lunedì 30 marzo 2026

XXV.23.080

 l’isola di outis  il sempre vero nessuno del mediterraneo

                                con.   don er.  m ra e il nob.mon



25 - XXV


Il labirinto del vicolo chiuso 

dove si è sfilato  al chiaro 

il semprevero Nessuno del Mediterraneo


Non strapparlo e Leggilo

è un sentiero sicuro, si

ma non un percorso obbligato




Aiace a Tecmessa:

Donna, il silenzio fa belle le donne.

Sofocle





Chi tocca questo libro tocca un uomo’. W. Whitman





Non l’Uomo, ma gli uomini abitano la terra’ - H. Arendt







Mastro Kirone fu il primo nome.



(Questi scritti di natura democratica

invitano a scriverci sopra e collegarli, correggerli

modificarli,  migliorarli come pare a chi legge

che sia patrizio o plebeo che se appena si differenziano

nell'aspetto,  hanno lo stesso sangue rosso,

molto più gonfio tra loro è il solo portafoglio)



Plauto: ‘Tanto grande, dice, questo peso che porto.

Quale peso?

Settantaquattro anni.’



-Giusta la mia età al registro dell’anagrafe-

A questa età, col corpo instabile, che modello ho da imitare?

Non sono in grado di inseguire una lepre

non da ora, ma da sempre!

Ho un bastone resistente e leggero come una canna

adatto a ciechi e zoppi e ai gobbi che vi possono appendere

il fardello della spesa e le beffe del mondo

ne faccio poco uso per paura di cadere

nel farmi lo sgambetto mentre saluto i barbieri

profumati sulla porta della bottega

a colloquio col postino di ronda e con le guardie

che plasmano l'ordine nel paese benedetto dal vescovo

di nuova nomina della vecchia Roma

dove i papi hanno più nomi che varietà di vaticini divini

Ora vivo di sbadigli e trovo che gli inganni

facciano male a chi li riceve e non a chi li fa

che certo sarà punito dal dio che senza orecchi

sente l'affanno della formica che trascina il grano

in salita, lieve fardello, dall'aia del contadino

al suo labirinto impenetrabile al gelo e ai delatori

che accusano la falsa verità a chi la conosce

e risponde: ‘Misera l’aia che teme la formica’



Ora, ditemi voi, non vi pare che l’omino nel mondo

abbia cominciato a pensare quando ha chiesto

a se stesso cos’era quel che vedeva e sentiva?

E non ditemi quando ciò avvenne

perché non devo saperlo prima di sera.



Quel che avverto che sia oltremodo sciapo

evito di mangiarlo.

Seguo il mio consiglio

e ciò che mi genera disagio provo a stemperarlo.



Che altro può essere l'araba fenice

che allata la sua felice primogenita delfina

e appare e scompare ogni mezzo millennio

se non lo spirito santo che si autorigenera

e annuncia e accompagna ovunque il santo messia?

Lo si vede di rado ma c'è chi, magari per poco

qualcuno l’ha vista - bianca più del latte di pecora

tiepido appena munto e della neve più fredda

dell’anno con la cresta più rossa assai

di quella del gallo più canterino di Irillai -

forse più di uno ha visto l’araba felice donare

ai mortali il seme del grano e il caglio del latte

e poi, come primogenita felice, rientrare

alla casa del padre senza un esotico profumo

(che estraneo a nuovi costumi

non conosce tombe di famiglia)



Alla mia notturna musa è riservata una corona

di sogni, pensieri e desideri. 13



La natura crea solo quel che dura

che si apprezza per la sua durata.



Ciò che nel tempo dura il tempo lo migliora

ciò ci rallegra perché miglioriamo come le cose eterne.



Tutto ciò che la natura offre

dal fiore perfetto e alle terre emerse

e al che che la sommerge

e lo stesso mondo che tutto contiene

vale solo perché noi lo pensiamo



L'argomento degli inquisitori per mettere al rogo le streghe

era che, dato che l'eccessivo calore delle donne veniva moderato

dalle mestruazioni, tanto valeva quindi, arderle

e dare così libero e definitivo sfogo ai loro demoniaci bollori.

Prova ne è, dicevano gli stronzoni, che avvampano e bruciano

sia d'estate che d'inverno come secca legna di potatura  d’olivastro

che profuma e strepita come un flacone d'unguento asiatico

di essenza al mandarino donato dal gran khan a marco polo

di cui ne san qualcosa nella fertile Ogliastra e nella provvida Baronia .



Le foglie del vecchio alloro di Apollo

nell’infuso di Laurina attenua il mal di pancia



Gli escrementi del produttore profumano

con grazia il suo naso e deliziano il giardino.



(Pare che l’edera raffreddi i bollori del vino)

Straniero, venuto da chissà dove con un serto d’edera

perché non parli? Di qualcosa di buono.

Nessuna novità da dire. Poi non posso.

C'è il rischio che dica quel che non devo.

Manda giù almeno un sorso di vino che stimola

la facondia e poi mangiamo dallo stesso piatto.

Non sono un avvocato che parla per vivere

ma, però, come il medico che sa dell’edera, non beve

per paura di sbagliare e causare danni maggiori.

Temi di cantare e ballare come i frati fuori dal convento.

Anche col  canto ci si ingiuria fino a scolorire il senno.

Il frate ubriaco fa quel che il fratello ebbro

non farebbe, e cioè sfidare il demonio alla lotta.

Bevi acqua se temi che il vino spogli le miserie dell'animo.

Il vino fa bello il brutto e abbruttisce il bello.

Ci si conosce e si discute e ci si accalora

fino ad abbracciarsi e pungolarsi alle spalle

dicendo ‘pentito’ allo sposino che profuma di zagara  

Certo fa dire e fare quel che senza non si farebbe.

Quando si banchetta se non c’è motivo di lite arriva

con l'ultimo invitato che chiude la porta alle sue spalle.

Il vino libera l'animo dal più grave fardello.

Gli anziani del Contone Ballaloi han sempre detto

che non si ubriaca mai chi ha in tasca

un ciottolo del Rio Lucula

Insomma è naturale il diverbio e con lui usare le mani.

Con l’arrivo dell'ultimo ignoto è noto che si paghi lo scotto

Non pochi bevono, o fingono, per liberarsi

di quel che sobri non direbbero.

Simula il vero e giura in nome di dio, dissimula il falso

e sbatte per terra il berretto in difesa del santo.

Attento al vino che fa buona la compagnia e la rovina

quando ci si inalbera per aver tradito  i valori

della tradizione consumati dal tempo che li usa in viaggio.



Il ventre di cui ci si beffa

misura la semplicità della vita

mentre il pudore misura la vergogna

della propria miseria

(Il ventre sazio sostiene la vita

Il ventre vuoto la immiserisce)



Scrivere è la traccia dell'aver pensato

l'impronta di esser stati nel passato

la testimonianza del danno e del vantaggio

l'indole del mondo che crea e si rigenera

l’esperienza della carne che si fa spirito

la materia che si fa frutto maturo per morire

l'eterno movimento degli oggetti nel cielo

misura della vastità incommensurabile

l'esistenza del tempo nella memoria

dove dorme il silenzio delle cose nei loro affari



Non c’è più nulla che riguardi il morto

che se n’è andato appresso al suo bagaglio

carico del comun borbottare e origliare

tutto rimane in campo della sola memoria

Morire senza un nome e senza un elogio

è mai possibile che ci sia mancata un po d'invidia?

Che ci fa a noi mortali senza nulla da esibire

l’essere cancellati dagli annali della vita?



Dunque, chi è onesto non può che essere buono.

Perciò per gli stoici, ‘’l'onestà è la virtù per eccellenza’’.



Attenti alla pompa che se magna scoppia. 7



Saltuariamente mi chiedo il perché accada di vergognarsi

per un male fisico fuggito di mano a chi tesse la sorte.

È giusto chiederselo o è una domanda senza senso?



Per quanto mi appartiene

non parlo dei mali che non si vedono

e sui possibili rimedi decido strada facendo verso la meta



Al Contone Ballaloi

A noi del circolo di Luciano Voltaire basta l'arte

e la cultura che indagano su ciò che siamo.

Per altro beviamo il vino degli sposi.

Noi non ci curiamo degli ingordi dei

che muoiono strozzati da una mela

noi umani la mela usiamo masticarla

come con noi faranno i cani

che ai morsi della fame morderanno i loro escrementi



Ditemi, cos'è che non prospera se viene da Milano? 10



È stata fatta giustizia

si usa dire quando il condannato penzola dalla forca

dopo avergli dato da baciare il soave Gesù cristo in croce



              Facile per gli ubriachi piangere i morti

e resistere ai carabinieri in divisa



Che è la persona che sotto la tortura

della fame denuncia un altro per un pasto caldo?

Non per un disonesto compenso, ma per averla franca

dal insopportabile tormento del corpo che opprime l'animo?

Non per una leccornia da re ma per un semolino da pensionato

accusa un innocente che può non essere stato un presunto complice!?



Ditemi voi, ora, amici del Circolo del Contone

è da credere o no quel che si vocifera sul demone

che suggerì a Socrate la scoperta del mondo interiore

che rifletteva tutto quel che accadeva al di fuori di lui?



Le cose che vanno senza che ci abbia messo un dito

accadono come vuole il vecchio Dio dell'antico Campidano

gli affari di quelle cose che si muovono in me

mi sorprendono per la loro inutile e innegabile

incompiutezza perciò non curo il vestito che non mi modifica

quando ne indossavo di migliori contavo sempre io

e per me facevo le parti del giorno e della notte

del male nascosto al sole e dell’innocuo chiar di luna

le parti pagane e quelle cristiane, detesto sempre chi punisce  

alla cieca, detesto ancora chi punisce l’uno per colpire il gruppo

detesto fino alla fine le chiavi di san Pietro che don Zanchetone

usava ad arbitrio per centrare il più debole

innocente degli aspiranti al regno di Cristo



Quelli che fan mostra di non temere la morte

piegano per primi le ali per farsela addosso

al vederla apparire discreta come usa da tempo immemore



Il passato dell'Isola è da inventare



Pare che per tre quarti noi si sia composti d'acqua come la terra

Nessuna meraviglia, quindi, che la pelle sudi e parli col sudore

come la lingua in bocca salta con la saliva. Acqua in bocca

anche quando la coscienza si fa l’esame per non ripetere

domani i peccati odierni. Senza lode hai dato un calcio al gatto.

Allora viva l'acqua. Mangia lattuga per irrorare il corpo e gloriare Pitagora.

Nell’arsura notturna due ravanelli come due gocce d'acqua.

Lascia la carne a cani e gatti e mangia cipolle e fagioli

con pane, aglio e prezzemolo. Il maiale agli affamati

e ai sazi semi di zucca vuota. Così saporiti che ricordano

il profumo del melone. Tratta il corpo come un asceta l'anima.

La persona senza difetti è come il manichino in vetrina.

E il santo nella nicchia. O dell'innocenza nel fango.

Così il mondo è tanto grande che non va oltre il male e il bene

e la carne e il pesce. La nostra è un'esistenza da complici

pronti a testimoniare che la vittima stava per compiere

quel che la sorte gli riservava.  L’assassino l’ha solo ribaltata.

Al diavolo la malasorte e il malocchio dei percettori avversi alle stragi.

Bene. Ci riconosciamo in grado di piangere chi è stato oltraggiato.

Cetrioli, zucche e meloni pieni d’acqua come il mondo. Ci si aiuta

per non peggiorare le cose, quindi alla pace serve la tolleranza



L’Isola ha nel sottosuolo la risorsa 

per affrontare il costo dell'isolamento 

in cui la geografia l’ha costretta, 

pagandosi i costi del trasporto col Continente, 

con l’utilizzo dell'acqua sotterranea che viene da lontano: 

scavando pozzi laddove la siccità avanza, 

bere l'acqua fresca come dalla fonte perenne del Golone, 

nell’arsura delle messi d’oro e far orti e giardini tropicali, 

farne l’eden paradisiaco di frutti e formaggi 

che ben posti sul tavolo offuscano qualsiasi pietanza 

di papi, di re e di ricchi sfondati per il mezzo che 

nonostante l’invidia tardano a corrompersi il fegato 

e muoiono dopo i miserabili che si hanno già roso 

il loro di fegato, mai stanchi di sbadigliare e singhiozzare 

come bighelloni distratti dal volo delle rondini frettolose 

e timorose del falco di periferia che usa ghermire 

le Rondinelle  di Maria



Parliamo di infinito intendendo quel che mai

conosceremo come concluso.

E mi pare strano chiamare finito un abito

che solo quand'è finito comincia a vivere.

Mi piace pensare che nell'infinito ci siamo da sempre

noi, quelli col cuore come noi e i boriosi e beffardi .



Dal poco che so del passato

niente voglio conoscere del futuro

con le difficoltà che ho del presente poi

non varco i mari e non valico  monti

figuriamoci se mi addentro nel tempo.



Quelli con la testa sulle spalle

sanno di averla per vedere il mondo

sentire la fame e pensare a mangiare.



‘’La guerra genera il celato perché delle cose’’, Eraclito

(O rigenera tutto dopo aver il tutto distrutto)



Cumpanzo’!

Ghirtale’!

Mustazo’!    



Grida dei ragazzi d’Irillai nell'orto del giardino incantato

Ohiaiiaiai benimindhe! Ohi iai iai!

Sulla terra eccellente come il midollo e dolce come il miele

la legge non ha simpatia, ma incanta.

Sa zustissia t’incantete!



Signore, lei non può circolare.

Perché?

La sua patente è scaduta ieri.

Si. Ma siamo solo noi due a saperlo.

Noi due si, con in più la legge che lo proibisce.

Non mangerei mai se la fame non lo imponesse

Non guiderei mai se non mi fosse necessario

Rinnovi la patente e potrà farlo rispettando la legge

Me ne guardo bene dal violare la legge senza necessità.

Sarebbe stata sempre fresca la patente se mi avesse

evitato da sempre i miei naturali accidenti



Non riesco a definire la mente,

non riesco a capire come è fatta

non so se è carne come il resto del corpo

o ha a che vedere con i capelli...



Siccome crediamo nella resurrezione di Gesù Cristo

abbiamo la certezza anche della nostra resurrezione

vivendo come lui se fossimo, come lui, tutti figli di Dio

Quel che viviamo è l'esperienza mentale

che non esclude la crescita e il taglio delle unghie

e la caduta dei capelli e dei denti da latte

La vita delle cose del mondo, la nostra vita e la mia

(che ho avuto, goduto e perderò con la maturazione che solo ora sento arrivare)

non han nulla da giustificare come la gramigna, il timo e il pesce marcio

tanto più che sarà inutile farlo anche al momento della fine

sarà inutile dire anche cosa è stata, non sarai compreso

ne impedirà che altri la vivano in qualche modo singolare

perché la vita non è da leggere ma è solo da vivere con un po di sale

è il centro magistrale del mondo come il prezzemolo e il mercoledì

Poi nessuno è così leggero da sorvolare sulla vita

che gli stessi falchi vivono quando picchiano sulla lepre



Poi pochi leggono e molti fingono di farlo col libro in mano.

Ciascuno della sua dignità ne fa quel che gli pare

sul quel risultato sarà comunque ricordato dai vicini.



Non è facile morire quando non si è sicuri

che nell'aldilà si avranno i riconoscimenti terreni

allora dispiace che per vivere si debba remare

e per morire si debba penare e perdere il merito



Dove volano le api le vespe annaspano

Le api non volano sui vespai  

come i rapaci non nidificano nei vulcani

Se la realtà è sobria la verità è frugale



Non mi va proprio descrivere quel che ogni occhio vede.

Finalmente credo di aver intravisto il perché  quel che scrivo

che viene dal pensare in proprio mi soddisfi più di quel che dico

che è frutto della mia incapacità orale e dalle

deprimenti circostanze che scambio con gli altri



Che sia felice solo chi è beato?

E qual'è la condizione del beato?

Non so proprio cosa si intende per felicità

fin'ora l’ho sempre intesa come libertà di agire

perché il pensare è una ubiqua dispensa universale

perché è il pensiero che ci fa capire la differenza

tra gioia e malumore, tra l'indifferenza per il bene

pubblico e l'interesse per il possesso privato

la bellezza di un prato fiorito e del cielo stellato

e il piacere criminale di uccidere e torturare

felice è chi capisce di essere nato per caso

o perché voluto e dovrà morire per dovere

Nel 1830 si andava dalla Francia negli Stati Uniti con 38 giorni di navigazione.

Quanto tempo impiegavano inglesi e spagnoli nella stessa tratta?

Quanti giorni ci volevano nel 1830 per collegare la Sardegna a Genova o Napoli?



Chi fa sfoggio di sé è come merce col prezzo di vendita. 12



Dimmi tu, cos'altro prospera al mondo come la fame? 10



L’arte del Sartore che taglia dove è troppo

e cuce dove manca, non esclude il rattoppo

e tra vanto dalla moglie che ha vestito la Madonna

d'ogni grazia sull'altare del grazioso paese

di Ohiai Benimindhe alle falde del Gennargentu

ammirata e venerata ogni mattino dai residenti

invocata dai credenti pellegrini isolani

e dai turisti intelligenti, libertini e gaudenti

che non si stancano mai di vederla, toccarla e baciarla



Non sempre i giorni son per noi uguali

la centralità del mercoledì lo fa

per te fausto e per me nefasto

affinché siano per gli amici uguali

facciamo riti propiziatori con i preti

che ci evitino perlomeno i cataclismi

dopo gli enteroclismi per i cui esami

è famoso l'ospedale dei clisteri d'Irillai



Nessuno è anonimo a questo mondo

se una treccia gli salta in spalla

se un cuore gli batte nel petto

se non lo tiene in mano

se viene da lontano

estraneo non è

ma è dei nostri

se con i sensi il senso ha dell’amore

poiché l'animo esprime quel che i sensi raccolgono

dalle spire d'amore del mondo

se ama la vita sobria che va vissuta

come un dovere verso se stessi

la forma del mio sosia

e il mio medesimo me

l'altra mia persona

il mio me stesso

io vivo, vi dico

io sono

che se prendo per buoni i miracoli

finirò per credere che il mondo sia un opera di magia

nelle cui strade mi accompagnano Dioniso e Gesù

nel mondo dove si nasce, sereno e tumultuoso

fatto per crescere e conoscerlo

Irillai per viverci e Ohiai Benimindhe per morire

dopo aver letto di questo e di altro dicendo:

Domani scrivo anch'io se qualcosa mi preme.



La fame è cieca, così il corpo dorme per non vederla.



Tempo fa conobbi una fata che viveva sola in un campo fatato

Che mi insegnò ad amare

ma una notte si avventurò nel bosco vicino

e nel più buio dei sentieri si smarrì

e cammina e cammina giunse nella vecchia città di Golconda

dove nel letto del fiume che scende dal Gennargentu

si depositano i diamanti più grossi dell’Isola 

più ricca di carciofi del Mediterraneo 

di cui son ghiotti i vecchi rattoppini in pensione

che con le unghie  d’acciaio 

come le spine avvelenate del carciofo

li staccano dal granito del Monte 

per affidarli al flusso del Cedrino divino 

che per non saper cosa fare se ne corre al mare

e zelante come un lacchè che sa essere veloce 

e devoto al padrone che non chiede nulla

li farà splendere davanti alla fata 

all’ora data del bagno a Gonone

dove nuotano agili gli eroi marini in amore

che è l’affare più fervido che si presenta nella vita di ciascuno

che si precipita verso la meta 

con la fretta caratteristica di chi vuole scoprire il mondo  

che ha in serbo la sorpresa del piacere Maggiore, 

che non ha tempo da perdere e insegue persino il passato 

per recuperarlo come usano gli impavidi temerari

nell’inseguire la preda che si concluderà con la fine dei propri giorni...

...continua tu che mi sono smarrito nel mediterraneo

e temo di tuffarmi a Marsiglia

dove galleggiano gli avventati che non sono come me

buono solo a mangiar quel che mi preparo

e capace solo di precipitare in fondo al porto

con quell’arcano pensiero del derelitto in amore



Solo i bimbi piangono affamati, 

così i neonati piangono all'inaudito rumore del mondo.

I neonati serrano gli occhi alla luce, 

ma non sanno otturarsi le orecchie.

