p.e.m.
31 - XXXI
labirinto
dove il problema di sempre, naturalmente,
è veder chiaro nella confusione,
col filo della ragione nella disposizione delle interiora,
delle cose comuni, della memoria e degli affari di cuore.
Ohiai Benimindhe
paese edificato con impasti di semola
e midollo, sale, uova, miele e uva passa.
I libri tra le mani si leggono,
col respirare si spolverano
e con un sospiro si depongono.
Dio ha fatto la terra e l’ha chiamata pace, dicendoci:
Fatene un pò quel che pare.
Rivedi i rari sogni che si avverano e poi svegliati.
Non vedo necessario preconizzare la fine:
vivi come puoi evitando i pericoli evidenti
e la fine avrà da essere quando sarà
e sarà sempre sorprendente
Epistola di Orazio
Wagner è per i sardi
quel che Omero è stato per i greci…
l'ordinatore della lingua.
Poi, tra noi, è venuto il tinello
e - con lui - l'ottomana…
Proprio lei, dai piedi belli e leggeri
come la cavalletta di val verde
che salta come una freccia avvelenata
di sguardi malefici che seducono e mirano
al sesso anche i vecchi spasimanti
che si cedono alla vita e all'amore
che fa dolce l'abbraccio della morte.
È attraente chi si fa ben volere
con la grazia che ammalia e genera l'amore
la donna ha quindi da essere graziosa
e il sovrano ha da graziare la pena del reato
perché nell'amore non c'è peccato
perciò alle fanciulle si addice il ricamo
che incanta gli animi delle genti
e fa pulsar le vene anche ai vecchi
sollevandone, come farmaco prodigioso
il debole battaglio del decrepito desiderio
La natura mi ha portato alla luce
la società mi ha collocato dove c'era posto
Considerazioni di autore anonimo
sul mondo dell'individuo di Ohiai Benimindhe
dove la furia della tramontana di Orune
pare si svelare i misteriosi arcani celesti
ma sfracella contro i muri le rondini in volo
e i cugini dei falchi centrali, gli ingordi gabbiani
li intreccia con i fili dell’alta tensione
che usano cimare anche le ali degli angeli
ghiaccia pure il latte nel seno delle pecore
Quel che Hannah A. scrive sulla morte di Ivan il'ic di Tolstoj,
’’quel che comprende è che per questa vita non valeva
la pena di morire, dunque non valeva la pena viverla’’-
Dolce sia la lingua, chiaro sia lo scritto
e felice sia la comprensione di cui far tesoro.
La morte non arriva
prima che al morente
non sia chiara la propria impotenza.
Lo spiritoso mondo d'Irillai condanna il furto
e chi lo pratica, chi ruba all'altro si nasconde
e dice che i ladroni vengono da lontano,
dall'antico paese dei ladruncoli,
dove misero è chi rientra senza bottino,
così si infetta il mondo.
I pensieri se ne infischiano e non pagano
il viaggio, essi esprimono le idee
che vanno di bocca in bocca come gli sbadigli,
esse idee volano col cinguettio degli uccelli
e col fruscio delle fronde,
e si comunicano col respiro del mare
e con i sussulti della terra
Una bella persona è ben accetta dovunque,
un brutto ceffo rischia di essere cacciato fuori
anche dal Tempio della Rotonda
ma confida sul virus della protervia per il rientro.
La storia registra solo fatti oggettivi
e per vivere abbiamo bisogno di testimoni
e di immaginare in che modo saltare gli ostacoli
Il passato non ritorna, contentiamoci di ricordare
l'avvenire aspetta noi attaccati al presente
che abbandoniamo nostro malgrado, o no?
perché chi, potendo, non ringiovanirebbe?
Poesia è dire qualcosa in modo elegante e personale.
Il sole, come i genitori migliori con i figli avuti in sorte,
illumina anche i ciechi e i sordi che non stanno a sentire.
Intelligenza e istruzione fanno il mondo migliore
e in cerca di gioia.
Il circolo dei virtuosi volterriani d'Irillai,
afferma che, piaccia o no,
siamo tutti figli del vecchio imperturbabile destino
che chiude l’uscio quando esce colei
che non concede deroghe e non cede il passo
a nessuno nemmeno al fato degli Dei Olimpi
figurati agli altri che parlano da soli
attizzando il fuoco dei vulcani
...e con la pelle si fa uno scendiletto per gli sposi.
Mangiatori di carne son quelli che al girarrosto
infilzano metà del vitello di otto mesi
e l'altra metà finisce nel paiolo da 50litri
a cuocere con olio, sale e timo
e al primo assaggio è cotto
e si aspettano sulla porta
i commensali col vino
dello scambio
Storia infinita: pare che ci sia tresca
dalla sostanza dell'uovo d'Irillai
all'essenza del vino di Marreri.
Elena la bella flatulente ab-ovo
La moglie è la compagna ideale
quando è dedita al marito che vive
per essere ben accudito ed è in grado
di cogliere l'amore che trabocca dal seno
della consorte che non ha riserve per il suo
così umano maschio mangiatore di uova sode e fritte.
Dio, quant'è bello avere una mugliera obbediente
che gli versa il fresco vino quando rientra dall'osteria!
O donna mia, il chiaretto mi manca della dolce Baronia
Per chi vive nulla è difficile come il saper di morire
con tutto quel che ci rimane da fare.
Quel che non fai tu lascialo fare agli altri.
Una certa parola bisogna per avviare un discorso,
una conversazione: serve una parola per dir qualcosa
l'inizio è sempre una parola, senza la parola
non sorge il sole, la parola da forma al creato,
senza parole si uccide, ma con le parole si condanna
l'uccisore, senza parole si muore, ma con le parole si vive,
con le parole si ama e senza parole si odia:
con la parola comincia il racconto della vita
che passerà per l'astinenza e finirà col digiuno
Ci mancano le misure per sapere quanto è grande
l’opera fatta dal buon Dio e della sua parola
abbiamo bisogno per saperlo
perchè enorme è l’orto con l’acqua della fonte
che perenne corre nel mezzo
diamo in appalto una ricerca di mercato
A volte mi vien voglia di pregare iddio a nome di Socrate
specialmente quando c'è da rebottare con spaghetti
alle melanzane al sugo piccante che assaporo in pieno
solo con un monopetto chiaro e un panciotto bianco
come il pauroso coniglio dell’incontenibile Alice
Dal bruciar libri non si tardò a bruciar persone vive
e ai cruenti conflitti di devoti fedeli allo stesso Dio
La dignità mi impone di non offendere nessuno:
non farlo impallidire come accade morendo di paura, no,
nè farlo arrossire come fa il vino quando picchia in testa
non sono proprio capace di emulare San Giorgio
che si fece corazziere per vincere il demonio
nel corpo del drago che impediva agli assetati
di bere dalla botte il chiaretto di Marreri
un vago timore mi impone di non immischiarmi
negli affari privati degli altri e par che mi dica:
Matura, se puoi, e lascia piovere sulla polvere della terra
A che pro invidiare chi è quel che tu non sei
egli è uno dei tanti che non vive nel tuo cortile
fai come il ricco che non invidia chi possiede
i suoi stessi beni e persuade i figli a stimarlo
I nomi sono i suoni delle persone e delle cose
che riempiono il mondo di sublime cianfrusaglia
che in Baronia chiamano 'bascaramene'
Dicono che i pidocchi non distinguono i riccioli
dove sono ospitati, non sanno se appartengano
a delle persone perbene e in ogni buon caso
si riservano di non sputare sul piatto dove mangiano
In ogni sostanza di merito, di casta, di razza, di nazione,
c'è l'acquardente, essenza di solo spirito
che sconvolge la mente per giocare col diavolo
sul margine del campo e si dimentica
che con lui si devono rispettare le distanze
L'indifferenza serve a mantenere la distanza
Solo la pulce salta nell'ombra del leone
(La pulce che, forse, come me,
non ha mai visto un leone da vicino)
Dopo l'illuminismo ci voleva il suffragio universale
per completare al meglio gli affari del mondo
e per ottenerlo si doveva passare a Maidanek.
Su corpus ki ti reghet!
C'è della magia nel corpo che sostiene l'animo.
Le persone simpatiche sono i nostri fratelli mancati
e gli amici ritrovati con la vocazione per le cose belle
e per la giusta misura del buon vino da bere sotto la pergola.
L'invidia morde dove c'è da rosicchiare.
Faccio il possibile per accantonare i ricordi più penosi,
ma sempre si ripresentano immutati, se non più severi;
finirò da qualche mago per conciliarmi con Gennarino
che i brutti ricordi me li scodella appena può:
pesanti, pesati esattamente come in farmacia,
come se tutto debba essere dimostrato in dettaglio,
per dar sollievo all'animo, quando è finito il vino
Diecimila anni da che si è fatta la prima famiglia,
unione di uomo e donna che generano
lei supina, prono lui, a credere ad Aristotile
figli propri simili in tutto, e tutto poggia su di lei famiglia,
senza non si procede, perciò la Famiglia è Sacra:
essa contiene il leone e la leonessa che se ne infischiano
delle parentele: vengono e vanno, tanto da pervertire asini
e somari, balene e capodogli, mandorle e ghiande,
orchi e mostri, il capofamiglia non si da pace finché
non trova il luogo natio del genos capostipite -(forse Lucula)-
primo cittadino del mondo, egli, capofamiglia,
fa città come le formiche sotterranee e le api aeree,
i cinghiali abitano con la famiglia nella foresta di Farcana
e imperversano negli orti e nelle vigne
e nei giardini d'infanzia e nelle bettole d'Irillai e nella pergola
del circolo dei tolleranti voltairiani del Gran Contone Ballaloi
Intrattenimento è non nuocere,
uno si trattiene dal fare il porco,
per non togliersi un occhio che fa male
si legge un libro che fa bene,
per non buttare una lavatrice dal balcone
meglio vedere la televisione
La storia è l’esercizio della memoria sul passato
da ricordare che non serve a nulla
perché gli avvenimenti si intrecciano come vogliono
i sempre nuovi presenti di generazione in generazione
il passato è l’esercizio del ricordo
e il ricordo ha da essere scritto per durare inalterato
sulle fondamenta del passato i nuovi arrivi edificano
sempre nuovi edifici che modificano il presente
la sempre nuova presenza umana muta l’esistente
Sesso d'allevamento, in casa;
Attrazione riproduttiva, all'aperto;
Amore naturale, ricerca del piacere
in coppia e divisione del pane quotidiano
Come fratelli di latte,
quelli che han succhiato
dalle tette della stessa balia,
poi come dopo anni vissuti insieme,
finiscono per darsi le spalle in casa,
non guardarsi più negli occhi,
che per primi hanno agito,
che per primi parlano d'amore,
sono gli occhi gli arditi del viso
che danno a intendere qualcosa,
e guardandosi con la coda degli occhi
cercano di non darlo a vedere,
forse senza sapere che altro fare per andare avanti
e conoscerci un pò, c'era qualcosa di sospeso nell'aria,
lei stava con le amiche, senza parlare
ascoltava con la mano sotto il mento,
lui era certo di essere da lei osservato
e fingeva di veder altrove, lei aveva un bel viso
e lo sosteneva col dorso della mano,
così anche lui sosteneva il proprio mento col pollice
so per certo che lui le avrebbe stretto la mano,
ma non so se lei gliel'avrebbe concessa,
non la so nemmeno se interessata alle amiche
a cui forse parlava di quel tizio che la squadrava
di soppiato, bello comunque ricordarsi dei loro sguardi
vividi seppur mascherati, e finire col chiedersi:
chi dei due era più adatto a fare il pioniere o l'aspirante?
Pensare il da fare - l'attrice - il giudizio ha da aspettare
A una certa età la ragione suggerisce di stare in casa;
alla stessa età la passione stimola a cercar di meglio;
poi vedi sul momento che fare sul posto:
se andare avanti dove divampa il fuoco imprevedibile,
fermarti in tempo e chiudere la bocca davanti alle coincidenze
o ritornare con la ricompensa del can bastonato
Chissà perché i pipistrelli fuggono la luce del sole
che feconda l'acqua e la terra che loro non toccano.
Poveracci.
Ghimisò! Kivarjò! Ghilinzò!
Urlo del mugnaio di Seuna rivolto ai garzoni astemi.
Mort'e su re! Ghetto su murgue!
Tutto si chiede al povero, sforzo e pazienza e preghiera
e dal misero si pretende anche di tacere e non urlare
e alla fine anche il gioco che diverte spegne la candela
il vizio che aiuta nello sconforto come ogni illusione, cede
come la virtù di Socrate che a 70anni provò la galera
a Cicero che conosceva l'arte del saper vivere
Antonio il coinquilino spicco il capo dal collo
Gesù, pur figlio unigenito di Dio, fu lacerato in croce
dall'astemio Dr. Caifa per aver fatto il vino dall'acqua
ultimo non ultimo il Giordano finì in graticola
mirando altri cieli infiniti tutti all'insegna della miseria
Certo al mondo non mancano i poveracci
anche se pullula di barbieri e parrucchieri
Se i carnivori son crudeli e cruenti...
Dove abbondano le cipolle e non manca l'aglio
la domenica se con l'arrosto manca il timo
si accompagnano i finocchi ai ravanelli
e si sa che alla festa in tavola
-(i poveracci digiunano e i beoni saltano)-
anche cani e gatti godono
e ai gracchi che in alto aspettano
la coda della pecora bollita
e commentano che i falchetti di san Pietro
schifandosi le lepri, recidono gli asfodeli
e strappano i cespugli di malva saporita
...I vegetariani son pacifici e rammolliti dall'ortica muraria
Il mecenatismo, il campanilismo, il palco a teatro,
la squadra di calcio, il collezionista dell'opera unica,
la megalomania, chi è senza passato se lo compra quà e là,
e, se ne espone i vecchi avanzi
(chiamano tesori i resti delle genti antiche)
si vestirà di meriti altrui, la prima donna, la prima voce,
il gran palazzo, il bel quadro, il buon libro,
il concorso canoro degli Stentore, arti sonore e figurate,
gli strani e voluttuari paramenti di papi principi e re sovrani,
i libri sacri, le armi segrete, le olimpiadi, le corazze militari,
il museo casa del patrimonio culturale dove il paese
espone la sua identità, la chiesa espone la nobiltà dei poveri,
il mercato espone le merci attuali e recenti,
la stampa le notizie fresche di giornata, l'arte costosa,
l'uovo d'oro, il lusso irripetibile, l'oggetto raro, l'uovo quadrato,
Dio, il prestigio del capo marcato, dalla gente comune
emerge il patrizio e sedimenta la plebe, i ballerini
hanno muscoli eccellenti come i Multimilionari
hanno i soldi eccedenti buoni per i Centri Commerciali Polifunzionali,
chiuso il botteghino danno gratis i classici che valgono
e si pagano cari i best-seller come primizia senza valore,
buona, libera e piacevole scelta, buon pro a loro
Solo i capitani delle libere chiese del mondo
devono essere liberi di predicare la parola di Dio
purché separati da tutta l’acqua del mondo
in perenne burrasca da affondare i vascelli di guerra
Per chi vuol vivere in eterno nulla ripugna come la morte.
