare a seconda
delle circostanze con le idee portate dal sangue
Quando, specialmente a Irillai,
uno nasce minchione difficilmente morirà migliore
A Irillai tutto ciò che vola in alto
cadrà col tempo nel basso inferno
Amo me stesso con tutta la coratella
che mi permette di sopravvivere
Quello che l'Iddio ha da dire a noi d'Irillai
lo mette in bocca al papa e lui lo affida a don Zanketone
il parroco del quartiere che doma il diavolo cornuto e maligno,
delinquente e brutto come Tersite, se non peggio,
tanto linguacciuto da chiedersi che costo abbia avuto
il funerale dell'ultimo papa, fatto punto che quello
del più misero cattolico costa non meno di mille euro?
Perché i grandi preti son più ricchi dei poveri?
Strano affare rimproverare qualcuno che sbaglia
dando libertà a una sua passione, la libidine,
che e' naturale come dar adito al proprio talento
senza mortificare gli sprovvisti con ardito giudizio:
chi si castra per non peccare facendo voto di castità
offende, spacciando per peccaminosa, la metà
del genere umano che, a giudizio dei castrati, e' educare e istruire
Sarò certo moderato dove gli altri
sono stati con me clementi per le mie pecche
Credo in Dio per avere almeno la grazia
se non la salute integrale e una ricchezza smisurata da scialacquare
Non posso pensare che ci sia qualcuno
che sappia piu' di me quel che corre tra dio
e il sottoscritto suo accondiscendente discepolo
Ogni dramma si risolve con la catastrofe,
senso finale sconosciuto
di quel che era successo nel corso della storia
Qual'e' la moglie che rovescio la tavola apparecchiata
per metter fine alle chiacchiere del marito
dimentico persino di mangiare?
Non voglio pensare
che tutto quel che nel mondo accade
sia voluto da Dio o da Lui sia concesso,
non voglio proprio pensarci,
e dato che non mi ci posso opporre,
non voglio crederci e me ne infischio
come l'Iddio che l'ha permesso
con l'invenzione del libero arbitrio
Chi e' tanto dissennato da opporsi alla manifesta volontà di un dio?
Non credo proprio che un Nabuco, o un papa re,
o Hitler, avrebbero potuto perseguitare impunemente gli ebrei
e abbattere il loro tempio, se il loro dio
li avesse protetti come durante la fuga dall'Egitto
Il contante dell'antica mammona
Sono il penultimo tipico idiota antico,
uno che non esce di casa se non per il cibo e il vino
e il confrontar le sue opinioni con quelle dei cosiddetti compagnoni,
sono un privato pensionato che non si immischia negli affari pubblici,
uno che mangia uova, beve vino e se ne infischia dei sottaceti,
uno che non si cura della tv, uno che non mostra di essere
quel che vorrebbe e non e', non voglio essere uno scemo idiota,
uno che in pubblico non dice chi e' perché lo si conosce,
sono uno che sa che dove due spettegolano
c'è un terzo critico che spia e riferisce alle autorità
costituite che preferiscono l'arrosto alle uova sode
L'uomo - nato e cresciuto nella ubertosa Baronia -
è il mezzo più adatto al fine di farsi più buono e più attento
specialmente evitando che il pregare dio e i potenti
non sembri una divina adulazione:
modesto e umile egli e', in specie quello di Honihaibenimindhe.
Credo proprio che tanti anni fa
-chissà quante migliaia di olimpiadi -
il mondo delle stelle prime visto dalla terra
sia stato uguale a quel che tutt'ora è
con le ultime più recenti: più o meno caotico
e altrettanto ordinato e se caos c'è stato esso è eterno
La serena e chiara luna favorisce gli innamorati,
illumina gli abigeatari e frolla le carni selvatiche
Temo l'abisso senza fine pur non avendolo mai visto.
La flemma e' propria a chi se ne infischia
di doversi rifare ogni giorno il letto.
Presumo che ciascuno di noi sappia chi sia
per essere, sapendolo, più o meno contento di se.
La mente e' madre della comprensione
che sopporta l'anima raffinata e lo spirito sofisticato
senza i quali probabilmente non ci avremmo tagliato unghie e capelli
Solo tra i miei libri sto in pace con me senza dimagrire,
come tra poveri, meschini e pezzenti in fila per il paradiso
dove non si può che essere felici e contenti,
eternamente sbigottiti, della eccelsa grazia di dio
Siamo oggetti del mondo
in cui dobbiamo cercare oggetti dilettevoli
(un corpo snello e agile e una mente sveglia e vispa)
sulla terra, nel cielo e in fondo al mare tra le sabbie
dove sedimentano i pensieri cupi e le buone intenzioni
Non so cosa sia futile nella vita,
perciò ingrasso,
come quando mi elogiano alle spalle
Chi mangia una volta al giorno
lo fa per vivere in grazia di dio
come l'eremita nel deserto,
ma chi vive per mangiare passa il tempo
a rimasticare (gramuzare) come un ruminante
col mal di denti lontano dai venti contrari
Dove si uccide senza ritegno e le stragi han varia natura,
la c'è della malvagità e non si tratta solo di costruttori e mercanti d'armi
Non scialacquare che qualcuno di noi ci mesta.