L’adulto finge di essere quel che non è 

per ottenere quel che non ha.



Scrivo dello stato di natura 

che sarebbe un po simile a una famigliola 

che emette suoni e non li articola, grugnisce 

e non parla, allattano al seno i pargoli -  

nati senza conoscere pericoli vengono educati a evitarli 

- e li tiran su col cibo masticato dai genitori: 

un frugale bolo di testoline di anguille crude 

a mollo in un rigagnolo, vivendo come animali 

con cani e gatti, galline e maiali, mangiando lattuga, 

uova e conigli, pescando sul fiume e seguendolo fino al mare 

dove scoprono che nulla è più vero di ciò che vedono, 

sentono e toccano nello stesso momento, 

e di ciò fanno la loro patria o, meglio, il loro mondo.



Parla, pare che abbia detto Michelangelo 

al perfetto Mosè di marmo che vedeva e toccava 

vedere con i propri occhi trova conferma 

nel sentire con le sue orecchie  e toccare 

con le mani senza guanti e il tutto convoglia nella sala 

della mente dove il senno scarta il vero dal falso



Di qualcosa, affinché ti veda, pare abbia detto Socrate 

a un giovane che se ne stava dritto e zitto 

per veder con gli orecchi quel che non sentiva con gli occhi



La monarchia si distingue per lo sfarzo con cui la maestà sovrana si mostra al popolo

L’oligarchia e la tirannia si mostra fiera del popolo che paga le tasse

Il totalitarismo da tutto gratis al popolo che lavora e macina per il bene della patria



Affinché nulla sia ad arbitrio della burocrazia, 

che negli affari sanitari non ha merito, 

altrettanto sia riguardo ai tribunali e al parlamento, 

al senato e al governo sia sempre vivo giorno e notte



Il sonno attenua la fame così che il corpo frughi nella sua dispensa. 12



Le malefatte approfittano del buio, le rivalse si rifanno con la luce. 12



Il vento amico dei vivi scuote le fronde che nascondono gli dei. 12



Le chimere sono di una strana mescola nascosta dietro chi le teme. 12



Mai crudeli sian le pene, per quanto grave il giudizio di merito.12



La democrazia si riconosce dai cittadini liberi, donne sorridenti e uomini sobri. 12



Gli scaltri sanitari dell'ospedale dei clisteri

non cominciano l’indagine se non dopo aver esaminato

gli umori del corpo espulsi dal buco del culo:

la caca, ospite ineffabile dell’affabile coratella



Sto meglio quando mi accorgo di aver sempre meno bisogno

delle cose che tempo fa non dovevano proprio mancarmi

e non so con chi complimentarmi per questa felicità



Il destino degli immortali tragici

Ho letto, o sentito dire, che le pie madri d’Irillai

usino sbucciare gli acini d'uva matura ai loro figli

memori della morte di Sofocle che si diparti appunto

soffocato in bella età dagli acini di un grappolo d'uva.

Da ciò, don Zancheta,  andava predicando la necessità

tutta maschile, di coprire la testa per salvaguardarla

da sempre possibili colpi di sole, o dal gelo della luna

di gennaio per cui molti rustici anziani del Contone Ballaloi

dormivano col berretto in capo senza toglierlo al cesso

dopo la notizia appresa alla corte del vescovo, che Eschilo

avvertito dall’oracolo di coprire la pelata quando soffia

il vento del campo aperto, per cui uscì di casa come al solito

e passeggiando sulla riva del mare gli cadde tra capo e collo

il dorso rosicchiato di una tartaruga che lo schianto’

sul bagnasciuga di Gela dopo aver attraversato il mar Ionio…

Nel secolo di Pericle, al passaggio del corteo funebre

era uso sospendere le faccende in esecuzione e ci si scappellava

in onore del defunto accompagnandolo col dovuto ricordo

ora si applaude dietro la bara che ha sul drappo

la bustina da soldato, si applaude come per una battuta

di caccia a teatro e i più ostinati dei testardi muratori

per quanto onesti se ne stanno superbi sulle impalcature

a intonacare i muri come i loro animi gretti, grigi e miseri

dove si annida il rancore e cova la malattia del cuore

e non saluta la sacra radica da consegnare all’aldilà



I nonni hanno cura dei nipoti in modo più attento dei genitori

come se non volessero ripetere le manchevolezze

sfuggite nella educazione dei figli



Giorno e notte ci appartengono per essere divisi in tre parti uguali:

una per noi è ricordarci quel che siamo

una per il sonno come riposo lungo il percorso in atto

e una per il mondo come ricompensa per l'ospitalità che riceviamo

  

Gurturju!

Canisterju!

Brent’e’lacu!



Sulla realtà delle  cose e sugli affari necessari

Dall'aver chiari i fatti si illuminano le idee

sul lavoro, sulla ricchezza e la povertà

La questione sociale verte su l'accumulo dei beni

e sulla sua equa distribuzione



L'afflizione è la giusta sofferenza

davanti alla morte della donna amata



Poche le notizie sulla esplorazione delle profondità marine



Il capitale è la sostanza dell'accumulazione primitiva

che si reimpiega per vivere e riprodursi

e perciò bisogna del proletariato che pare il riflesso

del capitale che si serve delle invenzioni per rigenerarsi

il capitale è stato sfruttamento del lavoro

poi è servito all'ingegno per la costruzione

delle cattedrali come esempio di fabbricazione industriale

che il capitale sia in mano di burocrati socialisti

o padroni capitalisti, si mortifica se manca il genio dell'invenzione:

calcolo, ruota, telaio, macchina a vapore,

movimento trasmesso dal motore a scoppio,atomo

il capitalismo è risparmio dello sfruttamento

per finanziare sempre nuove invenzioni artigiane e industriali

ricchezza in qualche modo accumulata = pensare il suo impiego:

idea e invenzione = utilizzo della forza lavoro per la realizzazione

o attuazione dello scopo: forma del tutto unico – materia o ricchezza,

pensiero e idea, lavoro del corpo

(non so se il corpo può esser libero separato dalla ricchezza

che ha creato e dall'invenzione a cui ha partecipato)

ha il lavoro umano (classe operaia) bisogno di separarsi ( o liberarsi)

dalla ricchezza materiale e dal pensare per attuare un'idea?

Beati i primi sardi che han solcato il mare per combattere in Crimea

Beati quelli che ampliano il respiro con un litro e mezzo di vino

Beati coloro che tra i variegati compagnoni notano i beoni

Beati coloro che notano le linee dritte dalle curve cieche

Beati quelli che riconoscono le figure tra le stelle

Beati i coerenti che amano le grandi storie

Beati tutti quelli che ricordano i loro viaggi

Beati quelli che fanno a meno del compasso

Beati quelli che dal caos traggono l’ordine

Beati quelli che ragionano con eleganza

Beati gli amanti dei mosaici erotici

Beati gli intelligenti come noi



Dopo l'evo del Primo Nuraghe

e prima della sosta di Catone al Contone dei Ballaloi,

Irillai rovinò col tumulto di pastori e contadini

che parlavano una lingua dolce come l'acqua col miele,

e rifiorì con spadaccini, strozzini e gesuini della mite Baronia

dove dilaga il Cedrino, dalle falde del Gennargentu e da Bitti

a Urzullè dove i preti e i barbieri bevono il thè ogni giorno alle tre



Libero ognuno di credere nel muto destino o nella giustizia divina

libero pure di propiziare quel che vuole a chi gli pare

se responsi benigni ricompensi come meglio crede

se funesti gli effetti si lecchi le ferite

Perché, se deboli, gli umani mortali si sono infilati e persi

nel labirinto del destino e della giustizia divina?



Basileddhu, piccolo re della sua famiglia

Ghermanu, componente della famiglia ristretta

Ghirtaleddhu, lo scricciolo della famiglia  



Alle persone singole, a comari e compari

prima le cose, poi i fatti con le cose

poi il pensarci su e scriverle

nell’armonica monotonia degli affari

di ordinarie esperienze paesane



Melma è moglie di Fango, re della terra di tutti

che produce il latte dall'allevamento

e grano e vino dalla coltivazione

perché alla luce della rustica superficie

il suolo sardo ha i suoi tesori.

   



Dire con un aforisma le qualità - vizi e virtù -

dei nostri vecchi concittadini e padri fondatori

pescatori di anguille e cacciatori di cinghiali

pastori e contadini con i rigidi gambali

a proteggere gli stinchi da cardi e rovi

uomini semplici come divinità al naturale

e dove mancano i ricordi ci soccorra la fantasia

così Peone, epiteto di Apollo, diventa il santo Pedone

che ‘soccorre’ viandanti e pellegrini derubati dai ladroni



Ci hanno sempre detto che Iddio ci avesse dotato di parola

e invece vediamo la spada degli angeli soffocare la parola in gola



La violenza necessaria a sopraffare l'altro

serve anche a far sì che l'altro si liberi



La violenza sigilla l'accordo tra due antagonisti alla pari



Forse la violenza è il braccio armato dell'istinto di sopravvivenza



Forse la violenza si esercita nell'acquitrino

dove l'arte della persuasione si impantana



Difficile accettare che qualcosa sfugga al comprendonio

giovane il peregrinare e breve la durata della vita

tutto ci attrae e distrae, la magia delle nuvole ci irretisce

saremo dei da morti, certo non saremo più come vivi tra vivi

molti dei quali mostrando di darti il cuore con una mano

con l'altra frugano la tua borsa e ne falcidiano il contenuto



Invertito è quel tale che noi chiamiamo

- Bortau a simile -

ovvero colui che si rovescia per farsi simile

al nuovo che vuole far mostra di essere

facendosi da maschio femmina e viceversa



Quel che sta accadendo nel fare politico è turpe

da ‘turpi’ o ciechi che non vogliono vedere

come da anni si dice dalle nostre parti, laggiù, in Baronia

Nulla è più turpe del non reagire allo sconcio in atto

Poi con l'aiuto della Rete - dove importa poco quel che dici

conta di più aver sempre qualcosa da ridire -

perché i chiacchieroni si fan stolti con la tecnica



Metriopatia, o ‘’moderazione delle passioni’’

se non vuoi che intacchino l’animo…

Come suggerire alla madre che si strugge per la morte dei figli

e non vede consolazione al dolore se non nel pianto

da cui trae l’ultima ragione rimasta

per continuare a sopra-vivere

con l’animo sconvolto

e la miseria in corpo



Seneca/u/re, a Irillai voleva dire: Dagli un colpo

che si ricordi perché l’ha preso



Et de Charron pas un mot  

e il tzarrone non dice verbo



Tocca a noi parlare degli dei, certi della loro indulgenza

data l’evidenza della loro sublime e abituale ritrosia



Felicità deve essere il vivere senza turbamenti

e passare in qualche modo il tempo senza averne



Non so se sia felice chi vive estraneo a se stesso

fuori dal mondo come in un paradiso

governato da angeli senza sesso, pelati e senza ali

Felice deve essere chi è sano

e può fare a meno anche di una ciotola

di latte di vino di miele, di una minaccia al tiranno

e di una eclatante vittoria della squadra del cuore



Non c’è oro che luccica nella tomba

Non c’è sabbia che trattenga la pioggia che la lava

Non c’è scarpa scomoda al cui piede non la adatti

Non c’è scarpa comoda che il piede non consumi

Non c’è scarpa al mondo che non calzi il morto

Non a tutti la morte dona il pallore e da risalto ai denti

Dove la morte è di casa regna il silenzio

Qui tutto è tranquillo e il tempo lo regola il silenzio

Sì,  facciamo una casa del buon riposo

dove chiunque abbia il pane da intingere nel vino

Sia un po come il luogo da cui gli uccelli non lasciano il nido



Certo nessuno può dire che il mondo sia o non sia eterno

può dirlo col ragionamento chiunque voglia

non con le prove che valgono in tribunale

e se non è eterno vuol dire fatto da Dio



Sabbia senza calce che Malta è? Se vale allora

Vale anche: Amore senza sesso che cos'è? Amicizia. O no?

Se amore è, unisce, se unisce lega, se lega amplesso è.



C’era una volta una fata che amoreggiava nel bosco

con i suoi ricordi e allevava due gemellini

uno aveva una mela in mano e l'altro adorava gli uccellini

che spargevano nel campo semini di fiori e frutti

e ridendo sempre come un sardignolo antico da del tu a tutti

il gemello lo rimproverava per quel fare vergognoso

richiamando quell'animo misero a essere più decoroso

tanto che il clamor della risata faceva piangere il bosco

e alle noci scosse dalle fronde dava un tono fosco

perché non dappertutto è concesso ridere come ci pare

come a me non è permesso il pianto esasperato

passata è la rosa e puoi solo cogliere i petali caduti

e come il vino bevuto non sarà mai come prima

così il passato che non ritorna mai più riapparirà



Dubita dell'autorità di chi la indossa come il gallo nel pollaio. 12



La lode è un vento che soffia sul didietro con qualche interesse. 12



Virtù è far bene quel che hai scelto delle offerte del mondo. 12



Abbiamo cominciato a veder dio con i dovuti riguardi

forse eccessivi e ora lo trattiamo come un cugino

rientrato dall’estero senza regali e novità  



Quel che sono è tutto quel che ho

Quel che ho è tutto quel che sono

Ringrazio Dio e i suoi Garzoni per avermi dato

in usufrutto il mondo interiore al riparo

dall'altro mondo nel quale

Trump è stato eletto e la regina Elisabetta no

Hitler è stato eletto e papà Giovanni no

Benito è stato ucciso e woitila no


Così mi pare di capire un po la gravitazione universale per il Sistema Solare

Oltre non capisco proprio nulla che non Ricaschi il tutto nel grembo di dio di solo spirito

Come dalla materia della testa sprizza lo spirito dell'idea che concepisce in carne Atena

C’è stato papa Giovanni ma non mi pare che il mondo e l’uomo siano migliorati



È la volontà che decide con comodo quel che s’ha da fare. 12



La vendetta dorme in piedi come le sentinelle di guardia al tesoro. 12



A nessun pellegrino è permesso di curiosare nell'animo senza fissa dimora. 12



Parliamo dell'universo come se ne avessimo rovesciato le tasche all’aria

perché vogliamo conoscere la possibilità di incontrare nostri simili

che sappiano dirci quel che a noi sfugge e ci domandiamo

dopo la fuga degli dei o la loro assenza temporanea

la causa, e il fine ragionevole del perché viviamo

dubito che ci sia utile capire l'universo

la famosa cosa in sé che ci contiene

nel mondo che gira per il suo verso

in modo che il sole ci riscaldi

i lombi e le parti molli

pudiche e timide

come la pietà

della luna



La vita non è un ceppo che ti costringe (a rimanere se non vuoi)  

ad essere sereno e tormentato, la si può piantare in asso

con un sorriso per insolvenza come usano i migliori di noi

poi chiunque può farsi asceta e senza richiudersi

in convento può murarsi in un angolo del giardino

come deposito degli attrezzi dei Garzoni di dio

e lì fare l'oste di sé stesso, effeminato

con uno strascico ingombrante

da ghiottone che si strozza

col far la scarpetta

del buongustaio

compiacente



Non so se io ami la vita

c’è, mi sta bene e l’accetto finché dura

ma non so se sia io capace di penare per lei

so quel che sono

e non mi scambierei con nessuno all'infuori di me

appena in grado di far qualcosa che dia senso alla presenza

non so cosa sia il carattere

ma se qualcosa è è  mutevole come i giorni dell’anno

perciò vivo il mio tempo comunque sia

amo vivere ma non fino a sopportare la tortura per prolungarla

che la vita sia inesauribile finché brilli il Sistema Solare

lo deduco dal fatto di averlo trovato come lo lascerò: intonso

nel tempo di quest’angolo di cielo dove c’è chi vola, nuota e pensa

a far labirinti, cruciverba ed equivoci enigmi

Benvenuta comunque nella Repubblica dell'amore



Il saggio, pio e onesto, non causa rogne

e, se no è un minchione, non le cerca per rovistarle.



Una dozzina di parole fanno belli, semplici ed eleganti gli aforismi

sempre che un senso c'è l’abbiano.



Pare che il sole che eccita la crescita e la maturazione

estenui e secchi chi il suo percorso l’ha fatto

ma non sa come rinunciare all’orgasmo

con la canicola di metà luglio



Un vicino di casa aumentava il volume della radio

quando in famiglia c’era qualche controversia da dirimere

e nei suoi momenti sereni elogiava i genitori per averlo fatto erede

di un botte di vino sempre piena, di un'arnia che trasudava miele

una giara colma d’olio a tutte le ore senza sedimenti

un conto aperto dal fornaio, uno dal casaro e dal macellaro

che consigliava al amici certe leccornie al sangue di maiale



Con l'ottenimento della vecchiaia faccio delle abitudini, vecchie e nuove

nuvolaglia passeggera che incupisce gli interessi del giorno appena nato



Parole allusive:

Devo portare un cesto di frutta a mia comare

che ha mostrato di aver gradito il precedente.

Aggiungici anche un tocco di formaggio, consiglia la moglie.

Vedrai come lo gradirà.

Lo sai da lei? Profumo di scambio.

No. Ma conoscevo il marito, il beato compare.



È la dea ragione la divinità a cui costantemente si richiama Socrate

che dice se ne stia timida e malinconica nella faccia nascosta della luna

mentre i vecchi d’Irillai chiamano giudice arbitro il dio del Campidano

gestore dell’ente che ha avviato dal niente l'ordine immutabile delle cose.



Non si è mai visto un pensiero che non venisse dal corpo.

Il corpo è l'involucro che fornisce alla mente l'essenza di ciò che sente e fa.

Perciò l'animo del defunto cerca un altro involucro di cui non può fare a meno.

Come l'animo umano non può fare a meno della poesia per guardare a modo suo il mondo.



Qual'è la verità che riguarda la scoperta

o la rivelazione dell'immortalità dell'anima?

È stata scoperta per caso o dal lavorio della ragione umana

O è stata rivelata da una divinità sovrastante l'essere umano?



Quel che differenzia i cittadini del mondo dal resto dei golosi

è la facoltà di adattarsi come possono a quel che trovano pronto

nel giardino di casa e se c’è un albero di mele, la mela mangiano

come se venisse dai lontani orti oltre l'oceano a valle della luna



Ben più misero di uno stuolo di invalidi

è colui che si ha barattato il senno 

per un banchetto di interiora e sanguinacci

e noi che stiamo peggio di lui che con lui dobbiamo vivere

anche se ha la parola elegante e profumata come un barbiere



La violenza fa male e distrugge chi la patisce.



E ogni volta che mi capita di pensarci, alla violenza,

ricordo il dispiacere che ne ebbe il mi’ babbo

quando la malattia martirizzo’ il mio corpo

e quando lui capì che sarei stato inadatto alla ginnastica

pianse una lunga notte e a far ciò gli bastava un quarto di vino

come misura adottata dai vecchi carrettieri d’Irillai e Ohiai.



Se un qualche senso i sogni hanno è qualcosa

che somiglia al filo che si lacera nella trama dell'animo

che sfugge all'ordito della veglia che impone al consorte

di immolarsi sulla pira che brucia sotto le spoglie della moglie



È accaduto.

Ma come è potuto divampare l’incendio 

in una chiesa con mille anni di vita?

Ora abbiamo il precedente: più di un millennio 

quel legno non resiste all’assedio del diavolo.



Più duri a morire delinquenti e assassini, nonostante 

i loro potenti alleati si dicano ostili agli scellerati.

Sappiano potenti, prepotenti e delinquenti 

che i loro peccati corrompono il setaccio dei preti.



Sarà la signora rivalsa a far scintille con la spada di Damocle

per avvertire prepotenti e insolenti col conto aperto di tenere la giusta misura



Di quel che riguarda il mio animo nessuno è competente più di me

come del mio corpo l’unico responsabile del suo castigo sono io

così chi mi conosce, per non corrompermi, mi lascia fare a mio agio



Ma perché la gente da credito a uno più che a un altro?