Così siam fatti noi: con la buona semola di Nurdhole,
tra il Tirso e il Cedrino dei vecchi nuraghi inservibili e abbandonati
Il libero pensatore pensa ordinatamente i pensieri altrui,
poichè i suoi li bagna l'acqua, li asciuga il sole,
li sparpaglia il vento e l'inverno -in/l generale- li gela
E’ sempre strano quando si tratta di applicare
la verità in nome della quale si è vissuto fino a ieri
Il nostro Dio è sovranazionale, universalmente riconosciuto
come nostro dio privato, anche se appartiene al patrimonio
del mondo, e in punto di morte gli chiediamo
tutti, come coinquilini alla pari:
Oddio, perchè ci fai morire? Che fastidio diamo?
È tanto grande la terra! Diccelo, per te tutto è facile.
Almeno, o Buon Dio, dicci perché ci fai vivere?
Non mi pare di aver nascosto qualcosa che valga,
ancor meno so come potrei migliorarmi;
ho provato a dipingere frutta e vino
come facevano i cristiani primitivi che credevano nel paradiso,
ma mi è venuto fuori qualcosa che poteva somigliare
alla vaga idea del primo ponte sul Cedrino
e il primo passante di Lollove che vi si avventurò,
nel bel mezzo del ponticello, spuntò con un morso
il gambo di un fungo che aveva in tasca e l'assaggiò
con la punta della lingua per saggiarne la bontà
o la tossicità, sporgendosi dal ponte col pericolo
di cadere in acqua....di questi tempi la pittura
- per vendere - deve aver chiare le strane idee
Negli anni più recenti i ricchi e i prepotenti
si ribellano di più alle pastoie governative
perché azzoppano la crescita della ricchezza
tarpano le ali al moderno, dicono
il giogo andava bene ai contadini che arano la terra
e la cavezza è propria delle bestie portate alla fiera
la libertà si addice solo alla moneta e a chi la fa circolare.
Non so mai se oggi sono instabile come ieri
che farneticavo più di avantieri e già da tempo
mia moglie mi raccomandava di non eccitarmi
e contenermi e non dar scandalo davanti ai bambini
che giocano a scalare le colonne di marmo
in piazza san Giovanni frastornandole con le grida
pionieristiche di scoperta del mondo:
sono più stabile di notte, quando dormo…
So, diceva Gonario di Gorropu,
che causa della violenza è l’impossibilità
- per tiranni e sommi sacerdoti -
di accedere, e carpire, la verità chiusa
nell’animo libero dei comuni mortali
I 4mori, o istrioni degli Elisi uniti nel nome
di Gonario, Tzikone, Eleonora e Missenta,
sono stati i primi pionieri sardi
che, scampati alla catastrofe di Gorropu
dove piovvero massi che distrussero l'industria
delle brocche della orgogliosa Tiscali,
si son fatti Mamutones Militanti del Suolo Sardo,
che parlano in italiano con l'accento dialettale differente
- che chiunque si affretta a distinguere -
dal tosco-maremmano-lucano
Insegna d'enoteca a Irillai:
Dal vino a credito al sonno gratuito
sottratto a colei che non concede deroghe
e non cede il passo a nessuno, diceva Erasmo
Dimentico, si, come a tanti succede,
di dimenticare quel che persuade,
per tener fermo quel che di convincente
si dice in giro, come, per esempio, le belle giornate
di primavera non le segna il calendario,
ma vengono quando Iddio vuole,
prima, durante e dopo la sua settimana santa
Senza esser nè questo nè quello,
meglio esser quel che sono,
non potendo esser migliore
e forse neanche peggiore
Veder la sofferenza mi dissuade dal fare sgambetti
compromettenti e pericolosi per l'occupazione dell'area
I preti si dicono servi di dio
suoi assistenti in campo
non diranno mai che sian castagne scoppiettanti
perchè in sua assenza dopo di lui sono loro
i migliori sulla piazza perchè capaci di pregar per tutti
gli incapaci e i poveri di spirito che al mercato,
non sa dir quattro parole in croce
valgono poco e credono che le cose del cielo
sono sole, stelle e pianeti come sulla terra,
e in terra fatica, lavoro alle costole e sale e bugie
Quel che introita da il carattere alla persona
dandogli la misura del mercato
non il valore della fatica
e dell’animo in subbuglio
Il corpo va alimentato, e l'animo sostenuto,
per farti una bella risata, come si usava anni fa
in Baronia quando si andava a zonzo nel mar Tirreno
in sella ai cavalloni marini, per paesi festanti
e l'economia del baratto precedeva il denaro
che armonizza tutto e tutto livella,
così come il cesto per i polli poteva contenere
lattanti ai primi passi e anguille del Cedrino
La diserzione appartiene a chi ha dubbi
sugli eserciti in guerra,
e sullo stesso
esercizio della guerra che deprime la pace.
La solennità è quell’affare misterioso
che più solenne non si può
per non destar scandalo
Il vino ha preceduto la droga,
tanto che gli antichi dei del paradiso
esperti degli umani tormenti del mondo
bevevano quello inventato da Dioniso
in Ogliastra e da Marone al Gologone,
per la gioia dei re pennuti come uccelli,
e per alleviare le sofferenze dei poveri cristi
arsi dalla fatica di una bella morra perduta.
Chi scappa deve essere più rapido di chi l'insegue
per prepararsi a prenderle o a darle con i bastoni
della ragione per tutti i deboli che non sono uguali
La natura ci ha attrezzato per pensarci come esseri naturali
e quanto vien fuori da noi non può che essere naturale
e la morale che è in noi è quanto di meglio la natura ci ha fornito:
pensare dentro di noi a noi (noi, comunque sia,
siam figli naturali della natura attuale e primigenia)
- guardando la luna - nel rispetto degli altri
perchè: che il mondo sia in comune lo sanno anche cani e gatti
non dico dei tenenti, dei sottotenenti e dei nullatenenti
dico che il gatto non fa sedie, non fa iniezioni nè armi,
ma prende i topi con le sue grinfie
e il cane non inseguirà due lepri e una forse la prenderà
ma ti veglia e avverte del pericolo, abbaia per chiamarti,
e quando ha fame morde come gli umani e i mortali
Siccome il fuoco brucia
e riduce tutto in cenere
credo che la via lattea
sia il latte ridotto in cenere
dimenticato sul fuoco dell’inferno
Dati a Dio per non peccare
fai sport per non invecchiare
dati alla politica per ringiovanire
occupa il municipio per diventar famoso
dati alla libidine e alla lussuria per godere
ma se vuoi abitare il mondo abbandona il paese
e se non vuoi ammattire lascia perdere l'immagine di Dio
avvolta nella bruma che se si rivela scompagina la quieta natura
imperversando nel canale di sanPietro bianco di spuma - acqua sarda,
nota ai tonni, vecchia quanto la terra - con una furibonda tempesta da primordi
del mondo in formazione (quando il cuore dell'universo esplode alla vita e per primo
alto si leva lo stridio degli uccelli marini nel canale spumeggiante e gli eco il cra cra dei gracchi)
La terra vista da Marte è una goccia d'acqua azzurra e salmastra,
con tracce di tabacco, probabilmente di cicche riciclate,
e sedimenti vari coperti da nuvolaglia sparsa
e sfrangiata, forse filamenti di feccia di vino
Chi comanda decide quel c’è da fare
Con la vita si entra in un mondo di spensierati orizzonti,
di libere pene, preoccupazioni a non finire e di allegre
e inebrianti festicciole che danno l'estasi
con la morte non si va lontano, ma l'animo si rasserena,
i nervi si distendono e il corpo non suda più
e sulla terra finiscono i debiti e gli affanni
e si diventa definitivamente soavi
ma quegli individui più mansueti
con l'animo del questurino in incognito,
sostengono che la morte sia un espediente
dei servizi segreti nazionali,
per sondare le fitte tenebre dell'aldilà ingannevole
che nasconde gli ostinati debitori dello stato
che semplicemente giurano sulla testa dei figli
Non mi è mai capitato di giurare
e non so se avrei giurato
perchè non so cosa sia
qualcuno dei vecchi che se ne infischiano degli ospizi
dice che non farlo evita il rischio che gli si attorciglino le dita
Arte è l'intervento del genio popolare che ha fatto le case
e le strade della costa amalfitana,
certo paesaggio più bello della macchia mediterranea,
opera naturale per la grazia dei cinghiali
a cui poco importa che dove finisce la terra c'è il mare
e quando finisce il mare c'è l'aria e oltre l'aria le stelle
e dietro le stelle, copiose vigne, campi d'oppio di rosolacce
e prati d'asfodeli per i vecchi cacciatori in pena per la vista
Nostro preciso compito è adeguare i costumi
che abbiam trovato agli usi dei nostri nuovi bisogni
Se penso alla mia pulzella, imbrigliata nel grembiule,
per la disciplina dei fornelli, a far la marmellata,
il balsamo di prugne e albicocche
per non avvizzire le dolci bocche,
se penso alla pulzella combattiva
sento il pianto del gabbiano
che vien dal mare e cerca un liquore
per lenire il suo dolore quotidiano
e inebriarsi sospeso nell'aria
come una nuvola lacrimosa
che sorregge sul collo una luna e una rosa
tzarròò! sic’a messare!
brigantì! col’a sos trastos!
ararè! barigà! Arigazì!
inorommala! inoramala!
con queste grida venne al mondo
Predu Pilurzi dicendo:
quì voglio metter radici
Si, aggiunse la sapiente del parto
e come le altre radici si seccheranno
le lacrime ti si secchino, proruppe la dolente madre
Lui la chiese in sposa dicendogli:
Dammi la mano e ti darò il cuore.
E lei gli rispose:
Non mi pare che tu abbia le armi per combattere.
Lui se ne andò mogio e ritornò dopo un pò
alla carica baldanzoso con un fucile in spalla.
Allora lei sorrise e capì che non era uno stupido.
Chi cade a terra gratta il suolo
e cerca le radici che lo sollevino e lo sostengano
Mi dispiace proprio - non tanto da esserne sgomento -
ma non ho mai avuto sentore di un'esistenza anteriore;
me ne scuso pertanto con gli avi che forse contavano
sulla mia testimonianza in mancanza di una più credibile
e gradevole 'vergine fanciulla in fiore'. Mi rincresce.
L’anima ci nutre con l’aria di mare e di montagna
e con l’ossigeno ospedaliero, spezia balsamica cardinale
Zommaria Zigottu bettoliere, col ciuffetto umbertino sulla fronte,
aveva un randello alle spalle coperto da uno straccio
sopra il piano dello scaffale, e quando qualcuno urlava
come a suscitar la rissa, diceva: qui si beve e si chiacchiera,
chi cerca zuffa pensi a disputarla con sua moglie.
non sono sposato, rispose il sospettato.
farai storie con la mamma.
sono orfano.
alla malora col brigadiere, allora
oh, si, in galera col maresciallo.
Le tradizioni che vorremmo tenere in vita
dovrebbero essere le cose buone
e belle, fatte dai nostri predecessori
come mettere il nome del nonno al primo nipote
che dovrebbe perpetuare le gesta della stirpe
Qualsiasi divisa addosso a una persona
non mi offende la vista nè mi percuote la ragione
non fino a disorientarmi sulla via di casa,
non come se avessi bevuto dalla bottiglia
nel cuore oscuro del bosco di Soloti,
dove i turisti che bevono alla fonte dimenticano
le bucce striate dei cocomeri di Arborea,
di cui son ghiotti i cinghiali del monte,
che non disdegnano neppure il torrone di Tonara
nè le meringhe delle massaie domestiche
di cui raccolgono persino le dolci bricciole
per le spose legittime che allattano al seno
Voci malevole, certo quelle della concorrenza
che dicono dei i porci di montagna
che sgranocchino anche ossa umane
quelle al latte che pesano meno di 5kili.
Gli amici si incontrano per strada
e si affidano fiduciosi a timidi paesaggi
e cammin facendo si separano offuscati dai sacrifici
del viaggio che feriscono e vago si fa allora il ricordo
del vicino passato che non basta a coprir la pena della fine
quando tutto il resto è inutile e vano
e ognuno ha da vedersela con sé e la verità del caso
Da quando a Irillai, si lavano panni e piatti
e si ha cara la costosa igiene personale
con deodoranti ascellari poliziotteschi,
le anguille del Cedrino non son più come quelle di una volta,
ora sanno di farmacia, di varechina e borotalco del barbiere
Quando la scena è occupata dal riso e dal pianto
la stessa collera se ne sta in paziente attesa dietro le quinte
Se sottoterra ci sono vermi significa che qualche tesoro vivo c'è,
che laggiù qualcuno ce l’ha portato, che somiglia al petrolio
che alimenta la luce dell'inferno, come il sole in superficie
Creare dal nulla vorrebbe dire:
guardare negli occhi il sole,
masticar l'aria e pestar l'acqua;
per ben avviare l'inizio,
che non ci sia risentimento dove non c'è ritardo,
Fate che il lavoro sia un gioco:
fate come i calciari che del gioco fanno un lavoro
La realtà è quanto di più opportuno troviamo al risveglio dal sonno,
il cui prodotto è sì di natura divina e crea un mondo alterno
all'unica realtà del risveglio
la realtà domina da sovrana la natura:
è la sua evidenza, sempre sorprendente:
siamo in una strada ben fatta, in un bel palazzo,
in un campo coltivato, un cantiere, un bar e fumanti pastarelle,
un ponte da dove un innamorato deluso si tuffa nel vuoto
e una casa di cura con un collerico guardiano
col lutto al braccio che regola il traffico...