Nulla è più Oscuro di quel che non si vede perché non esiste
Ai ricchi un lauto guadagno, ai pezzenti un rilassante bagno
Alla maturità si aggiungono le responsabilità
degli affari pubblici, mettendosi al servizio della società
nelle faccende di tutti; difficile scansare le opere pubbliche
come le strade maestre, i punti cardinali,
le cose che ci fan vivere gli affari che abbiamo in comune,
difficile far l'eremita estremo che si nutre di corbezzoli
e asfodeli, beve dalle pozzanghere e se ne infischia delle vergogne da coprire
L'istinto e' quell'affare che ci nutre per vivere alla grande
L'animo che cova il male se ne infischia del Bastone di Dio
Dalla luce che si riflette nel volto arguisco chi mi sta davanti
Non sono eterno, eterno e' quanto esiste fuori di me
Dove si commenta un misfatto, i responsabili
dello stesso sono i più loquaci per zittire il rimorso
La vendetta dovrebbe disgustarci
Si può far poco senza amici fidati
Ho sempre ha che fare con me stesso
Devo sempre render conto a me medesimo
Anche la più pia delle anime semplici
deve aver sempre a che fare con la tentazione
di saltare oltre il confine, cioe' in terra altrui,
possibilmente senza suscitar conflitti
Come e' che avendo belle e giuste leggi che dovrebbero renderci migliori,
siamo cittadini non proprio mansueti e quasi mai alla mano?
Come e' che pur avendo musei pieni di bellezza
in città non meno belle
non riusciamo ad essere gentili e garbati
e indecisi su cio' che è bello e brutto?
Come e' che pur disponendo di bel terreno,
di fertile suolo, di feconde valli, spiaggie attraenti
e industrie efficienti, siamo al colmo dei buffi e delle ruberie?
Come e' che con tanti ospedali costosi,
stadi ampi, divertenti e confortevoli,
palestre alla moda, piste ciclabili,
più d'uno campa nell'inopia
e muore per un mal di pancia?
Mi attrae assai il fare quel che sono in grado di rifare
Farò quel che mi dite se non e' contrario alle mie aspirazioni
Rifletto su quel che mi accade,
con la fronte cinta da una visiera da croupier,
e sul quel che accade attorno a me
come se cercassi basi più solide
e salde certezze che mi sfuggono,
non le vedo perche' - per me - non ci sono
Forse una c'è, e si sa che parlo del tabù
dell'inevitabile morte o del fido sole che nessuno cerca
Tutto si impronta al maschile:
dio padre, il figliolo prediletto e lo spirito che santifica,
seguiteli dopo averli intesi; non ombra di donna,
tutto in mano ai vispi maschietti in ogni regione del mondo
e le donne a lavar stoviglie, vetri e scale nelle case di un mondo poco serio
Solo nel vangelo i ricchi satolli finiranno nello squallido inferno
( senza aver mai evocato il maligno) e i poveracci già resuscitati,
si accomoderanno a far crapula nel godereccio paradiso sempre illuminato
a squamar biscie che non sanno cambiar pelle da se?.
Non c'e' citta che non conti almeno Trenta Delinquenti
in cerca di adepti per allargare la cerchia delle loro malefatte
Vorremmo che non appartenessero alla nostra famiglia
(che in ogni stagione luccica più dell'oro)
quegli scellerati che con le loro turpi azioni ci destano orrore,
svalutando il valore del nostro calore cristiano
e umano: siamo o no battezzati?
Il neonato e' innocente (perché prima di nascere
non può aver fatto nulla di male né di bene
e sara' virtuoso solo se non farà mai del male)
se non ha le colpe dei genitori pieni di vizi
per aver giocato le loro qualità ai dadi e alle carte
La vita e' una mescola di affanni e piaceri,
ma chi non ha vizi non e' detto che abbia piaceri,
così i virtuosi che non fanno del male
non e' detto che non sian viziosi
L'animo e' la mia l'i-n(d)ea guida. Nonostante l'età prendo ancora abbagli.
Cosi senza affanno lascio le cose che non mi servono.
Neppure il più abile contorsionista riesce a vedere nel suo ben nascosto buco.
Gli aborigeni se ne infischiano del pudore,
altrettanto gli esquimesi che si coprono come gli orsi polari,
però esquimesi e aborigeni mangiano e bevono come noi.
Pisciano e come noi defecano, certi che i sogni vengono dall'aldilà.