Primo per la simpatia, secondo per la ragione,

terzo perché persuaso da un bel parlare



Ma perché la decapitazione di Medusa con la spada di Perseo

così Antonio ha fatto con Cicerone

è poi diventata pratica di re con la decapitazione di Maria Stuarda

è continuata con la antimonarchica pratica della ghigliottina

e dura dalla prime notti del tempo nella pratica di banditi e delinquenti?

perché chi da la morte non lo fa con leggerezza né con giudizio

lo fa perché detiene la forza del corpo e l’impotenza nell’animo

o si crede Ercole che bazzica tra i morti e se li porta via



La sorte è della stessa sostanza del caso fortuito;

vengono ambedue dal caos dove tutto ha origine

figurati se si separano-se la sostanza è nulla

Non dimentichiamo nei momenti cruciali

quel che eravamo soliti dire

quando le forze erano in fiore

e ne coglievamo i frutti

da esibire ora



Vengono da Bosa quelli che sanno fare tombe, altari e ponti

sul Cedrino che ha la più folta colonia d’anguille del Tirreno

per premiare i genitori delle famiglie numerose

che sbarrano le porte al vento businco

che usa gelare la prole affamata



Ciò che conta è che il mondo giri - come un rosario nelle nostre mani

A che serve dibattere sulla ragione, sull'arte,  sulla poesia,

la musica, la politica, la filosofia, il lavoro, il sapere, la ricchezza,

la medicina, la scienza, la conoscenza, la sapienza e la religione,

a che serve discutere sulla supremazia dello spirito

o della materia, del sensibile o del soprasensibile,

dell'anima immortale o del corpo mortale,

delle pratiche cerimoniali e degli amori occasionali

se non si riesce a far prevalere la ragione della conveniente

convivenza pacifica, se non si riesce a interrompere

la catena delle guerre, della fame, dei genocidi, degli stermini,  

del mozzar le teste dal corpo, del torturare, mutilare e  castrare?

Che ci sia qualcosa dentro di noi o qualcuno fuori di noi

che ci costringa a depredare, delinquere e uccidere?

Che sia il nostro esser vivi, dato che i morti se stan quieti.

Siamo noi come le forze incontrollabili della natura?

Il mare uccide come i vulcani, i terremoti, le valanghe e i nubifragi.

Sarà che noi siam figli della natura mite e feconda o violenta e brutale?

A che serve avere Onu, papi e ayatollah, presidenti,  re e presunti delfini

che non sacrificano un arto del loro corpo

(per dimostrare la devozione alla causa del pacifico amore ad ogni costo?)

o flagellarsi l’un l’altro nella sala delle udienze

per arginare la sanguinaria violenza del creato?

Pare che non ci spaventi neppure l'atomo 

come non ci ha spaventato uno dei tanti dei.

Per noi conta che il sole ci illumini e che un dio lo perdoni



Vai, mio pretenzioso libricino,

vai a vivere dove l'ambiguità regna

vivi riflettendo sull’amore

parla in modo tuo delle cose di cui hai avuto sentore

nello scorrere della vita nello spazio del tuo tempo:

non ho mai avuto un cavallo -dirai- e non mi spiego ancora

come abbia fatto a vivere finora pur conoscendo bene

l’innata  incapacità di saltarci in groppa

figurarsi poi di domarne uno selvaggio e cavalcarlo

da qui dove vivo fino alla greppia della casa finale

senza passar dal calvario dove usano sputare sulle vittime.

Non invano si dice che chi non sa stare in piedi

cavalchi i maiali o si aggrappi alla coda dell’asino



Non ci penso proprio di cucire i fatti scanzonati

che accadono ad altri senza averli commissionati.



Sono certo di non aver mai fatto nulla di encomiabile

se non servir delle briciole ai passeri



Cosa c'entra l'aspirazione al regno dei cieli con la partecipazione politica?



Pensi che serva a qualcosa il conforto a chi sa quel che patisce?

Se ha paura lo rincuora? O lo compatisce?



Pettegolezzi alle mostre d'arte paesane

Brutta cosa è la fame.

Nulla è più brutto del mangiare un uomo crudo?

Se non è fatto di carne.

Ah! Mangiarlo cotto e condito ti pare che lo sia di meno?

Non se è cibo saporito.

Più brutta è la tortura.

È forse bello torcere il collo al pollo?

Così se capita di parlar di cose belle e raffinate

mi si dice di aver cattivo gusto o non averne affatto.

A me che stravedo per il  baccalà fritto e le sarde salate.

Grossolano. Aggiungono i raffinati per cui vale solo ciò che è grande e bello

Rispondo loro che ai miseri è concesso saziarsi a capodanno, pasqua e natale.

E ciò vale anche per gli schizzinosi intenditori di vino

che lo annusano come se dovessero berlo col naso.

E lo masticano per assaporarlo meglio, prima che diventi aceto.

Se ne infischiano del vino che tiene a bada la vecchiaia

che rinsecchisce come un fico secco con una mandorla nell’animo



Una immagine di san Carlo Borromeo inventore del seminario per i preti.

Per pregare dio di far prosperare l'onestà, metter l'ali ai buoni,

far leggeri i miti e i deboli forti come aquile che volano alto

per lasciar cadere tegole su farabutti e scellerati

che rompono i timoni e bucano le ruote snelle



Il povero certo è contento quando dice che se fosse lui il ricco

si comporterebbe in altro modo da chi ricco lo è davvero

e, ad esempio, non calzerebbe mai scarpe strette

le darebbe ai poveri come cura per l’invidia

le darebbe a ciechi, zoppi e gobbi

che non si allontanano

dalla porta di casa



La vecchiaia è felice se la memoria gli serve vivi i ricordi del suo passato

quando l'autore dei contratti mise d'accordo il giorno e la notte

sul governo del mondo per resistere ai bollore dell’astro

che dura tuttora come testimoniano terra e luna

sulla lunga durata senza per clamore  

e senza cedere una virgola



Dove dormono i sensi la mente si annoia

perciò non ricordo i sogni, dove una mia copia,

più abile di me, fa una figura migliore.

Sognavo i Dioscuri: Benigno e Maligno

che discutevano su chi morir per primo

e aspettare che l'altro lo risvegli



La vecchiaia - se la mente vuole - conserva il suo passato

La vecchiaia è una invenzione degli dei 

che ci obbligano a inchinarci davanti all’altare



Manager e braccianti vogliono lavorare in compagnia delle mogli

che si portano i bambini appresso per avere il calore della famiglia

così capitani d’industria e primari ospedalieri quando muoiono

vogliono essere cremati con le consorti e la nutrita prole

La vecchiaia è l’ostetrica del definitivo ? aldilà



Gli africani sono i primi abitanti del mondo

nati attorno alle sorgenti del Nilo ne han seguito la corrente

per popolare il mondo e lungo il percorso han fatto sfingi

e piramidi e seminando figli in ambe le sponde del fiume

sfociano nel Mediterraneo volendosi chiamare

zingari girovaghi primi figli del dio degli dei senza nome

per secondi fanno i prepotenti audaci con i deboli

che le buscano dai forti che aspirano al cielo come i Maestri

che in bottega lasciano ai Garzoni la cura degli affari

che vedon tutto chiaro sulla coesione, composizione,

struttura e funzionamento del corpo

rimane l'enigma del cervello incapace di spiegarsi a se stesso

e decidere se loro primitivi si sia grandi o piccoli o relativi ad altro



Qualsiasi cosa io dica di chi non conosco non sarà mai un ingiuria né una calunnia

quindi taccio sul sindaco del Bosforo e sul re d’Inghilterra

e sul più insolente malandrino della ciurma di Magellano

Ma che dire del dettagliante del quartiere che ci prende per la gola?

È più onesto il malvivente che inganna o il prepotente che ruba?

Dirai: nessuno dei 2 è onesto. Il primo ti beffa e il secondo ti mena

È più facile adulare un meschino o dir male di uno già cattivo di suo?

Dirai: non lo so. Ambedue impuniti. Il primo ti infila e il secondo ti mena



Staremmo davvero freschi

se le idee ci fossero suggerite da angeli e demoni



Cosa è  lo spazio-tempo

se non il luogo presente che contiene la mia misura?



Staremmo freschi se il firmamento si muovesse

solo perché qualcuno lo scuote. 12



Anche le palle di lardo servono a ungere le emozioni



Il caso che ci può nuocere può esserci propizio



Vedi di aggiungere poco o nulla al necessario

se non vuoi folleggiare con le ciance e diluire il brodo

insomma dì quel che devi senza giungere un bàh né una virgola



La cortesia maschile e la gentilezza femminile fan lieta la vita

anche se la calunnia punge quanto una lama proditoria



Non so perché non mi riesca di dire quel che mi vien di scrivere



Chi è forte d'animo resiste meglio al dolore

con una bordolese di cannonau e all’animo debole soccorre

il fiasco del chiaretto per non soccombere alla sofferenza



L’arte del buon vivere vuole le cerimonie in pubblico e il certame in casa



La cultura pretende che ogni proposta

sia accompagnata dalla sua ragione di fondo.



Il nostro credo è, se non la verità

l’affare che gli si avvicina di più



Certo è che le prodezze umane sono le migliori

del mondo conosciuto finora così immaginiamo mondi

diversi per confrontar con le loro le nostre faccende in atto



Col riconoscere le cose durevoli e segnarle con un tratto di geroglifici

egizio o cinese per memoria cominciò l’avventura umana



Il giorno promette superbia quando l'alba 

ammanta di nuvole il Gennargentu...

Sono i libri inutili e illusori 

che calano la fosca stupidità nell’anima

ma sono i buoni libri che risollevano 

le nebbie posate sull’animo

son le facili illusioni che gravano sul petto 

e sbuffano tra capo e collo

ma è il vento del giudizio che dissolve 

le assurde imitazioni del mondo reale

che prodigio è un mondo pieno d'anime pie 

che non tracciano un solco nell’orto?

Abbiamo da nascere per fare i mezzadri?

Siamo mortali e non siamo felici né infelici

Siamo vivi e convinti di esserlo

come lo siamo del sole 

che dove non c'è tutto dorme alla grossa

da noi ci chiamiamo vivi (?) 

perché diamo i nomi agli affari delle cose

come sappiamo che è sufficiente aggiungere o togliere 

una lettera per mutar senso alla parola

Abbiamo belle guerre da fare 

e ghigliottine da inventare per pelare patate

Bastava non nascere per riempire il cielo. 

Chi può esser più pio di chi non nasce?

come se non fosse il sole che splende perenne 

a far luce nel tenebroso cielo

pieno di ignoti lumicini nella notte eterna

che non dan vita a un'idea nell'oscuro labirinto 

che sussulta sotto il basco nero



Non ama il presente vivo chi va a letto con la tradizione passata

perché non è facile vivere con due mogli o due mariti

come non è facile al cane inseguire due lepri

col rischio di mordersi la coda

e abbaiare alle nuvole che coprono la luna



Viviamo e se ci sfugge il presente ci aggrappiamo al passato



Mai padrone del presente, adatto il passato alla mia misura



Vediamo sconquassato il presente che ci esclude

così facciamo il passato più bello, gaio e ragionevole



Quando lo stile del presente non si confà a noi

evochiamo la classe del passato



Le considerazioni che vado mettendo giù

riguardano le difficoltà legate a quel che non riesco a fare

e,come me,senza eleganza né educazione

pretendono solo aria e luce senza suono né odore -

considerazioni del tipo:come fare, senza lapis

a scrivere -beaucoup-con lo scalpello per dire ‘bocu’

sorseggiando, a dieci anni, champagne come acqua dalla ciotola?



Nell’ozio galleggiano le lacune della memoria

oziamo, quindi, per colmare i vuoti 

con fantasie d’accatto

che lo spirito sia libero, 

poi sia veloce o lento poco importa

conta che lo spirito sia libero e sereno 

per giocare con la mente vivace

allora:l’accadimento fortuito è il sentiero 

che il destino apre per indovinare l'avvenire



Sempre l’animo cupo opprime il petto come un pesante macigno

che la sola comprensione solleva con la sua luce prodigiosa

quando  illumina la mente del messo comunale che seduto

- predicando sulla realtà dell’essere al mondo sopra un pianeta-

sull’orlo della pubblica vasca dove lo zampillo scroscia eloquente

nella piazza d’Ohiai B. resa deserta dalle gelide notti di gennaio

e solo i gatti gironzolano con qualche sorcio tra i baffi

e stringe le palle ai felici ospiti alla finestra dell’ospizio civico

la varcano bevendo il vino della notte in casa e cantando

-come da giovani usavano mietendo il grano di Nurdhole

e le minute donne del paese li dissetavano con l’acqua delle fonti

che scorrendo nelle vene della terra versa il contributo

al Tirso che irriga gli orti del Campidano ricco di frumento

e di cocomeri che i montanari scambiavano col cacio di primavera-

in attesa del messo comunale che mentre l’aurora dirada le tenebre

pretende dal capo dell’ospizio la consegna dell’ospite in esubero

che, da vittima designata, deve render conto con la vita al termine

della notte, grassa di sorprendenti amori e di crudeli cattiverie



Le assurdità che non stanno in cielo cadono sulla terra

dove c'è sempre qualcuno che le raccoglie e le fa proprie

per farle valere e cercare di imporle sulla pubblica piazza

che fingano si capisce perché non patiscono il cavolo soffocato

caduto dall’alto, bianco slavato, così simile alla parrucca degli angeli

dei quali non mi interessa tanto lo stato della loro forza attuale

quanto mi preme il loro stato di salute arioso e delicato come le nuvole



L’avarizia ha per fine il conto del medico,

dell’avvocato e del barbiere

(che, come gli artisti, conta di lasciare le ossa a Parigi)

ovv farsi belli, viver sani e possibilmente puliti

Mordacità significa addentare e straziare la carne cotta

per saziare la carne viva dello stomaco dei maestri

d’ingannevoli presagi e arcani sortilegi

Chi va la? Chiede puntuale la sentinella

Parola d’ordine?

Veniamo in pace con il gallo d’Irillai

che quando  canta fa dileguare i fumi dell’alcol

Compaesani. Amici vicini al re di Sardegna.

Allora è più che tranquilla la notte dell’isola



Bene. Buon giorno agli onesti.

Sia sempre libera l'immaginazione dove brillano le stelle che ci illuminano

Parli chi sa leggere, veda chi ci guida e senta chi chiamiamo nel bisogno

Qualsiasi opera l’artigiano sbrighi ci lascerà l’ombra di se  

al bottegaio avanza il suo guadagno e passa l’arte ai figli che la baratteranno a carte

all’operaio, come al bracciante, rimarrà la stanchezza che dilegua nella notte per rinascere il giorno dopo



Cerchiamo il passato comunitario dell'isola

che, se non ci sfuggito dalla memoria

abbiamo, per poco tempo, avuto



Pare che i poli si stiano sciogliendo come il gelato 

e chi ama il dolce si affretti a leccare 

a cominciare dai monchi, zoppi e gobbi,

 ai ciechi la forchetta e ai sordomuti il cucchiaio, 

ai castrati, gli ultimi del coro, rimarrà il cono 

e siccome non si conosce il prologo, 

immaginiamo l’epilogo come un gelato 

caduto all’eterno bambino che se ne infischia 

dell’oro lucente e del cesello 

perché innamorato della giustizia materna 

(quel tesoro di mamma che protegge dalle fatture 

di chi non sa, non può e non vuole amare) 

più della misericordia paterna che non si capisce 

che ci stia a fare tra le stelle 

che da sole si illuminano e si stirano a lucido 

come personaggi minori sotto il trucco dell’impostore 

che recita lo sconforto del mondo dei vivi 

che fanno della voluttà, di lussuria e libidine, 

un peccato senza il quale saremmo la virgola dopo lo zero. 

Ma mettiamo che il sole sia il carnefice 

che mantiene la terra vittima alla giusta distanza 

per non liquefarsi come ‘’un gelato al limone’’... 

Mi vien da credere che il nostro mondo vada come gli pare 

indipendentemente dall’epicureismo,

dal fordismo e dall’islamismo



Per me, poi, data l'indole, nulla mi e d’obbligo

non bevo il vino dove e’ penoso procurarlo

se c'è lo bevo com’e’ - se non c'è bevo l’acqua

del rubinetto a cui sono abile e abituato

e non soffro se l’uva tarda a fermentare

nel legno del tino dal temperamento mutevole

e vago come tutto cio che vive in cantina, in sordina

o esposto in vetrina nelle botteghe del Corso



Fatico a capire di esser nato sulla terra

per la paura che ho dei cunicoli minerari

dello scavare il sottosuolo come formiche

strisciare in grotta in strettoie da rettili

che richiamino il fisico percorso neonatale

Non voglio rifare ciò che con fortuna

ho fatto una prima e unica irripetibile volta



Il libero arbitrio è concessione divina

le persone godono della libertà per renderne conto a dio

che assegna il giudizio sempre misericordioso ai suoi ministri

preposti da lui dopo accurati studi delle sue leggi

a protezione delle sue prodigiose creazioni



Ho sempre paura che l’inverno duri tutto l’anno

A Dio attribuiamo ciò che ci par piacevole e comodo

perché l’omo è capace di tutto per conformarsi a Lui

purché non tocchi gli alti cieli  che esaltano e nuociono



Nell'antichità i vecchi ubriaconi quando erano concordi

su tutte le qualità e i naturali pregi del vino d’annata

si pestavano il pollice ponendolo su pietra e con la mano amica

dell’amico concorde lo colpivano per sancire il giudizio comune





Così gli antichi pagani non escludevano nessuno dalle cariche pubbliche

e se Omero fece zoppo Efesto

Diogene fece strabico Apollo

e a chi diceva che Platone avesse le spalle curve

un altro  si divertiva a far balbuziente Aristotile

Erasmo, da buon cristiano, intromettendosi

non si peritò di appellare Elena come donnaccia

senza tener conto che ‘’l'occhio vuole la sua parte’’

Fede e quel che ha la mia piena comprensione



Ricordo che col primo mal di denti

non riuscivo a mettere insieme due parole in riga

volevo metterne in fila una dozzina per fare un aforisma:

Non sono venuto al mondo per soffrire - sapendolo avrei dato forfait



Prima della collera mi arrabbio innanzitutto

con me stesso per non aver visto lo sgambetto

prima del trabocchetto che mi ha preso il non dovuto



Il demone di Socrate era l’angelo custode personale e fidato

che gli suggeriva le parole adatte alle questioni dibattute

non ultimo il dover giurare per il cane di Diogene

e in ultimo gli ricordò che doveva un gallo ad Asclepio

che curava i vivi somministrando il sangue della Gorgone

che scorreva a sinistra e con quello che scorreva a destra

anticipava, si, la morte che in mutuo scambio rilasciava chi voleva



Che ti aspetti dal mondo?

Di fuoco perenne è la terra che fuma sulla neve dell’Etna. 12



Non sai che fare? Per la causa!?

Falla finita e fai l'avvocato che la tira per le lunghe. 12



Votati a dio e fatti dei suoi se vuoi conoscerne i favori. 12



Il filo del destino si deperisce se non è usato a dovere. 12



Il vino generoso esce dalla cantina solo se l'oste è prodigo. 12



La poesia è una sottilissima tela fatta per resistere alle intemperie umane. 12



Nascere è avventurarsi nel mondo ignoto per conoscerlo e sedarne lo scompiglio. 12



A letto si dorme, non ci si pente

Non pregare per me che l’ho già fatto io

disse il moribondo all’ospite col rosario in mano

e le preci sulle labbra, che rispose:

- Son venuto a salutarti

-Con che diritto? Tu vuoi curiosare!

Pensi che abbia vergogna di morire?

Non ho mai scommesso, ne mancato di parola

ne giurato sul sacro che non conosco.

Sai, porto con me i miei misfatti inconfessati.

-Non lo so. So dove io posso arrivare.

-Io so quel che lascio come se fosse mio figlio

ma non so se quel che troverò sia come sua moglie.

-E a lei non lasceresti nulla di tuo.

- Mi è sconosciuta come uno straniero.

Non e’ della mia casa e, senza collera, mi disturba.

Ma tu non immischiarti nei mali di casa.

-E’ di tuo figlio il giudizio che gli hai dato.

-Non so cosa voglia dire, ma non e’ piacevole.

Vattene. Mi fai crescere l’ansia. Voglio star solo.

Tu porti sventura. Non servi alla mia sofferenza.

-Detestami pure, se ti solleva dal disagio

e serve a guadagnare la pace. Offendimi.