Le inondazioni attuali sono simili ai leggendari diluvi
che non hanno rovinato il mondo intero ma lo han fatto
e sempre come ora con innumerevoli vittime
in ogni parte della terra abitata dove la vita preme
sugli uomini a seconda della luna per i maremoti
del clima e delle stagioni, fino al giungere della rondine
col bel tempo a pasqua che annuncia la risorta primavera
Il molle porta al flaccido, il sereno al placido,
il frastuono rompe la quiete, turba l'animo
- non a tutti è dato sapere di che pasta
è fatto l'animo capace di ingiustizia -
ma nulla disturba l'intelligenza del regno di Dio nel cielo
con la sua corte di angeli e santi in perenne letizia,
che guardano lontano e vedono oltre
quel che a noi non è consentito, beati loro;
ma che se ne faranno gli immortali
che non sanno più morire,
che altro si aspettano se non separarsi
definitivamente dalla perfetta presenza di dio?
I loquaci parlano tanto
come per esorcizzare la paura di diventar muti
Nessun santo fu mai grasso nè scurrile,
e non profumato per non alterare l'odore della santità
Dietro ogni lode si nasconde il maligno:
meglio soggiornare in un eremo
che esser preso per i fondelli a 4stelle
Il salato lascia il sale in bocca;
il miele nella bocca lascia il dolce;
la nuvola che somiglia a un elefante,
sempre nuvola è quando muta forma;
il frusciar del vento che par chiamare aiuto,
è solo il vento veloce che si imbatte in uno ostacolo;
il marmo levigato è liscio come il vetro;
il profumo che copre l'odore delle ascelle
si dilegua nell'aria; come fanno i sensi ad ingannarmi?
Piaccia o no, a credenti e scettici,
i popoli dell'inizio del mondo si son generati
senza i moderni sacramenti matrimoniali,
con ciò non dico che quelli dell'inizio
fossero peggiori di noi moderni e attuali,
ma non penso nemmeno lontanamente
che noi si sia migliori di loro,
tant'è che il piacere di far figli è sempre lo stesso,
riservato ai maschi, come il dolore legittima le madri
Il gallo è l'alfiere d'Irillai che volta pagina alla notte
e annuncia di buon'ora, come un'araldo,
con un sonoro kikirikì, la lieta novella:
che il sole sta ritornando sui suoi passi
nel suo agevole sentiero adatto alla vecchiaia
dei nati nella lunga notte dell'inizio
La parola dell'asino è il raglio
che spinge il porco alla forca dell'orco
nel bosco ubriaco e veritiero come un briccone
matricolato che ha sgarrettato le greggi,
la follia di Aiace che fa strage nel recinto dei vitelli,
risparmia gli umani e si vendica sulle bestie d'allevamento,
le mandrie si riformano, come nei sacrifici primitivi
il bestiame degli antipatici per abbattere il prezzo
della carne come vuole l'ordine prefettizio di contenere la spesa
Può spaventarci il precipizio
dopo aver trascorso la vita a scalarlo?
Dev'essere davvero bello
poter riconoscere la ragione altrui
Nulla più del presente mi possiede
poichè mi permette di ricordare con piacere
il mio dovere
Non ricordo ciò che non sono stato
e immaginare come sarò, è una forzatura
Pensiero fisso della Santa Mamma d'Irillai..:
E' sempre uno dei miei figli quello che ruba in casa
Sarà anche vero che si nasca senza scrupoli,
ma prima o poi non mancherà l'occasione
di considerare bene le cose per aver coscienza
degli affari nostrani, che son causa dei nostri affanni
Il corpo che si muove deve agire
per mostrarsi in giro amorevolmente,
come sposo novello dopo un anno di vedovanza,
la mente che sta immobile deve pensare
per vivere con amore, come dio vuole
e ci impone, a quanto dicono, nel medio Campidano,
quelli con la fissazione di morire in pace
salutando in chiesa i parenti, gli amici e i conoscenti
che, sorridenti e piangenti, non devono mancare
nell'ora estrema, se no si muore come sorci
in trappola, beati si, ma senza compassione
L'invenzione dell'incontro in Germania,
è il mio cavallo di battaglia, un cuor battente
una trovata da spadaccino cavalleggero
e mi dà diletto evocarlo, poichè verosimile,
e tu non lo sopporti senza averne responsabilità,
perciò alla tua memoria sfugge quello che più ti ha colpito
- quei due sanitari che curiosando ci cascano
e chiedono.. come vi siete conosciuti -
ah, dico, ecco il cavallo impennarsi e lasciarti a bocca aperta
allora intuisco che non c'è merito alla mia compagnia
Sto bene, così l'auguro a te e al mondo
Vivo a modo mio come mi par giusto alla mia età
vivo e dormo e sogno e leggo e scrivo
e non cerco nessuno per non aver diverbi
chi vuol vedermi può cercarmi quì o là
sono a casa e dormo quì e stò là
faccio e mangio quel che mi piace
prendo il sole quando c'è a su cuzone
bevo il mio vino come mi par giusto a questa età
cerco di vivere in sintonia con la mia ombra
senza allontanarmi dai miei miseri passi
che non sanno correre all'indietro
d'altronde, poi, non lo vogliono neppure
si perderebbero a oriente, come ubriachi
Mi crederò saputello, ma tu ti credi chissachè,
vantati pure di quel che sei stata,
non lo sei più, non vantarti, quindi, esageri sempre
e vai fuori misura, come l'illusione, salvati,
quindi, se puoi, dall'errore su di te
Il verbo originario è sempre il grido di stupore
del neonato venuto all'aria e alla luce,
quindi si articola la parola per esprimere
la divinità del pensare, del quale non arguisco
il perchè e il percome..perchè credo di pensare
e non vinco al lotto
Poi l'uomo è così instabile perchè
- ora è solo vespa -
non sa fare il miele come le api
e non sarà mai perfetto finché non riuscirà
a fare spermaceti come le balene
e la caca come il somaro in salita
Gli uomini abitano il mondo e a natale
suonano le campane, la terra - foreste e messi -
ospita chiunque come gli uccelli che fan baccano
e i muti pesci che se la ridono, di uno,
di due e di tre carabinieri e del loro re
Se al cacio si addice il vino,
nondimeno si addice alle sardelle salate,
e se non fa ricchi, almeno stordisce al punto giusto
per amare le armi da fuoco, o amare uno stocco,
che qualche resa danno, e se non ti fai una casa nuova,
cambi almeno l'arredamento, poi con l'aiuto di dio,
sarai in qualche modo celebre, dopo aver dato
i figli a balia, educandoli alla moda d'Irillai
dove anche cani e gatti usano dal vivo il dialetto
come lingua madre, quella di ziu Missente
conki tostu, di ziu Concheddhu 'e beku,
di ziu Kroale e anche di Petteneddha Colletitostu,
che parlava come solo dio l'intendeva.. a modo suo,
e fino alla leva evitò la galera e per non farsi disertore
finì alla casa del re, via roma 51, uno, due e tre anni
e usci per sposarsi con tzia Kiskeddha Kulèprade,
anima devota e pia...
L'enormità dell'esistente,
che bolle e ribolle nel firmamento,
non mortifica il minuscolo puntino
che vediamo bollire sulla terra.
Non per fare il vegetariano con camicia di lino,
che, come i grandi eroi, visiterebbe l'inferno
per starci un'anno in silenzio ma poi ritornare
gaudente tra i vivi,- non per fare il camminatore
celibe e solitario che dipinge acquarelli per i parenti,
no, chi è stanco della città - dopo essere stato
un marinaio gentiluomo - si dà alla campagna,
come è in uso dai tempi di Laerte,
se ha un podere dove poter prendere una lepre
con le mani o una pernice con una pietra,
se no va per funghi nel bosco, per asparagi nei campi
e nei prati per la cicoria della felicità,
pesca poi trote per la famiglia
e le anguille per gli amici,
ma le carpe che gli avanzano le vende,
non le dà al vicino di casa
che merita una balla secca alla schiena.
No, egli, il gaudente rinato,
ama mostrarsi al mondo riconoscente
verso chi lo ha fatto
e grato verso chi l'ha ospitato,
no, lui, per via delle delusioni provate,
trova che l'antidoto alla delusione
sia non illudersi mai più.
Nulla è dato se non dal caso opportuno
e quel che capita tra le mani, circola
a piacimento e conforme alle regole,
come le carni succose tra i denti degli umani
e le ossa con midollo sgranocchiate dai cani
che pensano a se per vincere l'infelicità
di stare nel chiuso isolamento del canile
Non scrivo d'altri per confondere quel che sono,
ma scrivo di me per come vedo gli altri
che avvertono i figli di stare attenti in strada
e non distrarsi a scuola, mentre essi
fanno gli spensierati a caccia, allo stadio
e al circolo dei vecchi a riposo,
che a Irillai vincono la noia col vivo ricordo del passato,
senza aver mai giocato a carte, nè a bocce nè a biliardo
Sta male tziu Peppantoni
che non si è mai vantato di aver consumato
una forchetta nè rotto un cucchiaio di minestra
Chi pensa a se stesso
nel trambusto della casa in paese,
ce l'ha con la sua miseria
che ostacola la sua mania di grandezza
Se penso a me credo di essere uno buono a non far nulla
Amo il silenzio e la solitudine
quando ho da fare con me stesso,
non mi va il chiasso della compagnia tlvisiva,
strillan tutti e posso farlo quanto loro,
sono noto per non saper parlare e grido
come un gracchio e come i gracchi non fumo,
bevo in compagnia solo per sentirmi ebbro
come un angelo che ha perso l'uso di un'ala,
non ho parenti in America, non mi va più di litigare,
ne sono stanco e voglio non far più nulla,
conosco a malapena la mia lingua,
voglio essere libero di mangiare un boccone
quando ho fame e bere un secondo
bicchiere di vino la sera, quando dopo il terzo...
.. arrivo a intendere, per sublime bellezza naturale,
l'Etna innevata e fumante da più di trecentotrentremila anni
Amo, come i miei compaesani, vivere senza affanni
dove la terra dà il grano e la macina fa la farina,
la farina riempie la pancia, la pancia rimpolpa
il culo e rinforza i bottoni della lussuria
che oltraggia il buoncostume, dispone il cielo
all'orgia invadendo il fior della femmina
con la farina del mugnaio
L'insuccesso è insito nel corredo di chi fa qlcs
e ha la comprensione di un suo simile
e, insieme, con un po di vino
appianano la disfatta.
Forse non sono stato all'altezza, certo,
è andata male quando poteva andar anche bene,
oggi ho perso, dico, ho cominciato malaticcio,
domani, guarito, vedrò di far meglio,
almeno nel capire quel che farò con chiunque,
in ogni caso più d'uno ha sbagliato.
Sono, comunque, deluso, anche se, da tempo,
lo sentivo nell'aria. Ma le situazioni complicate
son più difficili da districare delle faccende complesse,
vedi la coda vaccinara, più complicato scuoiarla che cucinarla
Per la vita viviamo, e con essa moriremo.
Prendere e lasciare. Non abbiamo altro da fare
che arrenderci, foss'anche ai saraceni del mare
e ai clisteri in ospedale, per non crear scompiglio
come fa il vino che, seppur debella gli incubi
del sonno, mescola il vero e sobrio desiderio
del piacere col falso e frettoloso erotismo del sileno.
Una testa mozza spaventa in ogni stagione
e si diventa orrida quando galleggia in una palude
di vino che toglie l'appetito a un'orda di affamati
che adorano il muflone con le corna d'argento
e la mugra con la testa bianca.
L'inferno c'è per i cattivi
che confidano nella misericordia di Dio
L'introspezione è il frugar dentro per cercare le ragioni di fuori,
ed è come il canto dell'usignolo che fuoriesce
ogni volta che si apre la bisaccia-otre
colma di mele che scacciano il medico
e la tradizione che le spaccia come frutta avvelenata
Il mondo è fatto di immagini che vivono,
per guidarci e orientarci, solo con l'aria delle parole,
che esprimono quel che si ha da fare
Si mormora che i figli bastardi con la passione
per la musica e la poesia, per vendicare le madri
ingannate da pittori e scultori, intendano seminare
la terra di loro simili, ma rimandano l'affare
poichè non trovano l'accordo su chi dovrà diventare
padre prima degli altri e aprire la serie
immorale, immortale e vivaddio naturale
Le stelle - a dozzine - riempiono di braci lucenti il cielo
- così perfetto - dove risiede il timido principio
di ogni genere di vita e, col tip-tap del corpo,
scodinzolò la prima scimmia che finirà col frugare
i moti dell'animo sconosciuto che non si distacca
dalla realtà esterna, per non perdersi
negli affari del giorno e nelle idee della notte,
quelle cosettine così affabili che ci fan sentire
abitanti del creato, tirreni, sardi, vicini ai corsi,
in mezzo al pelago, dove una prodezza
è lo stare a galla e pescar ghiozzi
Dice l'orco al fornaio..Non c'è un perchè
nell'origine delle cose esistenti,
se non quello di mettere ordine alla confusione
e finirla con i debiti e i malintesi d'amore
Vivere oggi è ricordare l'ebbrezza di ieri
e aspettare di essere presenti al sollazzo di domani
Il tempo ci porta in vita, ci affida allo spazio
che consegna il corpo alla morte cmq intesa
Lo spirito della creatura che nascerà ci è invisibile
e se nascerà morta non lo conosceremo mai,
quindi mi par meglio pensare che lo spirito
di ognuno spunti con la vita di ciascun corpo
che si chiamerà animo e folleggerà nel mondo
e avrà schioppettate se andrà alla guerra
se invece se ne starà in pace a Irillai berrà vivo
vino nella piazza del Contone dei Ballaloi
dove ha trovato sede il circolo di Voltaire
Si dice lo spirito eterno come se fosse unico
e solo e ciascuno non fosse padrone
del proprio e si comanderanno a vicenda
Tra i cipressi, nel mese di maggio,
appare la luna della Madonna, triste,
perchè a quel legno si appese il figlio innocente,
a maggio, appunto, a uno dei due cipressi
che fanno ala al cancello del cimitero di Irillai.