I genitori che ci han dato vita non ci negheranno la dote necessaria per sposarci
Abbiamo il sacco, riempiamolo del cibo che c'è in giro, rimpinziamoci.
Coloro che ci hanno allevato gradiranno la nostra riconoscenza
Ricordati che la parola vola
come la musica in campo aperto,
come la furia del vento,
come l'eco sui prati d'asfodelo e di lentischio,
come gli schiamazzi nella tavola di Erode,
come il richiamo del neonato per essere ben accolto,
come i lamenti dei dannati che fuoriescono dall'inferno,
come vola il lampo e il tuono,
come un canto d'amore dalla finestra aperta,
come vola il rutto di Polifemo nella selva
La lapide avverte che li c'e' qualcuno
che e' stato felice come potrebbe esserlo chi legge.
L'anima e' invisibile come il pensiero
che sa che morirà se non mangerà,
perché la vita non dura senza il dolce zucchero,
il grano d'oro, l'erba verde e lattifera,
il vino rosso e la carne grassa,
sappi che il valore della vita sta nel piacere che ci da,
senza sapere donde venga il cibo che la sostiene,
così che la stessa risulti incomprensibile
tanto da non intendere che cosa sia ne' confidarci da dove venga
Bisogna sentir vergogna dei propri stomachevoli peccati,
perché la confessione e' confidenziale
perciò non cancella la turpitudine
Peccato e' perdersi l'alba anche se chiunque può rifarsi col crepuscolo -
Chi dispone del necessario non lo rischia per un sovrappiù
Chi non ha bisogni se ne infischia della fortuna
Chi e' sano se ne infischia che l'oro luccichi più dell'argento
Chi e' saggio se ne infischia che sia riconosciuta la sua sapienza
Buoni libri e saggi consigli fan giudiziosi anche i conigli in fregola
La natura non sorteggia i suoi doni,
non nega a tizio per dare a caio,
ma ai dormiglioni niente pesci fritti,
così in tv danno i milioni a chi par loro
e ad altri un certo pugno di mosche
(o un profumo e una purga)
così ai fichi maturi arrivano prima gli uccelli,
poi gli agili ragazzi che non negano le primizie agli anziani,
in ultimo arrivano le mosche attratte dal dolce
dopo lo sciapo sottocoda del cavallo
Gesu, gran maestro d'arte,
salva tutto quel che tocca con i suoi strumenti,
aveva le sue predilezioni e se alle pie madri
tutti i figli son cari, suona strano che Gesù
avesse amici e compagni prediletti più di altri
Per risultar buoni non e' sufficiente aver il corpo sano,
l'animo quieto e spiccioli in saccoccia,
ma conta anche non far proprio nulla di male
che possa turbare i vicini di casa che ricorrono
con facilita' al bastone e non sopportano
le trecentotrentatremila ingiurie che si vocifera
fosse il minimo di quel che Gesù aveva dotato
i suoi apostoli per accettarli alla sua corte
Chi e' contento della propria mente se ne infischia dell'invidia
a.
Molti sono i meriti delle madri
quando si sciolgono i matrimoni dei figli
resi insopportabili dai contraenti
che si nutrono dello stesso sangue
e si rinfacciano i foruncoli sulla faccia.
b.
Perchè ogni battezzato ha a che fare
con la sua singolarità: la prima persona
con cui viene a contatto
e si presenta sempre disarmato.
c.
Pesca dall'antichità quel
che può andar bene per il presente.
Architettura di Maria Frunza coi confort moderni.
Scambio di cibi tra vicini. Principio comunicativo.
Senza che la destra sappia quel che fa la sinistra.
Passato e presente: natura e cultura.
La cultura artificio della natura
che consente a chiunque di narrare le sue vicende.
Persone libere nello spazio comune.
Ora i saccenti sanno tutto e parlano di niente.
Quanto è vacuo. La luce del sole impedisce di vederlo?
I cristiani non hanno misteri
se non la inspiegabile volontà di aver fede
nelle più incredibili faccende del mondo.
I misteri religiosi son così verosimili per essere palesi e fraintesi.
Dal perenne movimento del mare
dal vento e dalle piogge
che mutano forma alla pietra
dalla luce e dal calore del sole
che dà vita alla terra
dalle meraviglie della natura
affiorano i misteri religiosi.
I misteri son belli da interpretare non da risolvere.
La coperta è sempre corta a chiunque cerchi di coprire le proprie malefatte
Aiace: Io vado là dove devo andare. Sofocle
‘Nessuno, nemmeno il Presidente, ha diritto a qualcosa in più di te o di me’. W. Whitman
J. Joyce nell’Ulisse: - ‘’Trovi oscure le mie parole?
Non trovi che la nostra anima ci viva nell'oscurità?’’
Oggi, 19 May, per la prima volta in terra di Francia
alle ore 7 e 30, per ciò che può importare ai mortali
ho sentito un gracchio lamentarsi del cielo coperto
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