Offendimi, come il fuoco che brucia il legno

ma non c'è fuoco che bruci il male

che si annida in ogni casa



La marmaglia si risveglia al baccano

della cianfrusaglia che non dorme mai

e da sempre aizza l’odio contro il debole

a cui, da solo, manca la forza di lamentarsi

ma i deboli uniti costruiscono le case

che la marmaglia e solita distruggere

sostenendo che in quella casa e stato avvelenato

il Capobanda tradito dal suo medico di fiducia



Per quanto si dica anonimo

Segni evidenti distinguono l’autore

Per affari innocui va bene l’anonimia

Per la calunnia sia nota la lingua

C’e sempre uno nella nostra cerchia

Un po piu sciocco dell’ultimo nato tonto

Perché ai nostri impareggiabili occhi

Non c’e fondo alla stupidità paesana

Come il felice donnaiolo che non rivela

Le sue conquiste per tema che si scopra

Il segreto nell’anello che tiene al dito



il mondo e quel luogo dove tutto perisce

e i contadini sono gli ultimi a morire

perché con la pula coprono le carcasse dei cadaveri

anche se in ogni paese,  per avvisare i nuovi arrivi

la cattiveria muore appresso alla sempre ingenua bontà

che, inesperta, ha in cura la radice d’ogni male

che cresce tra i sempiterni ruderi dove sopravvivono

le volpi di Esopo che non vogliono morire e se costrette

a farlo rinascono con due gambe e senza coda

avendo in dote la possibilità di simulare altro

da quel che in realtà desidera



cos'è la pietà

non so quali siano o fossero le regole della natura

tanto non le distinguo dalle regole divine

che confondo con le regole umane

chiare a chi ha un proverbio da citare

torbide per ingannare i miei deboli sensi

che travisando si chiedono cos'è il sacro

se non la persona da rispettare comunque

così chiunque non rispetti le persone e empio



l’uso antico e la moderna consuetudine

gli animali la fanno in piedi ovunque si trovino

altri seduti, comodi e possibilmente al coperto

si dice che i pigri non temano i pidocchi

come i fifoni non temono le calunnie

e i caproni van fieri delle corna

così a forza della costumata abitudine

per far pipì ci si serve della mano più fidata  



nulla è più innocuo e illusorio del glorioso passato

si dice che gli avvocati si facciano più pensierosi

quando nei tribunali silenziosi mancano le contese

e storcono il naso quando la pace regna nel paese

chi perde in tribunale esce - più mesto di un vedovo-

con le tasche vuote e un vascello d’anni di galera

così la guerra e figlia della pazzia che peggiora

quando le parti contendono per la stessa causa:

per il possesso amoroso della donna che rappresenta

la terra felice e ambita sia a Sparta che a Troia



la coscienza e la premurosa serva della mia volontà

far quel che voglio e il dettato dell’intelletto

l’intelletto pensa, la volontà decide e la coscienza sancisce e acquieta

nulla e più intimo del loro connubio e non si fanno dispetti

perciò fan l’ovo nello stesso nido e lo chiamano intenzione

occupano lo stesso deposito e cercano la verità del mondo

siccome la verità e la parola di dio e dio non si sa chi sia

figuriamoci dove approda e a che serve la loro fervida ricerca



non sono in grado di registrare quel che accade

dico come posso quel che mi preme che e fragile

posso fare a meno di scrivere quel che rimugino

ma non posso fare a meno di leggere ogni giorno

quei libri dei primi maestri che si bagnavano nel  Mediterraneo



Non so nulla di quello che non so

So di vivere - molto probabilmente - per caso

vivo in un fortuito miscuglio d’aria e materia

dico vivere da come questa mescola mi fa pensare

così penso di trovarmi nel luogo adatto a vivere

e vivere il tempo necessario a ciascuno

vivo per il mio essere materiale e il cielo è pieno di materia vivente

cosi credo che la vita di ciascuno sia la durata di ciò che chiamiamo tempo

e tempo e’ il percorso che si attua nel mondo che contiene i tanti che siamo

e dove dall’essere molti si conoscono gli accidenti che datano il tempo



True, vero, truismo o verità evidente

Truismo è dire che la vita è precaria.

Truismo è dire che la luce (del sole) si fa il giorno.



L’uomo e piu feroce dell’animale

Sull’eccidio, la distruzione e la cenere sulla carneficina

Indegno è vivere alle spalle della moglie che serve in casa d’altri

Più che la tortura può il sonno, la sete e la fame

Non ho niente da ridire sulle traversie umane nelle case d’altri

Fate in modo che le vittorie non lascino morti sul campo

Non mi piacciono le dispute, né le brighe, per arrivar primi

Fate che le guerre siano combattute cantando come i poeti sul palco

L’aguzzino si compiace di torturarne per non far strage

Fate in modo che gli attaccabrighe vivano disarmati

L’invenzione e l’uso delle camere a gas e dei forni crematori

ha sancito la vittoria del monoteismo industriale sul paganesimo sacrificale



La vita, la mia vita, la vita di tutti, è un modo di essere sulla terra

che chissà da quanto tempo se ne sta a girovagare nel cielo

come un camion carico di cianfrusaglie che durano più di me



Pare che la terra si muova come una trottola

che cambia per noi se è una frottola?  

Che mi cambia se non fa clamore?



Sono arrivato senza un invito

non mi piaccion le feste e nemmeno gli altri riti

quindi me ne vado senza dir nulla a Nessuno



Non mi par bello rinunciare alla vita perché con ciò

impedisci al tempo il dovere di condurti alla fine



Nel deserto si grida per la vastità del silenzio

in città si urla per superare il rumore

mi è forse utile levar voce di giubilo?



Quel che si deve ai genitori è uguale

a quel che essi dovevano ai nostri nonni



La sorte del mondo dipende in buona sostanza

dai suoi sussiegosi bellimbusti altezzosi al timone.

Come in famiglia col suo antico stile

Antico è il metodo del vecchio debitore che litiga per non pagare

in un mondo pieno di intrighi eterni, venali e infiniti

dove quel che ci concerne è destinato a soccombere

Rifletti se non vuoi illuderti che tutto si dimentica

se qualcuno non briga per scriverlo e ricordarlo

come se servisse a impedirlo: dove sta l’inganno?



Bussa alla porta di chi molto promette

per addolcire l’obbedienza del suddito



Il senso della vita e che si lascia accettare o respingere

quindi molesto è ciò che mi offende

e se non mi sento offeso molesto non è

se posso dalla molestia mi allontano

se non posso non mi curo di lei

così quel che non nuoce all'anima

scorre via liscio al mare



Lo scopo della vita e  lasciarla scorrere libera

senza inganno, senza anticipazioni e senza rinvii

convincendosi che dove tutto è buio nessuno ci vedrà

soffrire e gioire e nel nulla che tutto rende fiacco

ce ne infischieremo della tremenda vergogna



L’immensa vita ha un non meno immane lieto fine

poi vivere semplicemente è il più naturale dei modi



La ninna nanna che la madre mormora alla figlia per prender sonno

è la richiesta di accoglienza alla terra dove la neonata ha pianto

la prima volta per vivere e per far presente di essere lì all'aria

e alla luce del mondo che illumina i Corsari che corrono

per inseguire il tempo a disposizione che assume

la nostra fisica e sonora fisionomia



Aiace: Perché io non dovrei imparare a essere saggio? Sofocle



Assieme alla porta è stata inventata la chiave.



Se la morte ci rovina, arrestiamola.



Le mie cose da nulla.

Quel che più piace dell'esperienza umana

è la capacità di pensare, di lavorare

e di provare compassione a quel che l'uomo fa



Storia dei gosos

Quando penso a me non so cosa io sia in realtà

i cari testimoni della mia nascita ricordano che in quel periodo

agli avidi mangiatori di carne arrosto veniva imposto

un rametto di mirto tenero al coltello, affinché moderassero

l’ingordigia che soffoca chi ha gli occhi più grandi della panza

non sai stare a tavola, gli dicevano, sei adatto a stalle

e bettole, contieniti - fai come noi - educati a far bene

dai un morso a questo prodigioso rametto- docile al coltello- che insaporisce

il porcetto con 5 grani di mirto con le foglie sempreverdi

vedrai, è come masticare una manciata di pelo caprino

e cantare i gosos alla novena del mite san Francesco

o preghiera di cadenza raffinata e melodiosa

dei beoni che hanno appeso il bicchiere al chiodo

o lamentosa cantilena degli astemi anonimi e pietosi

che avevano promesso di non bere più vino

se san Francesco - onde evitare la lugubre nenia delle prefiche

avesse salvato un loro sodale di rebotta da morte certa

-Compagni, teniamo ferma la promessa a san Francesco

che ha riportato in vita al nostro amico indenne dall’inferno

e facciamo di lui -che ama i buoni, il santo della nostra stima:

Sia lode a Lui e a tutti i buoni della sua mite tempra.

Amen



Per me Irillai è come Biscollai

Come il Sannio e le Sei Terre

Come il Plateau di Gergovia e Samarcanda

Come l'istmo di Sant'Antioco e la Sardegna

Come Corinto, Suez e Panama

Come Bering e Bonifacio

Come l’Ellesponto, Scilla e Cariddi e le Colonne d’Ercole



Abbi sempre voglia, mi dico, di dubitare per capire

prima di fare - prova a pensare se ciò sia giusto

e se non si possa farne a meno- se non sia possibile rimandare

pensa se non sia possibile fare altrimenti

non obbedire se ti pare che sia vergognoso farlo

evita quel che si potrebbe giustificare dicendo:

non potevo farne a meno



Mi disarma la tua solitudine e confrontandola alla mia

Mi soccorre l'esempio di quella a cui son sopravvissuto

Contrapponendo la lettura e la riflessione  

E la considerazione sulle cose negli affari col mondo

Penso che tu abbia importanti  vicissitudini con cui ornare

Il tempo in compagnia di B. and B. (Beddha e Bacco)

E con la sinfonia dei gracchio nel mirino dei falchetti...

Richiama il passato per dare linfa al presente

Hai ben vissuto, rigpensa ora a cosa rifaresti

E immagina la verità vissuta in altro modo

Stima la tua esistenza attuale

Stima la realtà presente e vivila con premura

Stima il tuo mondo e abbi più stima di te

Dai vita alle tue passioni e offri i vizi alla fortuna

Sii assidua nel tuo giardino e coltivalo

Ha bisogno - come me - delle tue mani sapienti

Coltiva le cose belle che ti appartennero

Coltivale come un tempo e impegnale al meglio

Per te e persevera che da oriente arriva ora

L’odore della primavera con l'ultima novità diffusa dai giornali

Sull’invenzione degli dèi inferiori preposti dal sommo padre

A far dell'anno il contenitore dei giorni in cui mescolare

Il bene e il male, fausti e sfortunati, solitudine e compagnia

Affinché la sorte cieca li distribuisca  a casaccio

Tra i banditori di merci invendute  che non si sentono

A Calalunga dove sovrana regna la quiete

Tra gracchi,  gabbiani e falchi d'alto volo

Nel rispetto di chi ci vive che raccomanda serenità

Al prezioso mondo dei mortali che non hanno nulla

Da vendere e più niente vogliono comprare

Qui si aspetta con calma la pace del tempo

Che il vento distribuisce come la cosa

di maggior pregio che non si lascia afferrare



Da quando abbiam coscienza di vivere cerchiamo di fare

della vita che conosciamo la premessa di un’altra migliore

La frusta cristiana, dicono che sia la ricchezza per i protestanti

e la povertà per i cattolici che saldano la base della piramide

che ipoteca sul vertice il regno del futuro benessere

per la gloria di aver vissuto

Non ho mai corso in vita mia

e come sempre mi stanco camminando a passi incerti.

Non affronto lunghi percorsi, e così scrivo come vivo

e vivo seduto per star saldo, in piedi per la presenza

e disteso per rimuginare come vuole il buon Dio

del grande e  fertile Campidano

con l’aroma dello zafferano e le cime dei carciofi



Chi non vorrebbe fare qualcosa di buono

da estasiare tutti i paesani del circondario?

Sono io il meno bello, con la barba incolta

e immusonito senza la grazia che al solo evocarla

mi va di traverso, estraneo ai balli in piazza e grossolano

nel parlare manco di umanità e mi segno la croce con la mancina

ma con gli orecchi eleganti per sentire gli umori del mondo

e gli occhi liberi di vedere quel che la luce mette in chiaro

e la notte non nasconde i mediocri che urlano per farsi sentire

dove i buoni tacciono perchè è inopportuno declamare buoni precetti

tra maldicenti pronti alla calunnia gesuitica e alle zuffe festaiole attorno

ai falò degli eretici, dei dubbiosi e degli scontrosi



È  una dote delle Muse imitare le azioni umane e l'opera della natura

È un dono di Dio avere reso inimitabile il carattere di ognuno

Che uno sia bello o brutto è affare della natura

Che un uomo sia buono o cattivo è affare del suo animo

La persona educata fa merito di ciò alla famiglia

Se è elegante lo deve alla società 

dei barbieri, rattoppini e ciabattini

Racconto dei fatti miei

e di ciò che so dubito

Trovo facile e bello scrivere quando in capo mi frulla

una parola, una frase, una riga e un idea

considerando le cose e gli affari della vita

oziosa  o laboriosa senza dare o avere

conforto dal pensare alla morte

sempre inevitabile come

il disagio e il sollievo

il giorno e la notte

e la gioia e la pena



Gli anziani del Cantone senza denti invecchiano prima

anche se hanno la bocca vuota come poppanti astemi

mangiano semolino e bevono il vino come una medicina

per curare il tremore alle ganasce disossate che rende burberi

e nottetempo succhiano scaglie di cacio per accogliere

le avvisaglie che premono sull'animo e logorano il corpo

e avvisano i nipoti di tirar su l'ancora col vino fresco dal pozzo



La propaganda ti incita all'uso di quel che è in vendita 

senza badare al prezzo

Le parole che scuotono la malinconia

son simili a quelle della propaganda

che promette al moribondo la pace con la farina

La propaganda sazia senza mangiare

La propaganda con le sue parole ti dà il cuore

con i fatti non muove un dito nella crescita

La propaganda promette di riuscire in quel che ad altri

è andata male e ora incolpano la sorte avversa

La propaganda promette con la lingua e prende con le mani



Le cagnette d’Ohiai B. fiere dei severi costumi di casa

abbaiano sguaiate chiunque si avvicini alla Umile Signora

e, potendo, scalcerebbero come cavalli superbi e indomiti

o come somarelli bellicosi allergici al bastone, al carico sulla sella

e, nel cammino da fare, se l'ostacolo non si sposta, lo pesta

quindi non lasciar sulla retta via l'ingombro che nessuno sopporta



Che ne sarebbe della gran Bretagna e del Commonwealth senza il re?

I continenti son pieni di nostri simili - tra le righe -

ma chissà come vivono i popoli che non hanno un Vaticano

-sul vertice della piramide fa il nido la colomba e le allodole nidificano alla base-

dove un papa, che siede nel seggio maggiore di Pietro

e va con una marcia in più in accordo con Anassagora

che diceva - tra le righe - essere il sole  una pietra incandescente?

Che ne sarebbe del resto del mondo se non ci fosse il re in Svezia

che per assegnare il Nobel deve scendere dalla bici?



Sulla lascivia degli artigiani profumati

Si usa dalle nostre parti un vecchio detto

che riguarda la libidine che costringe i barbieri

a chiudere bottega ogni lunedì perché affetti

del cosiddetto calore di pecorai e caprai



Fatemi domande, disse l’ardito sfacciato

dopo aver mangiato la famosa murena

fatemi domande sulla politica corrente

a noi lo disse, a noi che dovevamo votare

sapendo ognuno a chi dare la preferenza.



Chi ha in mano il filo delle sue ragioni

e ben disposto con l'interruzione opportuna

non fosse altro che per dire: Ma di che parli?



Il sole non è una stella comune

-tieni conto della distanza dalle altre stelle

da noi impossibili da raggiungere-

è la nostra stella senza la quale

non saremmo stati qui a faticare



Sarà poi - per certuni - una stranezza

ma non vorrei

mai perdere il controllo dei miei sensi

così non vorrei

mai che animo e mente si azzuffassero

nella sala giochi del sottotetto di casa



Con chi più frequento mi piace parlar per simboli

come usano le api fra di loro per non perder tempo

in  modo approssimativo, pare che sia il giudizio delle mosche

a quanto danno a intendere a chi le studia con costanza da vicino

più propensi a parlar di scorciatoie



Diceva messa in sardo e cominciava dicendo:

Per avere un po di concordia dobbiamo almeno tollerarci

per volerci bene ci basta sapere del poco che siamo

per non aver mai avuto un re voluto dal cielo



L’uomo è carne viva che si riproduce giorno dopo giorno

per essere se stesso e conoscersi piano piano

se poi la domenica comincia a pensare allora a fine settimana

sarà un futuro e fiorente superuomo stanco di veder uccidere

perchè ‘non si può proprio farne a meno’

se ti accorgi che rubano a occhi aperti le tue mercanzie

e intascano come se l'avessero pagata



In ogni cittadino del mondo c’è, gratta gratta

un animo leonino forte come il granito di Buddhuso’

come quello di Leonida e della sua squadra del cuore

che tanto uccise per difendere la patria dall’invasore

assassino mortale come ‘noantri’

che nelle nostre fila contiamo Tersite, Meleto e Giuda



Quel che scrivo mi appartiene

anche se non vale più di quel che io la valuti

non ho niente da dire di cui non potrei fare a meno

non ho scelte da fare e quel che appare su questa riga

e per me uguale al resto della pagina che sia in alto o in basso

che sia una riga di costume, una considerazione o una chiacchiera paesana

appartengono al mio modo di vivere e vedere il mondo delle cose e gli affari del caso

e quel che dico e verosimile a quanto ho visto, sentito e capito e in qualche modo

mi protegge dai raggi cosmici come può fare una barriera di pretenziosi

aforismi



Sardignoli son gli isolani che sanno quanto sia esiguo

l’interesse che destano nel mediterraneo

se non c’è qualche sequestro in atto



Mai rinfacciare alla persona la sua condizione fisica

né rimproverarlo per la sua posizione sociale. Mai.

Per non destare il sopito rancore infinito

dell’infelice che si tramuta nell’odio del mondo.



Al molto miope  si fa carico di piroettare il malocchio in paese

con un occhio, e con l’altro difendersi dalle saette olimpiche  

Chi non ha l’occhio multifunzione

come l’animo multiforme di tutti noi?



Solo i re incoronati da Dio col potere di far guarire dall’insania

delle volte essi hanno lo sguardo così penetrante

che chi lo subisce fa modo di pararlo con le fiche

Il solo star davanti a uno che per fama guarisce

stai già meglio anche senza parlar di clisteri caca-spiccioli



La natalità è un anello dell'eternità

La sculacciata al neonato che piange

è la prova (docimasia) del suo essere al mondo

come persona vivente a pieno titolo

pronto a ridere delle cicogne isolane



I cristiani delle origini se ne infischiavano  degli affari

del mondo, come, d'altronde, i primitivi nell’eden

ora, invece, i preti vicari del Dio d’ogni confessione

tutti con un occhio che si difende con l’altro che offende

sono ben attenti all’ordine del mondo che a volte

pare non avere una causa precisa, uno scopo chiaro

un fine preciso, per cui son pronti a sollecitare la potenza

del Signore che indirizzi la ragione umana a più miti stagioni

noi, scettici d’abitudine, auguriamo eludibilità divina alla santa richiesta.

Amen



È uso ringraziare ciascuno a modo suo di esser nati

il mio è ringraziar la ventata d'amore a tempo debito

credo del vago autore che in nove mesi

da forma completa all’animo che ama.

Non di sublimi fantasmi si tratta

ma di raffinati esseri viventi

che mangiano vitelli e dal

cuoio fan scarpe e

stivali e dalle

corna tazze

resistenti.



Fuori della mia bottega non c’è un coro che mi sopporti

come il rapace non stima lo scarabeo e lo caccia dal nido

che fare, allora, che mi rimane da fare se non riempir

di mie comode immagini la tela che ho da tessere?