La libertà, la giustizia, la saggezza,
se ne infischiano della canicola a Ottana
e della bufera gelata che coglie il viandante
nella notte tra Fonni e Mamoiada.
Come tre sorelle esse vivono tra la gente
e il loro cuore pulsa da Farcana al Cedrino.
E il Signore disse alle tre sorelle:
andate e cercate chi non vi cerca.
Le anguille, la pernice e il cinghiale.
Diffondete i sapori nel mondo cattolico,
innocente come le Marie.
Foglio trovato in mano a Peppe Pistone
(gemello d'una sacca di Predu Pilurzi),
figlio della luna, morto a Borbore:
copritemi di terra e metteteci una pietra sopra
dove i passanti possano sedersi a riposare.
a.
Quando non esco di casa accade a Irillai
qualcosa di nobile che avrei potuto fare anch'io.
Così diceva Pietro, sempre pronto, potendo,
a rompere il muso a chiunque.
Sellatemi un cavallo e ne vedrete delle belle:
in un giorno, mio sarà Burgos, Buddhusò e Urzullè.
b.
Egli se ne andava per viali e vicoli,
come un cane bastonato dal padrone
pronto a rifarsi sugli agnelli,
in cerca della buona compagnia
che l'invitasse a bere un bicchiere di vino
e condividerne il piacere.
Avessero pure vestiti lunghi come don Zanchetone,
lui avrebbe accettato.
Il papa ce l'ha ancora a strascico, diceva Peppe Pistone.
Anche a Irillai il trantran quotidiano è la vita che va vissuta.
A Irillai si piangono gli stessi morti e si balla alle stesse feste.
Ciascuno piange con i propri occhi,
ognuno canta con la sua lingua
e chi balla lo fa con le sue gambe;
ma la sofferenza di domenica
sottrae del piacere alla vita, dice il mal di denti.
La vita l'abbiamo avuta in dono.
Bene.
La morte è un regalo che finirà impacchettato.
Sempre entusiasti, quelli del Kontone, degli equilibristi sulla fune.
Cadrà se è logora. Come il gatto che sonnecchia sulla ringhiera.
Sa della ruggine e se ne infischia.
Riferisco a loro la mia stabilità e andatura incerta.
Sto in piedi come una sedia rosa dal tarlo.
C'è dentro qualcosa che scricchiola.
a.
Si capisce che chi ha le vertigini sul vuoto,
alle grandi architteture preferisce la pergola.
È così funzionale: dà luce d'inverno e ombra d'estate.
Poi è così bello mangiar sardine e bere vino nella pergola.
Ritempra e dà sollievo.
Come gli uccelli sul fico che non sanno dir bugie.
b.
Parlo senza aver nulla da dire,
con quell'ottimo vino che da sollievo,
sotto la pergola.
Nulla saccio e nulla dico di come sorsero i borghi
attorno a Ohiai.
Ma cominciarono con le colonie estive
di Peppantoni E. Pepparosa Remitanu.
La crescita della Sardegna si è inguaiata,
non per colpa dei pastori transumanti e dei nomadi ramai,
ma per non aver avuto una stirpe di re come si deve,
al modo fortunato della Corsica che ha avuto un vispo
Napoleone Bonaparte, che Dio l'abbia in gloria
Con le piene stagionali, il Cedrino, trascina in Baronia,
bossoli a manetta, più di una maledizione tra comari e compari
e qualche insulto alla moglie del barbiere del quartiere.
Un vero e svelto nuorese ci mette una notte di giugno
per andare a piedi da Orosei a Bosa
e ritornare puntuale al sorgere del sole,
per poi passare quel che rimane del giorno,
a distinguere la paura del dolore,
dal desiderio del piacere sfrenato
Chiunque sia il nascituro,
viene da uno più grande di lui,
sia un dio, un santo mandato da Dio
o un comune mortale frutto del ventre maturo
La sofferenza
- quando la persona sente solamente la sua pena -
deve essere uno di quegli affari
che impediscono di vivere come Dio comanda.
Ora si sa che la sofferenza è cieca,
non guarda in faccia nessuno,
non distingue il povero dal ricco,
nè il nobile che non lavora,
dall'ortolano che non sa andare a cavallo
e si fa il cosiddetto mazzo con gli ortaggi,
per fare la sua figura al banco del mercato
Nella nostra così varia, complessa e complicata natura,
deve rientrare persino quella speciale depravazione
che non ci fa provare vergogna della crudeltà
di cui siamo, con evidenza storica, capaci,
tanto da sbatterci la fronte in ogni modo
e in ogni momento,
fino a sotterrarla, la crudeltà e la sua evidenza
Ogni persona buona e onesta,
nasce con la curiosità di indagare il mondo
e per finire i suoi giorni curiosando dentro se stessa,
ispezionando cioè, gli angoli della sua mentuccia,
così, alla fine, solo per conoscere la sua mutua
appartenenza al dentro di sé e al fuori da se
Predu Pilurzi - su balente, valente, o maturo prima del tempo
per dar prova di coraggio in commissioni notturne -
non poteva nascere da altre parti,
perciò si vantava di essere nuorese fino all'osso sacro,
era nuorese nel piacere che aveva di andare a cavallo
fino al santuario di san Francesco, era nuorese
nel mangiare un piatto di filindeu come si deve.
Senza fare le fiche al priore.
Pilurzi sosteneva che la cultura dell'asino
è inferiore a quella del cavallo
con cui si son sempre invase le terre altrui,
che farlo con l'asino coglieresti bastonate.
Poi non se mai visto un vero nuorese
di almeno tre generazioni, andare a san Francesco
sul dorso di un somaro che ci impiega
non meno di tre giorni estivi.
I sandali di san Francesco servivano al suo cavallo,
che non dava responsi al primo passante
Si racconta di una sorella d'Irillai che,
per favorire il fratello nella lista dei futuri priori
del santo, donasse alla chiesa un calice d'argento
che, evidentemente gradito,
permise la scelta deliberata del suddetto congiunto,
come servitore del servo del signore
Si è trattato di perpetuare l'antica usanza pagana,
di quando i grandi re inviavano a Delfi,
tripodi d'oro per ingraziarsi la benevolenza di Dio
Negli Elisi di Mamoiada ridono le vigne
e un sorso di vino rosso papavero
bevuto alla memoria porta in ricordo
i giganti dei giorni passati
sul cui petto fioriscono ora gli asfodeli
dei morti ammazzati dagli avversari
di Corbeddhu per un cavallo con la sella
rubato al suo lussurioso proprietario
Sì va per mare quando
non son finiti i sentieri asciutti.
Se sul mare galleggia la civiltà
le coste alleveranno i naviganti che,
per vincere il tedio e lusingare i barbieri
col mondo dei desideri infiniti,
andranno per mare a conoscer altre genti
e commerciare con loro vasi e tessuti
e scambiare usanze con costumi
e donne forti con deboli marinai
D'argilla il laico d'Irillai resistente al vizio,
di cera il bigotto insensibile all'ammonimento,
di carne la persona onesta ha rivestito il tronco
di ginepro e non conosce vita senza calore
del quale nemmeno Ercole era sempre ''in calore''
Occhi aperti nel leggere le fonti delle notizie.
Di solito sono gli spietati prepotenti al bivio
che fan violenza alle indifese donne dalla testa alta
dopo che le ristrettezze celesti han tagliato i fondi
di istruzione e aggiornamento degli angeli custodi
antichi e invincibili bohemiens del cielo antistupro
Solidarietà di gruppo
e i legami di sangue delle cricche
Competizioni e relazioni sociali e solitudine
Scontro di Contenti al comando e Malcontenti oppositori
Cittadini isolati e impotenti, innocenti senza una opinione
isolamento e appartenenza di classe presente in società
Il demagogo è quello che non sbaglia mai.
La vecchia Mammona è ringiovanita e rifatta
in prebenda dal facile guadagno
Onesto è chi riconosce le sue mancanze
e ammette i propri errori.
Per inghiottire e digerire i dispiaceri
il vino ha da essere cannonau
Tu mangia pure troppo, tanto lo stomaco
in imbarazzo chiederà soccorso al vino
Mangia le grosse castagne che rotolano dalle montagne
Mangia le castagne di Tonara che fanno la vita meno amara
Mangia le castagne arrosto che tondo fanno il culo anche più tosto
C'è del marcio dove il latifondista non lavora mai le sue terre
e il contadino lavora sempre e solo la terra che non gli appartiene.
Dimostra ora quel che sei.
Che abbiamo dimostrato di valere negli ultimi cinque secoli?
Che onore abbiamo tratto dalle nostre faccende?
Lavoro per rimaner poveri, furti, saccheggi e omicidi.
La maggioranza prima o poi vince
perciò i preti padroni si servono delle moltitudini
che mettono paura al cielo e sopraffanno le minoranze
in terra rovesciando le strutture esistenti
Zuanchinu E.Remitanu, ortolano, con le sembianze del san Pietro
della deposizione Baglioni, primo sindaco di Irillai.
Tziu Pepp’antoni se ne infischia dei contafrottole
e supera la fatica con una tazza di vino.
Le janas, le civette, le capre montane e i cinghiali.
Molte persone delle tante che vanno al tempio
lo fanno per non mancare dalla bocca dei devoti fedeli.
Don Zancheta, primo presbitero di san Pietro al Rosario
col gemello Zanchetone, suo vice in san Pietro.
Dal ponte di Mastrefe usavano saltare le delusioni amorose
Nell'ombra della selva di Borbone usavano appendersi i delusi
Quando la vita si spegne, chiederne un altro po
è come soffiare sull'ultima fiamma della brace rimasta.
Si affrontano molti guai per evitarne peggiori.
Il sesso è il cibo indispensabile
che crea senza farmaci, le nuove generazioni
di fanciulle che ricamando nuovi corredi
dan forma a fiori ai loro desideri
che infuocano il fiorente dio dell'amore
che mai sarà tanto maturo da marcire.
L'amore è una leccornia di cui chiunque può saziarsi
e lo schietto vino, che nessuno ha l'ardire di diluire
è la preziosa bevanda di pastori
e contadini innamorati come artigiani accalorati.
L'amore è la squisita pietanza
con la quale è cresciuto dio,
il più solenne dei pontefici.
La nottola di Farcana è la regina delle mute janas
a cui da voce il suo richiamo: quel cu cu di mezzanotte,
così simile al miao del gatto in amore,
smilzo come san francesco di Lula
Chi ha perso il senno cerca invano la giustizia dell'imperatore
per il cui bene si muore a oriente di Gonone
Se metti mille lire in banca non ti danno una cica;
se chiedi cento lire in prestito vogliono la tua chiave di casa.
Solo alla madre è dato il pianto accorato
e straziante per il figlio morto prima di lei.
Siamo più propensi a credere nello strazio
di una persona macilenta
che a un pancione pieno di sé con l'infarto in atto.
Poi si dorma alla grossa senza saper come
nè perché dubitare delle sacre scritture.
Deve essere fondamentalmente onesto
chi amministra le cose pubbliche
per tagliarsi le unghie prima di corrompersi.
Sii buono, quindi, per non essere austero
e dover chiedere perdono a chi, clemente, lo concede
Va spedito chi ha gambe salde
e conosce la strada del santo vangelo
I credenti onesti ci danno a intendere
che Dio è quel che c'è di buono nel loro animo
Saluta augurando una buona salute
a tutti quelli che incontri.
E chiedi perdono se si sentono offesi.
E se non mi rispondono?
Sono balbuzienti. Non perdi nulla di te
se nel loro silenzio non sono sgarbati.
Non molestare le donne
che vivono al naturale
senza coprir le piccole imperfezioni
che ne esprimono il fascino.
E se amano esser molestate?
Allora lo diranno cantando.
Se sono balbuzienti.
Gli egizi condannavano a morte gli uomini con il capelli rossi
Storia del servo che si ribellò al padrone,
prese possesso della sua casa
non per vivere in eterno
ma per dare inizio a una nuova stirpe
con le donne che governano in cucina
Retori, oratori e predicatori hanno la parola fluente
come l'acqua di un rivo impetuoso gonfio e torbido
che in altra occasione è parco, sobrio e disteso
che non sa quel che lo compone.
Non esco di casa se non con la promessa fatami
di non far sconcezze con le insidie del mondo
Non so, ma mi pare di non aver mai sentito dire
di alcun animale che educhi il figlio all'obbedienza
a forza di calci e morsi.
Col loro istinto i pargoli seguono l'esempio assennato dei genitori,
non col bastone o la più lunga frusta.
Pensa da solo o in compagnia
a quel che di buono insegna il mondo
è se vedi far del male grida pure di paura,
come fai a tavola quando non ti danno da mangiare.
Il mondo è il luogo delle cose semplici che vengono da sole,
come la luce e il vento e l'acqua e anche la neve,
ma non il vino che ha bisogno del Contadino.
Provo vergogna a patteggiar con Lei :
La Vergogna per quel che ho fatto
A Irillai i donnaioli son tenuti d'occhio,
i lussuriosi indicati col dito come la luna
e delle donne si tace per Cavalleria.
Gran Dio quel Giove che dalla mente fece nascere la Sapienza.
I dotti della mite Baronia sostengono alla festa di santa Maria
che il Cedrino, come il Nilo, riempie il Mediterraneo Ospitale
come il mare che rende salato l'insipido che vi si bagna
Del tempo che passa mi accorgo di come
invecchio sia di giorno che di notte.
Vedi di bere con misura dall'inizio
perchè alla fine non vi è più modo
di fermarsi se non cado dalla sedia.
Che gusto ci prendi ad accusar me delle tue malefatte?
Che centro io con la tua innata propensione al bere e a fumare?
Sii temperante nel bere e nel fumare, se ci riesci.