Parlo di me che mi conosco cagionevole assai

e l'abbandonerò non più tardi dell’imbrunire

sempre ché l’incerto ordito ne sopporti

fino a mezzodì l’adiposa trama



Prometti la vita eterna e ti seguiranno a frotte nel tunnel

Moltitudini scompaginate attraverseranno il ponte

Investire è: Mettere soldi in una impresa

Chiederanno denaro, costerà caro e sacrifici in croce

D’altronde chi non coltiva la speranza?

Credi in chi studia per curare la demenza

Altri hanno pronta l'illusione

Dilapideranno e presi con le mani nel sacco

saranno condannati e perdonati

perché lo Stato non è una prigione

ma è l'essenza di uomini liberi

La parola d’ordine è: Sii lieto per non essere triste

Prometti quello che ti chiedono

Vuoi star bene? Incanta qualcuno a darti credito

Se l’otterrai tuo sarà il merito

L’Europa darà prestiti a basso costo

Bene, ci saranno margini per tutti

e qualcuno alla scadenza pagherà il dovuto

Dalla scrofa che partorisce nella melma

avremo teneri i porcellini in tavola

Chiudi il cerchio e dentro fai ruotare il quadrato:

C’è chi ha da parte il denaro

C’è chi del denaro ha bisogno

C’è chi per denaro lavora e per bisogno

Lo prendi e lo ridai e tutti felici e contenti

In più di mezzo c’è il lavoro da una parte che arricchisce

e dall'altra la povera disoccupazione che lavora e produce

farà spiedi per infilzare pesci e capretti che cotti alla brace  

dove non c'è un mago che gioca col ferro rovente

si ha cura di afferrarli con la coda della camicia

Poi si trova sempre qualcuno che consumi

come un corpo vagante magari senz’anima

senza nulla da ostentare come un vanto



Gli dei si arrabbiano assai

quando uno scellerato qualsiasi

uccide qualcuno che non lo meritava

e quando non possono rimediare pensano

di risarcire la famiglia come comanda il gran dio

del Tirso: Con un fertile campo di grano in Campidano



L’universo è libero e democratico  quindi universale nel solco del sole con le stelle. 12

Il mondo è un vassallo quindi uguale e particolare come pianeti e satelliti



Sospiri di delatori pentiti rivelano che la morte 

di Melchiorre Murenu avvenuta a Macomer 

sia dovuta ai sicari diocesani che gli avevano 

trovato il calice d'argento dell’eucarestia 

- trafugato dalla cappella del vescovo - 

nella bisaccia assieme a pezzi di pane e cacio 

e una gavetta di malvasia businca. 

Voci miserabili e fuori controllo del corridoio della caserma, 

mormorano che il vate della  Planargia intendesse 

corrompere gli accademici svedesi a tener conto 

della sua cecità che ricordava Omero e Demodoco. 

Fattostà che la morte del poeta resta sempre impunita. 

Misero il popolo che uccide i poeti che non han bottega

 ma hanno i sentieri del mondo per officina. 

Poi qualsiasi modo va bene 

per finire di tessere la propria tela. 

Da noi, in paese, si dice che chi è scottato 

dall'acqua calda beve quella fresca 

o, in cantina, beve fresco il vino. 

Così,  per insegnarlo ai nuovi nati. 

D’altronde in paese non è difficile uccidere 

una persona, tanto che dell’ultima dozzina 

di morti i responsabili se ne vanno in carrozza. 

Ma si sa che dove c’è vita si muore perché si deve.



Tutto il popolo in piazza è figlio di buone donne.

I figli delle madonne stanno in cielo, in famiglia.



Non è l'alfabeto che impedisce di morire, no, nessuno lo può

però aiuta a vivere e a sposare i numeri di Pitagora.

Poi pare giusto morire, quando si rompe il bastone.



Amo i miti perchè in loro vedo quel che non sono.

Amo gli dei che mi frullano in capo e guidano il mio misero due

di briscola verso la meschinità del mio animo povero di sale

che un suo valore, più del prezzo, c'è l’ha



La libertà è il poter contare sulla solidarietà

dei propri simili nel momento del bisogno

chiudi quindi la porta per dormire

dovranno svegliarti per rubare

Che serve aver la casa ricca di beni se hai paura che li rubino?



Certo non è la fama della mia fame

a far accadere le cose che suscitano baccano nel cielo

La propaganda non esclude nessuno che sia malleabile

tanto incanta i dotati di giudizio e poveri in canna

quanto i portatori di chiara insania in linea col lignaggio della virtù

Meglio non nascere che finir le ossa in galera,

picchiato, torturato e calunniato,

in balia di corrotti ruffiani, spregevoli aguzzini

e manutengoli fascisti di preti esorcisti



È il caso che decide e ci guida ovunque si vada

come le memorie di vecchi generali sospettosi di attendenti delle mogli

e altissimi burocrati attenti a non perdere in strada la loro ombra

che credevano di vedere il mondo come un cortile di casa

dove,da svampiti e insani, poter deporre l'ovo nell’aia

in tutto simile all'ambiente in cui han vissuto e operato

reso dissimile da quel loro modo di dire spiccio e vago



Il nostro ciabattino di famiglia 

ci racconta spesso le sue disavventure notturne 

e l'ultima riguarda l'occhio nero della moglie 

di cui si accorge al risveglio mattutino chiedendogliene la ragione. 

Sei tu la causa, tu che ogni notte tiri lo spago 

come se stessi cucendo - anche nel sonno - 

le suole delle scarpe che ci danno da mangiare. 

Mi hai fatto l'occhio nero come un tordo, 

col gomito, e subito a russare come un barbiere 

senza peli sulla lingua ne calli nelle mani 

ma profumato come una civetta in amore 

che al dir di molti si eccitano come usano i santi 

che a forza di immaginare la passione sulla croce, 

si feriscono il costato, si forano i piedi 

e dal nulla appaiono le stimmate sanguinanti 

nelle palme delle mani come i calli a ciabattini e scalpellini. 

Non è che ci creda molto, ma ogni sera mi addormento 

immaginando intensamente al meglio i giorni per la famiglia 

dove le gomitate coniugali sono solo accidentali.



La superbia degli eroi è la causa della vergogna

dei deboli privi di forza e di sé stessi quando invecchiano

e si fan pari ai deboli, da tracotanti che erano per le vane

promesse del passato fuggente che folleggiava sul presente

per deprimersi nel futuro umiliante che è loro sfuggito e capire

che qualunque impresa compiano non sfuggiranno al dover morire

Bello è vivere, onesto e nobile e morir sereni

che comunque morire è doveroso

Chi muore nel suo letto con un sorriso

e perché li ricorda gli scontri d’amore

che mostrano il piacere di aver vissuto



Sa bacca es prossima e su bricu er gja sughendhe’

La vacca sta per partorire e il vitello è già al capezzolo.



È cultura aver sempre un libro in mano e un quadro davanti agli occhi?

Anche gli animali domestici che non parlano, ne scrivono

ne mai fanno di conto, amano la cultura della riconoscenza

 con la quale se dai del fieno a un'amabile asinello

ti porterà al focolare la legna gratis per l’arrosto

La cultura fa eccellente il sonno e ottimo il cibo

La cultura è per chi ha tempo da investire

perchè chi ha solo da guadagnare

dice bene che non ha tempo per filosofare

Dai un osso al cane acculturato e ti seguirà all'inferno

La cultura può non piacere solo a chi non sa che farsene

La cultura piacerebbe di più dando un vantaggio immediato

che non è solo l'illusione di esser buono e pacifico

So di un gatto che prendeva le parti di chi gli dava da mangiare

contro chi la accarezzava il pelo e gli dormiva accanto

Cultura è ciò che rende onesto lo spirito e spiritoso il corpo

Cultura è ciò che tiene sobrio lo spirito in combutta col corpo

Dai lo zucchero al cavallo e ti porterà tutto intero da san Francesco

La cultura ripudia il pane e il vino se per averlo deve ammazzare

La cultura è per la semina delle armi affinché le vigne diano grappoli



Ma che utilità ne abbiamo dalla presenza dei massimi pontefici

con la loro fantsmagorica gerarchia?

Non voglio aver amici che abbiano peccati da confessare

con i miei ci convivo e assolvo da me le mie malefatte



Le stelle del cielo sono una smodata accozzaglia di tifoseria culturale

e mi contento della vicinanza della sempre vergine luna sardignola



Il calendario è la successione di date che ordinano gli accadimenti

più gradevoli da tener noti senza mai ricordare le invasioni

di guerre per uccidere e rubare i frutti del campo altrui



Con la farina si fa il pane, la pasta e le torte

io con l’animo pio avrei fatto sortilegi con la bibbia

per i benestanti se ne infischiano della fortuna

a casa - dicono - hanno l'abilità coinquilina

che si cura della loro sorte.



I sensi ci ingannano se trascuriamo le indicazioni

il sole e la luna spuntano al nostro orizzonte

quando siamo su quella linea la vediamo uguale

alla precedente distanza di dove luna e sole stavano

non i sensi ci ingannano ma il limite del comprendonio



L’osceno dovrebbe essere il brutto da nascondere

Osceno è ciò che intorbidisce il bello che però non si lascia offuscare

L’osceno se ne infischia della vergogna estranea agli animali

L’osceno se ne infischia del luogo intimo che rifugge dall’apparire

ed è proprio degli umani che sanno di dover morire

Il sesso non è osceno ma intimo  7

La morale è personale e sociale  6

Il pudore impedisce la vergogna  5

Il sesso dei cani e dei maiali non è osceno ma pubblico bestiale

Il mortale umano nasconde nell'intimo la vergogna

di far l'amore come gli animali d’allevamento

L’osceno è ciò che combino nell'intimo che non è peccato

L’osceno è l'atto pubblico che suscita invidia

Il sesso si rifugia nell'intimo per scansare il malocchio

Nulla è più bello del far l’amore

è quindi beato chi riesce a farlo

sia nel pubblico delirio che nel segreto dell’alcova



La lettura ai sedentari

Lo stadio agli sportivi

La chiesa ai credenti

Il portico ai bottegai

La palestra ai ginnasti

La bettola ai beoni

L’ombra dei maestri ai garzoni



Il tempo dirada la polvere che conserva tutto intatto

ma con le parole si fa poesia, chiacchiere e pettegolezzi

e io senza l'alfabeto avrei fatto il giostraio cartomante



Stupefacente la fretta con cui notiamo il calendario dei tempi andati

si, il calendario serve a tenere in ordine le faccende di casa

segniamo come sfaticati sempre stanchi le ore della giornata

come per segnalare a chi dovrà renderci conto del riposo scansato

facciamo notare a chi di dovere la differenza tra pagano e cristiano

I vertici indicano che sotto di loro c’è una salda base

che si aspetta sempre giorni felici da malinconiche notti

I cani come i servi vanno appresso a chi gli dà da mangiare



Se fossimo tutti cattivi allo stesso modo saremmo stati già morti

certo non siamo nemmeno tutti buoni

perchè qualche cialtrone ci è comunque familiare

sostanzialmente siamo come Dio vuole.

Siamo litigiosi. Sopportando però stiamo bene.

Non tutti ci amiamo, è vero, né, d'altronde, tutti ci odiamo.

Siamo tutti uguali, si, bisognosi un dell’altro

e di umore a volte balzano, e - a giorni alterni - con alti e bassi.

Siamo come Dio ci ha fatto: non migliori né peggiori di noi stessi.

Quando capita d'incontrarci in piazza del mercato, ci guardiamo

e – volendo - possiamo anche salutarci e poi andare insieme

a dare una patina di felicità al passato malinconico

che è stato grande quanto di certo lo sarà il gaio avvenire

i cui prodromi si rifanno alle ultime scaglie ereditate dai giorni scorsi



Cattiveria è intorbidire l'acqua dopo aver bevuto

perciò l'asino beve a denti stretti

perché più del leone conosce il bastone d’Ercole



Vedo la tenda muoversi e mi chiedo dove corra l’aria

ecco, la poesia è una corrente d’aria che da ritmo all’animo

l’esito della poesia è quindi dar luce e aria all’animo



La poesia è uso della memoria e invenzione del ricordo

La poesia ha bisogno di luce per ordinare la materia del mondo

Bellerofonte mette le ali al cavallo e sistema la chimera caotica



I rapporti umani impongono la pace alla guerra

i rapporti che impongono il contrario sono bestiali.

Gli animali risolvono le controversie sbranandosi.



Lo stomaco borbotta se non ha cibo

I muscoli si intorpidiscono se costretti ai ceppi

La mente divaga se non ha idee da formare



Mi diverte scrivere e se mi scappa un sorrisino

me ne compiaccio e se poi riesco a rileggerlo con piacere

lo comunicherò subito alla mamma che si annoia

da quando gli mancano i pensieri che gli rifilavo

prima di trovar la moglie che mi avrebbe ammansito

a suo dire, come succede a chi si crede incorreggibile.

Sperava solo che mi sistemassi prima di esaurire le sue speranze.

Così mi diceva. Ti crederà indegno di lei che disperava

di trovar marito e con la sua bellezza ti amerà fino a perdersi

e poi ti batterà come usano i pescivendoli col polpo coriaceo

sul marmo più testardo di lui che resiste ai colpi e lo rende tenero

e commestibile come il cervello dell’agnello pasquale

di cui van ghiotti i pensionati invidiosi delle madri

che svezzano i figli maschi col midollo del bue mansueto



Ai lunatici l’influenza della luna

con le sue fasi ed eclissi

e la nuvolaglia che l’offusca il suo splendore



Nel credere che sia Dio il creatore di quanto esiste

non vedo offese al comprendonio

qualcosa sarà pur successo che mi sfugge

l'affare solleva fumo quando si comincia col dire

che noi siamo a sua immagine e genera figli come noi

belli e buoni, brutti e cattivi e tutti destinati a morire.

Mi pare che lo vogliano passare per figlioccio

del capomastro che ha ben fatto la malta.

Che ne fanno le chiese del mondo dei molti beni accaparrati

ben sapendo quanto sia difficile portarli oltre frontiera?

Perchè le chiese che hanno accumulato tanti ricchi ori

guadagnato case in città e campagne fuori porta

senza pagare il soldo a Cesare

non li da a chi dispone il proprio tempo

ad ardere nello spirito che fa rivivere il calvario di Dio?

L'Arte chiusa in Vaticano serve a conservare i celibi

pii come i vedovi che quando son tristi e malinconici

leggono Gogol il cui talento  narrativo lo portò ad abbracciare Dio

A che serve la ricchezza a chi prega per Dio?  

Che se ne fanno gli scapoli d’oro del Vaticano

del loro Stato Dorato a immagine del cielo

difeso da guardie armate di picche ardenti

e spade fiammeggianti come angeli celesti

e arcangeli demoniaci, simili a casti preti  

e suore docili come madonne?

San Francesco mangiava nocciole,

Gesù pane e vino, Gandhi lattuga

per alimentare lo spirito, il digiuno come attizzatoio.

Avere il cuor leggero per accogliere l'ansia della salita al padre.

Si vive per vedere come va a finire. Avrei anche potuto farne a meno.

Al papa han fatto l'auto candida come la colomba dello spirito santo,

per incontrare i ricordi dell'avvenire bianchi come il sale del baccalà.

Un'ambulanza con la croce

per la caccia al cinghiale che si è lanciato sul rogo del Bruno.

Il caso è sempre in agguato e da uno antipatico

ti aspetti un oltraggio da ubriaco perchè è sempre il caso

che combina i guai dagli un agnello da svezzare

e se hai ricevuto un vantaggio ricompensalo

con un capretto o se di un amico in pena senti il dolore

che dono di miglior qualità di un maialino da latte magari

col corredo di un fiasco di vino che rende loquaci i sordomuti?

Oltreché sagaci e liberi di piangere e ridere come chi è del mondo.

La folla è la moltitudine del branco÷ Smodata

senza misura nel bene, nel male e nell’apatica indifferenza

la folla ha sempre bisogno di una vittima da sacrificare

e di un capro che espii la sua follia



Vocabolario e Sintassi son come Disegno e Colori

Scegliere cosa leggere è come vedere quel che guardi.



Il caso dal caos infinito

Strage di Ustica

Gli avvenimenti sono fortuiti  

quelli del calendario lo sono stati prima

1980 Terremoto in Irpinia, 2900 morti

Reagan eletto presidente dicesi pronto

ad aiutare moti anticomunisti

L’affare più serio del l’Italia è

nel 1980, la crisi della Fiat che si risolve

con gli attentati e la strage di bologna

e al “tintinnar di sciabole’’ o eccheggiar di bombe

segue la svolta autoritaria

per ‘salvare la repubblica di famiglia’

la crisi alla Fiat la cura lo Stato

Rapito Cirillo 1981 attentato al papa

e Turatello ucciso in carcere

con lo spettro di Pinochet

quando ‘’Kissinger minacciò Aldo Moro’’

che morì con la paga di Clitennestra

un anno prima di papa luciani

e 2 anni dopo morì Calvi dell’Ambrosiano

e Agnelli destò alla guida del ‘fantasma

della diletta opinione pubblica’

Morte di Peppino Impastato e John Lennon



Non si è uniti se non si dorme sullo stesso letto

Amarsi e voler morir prima dell'amante

la va a finire come Romeo e Giulietta

Le parti intime anche nelle lettere di affetto

e d’amore riguardano sempre e solo la carne viva.

Triste quando alla persona innamorata

vengono respinte le dichiarazioni d’amore

dette con voce chiara e limpida come l’acqua della fonte

e scritte col timido pennello del cuore

che pulsa in affanno per essere accettato

come proposta del mondo interiore

alla realtà  esterna che risolve gli affari comuni

e nelle farmacie trovano sollievo le pene d’amore

Credo che nessuno possa sapere prima di me quando sto male

Dicono che a noi sia dato il piacere di vivere, se obbediamo

altri - gli stolti - gradiscono la sofferenza ribellandosi

Chi mi accusa sa più di me di cosa parla.

Tutti mi consigliano come far meglio.

Amici, parenti e conoscenti mi suggeriscono

quel che c’è da fare a quanto si dice in giro



Han sempre detto fin dall’antichità che tre sono le faccende

necessarie: mangiare, bere e far l’amore a tutte le ore

quant’altro segua aggiunge il piacere allo spontaneo pensiero

che è la cresta della vita che lambisce l'onda celeste



Le cose senza senso evocano le mutilazioni di oscene ruffiane

senza più merce da vendere a vecchi gaudenti

che hanno già speso i risparmi e ora licenziosi

fan mostra del vecchio arnese decaduto come una ruga

un attizzatoio con un dito di ruggine alle ragazze in fiore

che vivono al presente e se ne infischiano del passato indecente

e dell'incerto domani del cornutone scampato alla forca

per una lacrima di Dio che piange sul latte versato

e nel cielo come la gemma dell'universo che da luce al mondo

e colora il Tempio degli Scellerati sulla grande sfera

I tanti gestacci che vedo fare in giro fan si

che le mie mani si intreccino celate a far le vecchie fiche

Perdio, la Sardegna ha perso Smaila che ha incontrato la morte

a suo dire sordomuta e, aggiunta dagli amici, senza mutande.


Benedetto XVI: "Acqua bene primario per tutti gli uomini". E l’aria?

E il vino a chi lo regge. E alle donne rosolio annacquato.

Tutti maschi artigiani; nessuna casalinga che, senz'anima, pensa a far figli.

San Giuseppe è un buon modello per il papa:

è vero, manca la madonna e tra costoro non c'è una femmina

7 preti e una guardia giurata

così tra ayatollah e rabbini scoppia il pandemonio nel pollaio

venga Amleto - con la madre - a rimettere in sesto il mondo.



Alla fine dell'inverno mostra i muscoli il Cedrino

ai primi fiori che sbocciano nel morbido prato

e in collina, al canto dell'usignolo del piano

che si spulcia sotto l'ala e si abbevera all'acqua

che è stata neve senza travolgere il ponte d'Oliena

come ogni anno minaccia la sua irruenza



Chi ruba nelle case rischia la vita e di finire in galera

chi affonda le mani nelle casse pubbliche

è satollo come un satrapo e onorato come un olimpionico.