''Chi fa musica sente già i suoni che verranno,
e li annota per distinguerli tra i tanti fluenti e balbuzienti,
per esempio, divago, non conoscevo il pianista che mi presenti
e di cui non sono nemmeno capace di pronunciare il nome,
ti ringrazio comunque per la semplice grazia
con cui lo affidi alla cura delle lunghe e gelide notti
di gennaio piene del silenzio della luna quando si placa
la furia del vento che agita il mare e scuote la terra,
dormi in salute, quindi, in questo mondo che è il luogo ideale
per l'accadimento delle cose semplici che vengono da sole,
come la luce e i suoni del vento e della pioggia,
la neve no, essa viene lieve senza rumore
come usano i pensieri che per esser visti han da essere scritti
e ''suonati''. Grazie, e salute per nuovo giorno
e animo saldo per la vita. Questa è giusta l'ora
del primo canto del gallo. Stai come desideri,
Mia Pia Madonna''
I mistici sono gli specialisti del digiuno
al corrente dei misteriosi labirinti della fede
che si puniscono per non distrarsi con gli svaghi dal dover pregare.
A che serve saper leggere se è necessario
che qualcuno mi spieghi quel che leggo?
Dubito dell'inconscio perché mi pare di saper tutto di me
Mediocrità è la mia misura che diventa nullità quando cado
Orosei e Galtellì (uniti dai Gallisai non si sa mai)
si han diviso il Cedrino e Onifai, Irgoli e Lucula
che si son scostati sull'asciutto per non imputridire.
Il prodotto ''d'evasione'' pretende d'infischiarsene della realtà
che è la sola verità che ci riguarda da vicino
perché ispira la coscienza a ponderare le personali aspirazioni
Piazza di paese sulla 131,
al centro una lapide di granito: Qui morì Josto.
Poco lontano è sepolto Amsicora.
Qui si beve il vino in piedi, al banco, senza sedersi.
Paghi e scappi, di corsa, come per paura che ti mordano.
Senza dir parola, bevi e corri verso un'altra mescita.
Garbato il barista e bella e gentile la barista.
Con delle carte in mano, come chi ha da fare,
compiti e commissioni da sbrigare, le posa appena per pagare.
In quella locanda stava per scatenarsi il finimondo.
Beve e va via, senza perder tempo in liti,
come dice Erasmio dei cani del Nilo,
che per paura dei coccodrilli, bevono correndo.
È ora di andar via, prima che arrivi la vergogna.
Sputano fuori veloci sul marciapiede, scatarrano proprio,
incuranti di esser visti, mentre una donna attraversa sulle strisce.
Altri più eleganti sputano sui fazzoletti i loro umori
e li intascano come spiccioli.
Risparmi, che nulla vada perduto.
C'è la lavatrice, dicono.
Invenzione del secolo che liberò le serve
dalla schiavitù dei lavatoi e per emanciparsi
cominciarono a fumare, libere come il fumo nell'aria:
i sa bratza 'e Irillai.
Aspetto l'amore della femmina mentre aspetto di morire.
Mi ritiro sotto la mia ombra e aspetto che il mio tempo passi.
È questo il centro di un mondo mai sazio o stanco di misteri:
l'ombelico, nodo della coratella.
A dar retta ai sacerdoti dovremmo tutti bere il vino dai loro calici d'argento.
Negli antri del Monte c'è solo caca di pipistrelli,
nessun segreto tesoro nascosto a mia insaputa.
La morte non ha nessun arcano,
basta vedere il defunto un anno dopo la sepoltura.
Credi tu che ci sia al mondo un uomo vivo
che possa rifiutare l'immortalità?
A chi non piacerebbe uno sgabuzzino in casa
dove conservare i ricordi gradevoli di quanto ci è accaduto?
Gradito a chi ha smilzo l'archivio della memoria.
Ci dicono di non temere l'agonia perché nella sua durata
ci scorrono le immagini del nostro passato.
Si dice che a Crotone le anime dei morti
riempiono le piazze dove valutano i corpi adatti a riceverle.
Le anime pie ritornano in cielo,
quelle libere volano tra le stelle,
quelle maligne sono ospiti a Mamone
in attesa della chiamata
alle inaudite sofferenze dell'inferno.
Tutti i banditi sardi dedicano i patimenti della latitanza
ai santi che li han soccorsi nel loro tristo peregrinare
e li racchiudono nelle cappelle rurali ad uso e consumo di devoti fedeli
Segui i tuoi pensieri, fanne quel che ti riesce bene
e ti vedrai migliorare giorno dopo giorno.
Cogliere l'occasione è cio che può esser detto evento,
come il nostro vivere alle spalle del sole
con la viva speranza che non si esaurisca presto,
duri almeno fino all'ultima pensione.
Se a qualcosa ha da assomigliare l'universo
è la mente sopra di noi e sotto un copricapo di stagione,
essa ha la memoria per ancella, l'immaginazione
e la facondia del verbo per esprimere l'uno e l'altro,
la prima e la seconda delle facoltà avute in dote
dalla natura del mondo nel suo bell'ordine estetico
o ordine del bello che riempie di gioia l'occhio della mente
che riflette l'unica realtà nel suo massimo splendore
Nulla è più vivo dei frammenti che rimangono in mente
Nulla è più naturale del far famiglia
Nulla è più bello dell'allevar la prole
Nulla è più elegante di una vita sobria che la rende completa
Nulla è più sorprendente di chi nasce oggi
e che giusto un anno fa nessuno aveva sentore
Nessuno è più felice della coppia
che cova il mondo come un uovo per l'eternità
Nessun predicatore teme di essere frainteso
con lo splendido uso che fa del suo linguaggio
Esistere è comunque attendere la morte
che, con la costanza del picchio che abbatte le foreste
per far orti e giardini, verrà per il ricambio che fa eterno il mondo
La guerra è quel feroce affare in cui si uccide
per suggere un po di vita in più da chi muore per primo
Il leone mangia la gazzella che si ciba d'erba e di carrubo
che al leone piace meno della sua coratella
L'antilope non si aspetta nulla di buono dal leone,
e scappa per non essere mangiata ora che è sazia di fieno
Non so se il leone mangia il leone
come si suppone facessero i cannibali
che non seppellivano i morti.
Si dice che pesci e maiali mangino tutto quel che passa il convento,
cotto e crudo, primizie genuine e avanzi speciali,
i pesci poi mangiano tutto senza nemmeno bere un goccio
e dormire dopo il ruttino come usa il bambino,
no, essi vanno via lontano dalle lor malefatte
Dio, come deve esser brutta la fame
quando non c'è nulla da mangiare
se non chiodi di barca a vela
che raschiando fremono in gola
Preferisco la più fetida puzza
che accompagna il pensiero al profumo
che esala dalla stupida corte del superficiale principe di bastoni.
Così passo il tempo a congetturare
sulla facciata delle cose frettolose
che non si lasciano indagare,
anche se me ne infischio proprio
di grattare per vincere l'ambito premio.
Mi conosco e riconosco di aver paura dei violenti
e ancor più dei delinquenti che sparacchiano
come gli anni scorsi nel far west.
Perché dare un libricino a chi non ha tempo
per leggere e deve sempre solo viaggiare?
Meglio dargli un trenino.
Sappi che che non ho mai toccato un volatile
se non qualche passerotto spaccato nel mezzo da Feliza
e qualche pipistrello rinsecchito vittima delle grinfie della stessa Filiza.
Un mio coetaneo adolescente modificava l'aspetto dei volatili
che prendevamo col vischio, per venderli
come colorati canarini canterini:
storceva loro il becco e ne imbrattava le piume di vernice
per aggirare qualcuno e raggranellare così qualche soldo per la spuma.
Costui morì giovane e non credo la sua anima
abbia solcato incolume il sentiero celeste
che conduce in paradiso, perchè, si sa,
le aquile e gli stormi volatili della sua corte sono vendicativi
Come saremmo stati se lo stesso Dio non si fosse
immolato per migliorare il nostro umano genere?
Sapessi usare le armi con destrezza
sparerei in aria a spaventar le stelle.
Fossi agile come uno Spadaccino non sfuggirebbe
alla mia mira nemmeno l'ombra di un Manichino.
Ma chi sono io?
Uno che non sa accendere nemmeno un focherello di legna secca.
Uno che aggira il vento parandogli le terga.
E in casa bisogna scuoterle le terga per raccogliere la cenere.
E luce sia, disse Dio, viviamo alla luce e al buio si dorma.
Non sono nemmeno aria fresca.
A che mi serve la casa?
A ripararmi dalla furia d'aria e acqua, di calore e di gelo,
ma non difende dalla fame che penetra al buio più della luce.
Devo star con me affinché non mi sfugga
quel che più mi riguarda.
Nulla esiste se non mostra la faccia
e lo stesso invisibile pensiero è nullo
se non viene a galla in superficie.
Sento familiare l'affare che mi da confidenza.
Confido in ciò che ho di familiare.
Mi è familiare quel che mi fa sentir simile.
Confido, quindi, in ciò che mi è simile.
Ma non ogni simile mi è familiare.
Vive ancora in noi il senso della caccia,
nonostante si allevino i bachi da seta,
ci dà il senso della natura, la caccia,
e la coltura delle api segna il passaggio
alla cultura delle cose dolci come il miele.
Vada a caccia chi vuole evitando di spararsi addosso.
Di cosa non siam capaci per vivere:
rubiamo il miele e tiriamo al piccione aspettando che piova.
Natura è l'istinto che guida l'organismo
che deve pur vivere,
cultura è pensare per fare bene con meno danni.
Madre Natura è colei che fa e conduce il figlio a far da se,
poi la cultura dovrebbe consentirgli di far meglio e per bene
l'Atteso per accogliere l'Inaspettato tra capo e collo.
Esser pronti a tutti gli accidenti che si agitano per caso.
Le parole ci permettono di ragionare.
Credo che i sogni siano silenziosi,
infatti dormiamo e con noi sopiscono anche le immagini.
La morte ne avrà cura lungo la discesa rettilinea del cimitero.
Edipo uccise il padre e Cordelia per il padre morì.
L'anima del mondo che si deteriora lo fa per rigenerarsi.
Il mio animo per non cedere al tempo
è ben deciso nel sostenersi col pane carasau
che non ha perso il sapore
né il colore del grano maturato col solstizio estivo.
Credo di essere oltremodo rozzo
perché il massimo della cura che ci metto nel far le cose
sta nel piacere di grattarmi le orecchie
che, il medico di famiglia fa dipendere dal fegato
al quale andrebbe meglio la marmellata
che non il vino spunto che propende all'aceto
Frammenti, vari momenti del giorno,
dello spirito, combinazioni del tempo nello spazio.
Registra ciò che accade nel tempo, i riflessi sono i commenti.
Il frammento e il suo intero.
Estendi e contrai fatti e circostanze.
Combinazioni dell'ordine naturale delle cose.
La realtà.
L'ordine dei frammenti.
Deformazione della realtà:
farci vedere quel che non è e non c'è!
Con o senza la volontà di persuadere,
essere veritieri, convincere a credere.
La forma della natura, la materia primigenia,
la vita e la morte, l'aldilà, il ritorno al nulla originario.
L'ordine e l'arbitrio. Lo stato di fatto della natura,
l'ordine sociale del mondo, è ciò che vige ora,
viene da ieri e forse ci sarà domani.
Potrebbe durare nel tempo.
Alla fine rimane ciò che l'uomo ha fatto.
Le classi sociali cambiano nel tempo,
durano con l'arbitrio della forza,
decadono con l'uso della ragione che avvia la storia,
il documento (il teste-testo dell'accadimento) che invita a riflettere.
Non tutti i frammenti hanno il destino di unirsi.
Un semplice artificio disporli accanto.
L'intreccio ha sentore di questura.
Gli esempi fan luce sul buio.
La luce del sole offusca le stelle.
Col fuoco in casa chi è che si cura della cenere del vicino?
Al mare il sale, alla musica il tono, alla terra la fertilità,
agli uccelli l'aria leggera, al mondo i suoi colori,
all'arte le sue forme, all'uomo il suo amore per le cose
giuste e belle, a Dio la neutralità sugli affari mondani
I cittadini di Tiscali sono scomparsi
senza farci sapere se erano sanguinari.
Avranno avuto leader pazzi e megalomani?
Politicanti avidi di potere?
Sacerdoti per tutti i meschini?
Chi dava un senso alle cose?
Copernico, presbitero del sole al centro del mondo:
Dio re dell'universo, la luna sua regina,
cielo il paradiso, inferno il fuoco eterno,
l'uomo un nullatenente indebitato fino al midollo.
Chi garantirà il suo avvenire?
Chi dobbiamo rispettare come autori
dei nuraghi e iniziatori della pastorizia?
E delle nostre prime divinità?
Ai liberi può capitare una bastonata tra capo e collo
come ai sedentari può marcire il cuore.
Essi cercano tra i propri simili quelli a loro affini.
Le coppie ben assortite si picchiano di notte
e si amano, di giorno votano e accompagnano i figli
a scuola e la sera si sentono così tanto appagati
da infischiarsene dei prati in fiore e del ruscello
che canta come un fringuello
che è di casa sul mandorlo fiorito
S'addormentano per esser parte della notte
e si svegliano per comprendere il giorno
che avanza come uno della Brigata Sassari
fuor della trincea che vuole riconciliarsi col nemico
Siamo in molti a parlare per sentire la nostra voce.
E purgare il cuore dalle emozioni.
Una bugia. Rifarei il passato se potessi.
Fate che il destino sia imparziale.
Gli anziani del Kontone Ballaloi
(sempre giovani come lo sportivo Tarzan
che si aggrappa alle rocce
come se fossero pertiche di palestra)
raccontano quel che hanno sentito.
Quel che han fatto loro
e quel che han fatto gli altri.
Essi hanno il necessario
ma, come tutti, mancano di qualcosa.
I calvi pesisti d'Irillai mangiano carne
e zucchero perchè, appunto, mancano di capelli.
Dove i fatti sono evidenti sonnecchiano le parole.
Fate che sia comprensibile il destino.
Essi dicono: si, così stanno le cose, e non altrimenti.
Anche Gesù si rassegno sulla croce.
Una volta raccontata, anche la sofferenza
(conflitto con che cosa? La salute?) è sopportabile.
Su una inaspettata defaillance.
Può esserci rimedio a tante ingannevoli bugie?
È recuperabile lo studio fatto o è millantato?
Esami, tirocinio e tesi? Perché tante menzogne?
Perché una finzione così prolungata?
Perché non ha amici?
L'amico ti è d'aiuto nel portare il fardello delle pene.