                                                     Catone il vecchio



Il glorioso tempo null'altro è che la nostra presenza in vita

Non c'è posto migliore di quello dove stai bene:

mangi senza mal di denti, fotti e dormi come un ventenne

e fai la caca come un minorenne;

anche d'estate sotto la pergola

con del vino fresco per gli amici curiosi

in agosto poi, le mosche volano sui grappoli

e non sui bicchieri e muoiono nel rigido inverno

se il loro dio le vuole alla sua corte.



Nulla ero prima di nascere e niente sarò dopo morto



L’incognita è fuori porta; è in ogni contrada,

e si apposta dietro gli angoli come i sicari al lavoro

fuor delle bettole.



Tutto quel che la realtà è per me in fondo in fondo è per tutti



Stabile è la morte nel sostenere le radici della terra.



La natura è la gran madre dell'aria

che - calda e fredda - dà l’acqua alla terra



Mentre il buio scorre sui sentieri del mondo

tu - gestante - peni e gioisci per liberar la vita

*La gestante contiene la manipolazione della vita



La vita è parlar di tutto finchè si è presenti in loco

poi è il non luogo dell'avido e sordo silenzio del rumore



Non è forse vivere quello che faccio?

Non è sonoro il battito del cuore?

È come un tonfo sordo e continuo

nato dall’insidia del tuo col mio sorriso

è il battito del cuore nel tempo, il ritmo dell’universo

è il suono del cielo, se le stelle sentono i temporali



Non spetta a me morire, altro è il preposto a farlo

e con lui, altri sono gli addetti a quel bisogno

che non è mai stato mio

che ancora non so bene quel che sono



Mi dico che quello che credo sia il mio momento

è quello che - appunto - mi sta sfuggendo

Non è mio quel che mi viene appresso

Il mondo è il tempo di chi nasce

È il mondo il luogo della vita



Non voglio aver proprio nulla a che fare con la folla

proprio non voglio nemmeno dissentire dal suo coro

non voglio dissentire col clamore che turba la fortuna

e mi contento di scrivere e pubblicarmi per aver voce

non per farmi sentire oltre il torrente dello svago

dove ogni composizione galleggia libera di manifestarsi



Nulla mi è più intimo delle mie faccende spontanee

come l’erba che spunta dalla terra sempre  congrua

così non spero nulla dal futuro perchè meritevole della sua autonomia



Per quanto ci si mostri indifferenti o partecipi

la vita che ci appartiene altro non è che un monologo

o dialogo interiore: di chiunque si parli sono io a dirlo

I sedimenti della memoria impastano i ricordi di saggezza

A che serve aguzzare gli occhi per vedere l'ingiustizia anche dove non c’è?



Predu Pilurzi, s’Orfaneddhu, nato con la morte della madre che lo partoriva

e dopo la fuga del padre in Corsica, quando gli porgevano un bicchier

di vino diceva ÷ Ho appena bevuto. Così una seconda volta.

Al terzo invito gli rispondevano÷ Non ti ho visto bere.  Come mai?

Non ci crederai, ribatteva  lui, che da quando ho bevuto

l’acqua di Milianu  sotto il Redentore non riesco a bere

un goccio di vino tanto mi sa di medicina.

Questo è vino d’uva, non di farmacia. Toh, bevi.

Solo allora, s’orfaneddhu come si deve, beveva.



Non voglio esser nulla di diverso da quel che sono

forse solo perchè non posso, perciò dico di dare acqua alla cipolla

e vino all’ortolano che con un solo quartino vede rosa anche la morte

l’acqua allunga le membra e allarga la verdura a foglia

il vino tinge la guancia alla figlia, dona il riso alla madre

e fa loquace il padre col naso già color di feccia

l’acqua canterina da voce alla lavandaia

mentre il vino da furia alla monaca che stira il lino dell’altare

latte fresco alla partoriente e al marito vino nutriente

chi beve vino ovunque sia onora la vigna e il vignaiolo

chi beve vino sull'altare onora il padre e la madre

l’avvinazzato in odor di peccato rischia il bastone se non ha pagato

ma chi sobrio mangia poco e in fretta allunga il passo per la brodaglia

credo che anche il corvo se beve vino

possa poetare come il merlo canterino

che fischia l'ombra della morte chiamandola ‘sa pupa’

che è un esecrato dèmone che se ne infischia

di chi la lusinga per non saper far altro



Il mondo è pieno di forme varie e sparse:

erbe, animali ed elementi climatici

così sono gli argomenti sparsi sulla carta

come l'aria che ci rende leggeri

e il cibo e l’acqua che ci sostiene in vita

le idee che ci liberano guidandoci bene o male

tanto che il mondo puoi chiamarlo illusorio

se hai paura di deprimerti con le ciance

che a Irillai si misurano perché sorgono

dalla macchia mediterranea ricca d’asfodeli

cardi e siepi di rovi, lentisco e malva

per resistere in altura alla malaria del piano

dove scorre il Cedrino trascinato al mare

da falangi di anguille amate da vecchi e bambini

per la buona carne e il prodigio natatorio

e l’animo spiritoso e placido tra le correnti elettriche

anche i preti le adorano in umido, arrosto e crude

che trovano altrettanto bello dell'immortalità dell'anima

così semplice da credere come la ricongiunzione col corpo

dopo il noto anno sabbatico(?) come anno di frollatura della carne



Ricordati che dalla gabbia dorata tu mi hai indicato la via della libertà!

A. dalla voce rauca di chi è nata con l’ambigua

voglia di tabacco sull’omero convertita nel fumare

per essere al passo col tempo irrequieto

Vero ch’io son sartore che il filo infila nella cruna



Se la vita ha un senso che non è indifferenza e noia

è quel semplice affare di trarre del diletto da te

ovvero lo stupore di aver fatto quel che hai pensato

Sarebbe morire per gli altri la causa giusta?

Non mi offendono i mistici che non lamentano che io non sia dei loro



I possidenti d’Ohiai siedono a tavola con chi li adula

- come a riconoscerne il valore di dama di compagnia-

perché fa circolare parole di onore e di giustizia

che tengono in vita le eccellenti tradizioni dell’ospitalità paesana.

Non merita una cartuccia, sentenziano in qualche caso

oppure÷ non vale il colpo di scure di un servo maldestro.

Vieni da me se gli altri ti percuotono e scartano.

Si contenta di poco pur di accompagnarmi.

Pur di starti all’ombra bastonerei la mi’ moglie.



Se innamorarsi è sempre la maggior cosa

nondimeno grande è innamorarsi di una perduta rosa



Sì dice di molti affari andati in porto senza bottino

di guerra ma risparmiando sulla deca

per dare in prestito il soldo della leva

e averne una resa maggiore del bruciar tabacco

senza far qualcosa che meriti un panino

per vivere senza lavorare come il peggior cane

che nulla di meglio gradisce di pezzo d’osso dello stinco

di un illibato santo - Ghirtalu, il più bel cane del vicinato

il cane del re sardo che morirà con lui per accompagnarlo

nell'aldilà dove potrà mordere l’incauto che si avvicini

al suo padrone per adularlo con un fiasco di vino scaduto

e con l’idea balzana di fiaccarlo a pugni in testa come martellate sulle orecchie

e poi ficcare a lui, Ghirtalu, il miglior cane del quartiere

che da la vita al re dei sardi che, per lui, trascura la moglie

e il destino dei figli ereditieri, ficcargli, dicevo

il pollice nell’occhio come fece l'offeso Ulisse all’inospitale Polifemo

Che privilegio vedere il cielo senza fine?

Poi possiamo vedere l’altra faccia della luna

che non ha tutti è possibile.

Al momento siamo più sventurati dei vermi

che non pare siano malvagi come noi

certo, loro non fanno poesie come noi

e dubito pure che abbiano coscienza della morte

e di esser nati, certo anche noi abbiamo dei limiti

anche se tra le stelle ci siamo già da parecchio

ma nell'uso di parole con sensi plurimi

invece di usare ÷ una parola per ogni cosa



Che forcaiolo è colui che si vanta

di aver mortificato un mendicante?

Dalla feccia del buon vino si ottiene l'aceto balsamico



Solo la terra deviando dal suo sentiero

può interrompere il corso del destino


Chi si aspetta riconoscenza sarà deluso

La persona accorta sa quel che fa

e non si aspetta più gratitudine che pugni



Un antipatico gallerista del Corso

che tira sbadigli lunghi un mattino

litiga con tutti e prima di morire

finirà per farsi male, dovendo mostrarsi colto

con gli amici dell'Arte e un galerista

di Via Roma 51 che deve essere redento

e indossare pantaloni di fustagno

dopo aver perso la truce mandibola

per farsi modesto come un bottegaio

di merci rare e preziose che apre negozio

al Corso degli Antipatici che evitano

quando possono, di pagar le tasse come i furbi

che la fanno in barba per “amore del prossimo”suo



La forza con cui il mondo gira lo fa inarrestabile

ma noi, indefessi, ci aggrappiamo a potenze superiori

sconosciute, non sempre ragionevoli ma per noi familiari

così le cose buone ci vengono dal l’ordine che ama farci sudare

quelle meschine vengono dal confuso caos che ci fa malandrini

come i bischeri fortunati, poltroni e imprecisi nati a casaccio

tanto i peggiori di noi ci cascano dal cielo come la grandine

a loro non daremo le chiavi di casa, ne affideremo faccende

da sbrigare÷ ci fregherebbero come i pellegrini dell’acqua santa



Povero il turista che si ha perso un giorno d'estate a Gonone

dove i genitori eran soliti esporre al sole i figli infelici

che come me peggiorano a vista d'occhio



Chi è naturalmente buono non parla male ne male agisce



Alla fine del mondo i morti saranno coperti di sale

che - con l'aglio - non manca nelle tavole mediterranee



Chi è naturalmente buono se ne infischia della cattiveria



Oddio, com'è monotona la vita

quando c'è la salute nel piano della tua casa.

Signore, manda un acciacco al mio vicino.

Almeno fa che stanotte si sgonfi la ruota

della macchina del mio dirimpettaio

così orgoglioso nella sua divisa nuova

e la fida pistola nella fondina benedetta



La paura imbianca i capelli



A Urzullè paese dove i fichi maturano all'alba

l'ombra di Mummua vaga smarrita nella notte

fino al cancello del cimitero dove aspetta

che – dal tempo buio dove sta al fresco l'ignoto -

resusciti il suo corpo.



Non so come intendere la perfetta armonia della natura

che sprigiona devastanti terremoti e fenomenali eruzioni

nubifragi, siccità e alluvioni catastrofiche

perfetto è il mortale che sopravvive

si adatta e fa a buon mercato

migliorie al creato



I sogni se ne stanno al buio a cercar requie

come i desideri repressi in certe occasioni

come il gusto e le sue varie dozzine di fratelli

che vanno dove sono percepiti i sensi



Ciò che dagli immortali ha inizio

gli uomini portano a compimento



Le barriere naturali rendono ridicolo il mio corpo:

non so saltare un fosso, né son capace di andare sulla luna

posso solo rotolare in una china senza fermarmi

e, arrivato in fondo, tento di sorridere a una foto del papa

vestito di bianco con un cappello rosso come quello della regina

d'Inghilterra quando tramonta il sole nel suo impero occidentale



Ciò che dalla mente si avvia le mani finiscono



Provo di tanto in tanto ad esser triste,

ma non serve granchè a migliorare la qualità della vita.



Un quarto di chiaretto soddisfa il bisogno degli anziani

nella lotta all'isolamento e favorisce anche l'accoppiamento

dei novelli sposi che, come volevano i romantici, devono rigenerare il mondo



Ciò che nel cielo si disegna in terra si scolpisce



Solo ora penso – solo in questo preciso momento -

e penso di averlo fatto anche prima d'ora:

e lo ricordo solo pensandoci,

seduto sul parapetto del ponte,

perchè ho bisogno di una immagine



Ciò che il destino ordisce la terra consuma



La sorte all'inizio mi si mostrò amica

finchè un'anno dopo, per caso e con passione

incontrò il destino infame e vigliacco

che si accanisce sui deboli di spirito



Ciò che fa di palpabile il dio invisibile il sole lo illumina



Prima che sorga il sole c'è il buio della notte

fatta per i ladri che rubano le castagne

a chi dorme e non può spararli alle spalle

come i malandrini che bevono il vino

e lasciano tracce nel bicchiere



I medici giurano di aiutarti a non soffrire



Deprecava le liti in famiglia e rispondeva col silenzio

alle provocazioni perchè, diceva, i vicini che ti sentono

ne godono, i Diskissiu si divertono e le Malelingue

che per i loro affari ogni mezzo è buono -

ne traggono giovamento.



I preti ti impauriscono per farti piangere



Qualche volta si serviva dell'attizzatoio amico

del tizzone e con esso da qualche parte lasciava il segno



Gli animi onesti, umili e modesti

li vedo più giusti se non più forti



La gravità attrae il corpo al suolo

perciò la salma va coperta di sale

quand’è a terra, per condirla

e renderla più  sapida.



A’ piramide o er cuneo?



Ascoltare quel che leggi a voce alta deve essere piacevole

se no leggi per conto tuo come usano quelli che

hanno l’animo tranquillo e amano i colori

parlano dialetto e cantano a tenores

essi vengono dal regno del credibile

coltivano orti e curano giardini

col vino affogano la depressione

e sanno dove è il sole a mezzodì

e conoscono le fasi lunari

e parlano come si deve

e salutano tutti

con un ciao



Le madri picchiano i figli che non credono

al pianto della mamma del figlio morto in croce

Esecuzioni sommarie nel mondo

Lo spasimo della madre alla passione del figlio.

Dilagano nel mondo le torture e gli omicidi



Facciamo che con un colpo d'occhio si possa indovinare la verità

o, col soccorso di un orecchio, almeno una sua coppia

facciamo l'esempio del problema sulla scopiazzatura

fatta della saggezza di Salomone sulla sapienza di Solone



Temo che chi maneggia fucili e pistole sia disposto ad usarle

al primo mal di testa dato dal dovere di difendere la patria.



Forse noi veniamo sulla terra dove si ripetono le cose udite



Non so nulla del carattere sardignolo precedente al mi’ babbo

non so che sacrifici offrissero alle divinità pagane

nulla so di come prendessero le anguille e i fagiani

nulla so dei canti corali delle madri che attorniavano

la gestante primipara sofferente ma sorridente

e sostenendola chiamavano per nome il nascituro

all'appello, a venir fuori dal covo: Esci sano e virtuoso

che noi siamo gente allegra e graziosa - Pipiu cola a fora ca

‘’ sa bacca es prossima e su bricu er gja sughendhe’’

non so che costumi sessuali praticassero

so un pò del ricco ornamento delle spose

che al dir museale valeva più di un gregge dello sposo

non so nulla dei remi né dei chiodi delle barche a vela

nulla so dell'eroe sardo che per primo circumnavigò

la Sardegna che non tutti sapevano che fosse un isola

nulla so di cosa mangiavano e come la cucinavano

Nulla so di come alloggiavano

Nulla so delle gesta degli antichi eroi

Non so come si difendessero dalla malaria

ne come abbiano conosciuto san Francesco



Tziu Predu Belloy :- Non pretendo nulla dal corpo

che quel che aveva l'ha già dato, disse poco prima di morire



I popoli per quanto ricchi non sono dissimili nell’animo

dai popoli poveri come le galline che dormono sulle canne



Pensare è associare con gusto, due e più cose,

farle vivere in modo che non si annientino a vicenda,

e poi raccontarle con garbo a figli e nipoti

che non dimenticano le storie convincenti

e le raccomandazioni dei vecchi illustri, giusti e savi,

che siedono all'ombra del contone di ziu Predu Ballaloi,

presidio d'Irillai dove si dicono solo cose belle,

precise e fresche come uova di giornata,

quando non passeggiano nel Belvedere

con le mani dietro la schiena

e passano Greci e latini a memoria

per comprendere il mondo dalle loro leggi

 Essi erano la dolcezza fatta carne,

donde veniva loro la facoltà di pensare.



L'ultima immagine di tziu Predu Belloy al suo posto

a su Contone dove le cose fatte per durare

conosceranno il futuro come le persone

che affibbiano i nomi alle cose che durano in eterno.

La morte scioglie anche le più virtuose compagnie

d'amore e di affetto, d'amicizia e di affari;

non scioglie forse anche le membra dei satiri e delle janas

di Farcana, delle civette e dei fannulloni del Corso?

Non lo diceva già cent'anni fa tziu Predu Belloy

a quelli del contone, che la morte scioglie i debiti e le promesse?

Chi conosce anche sommariamente Irillai

sa che tziu Predu Belloy era solito dirlo.

Tziu Predu per primo recintò la terra che chiamò sua,

quella che la luce d'oriente illumina  per prima:

sul dorso d'Irillai dove la tramontana si diffonde a sud,

a Isporosile, là gli inquieti saltano da Mastrefe

il ponte dei falsi errori che esorcizza il mal d'amore

affrontando il vuoto - e per un bacio negato

colgono un frutto marcio che scaccia il mal d'amore



Leggi libricini piccoli e brevi

che i grossi, lunghi e pesanti

cadono dalle mani degli inermi

Quel che il destino ha deciso di fare

neppure gli dei lo possono fermare

par banale ma è ovvio come÷

-Quel che accade è, quel che non accade non è.



Narrano gli avventurieri che sono stati tra le nuvole

in alta montagna, di aver visto gli angeli d'ambo i sessi

mangiare la minestra con la punta del cucchiaio

e senza assaggiare il vino, come usano gli effeminati

con una forchetta d'oro a quattro punte



I pensionati che sapevano appostarsi e aspettare,

si rotolano ora nel letto finchè il sonno non li abbia rinfrancati a dovere,

dopo aver riscosso la pensione, essi che ai cani ci badavano col bastone

e un osso e ora, come Ulisse, son pronti ad abbracciar la terra per morire



I carnefici non mancano mai e vivono come noi

come se ogni giorno fosse il primo, l'unico giorno

il solo ultimo giorno da dover ancora vivere

come dio comanda per maggior gloria sua

per eccellere in qualcosa dove essere il migliore

e riempire di gioia gli strepitosi genitori del campione

per merito di non so quale altro strano fattore

quale può essere la grazia divina così diversa

da quella dei macellai che graziano con lo scontrino…

Non uno che affermi ÷ Nessuno pieno di se è peggiore me



Si nota dalle nostre parti durante i funerali

il gagliardo vigore dei mortali, vivi e sani, che pettegolano

nel corteo come comari che, al seguito della morte

commentano l’ultimo convegno d’amore programmato

come il risultato fatale del derby strapaesano



Ogni santo patrono nella sua nicchia del calendario

mi ricorda il periodo in cui streghe ed eretici

morirono arsi vivi  come topi, e senza un lamento

Perdio ha, in se, qualcosa di assurdo come una gerarchia di zona

mi pare che tutti gli dei della terra amino nascondersi

nei luoghi sacri, appartati, adatti appunto, a camuffare la loro presenza

mi pare che tutti i preti del mondo abbiano bisogno di un nemico

contro cui opporsi, resistere e combattere

e non solo di un'amico da difendere combattendo

col sacrificio di se perciò è difficile dimenticare

che tempo addietro si mettevano al rogo le streghe e gli eretici

che sapevano morire invocando Dio con increduli  lamenti.



Davvero non lo so, e me ne dispiace assai

se Caino fosse convinto di nascondersi a Dio

-che quando si incaponisce è un padre severo e rigoroso-

perché gli è andata male, dato che l’ho saputo anch’io

che l'avrebbe visto anche in fondo al Tirreno dei pagani

e dentro i crateri della luna dove nemmeno i falchi vedono

e mi stupisce che solo l’eterno poltrone Satan il malvagio

la faccia franca quando - illuso - lo frega di nascosto

e i ‘molti’ seguaci credono che sia lui a organizzare le feste

e non si lavora ma si gioisce, si mangia e si fa l’amore

non si gioca d'azzardo e non si male a nessuno con i baci

senza Giuda che col bacio ha smesso di essere cristiano

quando i baci erano letizia e delizia e non uso del peccato



Chissà perché  nei racconti antichi

gli eroici guerrieri e i cittadini di riguardo

fossero figli prediletti degli dei



Eea

Il solo veder lunghe file in ospedale

mi passa il mal di denti e la constatazione

di essere l'ultimo del flusso che non ha fine

come, per esempio, l'inizio della guerra di Troia

dove la scampa Enea, fino alla fondazione dell'Urbe

poi dei veri cristiani che la consegneranno

armi e bagagli a l'Eterna Era Atomica. Enea.