Perciò è anche vero che chi non ha pene
può vivere senza amici, e trova indispensabile
per vivere, non l'amicizia, ma l'onestà con se stesso.
Perché giocare e abusare della fiducia
sorda e cieca in questo caso, dei propri cari?
Che gusto c'è nell'ingannare chi ti da fiducia?
Perché prendere in giro le persone
col nascondere la propria inettitudine?
Poi, perché scappare? Radio freccia avverte
che per quanto tu possa esser veloce non scapperai da te stesso.
Che ti aspetti ora? È disposto a far qualcosa?
O vuole poltrire nonostante le regole del mondo lo vietino?
Nel parlare di tutto non si esclude la morte
che rasserena ogni fastidio
I comuni interessi ci affratellano
quelli diversi ci dividono
chi si risente può perdonare
chi disprezza no, e chiama onta quel che ha subito
Quando si rispettavano gli dei immortali
-tra cui alcuni più potenti degli altri -
i mortali - i deboli più numerosi dei forti - sancivano
per timor del dio, gli accordi negli affari umani
e già in qualcuno germogliava la ribellione
all'ordine passato e dubitando delle regole in corso,
auspicava che i rapporti tra i vivi sarebbero stati più sinceri
senza l’oscura mescola tra la realtà della persone concrete
e l'inverosimile esistenza di mondi fantastici,
pare ora che sorgano i primi dubbi e che l'uomo
creatore di miti e anche inventore di tremendi inganni
e ne danno riscontro la stupidità dei terribili accadimenti
che si susseguono nel tempo coscienti che gli dei non c'entrino
e se ne stiano comunque alla finestra, a casa loro
C'era una persona ricca nel quartiere
che sedeva ogni mattino al bar sottocasa
e si diceva che avesse più beni di quanto sapesse
prendeva il caffè al tavolino e alle nove in punto
una signora ben messa gli consegnava la spesa
un cesto di pigne secche pronte a crepitare
e gli chiedeva di aiutarla a morire
oggi non posso, diceva lui, oggi è il mio giorno
e presa la borsa della frutta rientrava in casa
la porta si chiuse alle sue spalle e scomparve per sempre
Il barista disse poi di aver visto una biscia
avvolgere la bottiglia di vino che stava tra la verdura
ed era pronto a scommettere che la signora
con una gran collana di pinoli al collo e pendente tra i capelli
era la principessa, in esilio, Eleonora di Castiglia
ripudiata dalla sua stirpe e seppellita nel vecchio cimitero
da sempre governato dai sacerdoti che curavano gli affari
e le faccende mortali degli spiriti vitali
*
Cos'è la tentazione? Oddio. È da scansare?
*
Non so che idea avere della memoria
non mi va l'immagine dell'archivio
non capisco la sua immaterialità
in un mondo dove la materia è il movimento
la memoria è nella mia carne che obbedisce
al mio desiderio di rivedere la mia maestra di scuola
che non riusciva a sfilare il tacco di una sua scarpa
che gli si era incastrato tra le lastre granitiche del Corso
Davvero nessuno è all'oscuro di se stesso?
Nessuno è attrezzato a sostituir qualcuno in punto di morte.
Chi non è pronto a morir pur di non far del male alcuno?
Se Edipo uccise il padre, Oreste fece fuori la madre
Anche la malignità è piantina spontanea,
innocente e comune della terra sociale
ma ciò non da senso a discuterne:
vanne a capire donde viene la malignità
che alberga nel nostro animo e lo fa bellicoso
vai a capirne se ci è necessaria per ben vivere
credo perciò, che la malignità sia nata dal tiranno
che fa mangiare alla moglie - con i suoi difetti
il primo boccone della pietanza
Com'era l'uomo di Ohiai B., mille, duemila anni fa?
Faceva vasi e brocche per l'acqua, il latte e il vino?
Quando si fece amico il cane? Lavoravano il marmo?
Ma è vero che per gli abitanti del Gologone
l'acqua del totem è il loro secondo sangue?
Come viveva, che tracce ci ha lasciato,
l'uomo di Ohiai, cacciava, allevava, coltivava?
Che dei avevano e come li immaginavano?
Maschi, femmine o ambidestri?
Effeminati o mascolini? Scialbi o sapidi?
Ma è vero che adoravano il Gologone
per via della voce oracolare che emetteva?
L'istinto sessuale era libero o regolato?
Quando i nomadi si stabilirono vicino alle fonti e ai fiumi?
Che conoscenze aveva del mondo? Che strumenti adoperava?
Sarà vero che le femmine da marito
debbono bere l'acqua del totem per un anno intero
per avere figli onesti e belli
che saranno capostipiti di sempre nuove caste
e il marito bere almeno un giorno intero solo
acqua limpida senza vomitare ne orinare?
Quelli dell'interno mangiavano anguille
e quelli delle coste muggini e meloni?
Ma è credibile che il carattere totemico del Gologone
tramuti l'acqua in vino?
In che credeva? Che arti conosceva? Come costruiva le case?
Avevano un Senato, l'uomo d'Ohiai, o comandava Josto?
Ma sarà vero che quelli d'Irillai
proteggevano i bambini con ciottoli del Cedrino?
È quindi il Coco il nume tutelare d'Ohiai Benimindhe?
A Oliena non scambierebbero il Gologone
neppure con l'intero e dorato borgo vaticano
con tutti i preti dentro a educare le voci bianche.
Che storie tramandava l'uomo di Ohiai B.?
Ma è vero che negli amori occasionali
rientravano anche le belle donne e gli uomini brutti?
Che usi avevano tra di loro? Giocavano la morra senza contare.
Il tabù dell'incesto fu imposto davvero dai preti
che predicano sempre più lontane mescole sanguigne?
Che costumi esibiva col resto del mondo, l'uomo di Ohiai?
Praticavano assemblea, facevano mercato, frequentavano le fiere?
Con chi e come commerciavano, se commerciavano?
Per devozione al Gologone oracolare la gente d'Ohiai
è endogama e non si sposerebbe mai
ne a Orgosolo ne a Dorgali
Parrebbe che l'acqua del Gologone oracolare
rende chi la beve fratelli e sorelle in nome di Dio
e come mariti e mogli in nome della Legge
si dice infatti che l'acqua del totem sposi le genti
per popolare l'isola cattolica e sovrana
perseguitata dalla malaria nello spirito e nel corpo
ma è risaputo che la natura ha le sue leggi
e chi ne ha di migliori si faccia avanti
Gesu è morto in croce per dar successo millenario
alle leggi dei suoi successori pontificali
che con zelo giustiziavano atei ed eretici
Predoni, centauri effeminati, merli sguaiati,
uccelli da rapina, i golosi raramente son villosi
scrocconi malfidi maldicenti, uccelli burloni
che con il loro sguardo certificano quel che sono:
fieri conoscitori di se stessi
Il fondo dell'autolesionismo -
prima del suicidio - è l'auto evirarsi
Che ha di razionale la fede
in chi pratica la pena capitale?
Ride a scrocco chi capisce in ritardo
perché dorme in ritardo
Dio ci ha fatto con la salute del corpo
che si veda, e quella dell'animo felice
e libero, nascosto alla vista
tanto se ne parlerà dopo
Quelli che animano un corpo difettoso paiono
usciti dalle grinfie di maldestri Garzoni di Dio
così faccio spirito sulle mie imperfezioni
prima che gli altri mi deridano
Crediamo nella dottrina degli apostoli
perché hanno visto il Signore volare in cielo
dopo aver camminato sull'acqua della terra.
Che c'è di verosimile nella dieta
stabilita per noi dal creatore del mondo?
Anche il miraggio è utile
se evita un pur occasionale imbarazzo
Mi va di essere un dettaglio del quartiere
perché spero di non nuocere a nessuno
Il miraggio dell'immortalità della vita in atto
copre lo scontento di ritornare nel nulla
dove brancolano le essenze universali
Quel che corre sulla lingua
se non si vede viene dall’animo,
e se non un prodigio, è vomito.
Fa’ che ogni tuo dono
si riferisca all'animo di chi lo riceve.
Un buon libro rende felice, fertile e fecondo,
il tempo che mi accompagna giorno e notte.
-concedo nulli - nulla concedo - sono io che non patteggio
non cedo il passo a nessuno - non uno che mi passi avanti
Motto della morte 'nessuno mi precede'
apologo di Erasmo del dio Terminus
Dopo dodici anni finì il reich millenario
il fascio durò 20anni
Tanto dura la cattiveria, troppo,
ma la stupidità non muore mai
Vegetariani son quelli che non mangiano
cane rubata neppure se morta naturalmente
Solo contentandole si placano le passioni sessuali,
solo dopo emergono i ricordi
e puoi contemplare la natura morta per rinascere
Una giusta e santa razione quotidiana di vino
rende ottima la vecchia esistenza,
ritarda il declino e prepara la vile fine
della triste soma degli affanni
e dei turbamenti senza tempo nè età
E’ d’olivastro il bastone dei poveri
che han trovato l’oro nella gola di Gorropu
dove vive una colonia d’eremiti
che molti sospettano d’impostura
solo perché non usano denaro nè contraccettivi
Prima la scomunica, poi lo squartamento,
infine il fulmine che accende il rogo
per le 12 tavole e una dozzina d'uova e cipolle,
all'osteria a far debiti, bere vino a scrocco
e giocare a carte con i sandali nuovi nuovi da pagare,
pettegolando sul voto di castità dei preti pedofili
e sulla forza maggiore che attrae stelle,
pianeti e satelliti e sulla velocità di un batter ciglio
Colei che non concede deroghe
promette una noia celestiale anche a sunniti,
seguaci dello zio, e agli sciiti del genero spadaccino
come sant'Efisio soldato cristiano,
guerriero cattolico all'arma bianca
Gli iman per non sbagliare conoscono solo il Corano
Gli eunuchi sono mutilati del tutto
o cuciono loro i bottoni come alle voci bianche
Non trattenerti dove gli intolleranti
accatastano legna da ardere per i campi fioriti
Temo gli effervescenti unigeniti,
i trinitari ostili
e anche gli angeli metaforici e spadaccini
Non far combutta con i vendicativi
esortali al perdono e lascia correre i giorni dietro le notti
come la veglia dietro il sonno
come trenta giorni per un mese
come l'ultima pioggia dopo l'ultima arsura della Sardegna
La consuetudine a soavi usi
e dolci costumi fan le buone leggi
Non mi piacciono i precetti
che senza deroghe sono imposizioni
Come uno sprovveduto.
Non posso accettare che chi crede alla cieca
sia più virtuoso di chi dubita
e vuole essere persuaso alla ragione che gli sfugge
Non posso credere che preti e iman
siano animati da spiriti sovrumani
Se ti rubano una mela dal tavolo,
o dal banco del mercato,
persuaditi che proprio quella stava marcendo
Se ti derubano dell'anello d'oro,
convinciti che il ladro se lo squagli sotto le ascelle
per depilarsi alla prossima gara di bellezza
Se la sposa ti abbandona tu fa' conto
che si sia fatta monaca per servire Gesù
Solo all'assassinio non sono ammesse deroghe
che la morte stessa non concede
Pornografia è descrivere fatti d'amore come un balbuziente
Lungo la strada si aggiusta il fardello
Cara mia, tutto è nello scorrere del tempo
che nel suo d'affare è immobile
Nel braciere celeste arde il fuoco eterno
come una palla di luce ardente
Dopo una caduta inciampando sul braciere
messo fuori della porta, nella ventilazone del vicolo,
per ravvivare la brace
fu necessario appuntare una reliquia di non so quale santo
per evitare altre bruciature, in un punto nascosto della vestimenta
sotto il candido camice del medico, sulla sottoveste sopra il seno
sotto il grembiule del grembo della massaia
sotto la nera toga del magistrato, sulla canottiera dello scansafatiche
sotto il rosso pigiama del senatore
sopra l'oscuro assorbimacchie dell'abito talare
sotto la tuta blu sportiva dell'operaio
sul cui corpo gravano i problemi del mondo
i cui marchingegni aspettano una buona soluzione
dal popolo che con mente spiglia e spalle larghe
se ne sta su salde gambe e non c'è re
che con tutte le reliquie degli dei del cielo
(che pur han debellato la scarlattina a mani nude)
possa risolvere i problemi di cui ciascuno
da solo si fa carico dicendo in giro:
lascia che ci pensi qualcun'altro
che, magari, gode del consenso degli olimpici
Quel che solo io so di essere rimane in me,
quel che di me trapela è pubblico
e chiunque puo dir quel che vuole
Si comincia a balbettare quando apri bocca
e ti richiamano perchè la tua lingua
con strani accenti è minoritaria,
non nota nelle metropoli guida
Agnus dei, primo gallo d'Irillai color melanzana
come il viso del mio padrino
Non ho nulla da dedicare
se non il ricordo delle mie donne a se stesse
perchè proteggono ancora
il libero corso del mio destino
Non metto giù una virgola per esser letta
ma per vedere dove arrivo scrivendo
Il mondo bada a se e ride delle nostre beghe verosimili o meno
Me ne infischio delle vite romanzate
come di una catena di fattidiciamo sorprendenti
che riguardano personaggi di varia natura,
di carattere differente con passioni cristiane,
con un'autore che cerca di mettere ordine
nel loro pseudo mondo (distante da noi
più degli angeli e demoni sconosciuti)
aggiungendo o togliendo il superfluo
allo scopo di renderlo fruibile come il pane,
come la vita ha principio nel caso,
un inizio sempre uguale,
uno sviluppo simile alla crescita
e una fine non differente alla maturazione
Lo sguardo franco - anche miope -
fa a meno di inchini, genuflessioni e inginocchiamenti.
Cortesia è l'essere comunque accolti a corte
A chi per primo, Dio disse: Alzati, ti ho fatto io?
Tutto quel che facciamo, per migliorarci, è il meglio di noi stessi.
Dalle domos de janas di Borbore,
al primo canto notturno di Agnus dei,
il gallo color melanzana d'Irillai,
si sentono spasimi, gemiti e sospiri prodigiosi,
di civette, capre e cinghiali, e una voce di donnina
maliziosa col cuore grosso come un vitello:
- Occhio al beccamorto - il corvo - che mira al midollo
A un raduno di corvi - dove arde il rogo dell'eretico
si leva la cenere dei ciocchi
e l'urlo inumano della carne che brucia -
non vola la colomba, nè la tortorella
e il piccione se ne guarda bene
dal consegnar lettere d'amore a campo dei fiori
Nell'osteria del cinghiale non passa giorno
che non cucinino la sua carne
Era un patito delle carte nonostante che
ad ogni cimento gli venivano i mano quelle peggiori del mazzo
Che orrore aver bruciato fra'Giordano
e poi chiedere scusa al mondo
e dimenticare come se niente fosse e continuare
a governarlo, il mondo, e dimenticare
Il fischio del pastore chiama all'ordine il gregge,
l'applauso esprime la soddisfazione del pubblico pagante
che, al massimo della gioia, acclama ,
gli schiamazzi richiamano la baldoria degli allegroni
Uccidere il padre che ti ha fatto è un delitto;
uccidere il figlio è un diritto;
per padre e figlio uccidere l'adultera è un dovere;
bastonare l'ubriaco che non ha retto la brodaglia è un merito civile,
come il lapidare il privato cittadino che insozza in pubblico -
perché il mondo va dritto a forza di storture -
nessuno confessa la propria cupidigia
ma siamo oltremodo seri nell'affermare la nostra prodigalità
- il mondo è per gli sbronzi quel che il paradiso è per i sobri -
Nonostante il severo ordine vigente
(attenti alla mischia omicida!)
tutti i prudenti non escludono la possibilità
di poter essere in qualsiasi momento aggrediti
dal male muto e sordo o dalla violenza
cialtrona e cieca che ti malmena
come sempre succede alla docile pecora
che dà il latte col suo implacabile Bee
e non sospetta di finir sgozzata come chi l'ha fatta grossa
Pochi comprano i libri di cui non si parla.
Pubblicarlo anonimo, a proprie spese
e distribuirlo tra amici, parenti e conoscenti.
Ma ne vale davvero la pena?
C'è davvero bisogno di nuove rivelazioni
da leggere ad alta voce nelle strade?
Vuoi un pubblico per i tuoi scritti?
Mettili in rete e li prenda chi vuole: è tutto gratis,
come la parola libera quanto una risata,
doverosa come la luce per una bolla d'aria intestinale,
sublime come l'amore della femmina
che ti delizia quando vuole
Il cardinale Alberoni
fece sbarcare un corpo di spedizione spagnolo
in Sardegna il 20 agosto 1717 e occupò l’isola in due mesi
L'anima del mondo siamo noi,
quella del cielo è dio con la sua corte,
quella dell'aldilà con l'estrazione dei numeri della lotteria
la gravidanza di Pandora, l'omosessualità dei preti,
la schiavitù del lavoro
La bolla papale unigenitus proibiva
alle donne che non avevano anima,
di leggere la bibbia e ai preti imponeva
di radersi ogni santo giorno
e usare gli astringenti in caso di diarrea
Il santo rosario alle donne pie
e la pietra filosofale agli uomini galanti
che dan forma alle nuvole d'acqua distillata
e scrivere su di esse di erboristeria per vegetariani
certi che il succo della malva come lenitivo
se ne infischi della zuppa di pesce al peperoncino
emolliente che sprigiona le emorroidi dall'alambicco
clisterico purificando il meccanismo d'uscita
quanto una sculacciata
L'uomo (primo presenza al mondo
a chiamare dio per nome
e da allora ha cominciato a sorridere e ride tutt'ora
quanto i sardonici pagani dell'olimpo)
sarà pure il due di picche dell'universo,
ma è meravigliosamente convinto
di portare la croce del trionfo
che aprirà le cateratte del paradiso
a noi, (speranzosi che, dove c'è l'acqua
non mancherà il vino alla tavola dei bricconi)
che siamo abituati a bere l'acqua della fonte
e lavarci con acqua corrente,
così siam lieti che su Marte non manchi
quella della doccia, ci preoccupa più dell'aria
che ci riempie il mantice
e porta l'acqua in volo con le nuvole...
Briccone?
1 Custode della vigna, o vecchio
vignaiolo relegato a custode
del grappolo maturo pronto alla vendemmia.
3 Periferie della provincia del regno di Ohiai Benimindhe
6 La madre del pane con i lombi sfatti dai molti parti.
1Fantasie fatate che suscitano
e stimolano all’amore senza incentivi
La natura umana è quella sola
che si adatta a tutti i climi della terra
e nessun cammello con le sue mosche al culo
e il suo dio in cielo e in terra
attraverserebbe i circoli polari
che gli gelerebbe l'otre pieno d'acqua.
Non me la sento proprio dato che invecchio
di adorare un dio in nome del quale
devo essere sottomesso per il resto dei miei giorni,
dovrei esserlo a un mio simile che mi minaccia
l'inferno se non confesso a lui i miei peccati
che non ho reso a nessun'altro perché
li appiano da me davanti al resto del mondo
che mi è caro quanto può esserlo a lui e al suo dio.
L'uomo giusto, il produttore onesto e il padre pio,
si crucciano di non aver servito un governante migliore di loro
essi, su quel che sentono dire in giro, riflettono,
alzano la testa e pensano la risposta e il da fare del caso
Proprio non so che uomo fosse Socrate che - sapeva solo parlare -
morendo volle offrire un gallo ad Asclepio sanitario,
un pò come se, senza blasfema irriverenza, san Francesco,
il più buono degli scapoli, che, davanti alla morte,
sacrificasse una colomba a Gesù, maestro di miracoli,
per resuscitarla nello spirito santo, suo tramite col padre suo,
con lunghi boccoli per confonderlo con le femmine
di una certa età e distinguerlo dal cornuto demonio
rasato a zero come un forsennato spiantato e indebitato
Si usa ungere i defunti come se dovessero scivolare
in cunicoli per oliare i cardini che stridono
La pena di morte con l'esecuzione pubblica
della pena capitale era retaggio della teatrale
ferocia dei gladiatori che recitavano la scena
della vita che vince sulla morte non più solo
nei campi di battaglia ma negli stadi
di divertimento popolare.
È propria dell'uomo l'indole malvagia
basta ricordare la criminalità' della Gestapo
la ferocia di Pasquale 'o animale
e la crudele bestialità di Pietro Maso
e la cattiveria dei fascisti assassini
dei sette fratelli Cervi.
È sempre un problema per la giustizia
aver a che fare con chi compie il male.
Come trattarli?
Come trattare con persone di solo 'fasto e pompa'?
Ripagarli con lo stesso soldo?
Non è umano.
Cos'è sto 'fasto e pompa'?
Fare quanto è comunque possibile e poi morire.
Finché va bene al cesso le faccende
del mondo non saranno mai catastrofiche
e se mai lo sfacelo fosse prossimo a tutti
gli affari del cesso sarebbero inopportuni
Il papa, come tutti i principi religiosi,
godono della prerogativa concessa loro da Dio,
servendosi dei diretti sottoposti al papa stesso.
Vien così da credere che la miseria politica e sociale
dell'Italia repubblicana sia contigua alla sua storia
precedente sempre guidata dal dominio religioso
che usa e abusa dei privilegi che lo Stato,
seppur detto laico e non confessionale,
gli concede, col servilismo dei suoi ministri
incapaci di far valere il valore delle leggi,
non certo ultimo quello di non pagare il dovuto
a Cesare per la proprietà dei suoi stabilimenti
sul suolo patrio a cui ogni persona sana e onesta
o ente giuridico divino e umano deve sentirsi obbligato
Notare il lavorio delle formiche che entrano ed escono
dai loro cunicoli, vien da pensare che vivano in un cantiere
sempre aperto, in previsione, o durante, o dopo una catastrofe.
Hanno sempre fretta di fare mostrando bella prestanza,
come se avessero poca vita e temono di non avere
il tempo di consumare la loro evidente forza.
Quell'instancabile lavorio ricorda la frenesia
con cui gli organismi vivi e mortali
riempivano la biblica arca di Noè.
Anche noi umani sappiamo di poter morire da un momento all'altro,
ma non pensarci ci dà una ragione in più per vivere
senza affaticarsi tanto da morirne prima della pensione.
Quando Socrate si grattò la gamba, che stava legata al ceppo,
scoprì che il piacere è nella mancanza del dolore.
Per AGNUS DEI, il pollastro d’Orosei
la sottomissione al papa col baciargli la pantofole
ricorda il lavaggio dei piedi agli apostoli
fatto da Gesù figliol d'Iddio come segno d'umiltà
nei confronti delle moltitudini umane affamati giustizia
Come concepire un'idea se non
osservando le faccende umane
con lo stimolo che viene dalle cose giuste
e dal confronto che ne risulta col nostro animo?
Al padrone del vapore da più fastidio
un eretico ribelle che un mangione ciccione.
Ma anche in famiglia un figlio ribelle
da più pensiero del figlio grasso.
Anche nel clero un prete pedofilo
è più malvisto di un prete manesco.
In azienda si sopporta più un dipendente
deboluccio che non uno che fruga
nella cassa come se fosse la sua tasca.
Se quel che ti piace fare ti permette
di vivere degnamente, fallo sempre meglio
e bevi alla salute del mondo che cura i suoi mali.
La natura, più della Repubblica, è una indivisibile
perché il carciofo fisico e ferroso è tutt'uno
e si difende moralmente e dolorosamente
con le sue spine che forano la pelle
fino a toccare l'osso
Non posso credere che il mondo nel suo formarsi
non ne abbia visto tante di cotte quanto di crude
avrà visto enormi crateri infuocati spenti dal mare
e sul mare avrà rivisto riemergere crateri ancor maggiori
e sempre infuocati che oscurano e illuminavano il cileo
conoscerà ogni soffio solare come ogni fiammella stellare
avrà respirato tutte le correnti d'aria del sistema solare
saprà di ogni genere di vita possibile sulla terra e sull'acqua
avrà avuto dal sole il libero arbitrio di darci il cibo che vorrà
è la natura del mondo quindi il nostro ambiente per la nostra
esistenza dignitosamente umana, gaia e pietosa comunque sia
Mi vien da credere che l'uso di chiudere le nostre case
sia un retaggio di quando Dio ci ha cacciato dal cielo
e che l'andare in giro armati come bravi delinquenti
dipenda dallo scotto subito da Abele
col proditorio assalto del truce fratello.
Vien da credere che le zuffe in famiglia siano
inaspettate perché cominciate dalla prima infanzia
Pensiamo sovente di essere stati, noi genitori,
migliori dei nostri figli che è giusto
quel che i nostri padri pensavano di noi
che ora pensiamo i nostri più lontani avi
con la misura del nostro personalissimo metro
Il pontefice è l'artefice umano collegato alle faccende divine.
Perciò nulla è più umano del decalogo che pare fatto da lui.
È chiaro che il feto nel ventre ha il sostentamento materno
ma dal momento che viene all'aria e alla luce del sole
tutto il necessario gli viene dall'esterno di se
ma non credo che siano le pietanze a suggerirgli
l'argomento delle sue riflessioni sulle beghe paesane
Gli organismi viventi e mortali, animali e umani
hanno cervello e coratella quasi tutti uguali
la differenza sta solo nella struttura portante
utile a mostrare quel che sono
ma solo gli umani lavorano e pregano, scrivono e recitano
Noi sardi, non meno di chiunque altro
siam come tutti al mondo, pieni di brio
spiritosi col cannonau e poetici come nuraghi
canterini immobili nelle serre desolate
dove se c'è da sparare prendiamo la mira
e se c'è da prenderle siamo come ambasciatori
che incamerano quel che è loro affidato
siam vivaci come bambini al gioco
ma sui seri rapporti di coppia vige il mutuo
scambio delle qualità dominanti e dove si impone
il carattere della femmina, lo spirito del maschio
scuote il silenzio del deserto, quanto il bel canto
d'amore della "fanciulla spiritosa in fiore" a cui fa eco
il gaio e solenne carattere maschio di una frenetica
morra giocata col clamore della voce vincente mescolata
al turbinio delle mani che cercano il punto della vittoria
sempre assegnata dalla sorte col libero agguato.
In fondo spirito femminile e carattere maschile sono
le componenti essenziali per la diffusione della specie
mediterranea e isolana, pagana, atea e fiduciosa nel domani.
Abbiamo l'onore e l'onestà con l'arte di educare la prole
per dover vivere sono la giusta ricompensa
del pio padre di famiglia di Ohiai B.
che ha avuto dalla terra quanto ha chiesto
con la fatica del corpo e la fortuna della mente.
col fare eccellente nell'impartire la pace
in famiglia per esercitarla nel paesello natio
sostenendo che a delitto non si aggiunga delitto
dando a intendere all'assassino che non avrà
la grazia ma si eviterà un altro assassinio
evitandogli però di mangiare e bere
con i compaesani equilibrati e incensurati
che dal loro immaginario religioso han tolto
il sole nascente sul serraglio delle molte mogli
per vedervi il giorno della resurrezione del Redentore.
La nostra testa non va mai coperta
perché è la parte di noi più esposta al sole
che ci serve le idee per pensare in libertà
come alla terra fornisce l'energia ai gigli,
al grano e squarcia il melograno maturo
che della libertà se ne infischia come il carciofo
Chi non si salva dalla prepotenza invecchia prima.
Così chi vive vicino ai poli pensa solo a mangiare e a
coprirsi la testa dal freddo che azzera peli e capelli
Chi vive all'equatore pensa solo a mangiare crudo e nudo
per prendere colore senza immaginare Dio raffreddato
Chi se ne sta nel bel mezzo pensa a come meglio vivere
in combutta con gli amiconi nati per divertirsi
come conigli nel serraglio e lepri al pascolo.
Se il clima influisce su di noi da mo avremmo
avuto le ali come gli uccelli e le pinne come i pesci
Gli animali maschi non danno latte pur mangiando
come le femmine che allattano per la continuità della specie
a cui i maschi contribuiscono ingravidando le femmine
il cibo serve quindi al corpo per perpetuare la vita
come le parole e le immagini servono alla mente per pensare
Accade che quanto più leggi più pensi senza però
mai capire com'è che sortisce quel pensierino
dall'incontro di parole lette e immagini viste.