Giudizio o ‘conoscenza del giusto fine’



L’onore è proprio di chi non conosce l’infamia



A che serve essere felici tra altri infelici?



Che aiuto può avere chi soffre da chi non conosce il mal di denti



Rispetto ai titoli che onorano il merito

non si è nobili solo perché monarchici o repubblicani



Quanto di quel che facciamo l'abbiamo appreso da sconosciuti maestri?



I poveri biasimano i ricchi che li sfottono



Come testimoniare su ciò che non si sa?

In tribunale si giura di dire la verità su quel che sai.

Indugio a credere in quel che non so.

Se poi è inverosimile non ci credo proprio.



Non trovate che ci sia dell'arroganza nello sfarzo religioso?

I poveri e smilzi preti di campagna e periferia

sono addestrati in seminario

a lanciare anatemi contro i nemici

dei ricchi e laidi preti di città.

Dove arriva il mio dio là arrivo io

a prova di quanto Egli sia il migliore in piazza.



Preferisco evitare piuttosto che arrivare

a conciliare le turbolenze difficili da sedare.

Non so, delle volte sento del disagio attorno a me

e di recente mi pare di essere oggetto di ingombro

per come, non di rado, provo io stesso imbarazzo.

Pensi che possa essere una mia ombra?

Credi che sia ora che mi tolga di mezzo?

Questo mese mi è passato come un pesce d'aprile.

Son venuto per essere un po utile dove possibile

e non d'impaccio per voi e per me

che ho il mio mondo e voi dovete accudire al vostro.

Certe cose mi van meglio scriverle

perché le ragioni non mi persuadono a ben-e-dirle.



Ognuno è solo davanti alla morte

ma dinnanzi a Dio faremo sempre parte

di una folta e ben assortita combriccola



Sopporta (le avversità) ed astieniti (dall’illecito). Epitteto



Meglio nascere con la grazia del senno

che morire in grazia di Dio.



Meglio aver la grazia tra gli uomini mortali

che, morto, una nicchia illuminata in cattedrale.



Il senno è il compagno di viaggio

che conosce la strada della ragione



Sospendi il giudizio in volo

e vivrai con la grazia tra gli umani



Chi ha soldi in tasca è più loquace

scuotendo l'argomento di riserva.



Dei buoni genitori son fieri i figli

non meno delle api della loro regina.



Lo schivo pesa le parole come l'uccello

pesa se stesso quando si sospende in volo.



Lo schivo è un acrobata delle parole non dette.



A te i ravanelli del mio orto. Accettali,  se ti vanno.

Al loro succoso gusto si riferisce l’incostante fama.

Gli uomini nati per pensare di lavorare su l'occorrente del vivere

sanno bene che gli spiriti supremi poltriscono

al di là delle nuvole immacolate.

Nulla al mondo è più facile che il sole illumini la terra

e che il giorno sostituisca la notte con una continuità strabiliante

senza le eccellenti date che distinguiamo sul calendario dell’anno

ma per noi non c’è giorno che non sia il re del tempo in corso

ciò fa sì che ogni santo giorno sia immortale e dimentico del predecessore

Così i giorni migliori del passato sono dimenticati.

Niente è stato più felice della notte nuziale

a cui è seguita la nascita del primo figlio.

Nulla è più caduco  del giorno più gioioso.

Niente è più leggero di ciò che tanto ci esalta

 come è invece durevole il terrore della depressione permanente

non si dice forse che chi perde il senno non sa quel che gli manca?



Dopo tante avventurose nefandezze

penso che noi si sia maturati abbastanza

per abbandonare i giochi dei divini infanti

e campare come esseri umani responsabili

di quel che sono in grado di fare nel bene

e nel male nelle città dei miracoli

e lasciamo gli dei per altro schivi nei loro cieli



Non so quale possa essere la causa

dell'inizio dell’esistenza dell'universo

come non so se dispiacermi o meno.



Ipotesi su trame e ordito sulle ragioni del perché vivere.

Ogni vita nella sua durata nasconde qualche inutilità

nel mare di congetture in cui galleggia il mondo.



Nel mondo nulla pare uguale ad altro

quel che di umano e mortale ci appartiene

solo le interiora sono uguali, sia sane che malate.



L'età ammonisce sul decadimento fisico

Difficile per me andare in giro per il mondo

meglio seduto sull'uscio ad aspettare la posta

con le avversità del giorno che rievocano memorie

lecite e senza nome e abbandonare l'istinto

per far posto alla quiete che rilascia il fardello

nel deposito delle vergogne che declinano alla fine

per aver conosciuto il mondo è la propria indole



La vespa non è l’ape che fa il miele

anche se, come l’ape, vola e punge.



Il dettaglio.

Cos'è l’identità? Cos'è la mente?

Cos'è la patria in nome della quale ci si combatte?

Cos'è il gran dio in nome del quale dovremmo vivere in pace?

Cos'è l'universo che si dice contenga tutte le veloci enormità?

Cos'è la particolarità della mia presenza?

Come - e perché - definire quel che non appare?

I sensi muovono le montagne più del vento

e l'acqua, per capire la loro forma.

Cos'è l'immaginazione se non il trasporto delle cose

e delle persone da un mondo chiuso all'altro aperto?

Cos'è la persona che occupa un posto

nella città dei miracoli umani e mortali?

Ha un senso essere qui adesso?

Se un senso ce l’ha qual'è?

Sono in quel che sento, vedo e tocco.

Chi va alla guerra sa che potrebbe morire

dal momento che ci va non si cura della propria vita

ma perché non lasciare che anche gli altri

abbiano, o non vogliano averne, cura della loro propria?

Il particolare.



Invano scorre il tempo se lo trascorri

a cercare il principio e l'inizio delle cose

che solo come sono si possono comunque definire

ma a che fine poi, se non per farti più buono?



Mi pare inutile indagare sul perché io mi sia ammalato

son debole e niente mi frastorna come il dover chiacchierare

vorrei non potermi infatuare più di nulla

e riuscirci col timore di esser buono per paura che sia vano

non voglio fare il soave per non sembrare ancor più coglione.



L’esperienza - il cui cumulo fa tradizione -

mi serve ad avvertire il passato.



Lo spirito del mondo è il soffio delle parole che esprimono l'idea. 12

Il divino è il vertice della gerarchia a cui si riserva il sacro riguardo.

L’anima è l'intelligenza della carne viva.



Facciamo merito a dio di averci fatto

muniti del corredo necessario

a dipendere dal più forte dei padri.

Ma forse è giunto il tempo di lasciare i padri

sulla porta dell’ospizio famoso per il rispetto

che usano verso chiunque arrivi

per rispettare le regole del gioco

che lo fa giusto e  bello nella forma e nella sostanza

Chiunque riposi alla porta del santo ospizio

non teme più di confondere la lepre col coniglio.

Chi varca quella soglia sa per esperienza

che quel che si fa di corsa non si ritroverà all'arrivo.

Qui persino l'ultimo degli uscieri

dice innato il suo carattere

che per non modificarsi si spezza.

Nelle sue parole trovan conforto patrizi e plebei:

-Togli la scorza e troverai nel cuore umano

il nodo dell’animo più difficile da sciogliere.



Empedocle: come il succo del fico coagula e caglia il latte.



Da noi si celebrava la festa quando il babbo contadino

scaricava dal carro i sacchi del grano ridente e allegro

con sé stesso dicendo alla moglie che adesso poteva si

spendere e spandere a piacimento ben sapendo che mai

lei, per indole, avrebbe speso un centesimo oltre il necessario.

Lo stesso clima riviveva con l'abbondanza della vendemmia

con in più quel sordo timore di fondo che rendeva diverse

le due raccolte - o 'incunze'- intendendo la sostanza del grano

essenziale al sostegno dell'animo e riparo al midollo

e la facilità con cui il vino infonde coraggio

e sconvolge la mente con la fatalità di quel sorso

di mezzo a confine tra la schiva sobrietà

e l'immane campo della tracotanza data dal vino

a chi sta al mondo col presunto diritto di non essere secondo

a nessuno in quanto a valore su qualunque campo si cimenti

togliendosi il berretto e sbattendolo per terra con l'impeto

necessario alla causa per cui vale la pena vivere e morire.

Alla prima ricorrenza festiva il babbo se ne stava alla porta

 in maniche di camicia a parlar con chi passava 

e poter invitare ad assaggiare il nuovo vino 

e senza nulla sollecitare di giudizi rituali 

giusto arrivava il commento che la vigna accudita 

con la costanza dell'arte migliora ogni annata 

e non è mai il denaro a fare il vino buono 

anche se senza denaro non circola fuori casa 

pur se si usa dire non c'è denaro che paghi i frutti della terra 

o perché spuntano spontanei o perché irrorati 

di divino sudore e come le parole vanno appresso 

l'un l'altra, così si seguivano i piccoli bicchierini di 'rosolio'

fino a render molle e dolce la retta postura del babbo 

che, col fare le consuete smorfie di gradimento del vino 

come succede a chi non beve per abitudine, 

si sentiva sul collo il biasimo della mamma, 

non sai bere come gli altri, diceva, 

che sorseggiano e discorrono 

e bevono a scrocco come i buffoni del circo 

che se la ridono delle parti molli, 

tu mandi giù il secchio pieno nel pozzo, 

fino a sentirne il tonfo nella via...



Virtù cardinali: sapienza, temperanza, fortezza e giustizia

Sapienti sono i custodi delle chiavi segrete

del quieto vivere che aiuta a consumare intera

la vecchiaia fino alla fine che ignota rimane

all'immaginazione che si riserva comunque sia

l'adeguamento ai decreti del sovrano



Veder gli uccelli volare è un incanto naturale 

che suggerisce di viaggiare nel gran mondo da osservare.

I cristiani comuni preferiscono la colomba messaggera del signore.

E l'usignolo canterino del dolore.

Egli impone il verbo. 

La parola necessaria per chiamare la realtà dei sensi.

Il fuoco di Eraclito è quello che arde nel sole e nelle altre stelle.

Il Logos è l'espressione dell'intelligenza.

Il Logos è l'io che pensa le cose.

Il timido passero è il favorito dagli orfanelli di città.

È uso incolpare il popolo di credere le baggianate dei loquaci al comando.

Il popolo assetato di verità beve ogni fandonia 

messa in giro dai saccenti esperti in facezie 

che convincono anche loro.

Chi ha dubbi ricorra al giudizio e si appelli al responso astrale.

Le novità dormono con i profeti.

Perché chi ha l'arte della danza d'amore 

può volere la decapitazione del Battista 

che battezzava adepti tra i pescatori di anguille e sanguisughe?

A chi la colpa se ti vola in casa l'uccello del malaugurio?

A che serve la patria se non a difendere il tuo benessere?

A che serve essere ricchi se non puoi andare sulla luna?

Solo i ricchi scalano l'Everest per vedere la luna da vicino.

Più fortunati i poveri dell'equatore che vedono la luna più grande.

Quelli che si affannano dietro il successo finiscono preda dei sortilegi.

La religione è nata come risposta alla morte 

che non può essere definitiva per non spaventarci.

Prendi nota quando cambiano gli usi e i costumi 

nel correre del tempo quando finisce l'uso precedente 

e comincia la solita novità del costume 

che ritorna di nuovo con il vecchio passato.

Il crepitio dell'ulivo in fiamme 

brucia le malelingue che pungono alle spalle.

Tutto sulla terra vive, prospera, muore e rinasce, 

perché, dunque spacciarla per caduca se è alla giusta 

(anzi, nulla è più perfetto) distanza dal sole che caduco non è?

Si, come il corpo non dissente dallo spirito

non capisco lo spirito che faccia male al corpo

Prima che l'uomo decidesse di star ritto sulle gambe

si portava già il cibo in bocca con le mani

ora s'aspetta che gli spuntino le ali sulle spalle

per competere col falco che si becca il tenero leprotto



Mai sono libero come quando bado da solo a quel che faccio.



So - dall'animo - i bisogni e la misura del mio corpo.



Ogni giorno cerco di essere un po più  buono di ieri.



Bello misurarsi solo con noi stessi e poterci migliorare.



I giovani smodati nel bere pare che non vedano

l'ora di invecchiare per avere la pensione sociale.



Pensaci prima di chiedere a qualcuno come sta la sua salute

per non fargli pensare che tu voglia frugargli le tasche

ti dirà che è spiantato prima che tu gli chieda un prestito

per fare giardini asilo dove i poppanti possano sollazzarsi e giocare

e templi tiepidi e luminosi dove i vecchi possano sognare o ricordare



Nascondi bene e proteggi al meglio quel che hai

e non mi riferisco al midollo che non si espone

in vetrina come il fegato del vitello.



A Ohiai B. chi presta le proprie parti molli

chissà perché ha vita breve e mai facile

pur se il popolo è affabile e ospitale

e indirizza il proprio biasimo

solo ai buonianulla.

Aristotele dice insaziabili le donne.



Dove volano gli uccelli e nuotano i pesci

non rimane traccia del loro passaggio

perciò l'uomo che apprende da loro

cerca invano di non lasciar nulla

in giro delle proprie malefatte

e quando può le cancella

dall'uscio per  rifugiarsi

nell'ombra della pergola



i più grandi e dotti chierici non sono certo i più grandi sapienti’ Gargantua Cap. XXXIX



Di Ercole si diceva che non sedeva a tavola

se non c'era la solita scodella di midollo di bue

primigenia sostanza del mondo di cui son  ghiotti gli eroi.

Per il midollo di Tebe si infilzarono Eteocle e Polinice.

Al veder colare la cera dal lume sull'altare il bimbo diceva:

Mamma, voglio il midollo.

Così la bella e soave Elena con la scodella del dolce miele

abitudine naturale fatta propria dalla vergine e pia Maria.

Per il miele si pungono sempre api e vespe.

Mancava il pane e il dio fece il contadino

Pareva che non mancasse nulla altro

e invece le masse reclamarono il vino

e fu la causa per cui i vignaioli si inorgoglirono

al punto di dire che se  il vino di quest'anno

è migliore del precedente l'anno prossimo

sarà perlomeno divino e non mancherà a Cana.

Succede spesso come alla volpe con l'uva acerba

i mediocri invidiano i migliori inarrivabili

e così velatamente li coprono di ingiurie.

Come gli inetti dicono a gran voce in piazza

che gli autorevoli non si lavano in pubblico.



Del mondo presuppongo un inizio

perché vedo cominciare la vita nel neonato

vedo l'inizio del giorno e le stagioni dell'anno

e, in verità, non capisco davvero

che voglia significare inizio del mondo.

Forse è bello intenderlo come l’incontro fortuito

dell'ovulo vuoto con lo spermatozoo saturo.



Ci si deve ammalare per poter poi guarire.

Si deve vivere per ammalarsi e poi morire.



Le faccende del gran mondo esterno

sostengono il nostro piccolo mondo interiore

che non so se debba restare nel tepore chiuso in me

e nel tremore della purga che monda la coratella

o aprirlo con gaudio alla primavera che rigenera

con la luce, l'aria e la sonorità di ciò che vive col cibo



Gli antichi affibbiarono a possenti dei la spiegazione

dell'incredibile creazione del cielo e della terra

vennero i moderni figli degli antichi padri e dissero

che il tutto veniva semplicemente dalle idee

lievitate dalla materia viva che spiattella

gli inverosimili misteri della creazione

dal nulla delle cose visibili e tangibili



etica epicurea: virtu=piacere, piacere=sommo bene

Fate che le evacuazioni seguano le refezioni

come usano patrizi e plebei su insegnamento della balia e dell’aio

così sosteneva la mia Tataia, balia e educatrice convinta

che i neonati fossero naturalmente innocenti

e che solo con la crescita si formasse l’indole delle persone

per intanto i genitori affermano che i figli comunque nascano

ce li teniamo, come e usanza dire per i fiori e i frutti:

come la natura li forma così la realtà li conserva



Fiero è chi soffre senza un lamento.

Pio è  chi si lamenta come un pulcino.

Paziente è chi non si lamenta mai.

Buono è chi non conosce offese.

Ma fiero non sono e pio nemmeno

e al sol sentir di tortura al primo

spasmo me la farei addosso.



Aboliamo il culto dei numi invisibili e impalpabili

e applichiamo, da umani, il rispetto d'ogni persona fisica.

Temo l’esaltazione del popolo che ha bisogno di un capo.

Temo il popolo che va alla guerra e devasta l'orto del vicino.

Temo la furia malvagia dei sommovimenti intestinali del popolo.

Temo il popolo che si lascia abbindolare dalla pubblicità ingannevole.



È l'umano mortale il dio del mondo

come Atena, la pura idea che sprizza

insondabile dalla mente divina

di Omero, che placa e calma la furia

di Achille che impone la morte

agli dei mortali, cibo di corvi in cima

sugli alberi delle ghiande che cadono

e le sgranocchiano i porci con i denti sani e saldi

     

Cos'e' che ci fa pensare. 

I corpi viventi fanno pensare la nostra mente 

ad un'opera ingegneristica, le interiora poi, 

dati i loro umori, ci danno il senso del divino meccanismo 

ma l'invisibile lavorio della mente rimane un enigma 

al suo stesso lavorio, che cerca la verità e usa la calunnia, 

s'indaga dentro e fuori di sé e signoreggia sull'energia della materia



Sopporto il mio corpo sbilenco perché sostiene i miei umori 

nel campo della malva dove ciascuno si soffia il naso 

col proprio fazzoletto, e nessuno si sogna 

di cambiare il vino in tavola, ma fa un ruttino 

dopo ogni tazza di vino con l'impegno, a chi lo versa 

che sara' ricambiato dalla eterna gratitudine di Dio del cielo 

che educa i figli ad amarlo dolcemente, 

brinda così per lui e per chi viene dopo di lui



Di cio che e' consueto quasi non se ne può più fare a meno, 

quindi silenzio in chiesa davanti a dio, 

chiasso allo stadio davanti al divo pallone



Dare un senso alle cose. Il mestiere del mio babbo. 

La mia mamma vendeva l'uva al mercato già da luglio. 

Durante la guerra. Perché i nati bisognavano di una casa.

Come d'uso le madri danno il corpo per i figli. 

Tutte lo fanno. Senza doping. Perciò, grati, la amammo. 

E con lei ridemmo. Da una lacrima di madre germoglia l’uno sul tutto.

Chi trascura la madre è una corteccia del padre.

Un fungo vuoto, polvere di un unghia, uno zero sottovuoto.



L'uomo nasce nudo, puro e crudo e, non di rado giallastro, 

i genitori lo vestiranno con le loro opinioni, 

la scuola lo addestrerà a farne buon uso 

e la società ne godrà o patira vizi e virtù 

a seconda di quel che mangia, se carne secca 

e speziata o baccalà, o rosicchia le canne del Cedrino



Il porco maiale non lascia resti, 

perciò è odiato e non perché il prosciutto 

se ne infischia della coratella, 

della coda alla vaccinara 

e compete per la prima posizione, 

con la succulenta spalla di Edipo 

e le costolette di agnello impanate e fritte. 

Altro  che lattughe, cavoli e carciofi.



Ogni priore, tenendo salda la notoria bontà di san Francesco, 

da la sua impronta al suo anno di impegno francescano, 

cosicché quello di quest'anno si è fatto spedire da Cinecitta

un biga tirata da due cavalli della Jara, 

uno nero per lui che guida come un tifoso 

e l'altro bianco per la moglie che fa la sua figura 

vestita di velluto nero e camicia candida da amazzone 

devota al santo (quel che la donna indossa, così come 

la casa che arreda e profuma, e' lo specchio del suo spirito) 

la coppia di cavalli e' subito nominata: 

Chiedere con la destra per Dare con la sinistra, 

secondo il precetto francescano dei comandamenti 

inclini a edificare templi per la gloria del Signore



Dicono che la fame pura e semplice 

(il corpo tenuto senza cibo) 

non distingua il buio della notte dalla luce del giorno, 

non e' mai in ritardo e se ne infischia bellamente 

che fuori piova e dentro ci sia il sole o viceversa



Il presente ha tempi lunghi 

che ognuno stiracchia o restringe a modo suo



Alla sorgente di Farcana

le janas cantano i loro amori

domano i cinghiali che s'abbeverano 

avidi si cibano di more 

perche' dormono tra i rovi

confidando i loro umori

alle civette che di notte

incantano guardoni e caproni



E' innegabile la sua prevedibilita'.

Don Zanketone parroco disarmato con mandato vaticano: 

si e' disteso per lunghezza per servire la chiesa col libro 

a portata di mano e convincere i dubbiosi che spirito 

e anima vivono senza sostanza materiale. 

Servo di due padroni di cui uno conta di acchiappare due lepri.

Ferula, anima che conserva la scintilla e Merula, corpo alato vestito di nero.

Cavaliere di san Francesco comandato dalla Pace divina 

per separare l'odio del demonio che si oppone all'amore di dio.



Le ostetriche hanno parecchio a che fare con le perle delle ostriche.



Ogni segno che lasci dove vivi e' di certa utilita'.



Dal pensare scaturiscono le novita'.



La vita e' mutevolezza d'umori.



Il giudizio ci serve per vedere il segno di ogni limite. 

Distinguere arselle e vongole come i pescatori.



La fame - come una vecchia querula - mi sprona a mangiare, 

alla volontà spettano le redini della briglia.



Chi non è incline a desiderar cose buone, belle e stabili?



Il denaro piace a tutti, oziosi noiosi 

e instancabili operosi, piace al padre pio, 

al figliol prodigo, alla madre massaia, 

al santo spirito nella botte 

e al cognato avido del vino fresco nella cantina



Ai posteri: 

Non dimenticate che sono stato tra voi. 

Ricordatemi per quel che avete avuto da me: 

Beni e non pidocchi.

Per morire in pace non si ha che di accettare la morte.

Forse solo alla fine saremo sicuramente stabili.

Ricordiamo i morti come meritano.

Non importa la data perché ogni giorno è buono per ricordarli



Umani, pagani e cristiani. 

America, Riforma,Telescopio. 

Secolarizzazione o separazione tra stato e chiesa, 

e' il vecchio dare lo stato a cesare, la croce a dio e a zizitu il vino…

Forza lavoro e circolazione del denaro uguale ricchezza, 

stagnazione della ricchezza uguale povertà…

Non si può aver fede in eterno, 

ne' del passato ne' dell'incerto avvenire…

Schiavi e poveri lavoravano, i soldati depredavano, 

preti e signori godevano...bottino di guerra e schiavitù 

uguale accumulazione primitiva...qualcuno deve pur lavorare 

affinché' ci sia da mangiare…

mani e piedi servono per fare e faticare…

il denaro non puzza e non ha olfatto 

per non distinguere la ricchezza dall'indigenza



Scrivo di cio che mi frulla in capo, 

non dico nulla sull'evidenza difficile da negare. 

L' uomo e' nel mondo per pensare, in concreto, 

prima di tutto se stesso, poi può aver cura del mondo 

e può anche estraniarsi da esso, 

sempre in dipendenza della riflessione della sua mente



Le guardie di Gesù e San pietro

le guardie del capitale circolante



In sintesi sto sulla terra - la mia realtà 

e' preoccuparmi innanzitutto di me che sento 

la struttura portante incrinarsi verso il suolo  

che poggia sul nulla poco visibile ma evidente.



Difficile credere che noi si venga dal nulla senza tempo e senza realtà.

Nel nulla non ci son posti fissi mentre il tutto e' strapieno di polvere e ragnatele.

In principio era il nulla ma infine ci fu il tutto pieno come un uovo e una cozza.

Il sonno partorisce i sogni piu' strampalati del creato.

A tavola, mentre chiunque parli di sé, 

gli altri mangiano melanzane al forno 

ripiene di ciarle, fandonie e incredulità.



Madre Natura e' la madre delle cose che sono state, 

che ora sono e che domani saranno altro, 

non escluso tutto quel che l'uomo scopre e modifica, 

e' sempre un elemento naturale a farlo, 

così quel che inventa e non esisteva, 

come le ali che Dedalo adatto' a Icaro 

e la sonda spaziale che insegue la cometa, 

sono si il prodotto dell'uomo che e' il figlio 

prediletto della prodiga natura che tutto comprende



Solo a fine giornata il buon vino 

fa la sua apparizione tra i compari 

sull'uscio della bottega artigiana, 

dove invita chiunque a dire la sua 

sul luogo senza suolo, dove per tradizione 

poggia i piedi e sopra la sua testa 

tutto e' cielo aperto senza fondo e sotto la terra 

c'è un'altro sopra dove le persone si incontrano 

sia in piedi sia capovolte e nessuno può dare calci ad un vicino



I momenti di apatia sono quelli che ti fan sentire 

come un leggendario fannullone che consuma poco 

per meglio vivere e si preoccupa più di quel che ha 

che di quel che gli manca quando non c'è da mangiare



L'ascolto misura il tempo della parole detta 

per essere ricordata insieme all'arrosto avanzato dal pranzo, 

la lettura ci ferma per darci modo di riflettere da soli 

mentre corre il tempo che ci fa dimagrire fino all'osso



L'ultimo respiro sa di morte, avverte in ultimo il proverbio. 

Il momento perfetto per passare nel mondo dei migliori 

nello spazio infinito.



La scala gerarchica, la parlantina, 

il chiodo fisso di rappresentare il fine del mondo 

nell'impero di Dio dove nessuno ha il posto fisso



Chi si esalta per la gloria di Dio 

esalta se stesso come pronto ad abbandonare 

la sua umanità dimenticando quel che è: 

una creatura di carne che palpita col respiro 

e pensa a quel che gli pare a seconda 

delle circostanze con le idee portate dal sangue



Quando, specialmente a Irillai, 

uno nasce minchione difficilmente morirà migliore

A Irillai tutto ciò che vola in alto 

cadrà col tempo nel basso inferno



Amo me stesso con tutta la coratella 

che mi permette di sopravvivere



Quello che l'Iddio ha da dire a noi d'Irillai 

lo mette in bocca al papa e lui lo affida a don Zanketone 

il parroco del quartiere che doma il diavolo cornuto e maligno,  

delinquente e brutto come Tersite, se non peggio, 

tanto linguacciuto da chiedersi che costo abbia avuto 

il funerale dell'ultimo papa, fatto punto che quello 

del più misero cattolico costa non meno di mille euro?



Perché i grandi preti son più ricchi dei poveri?



Strano affare rimproverare qualcuno che sbaglia 

dando libertà a una sua passione, la libidine, 

che e' naturale come dar adito al proprio talento 

senza mortificare gli sprovvisti con ardito giudizio: 

chi si castra per non peccare facendo voto di castità 

offende, spacciando per peccaminosa, la metà 

del genere umano che, a giudizio dei castrati, e' educare e istruire 



Sarò certo moderato dove gli altri 

sono stati con me clementi per le mie pecche



Credo in Dio per avere almeno la grazia 

se non la salute integrale e una ricchezza smisurata da scialacquare



Non posso pensare che ci sia qualcuno 

che sappia piu' di me quel che corre tra dio 

e il sottoscritto suo accondiscendente discepolo



Ogni dramma si risolve con la catastrofe, 

senso finale sconosciuto 

di quel che era successo nel corso della storia



Qual'e' la moglie che rovescio la tavola apparecchiata 

per metter fine alle chiacchiere del marito 

dimentico persino di mangiare?



Non voglio pensare 

che tutto quel che nel mondo accade 

sia voluto da Dio o da Lui sia concesso, 

non voglio proprio pensarci, 

e dato che non mi ci posso opporre, 

non voglio crederci e me ne infischio 

come l'Iddio che l'ha permesso 

con l'invenzione del libero arbitrio



Chi e' tanto dissennato da opporsi alla manifesta volontà di un dio? 

Non credo proprio che un Nabuco, o un papa re, 

o Hitler, avrebbero potuto perseguitare impunemente gli ebrei 

e abbattere il loro tempio, se il loro dio 

li avesse protetti come durante la fuga dall'Egitto 



Il contante dell'antica mammona



Sono il penultimo tipico idiota antico, 

uno che non esce di  casa se non per il cibo e il vino 

e il confrontar le sue opinioni con quelle dei cosiddetti compagnoni, 

sono un privato pensionato che non si immischia negli affari pubblici, 

uno che mangia uova, beve vino e se ne infischia dei sottaceti, 

uno che non si cura della tv, uno che non mostra di essere 

quel che vorrebbe e non e', non voglio essere uno scemo idiota, 

uno che in pubblico non dice chi e' perché lo si conosce, 

sono uno che sa che dove due spettegolano 

c'è un terzo critico che spia e riferisce alle autorità 

costituite che preferiscono l'arrosto alle uova sode



L'uomo - nato e cresciuto nella ubertosa Baronia -  

è il mezzo più adatto al fine di farsi più buono e più attento 

specialmente evitando che il pregare dio e i potenti 

non sembri una divina adulazione: 

modesto e umile egli e', in specie quello di Honihaibenimindhe.



Credo proprio che tanti anni fa 

-chissà quante migliaia di olimpiadi - 

il mondo delle stelle prime visto dalla terra 

sia stato uguale a quel che tutt'ora è 

con le ultime più recenti: più o meno caotico 

e altrettanto ordinato e se caos c'è stato esso è eterno



La serena e chiara luna favorisce gli innamorati, 

illumina gli abigeatari e frolla le carni selvatiche



Temo l'abisso senza fine pur non avendolo mai visto.



La flemma e' propria a chi se ne infischia 

di doversi rifare ogni giorno il letto.



Presumo che ciascuno di noi sappia chi sia 

per essere, sapendolo, più o meno contento di se. 



La mente e' madre della comprensione 

che sopporta l'anima raffinata e lo spirito sofisticato 

senza i quali probabilmente non ci avremmo tagliato unghie e capelli



Solo tra i miei libri sto in pace con me senza dimagrire, 

come tra poveri, meschini e pezzenti in fila per il paradiso 

dove non si può che essere felici e contenti, 

eternamente sbigottiti, della eccelsa grazia di dio



Siamo oggetti del mondo 

in cui dobbiamo cercare oggetti dilettevoli 

(un corpo snello e agile e una mente sveglia e vispa) 

sulla terra, nel cielo e in fondo al mare tra le sabbie 

dove sedimentano i pensieri cupi e le buone intenzioni



Non so cosa sia futile nella vita, 

perciò ingrasso, 

come quando mi elogiano alle spalle 



Chi mangia una volta al giorno 

lo fa per vivere in grazia di dio 

come l'eremita nel deserto, 

ma chi vive per mangiare passa il tempo 

a rimasticare (gramuzare) come un ruminante 

col mal di denti lontano dai venti contrari



Dove si uccide senza ritegno e le stragi han varia natura, 

la c'è della malvagità e non si tratta solo di costruttori e mercanti d'armi



Non scialacquare che qualcuno di noi ci mesta.



Nulla è più Oscuro di quel che non si vede perché non esiste



Ai ricchi un lauto guadagno, ai pezzenti un rilassante bagno



Alla maturità si aggiungono le responsabilità 

degli affari pubblici, mettendosi al servizio della società 

nelle faccende di tutti; difficile scansare le opere pubbliche 

come le strade maestre, i punti cardinali, 

le cose che ci fan vivere gli affari che abbiamo in comune, 

difficile far l'eremita estremo che si nutre di corbezzoli 

e asfodeli, beve dalle pozzanghere e se ne infischia delle vergogne da coprire



L'istinto e' quell'affare che ci nutre per vivere alla grande



L'animo che cova il male se ne infischia del Bastone di Dio



Dalla luce che si riflette nel volto arguisco chi mi sta davanti



Non sono eterno, eterno e' quanto esiste fuori di me



Dove si commenta un misfatto, i responsabili 

dello stesso sono i più loquaci per zittire il rimorso



La vendetta dovrebbe disgustarci



Si può far poco senza amici fidati



Ho sempre ha che fare con me stesso 

Devo sempre render conto a me medesimo



Anche la più pia delle anime semplici 

deve aver sempre a che fare con la tentazione 

di saltare oltre il confine, cioe' in terra altrui, 

possibilmente senza suscitar conflitti



Come e' che avendo belle e giuste leggi  che dovrebbero renderci migliori, 

siamo cittadini non proprio mansueti e quasi mai alla mano?



Come e' che pur avendo musei pieni di bellezza 

in città non meno belle 

non riusciamo ad essere gentili e garbati 

e indecisi su cio' che è bello e brutto?



Come e' che pur disponendo di bel terreno, 

di fertile suolo, di feconde valli, spiaggie attraenti 

e industrie efficienti, siamo al colmo dei buffi e delle ruberie?



Come e' che con tanti ospedali costosi, 

stadi ampi, divertenti e confortevoli, 

palestre alla moda, piste ciclabili, 

più d'uno campa nell'inopia 

e muore per un mal di pancia?



Mi attrae assai il fare quel che sono in grado di rifare



Farò quel che mi dite se non e' contrario alle mie aspirazioni



Rifletto su quel che mi accade, 

con la fronte cinta da una visiera da croupier, 

e sul quel che accade attorno a me 

come se cercassi basi più solide 

e salde certezze che mi sfuggono, 

non le vedo perche' - per me - non ci sono



Forse una c'è, e si sa che parlo del tabù 

dell'inevitabile morte o del fido sole che nessuno cerca



Tutto si impronta al maschile: 

dio padre, il figliolo prediletto e lo spirito che santifica, 

seguiteli dopo averli intesi; non ombra di donna, 

tutto in mano ai vispi maschietti in ogni regione del mondo 

e le donne a lavar stoviglie, vetri e scale nelle case di un mondo poco serio



Solo nel vangelo i ricchi satolli finiranno nello squallido inferno 

( senza aver mai evocato il maligno) e i poveracci già resuscitati, 

si accomoderanno a far crapula nel godereccio paradiso sempre illuminato 

a squamar biscie che non sanno cambiar pelle da se?.



Non c'e' citta che non conti almeno Trenta Delinquenti 

in cerca di adepti per allargare la cerchia delle loro malefatte



Vorremmo che non appartenessero alla nostra famiglia 

(che in ogni stagione luccica più dell'oro) 

quegli scellerati che con le loro turpi azioni ci destano orrore, 

svalutando il valore del nostro calore cristiano 

e umano: siamo o no battezzati? 

Il neonato e' innocente (perché prima di nascere 

non può aver fatto nulla di male né di bene 

e sara' virtuoso solo se non farà mai del male) 

se non ha le colpe dei genitori pieni di vizi 

per aver giocato le loro qualità ai dadi e alle carte



La vita e' una mescola di affanni e piaceri, 

ma chi non ha vizi non e' detto che abbia piaceri, 

così i virtuosi che non fanno del male 

non e' detto che non sian viziosi



L'animo e' la mia l'i-n(d)ea guida. Nonostante l'età prendo ancora abbagli.



Cosi senza affanno lascio le cose che non mi servono.



Neppure il più abile contorsionista riesce a vedere nel suo ben nascosto buco.



Gli aborigeni se ne infischiano del pudore, 

altrettanto gli esquimesi che si coprono come gli orsi polari, 

però esquimesi e aborigeni mangiano e bevono come noi. 

Pisciano e come noi defecano, certi che i sogni vengono dall'aldilà.



I genitori che ci han dato vita non ci negheranno la dote necessaria per sposarci



Abbiamo il sacco, riempiamolo del cibo che c'è in giro, rimpinziamoci.



Coloro che ci hanno allevato gradiranno la nostra riconoscenza



Ricordati che la parola vola 

come la musica in campo aperto, 

come la furia del vento, 

come l'eco sui prati d'asfodelo e di lentischio, 

come gli schiamazzi nella tavola di Erode, 

come il richiamo del neonato per essere ben accolto, 

come i lamenti dei dannati che fuoriescono dall'inferno, 

come vola il lampo e il tuono, 

come un canto d'amore dalla finestra aperta, 

come vola il rutto di Polifemo nella selva



La lapide avverte che li c'e' qualcuno 

che e' stato felice come potrebbe esserlo chi legge.



L'anima e' invisibile come il pensiero 

che sa che morirà se non mangerà, 

perché la vita non dura senza il dolce zucchero, 

il grano d'oro, l'erba verde e lattifera, 

il vino rosso e la carne grassa, 

sappi che il valore della vita sta nel piacere che ci da, 

senza sapere donde venga il cibo che la sostiene, 

così che la stessa risulti incomprensibile 

tanto da non intendere che cosa sia ne' confidarci da dove venga



Bisogna sentir vergogna dei propri stomachevoli peccati, 

perché la confessione e' confidenziale 

perciò non cancella la turpitudine 



Peccato e' perdersi l'alba anche se chiunque può rifarsi col crepuscolo -



Chi dispone del necessario non lo rischia per un sovrappiù



Chi non ha bisogni se ne infischia della fortuna



Chi e' sano se ne infischia che l'oro luccichi più dell'argento



Chi e' saggio se ne infischia che sia riconosciuta la sua sapienza



Buoni libri e saggi consigli fan giudiziosi anche i conigli in fregola



La natura non sorteggia i suoi doni, 

non nega a tizio per dare a caio, 

ma ai dormiglioni niente pesci fritti, 

così in tv danno i milioni a chi par loro 

e ad altri un certo pugno di mosche 

(o un profumo e una purga)

così ai fichi maturi arrivano prima gli uccelli, 

poi gli agili ragazzi che non negano le primizie agli anziani, 

in ultimo arrivano le mosche attratte dal dolce 

dopo lo sciapo sottocoda del cavallo 



Gesu, gran maestro d'arte, 

salva tutto quel che tocca con i suoi strumenti, 

aveva le sue predilezioni e se alle pie madri 

tutti i figli son cari, suona strano che Gesù 

avesse amici e compagni prediletti più di altri



Per risultar buoni non e' sufficiente aver il corpo sano, 

l'animo quieto e spiccioli in saccoccia, 

ma conta anche non far proprio nulla di male 

che possa turbare i vicini di casa che ricorrono 

con facilita' al bastone e non sopportano 

le trecentotrentatremila ingiurie che si vocifera 

fosse il minimo di quel che Gesù aveva dotato 

i suoi apostoli per accettarli alla sua corte



Chi e' contento della propria mente se ne infischia dell'invidia



a. 

Molti sono i meriti delle madri 

quando si sciolgono i matrimoni dei figli 

resi insopportabili dai contraenti 

che si nutrono dello stesso sangue 

e si rinfacciano i foruncoli sulla faccia.

b. 

Perchè ogni battezzato ha a che fare 

con la sua singolarità: la prima persona 

con cui viene a contatto 

e si presenta sempre disarmato.

c.

Pesca dall'antichità quel 

che può andar bene per il presente. 

Architettura di Maria Frunza coi confort moderni. 

Scambio di cibi tra vicini. Principio comunicativo. 

Senza che la destra sappia quel che fa la sinistra.

Passato e presente: natura e cultura. 

La cultura artificio della natura 

che consente a chiunque di narrare le sue vicende. 

Persone libere nello spazio comune.

Ora i saccenti sanno tutto e parlano di niente. 

Quanto è vacuo. La luce del sole impedisce di vederlo?



I cristiani non hanno misteri 

se non la inspiegabile volontà di aver fede 

nelle più incredibili faccende del mondo.



I misteri religiosi son così verosimili per essere palesi e fraintesi.



Dal perenne movimento del mare 

dal vento e dalle piogge 

che mutano forma alla pietra 

dalla luce e dal calore del sole 

che dà vita alla terra

dalle meraviglie della natura 

affiorano i misteri religiosi.



I misteri son belli da interpretare non da risolvere.

La coperta è sempre corta a chiunque cerchi di coprire le proprie malefatte




Aiace: Io vado là dove devo andare. Sofocle



Nessuno, nemmeno il Presidente, ha diritto a qualcosa in più di te o di me’. W. Whitman




J. Joyce nell’Ulisse: - ‘’Trovi oscure le mie parole?

Non trovi che la nostra anima ci viva nell'oscurità?’’





Oggi, 19 May,  per la prima volta in terra di Francia

alle ore 7 e 30, per ciò che può importare ai mortali

ho sentito un gracchio lamentarsi del cielo coperto





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