È nelle profonde cavità marine che la natura
protegge dalla corruzione salina gli invisibili fili
che legano lo scrigno di fuoco del pensiero umano
che nasconde il segreto dell'affetto che permette
a noi nati dalla terra, nostra madre naturale
di stargli sempre alle costole fino a capire
perché e percome pensiamo come meglio vivere
senza la vergogna di morire in galera o di fatica
Sappiamo che tutto nasce, cresce e muore,
dal rapporto familiare nell'ambito del sistema solare,
che non riesco ancora a capire il perchè
si cerchino altre diaboliche spiegazioni
Gli è la natura che cerca di spiegarci
il perché le sue cose mirabili ci siano così care
La causa fondante del mondo è stata coronata
dalla natura di una sostanza fisica dalla quale
sortisce il fico e il ficodindia e una spirituale
sostanza pensierosa che suggerisce di mangiare
il fico quand'è maturo e che il ficodindia
è più gradevole quand'è nudo dalle spine
Nulla viene al mondo che non sia conforme alla
natura primigenia sempre uguale a se stessa
conforme al canone dettato dal Dio del deserto
e non riconosciuto dai veterani dell'Olimpo
che dall'oscuro caos trassero il chiaro caso
a cui Omero vi aggiunse la sua vivace fantasia.
L'anima si trova nel nostro corpo
come un ragno nella sua tela. Metafora di Montesquieu da Eraclito
Di quando il dolce sonno ‘m'addorme’, non ricordo di aver vissuto
come quando tutti dormono nell’eterna notte dell'universo
e se mi sveglia l'improvviso primo canto del primo gallo d'Irillai
lo riconosco dal primo gorgheggio che vien dal fondo del cielo
infatti non l'ho mai confuso col canto notturno delle civette
nella deserta foresta di Farcana, dove solo qualche nudo libertino
vi si reca a ossigenarsi i polmoni in canottiera
nelle gelide notti di gennaio e a luglio di inoltrata calura
quando i cinghiali del monte si dissetano con le prime dolci angurie
dimenticate per loro dai pellegrini del santo figlio redentore
La clemenza è un esercizio di chi comanda in casa
e non esprime il carattere di chi la attua
né la circostanza che determina
ma il libero arbitrio della sua autorità
ed è cristiana se è al primo peccato
e se il danno è rimediabile
Delle volte mi illudo di invecchiare come il vino,
mi par così di migliorare con la conoscenza
che pian piano acquisisco delle sonorità dei volatili
distinguevo solo il canto del gallo e un pò quello del gracchio
e della civetta e alla lontana lo stridio del falco,
ora per grazia di dio riconosco anche il lamento
del gabbiano che viene dal mare col nocchiero orientale
Il cielo è come l’ambulatorio sanitario
dove l’assistente è come il titolare
Corre voce di una testimonianza ritrovata per puro caso
di un vicino che frequentava la casa di Monsignor Della Bua
che quando l’alto prelato nacque aveva sulla testolina
il purpureo solideo di vescovi e cardinali
e in punto di morte disse a una sua nipote
che ringraziava il signore per avergli risparmiato
di dover scomunicare un solo cristiano
perchè suo piacere era benedire e non maledire
Nonostante tutta l’attività che verve nel cielo,
ma se sulla terra nulla si muovesse,
stai pur certo che mai nulla di nuovo vi apparirebbe…
ma siccome la terra gira e il sole si muove come le stelle,
allora sempre vita nuova avremo a vedere mam mano
che si attraversano le contrade confinanti ai nostri passi
Nessuno del regno animale viene al mondo
senza che qualcun’altro prima abbia scosso,
agito e dato giù dai lombi
Nulla è più prezioso dell’acqua che disseta
chi la scampa dall’onda furiosa
dalla torrida sabbia del deserto
dalla canicola del mezzodì alla trebbia
o quando evapora la solenne sbornia nuziale
Durante il ventennio ci ingannavano
chiamando fascista il sabato di riposo
che il regime concedeva ai fedeli
adesso sappiamo che alle genti devote
lo donò Mosè quando fu libero Prometeo
che gli insegnò a metter fuoco al roveto
dove Dio l’esortò ad esser ligio alla legge
Vai via pur lontano da quì
sul mare in tremenda burrasca
per non sentir lamenti
affidati al cielo tempestoso
e quel che sentirò
sarà il più caro dei suoni creati
sarà la tua voce che chiama
seguimi l’uovo è pronto
sulle patate fritte
Oh, madonna mia
colmi di gioia erano i tuoi occhi
pieni della luce dei giorni lieti
che lievi coloravano le guance
e invidiavo quel calore
che vi sfuggiva
come le parole che liberavi
dall’animo
con le labbra da baciare
come dolci leccornie
in vetrina sulla bocca
Quando i buongustai vedono bambini denutriti
(che? non mangerebbero una fetta di pane imburrato?
e non berrebbero una tazza di latte e cioccolato, se ce l'avessero?)
corrono a vomitare nel cesso il cibo in eccesso
per partecipare alla carestia della povera miseria
del mondo, che produce più di quel che consuma
e non le danno agli affamati perché non è economico
inoltre i poveri si viziano, poltriscono e non obbediscono
ai comandi del moderno sviluppo che il cosmo impone al mondo
L'ora della mia cena è quella imposta dagli ospedali,
con la differenza che, si, mangio leggero come in ospedale,
ma bevo il vino di Marreri che mi fa dormire da re
investito da dio, anche se non so se dopo la mezzanotte
i reali del mondo si sveglino, per quanto mi riguarda,
quando succede di svegliarmi nel cuore della notte,
per riacchiappare il sonno, colgo con l'indice
il sedimento della bottiglia e lo lecco
come dio comanda, ciucciando
fino a riaddormentarmi, come un bambino al seno
Perché il cristianesimo non si è opposto al fascismo e al nazismo
nella misura in cui combatté le forme repubblicane democratiche
e le idee socialiste?
Ha concordato col fascismo e ha scomunicato il comunismo
ma non il nazismo con cui è venuto a patti.
Aspetto dal mare di Gonone l'onda propizia
che riporti indietro
– per rivederlo - il mio perduto amore
che ora – turbato - diffida della sicurezza
e trema instabile alle asperità del suolo.
Ella sa che finora mi son servito della parentela
tra i giorni passati e i presenti
e a ogni caduta a stento mi rialzo.
I divieti fan sembrare le cose più importanti
Niente di strano che l'animo dei miei avi riviva in me
se l'ereditarietà ci dota di somiglianti parti del corpo
di padri e madri e nonni e bisnonni
La natura che è la misura di tutto e l'uomo il suo metro
ma tu frena la fretta, modera il desiderio di fare
e fai per bene quel che vuoi, se lo puoi e forse devi.
Il fatto che una persona guardi per terra mentre cammina
non significa che abbia perso la chiave di casa
Vedere un gatto far la sfinge sul tetto
non vuol dire che sia innamorato
ma che aspetti la notte per prendere in volo
qualche pipistrello distratto dall'amore
Non credo che tutte le macchine che corrono sulla strada
in ogni direzione sappiano dove andare a parare
Il fatto che la luna vada appresso alla terra
non vuol dire che il sole sappia dove vada
La vista di un uomo che piange seduto in un bar
non significa che sia stato cacciato di casa
o che abbia un male incurabile
può darsi che sia ubriaco e cerchi di dissimularlo
Certo, non è bello maledire
ma in certi momenti non è bello
nemmeno farne a meno
Scegli le tue letture e spolverale solo con gli occhi
Poi
Abbi cura e riguardo necessario a chi
- con tuo meditato giudizio - lo merita.
Impara a dir di no se ti comandano di uccidere
Dico si all’amico che mi chiede il voto,
ti dico si, ora, come se al momento
fossi incapace di intendere e volere
ma se rinsavisco non ti voto
proprio perché hai dubitato della mia integrità
sulla nostra amicizia che mi imponeva
di scegliere te tra i migliori in lizza.
Non mi vanno i gruppi,
forse perché in qualsiasi gruppo
c'è chi fa notare la mia disarmonica figura
anche da ferma.
Non mi piace il maestro
che mi dice di dire le cose mie a modo suo
davanti ai compaesani pronti a giudicarmi.
I Monsignori fanno belle omelie assolvendo i peccati
delle vittime della delinquenza, ma ora
non sarebbe il caso di convertire gli assassini
a non esser così cattivi e cominciare a rispettare la vita?
Perché non dissuadere delinquenti
e prepotenti dal fare i bravi con i deboli e gli onesti?
Qualcuno deve pur tentare di convincere i malvagi,
porta a porta, a fare i buoni.
Chi se non i preti che hanno in cura la nostra sorte?
Non so mai quando rischiare la vita
che non è mia ma di Dio
Non so proprio cosa dire a chi sa di star morendo
se non guardarlo negli occhi senza malizia
e stringergli la mano per trattenerlo in vita
Non so davvero quando è necessario rischiare la vita,
non sono un temerario e non so se lo diventerò
A dirla tutta non so nemmeno
se vale la pena viverla la vita,
la vivo e mi basta e non mi da pena,
forse ci si chiede che non lo vale per fare
lo schiavo e servire a tavola zoppicando
e rovesciar la minestra sul vassoio d’argento
Ciò non significa che sarei oltremodo felice
se qualcuno la rischiasse per me
poiché non lo vorrei proprio,
almeno non ora che non sono ancora adatto
a fare l’acrobata in un circo e lo sarò solo
se dio vorrà essere mio maestro di ginnastica
Gli Anziani del Contone Ballaloi
seduti nel belvedere della piana di Marreri,
aspettano di vedere i primi cavalleggeri
che rientrano dal santuario di san Francesco
e si dispongono sul ponte come a sbarrare il passo
alle tanto attese frotte di turisti invasori
armati di denaro per comprare Lollobe
Cambia strada se vedi energumeni
armati di bastone che fanno lo sgambetto
ai poveracci per portar via loro le scarpe,
i fazzoletti di seta dal taschino e i cappelli
a falde larghe che fanno ombra.
Forse è l’ora che me ne stia dove sto meglio
conscio di aspettare quel che nottegiorno
può arrivare sulla cresta del mare
o sul cirro celeste o dalla mano infame.
Senza il necessario impegno
anche l’ingegno tarda.
Della dedizione ha bisogno anche l’ingegno.
Con la signoria della Costanza
solo lo sciocco non migliora
Dopo le preghiere del mattino
qualsiasi cosa accada va sempre bene.
Il monte della Sibilla è il picco di Orune
che in paese chiamano ‘’ il becco della Sirvestra ’’
dove gracchia il corvo e volteggia lo sparviero.
Cosa provoca le persone al suicidio?
Il ritardo verso le novità del mondo e della vita.
La maestra maldicenza che lo spaccia per cornuto
perché la moglie lava i vetri della questura,
la signora calunnia che lo fa nemico della famiglia
perché mangia uova sode di un mese con gli amici,
la figlia infamia che l’accusa di turpitudine
perché si cambia la canottiera sporca a capodanno,
la vicina invidia che lo spaccia per beone
perché gli piace il vino fresco più dell’acido aceto.
La scuola va male perché la famiglia va peggio
Le famiglie non sono peggiori
perché non sono più come quelle di prima
Il peggio viene dall’enorme quantità
di presunti beni in circolazione
col solo valore di essere ‘’alla moda’’
che hanno il solo interesse
di sostituire ogni precedente interesse
Così le società che curano più gli interessi ‘’alla moda’’
che non gli altri di più bella sostanza
si indeboliscono prima e più di prima
Gli interessi ‘’alla moda’’ mancano di senso critico
e spacciano per duratura la moda che è di oggi
e non sarà di domani come non lo è stata di ieri
Gesù guarda il cielo per vedere
la sempiterna quiete dei genitori
come noi vediamo nell'alto cielo
se il tempo a valle sarà più o meno
clemente per lo scontro odierno.
Son le civette della foresta di Farcana
a far la fortuna del Monte col Redentore.
Il giallo del sole è il colore dei colori
che presta il verde alle piante,
il celeste al cielo, l'azzurro al mare
e il rosso a se stesso.
Chi sa raccontare quel che non è successo
va preso con le pinze come chi dipinge
una verosimile chimera.
Anche i vecchi profeti prevedevano il tempo.
Ai poeti si addicono di più gli amori.
La verità stà in quel che si fa.
Chi nulla fa è un impostore
perché ha cura del suo orto.
Dove sta la verità in un pellegrinaggio al luogo del culto?
Nel farlo, pare ovvio.
Vero che ogni primavera fioriscono le piante;
non so se a Chernobyl fioriscano i mandorli
e spuntino nuove primule.
Vivo da solo, con gli altri sto in compagnia.
Comunque mangio sempre per me,
e cio mi fa sentire ricco.
Bene, chi sa narrare storie lo faccia,
e ciascuno lo faccia a modo suo,
come chi racconta la sua storia
per dare a intendere quel che egli è.
Parla di te. Scriva chi lo sa,
se dispone delle parole adatte per darsi alla poesia
e cantar se stesso parlando d'altro.
Chi visita il cimitero piange con i propri occhi
prendendosi un pò in giro poiché è ancora vivo.
La morte è colei che interrompe l'opera,
la sua riforma e quelle del governo.
L'uccisione - l'assassinio - è la morte a sorpresa.
Non è vero che il membro della famiglia
che ha avuto più successo aiuti sempre i genitori
e fratelli e sorelle che vivono in campagna.
Non è vero che ai suoi vecchi compri casa in montagna.
Può, si, arrivare a capodanno, con lo spumante e i fichi secchi.
Chi promette è soggetto a dimenticare,
come chi giura è soggetto a tradire
e chi ama è soggetto a odiare.
Per quanto io guardi con la luce del sole
non riesco a vedere se gira o no su stesso come ''noi''.
Le parole dette e scritte sono fondamentalmente vere,
cionondimeno possono verosimilmente fingere,
si puo quindi recitare il falso e altrettanto scriverlo,
percio' di finzioni letterarie son pieni gli scaffali
Sono al mondo per concimare la terra
e in qualche modo lo faro' se mi ospiteranno le galline.
Faro' il pollo, loro santo in paradiso.
Dato che non c'e' paese senza santi patroni,
lo saro' del pollaio.
Volero' col bastone della scopa e imparerò
a fare un panegirico all'uovo primordiale.
Apollo venuto da oriente col nuovo sole.
La mamma, quando mi mostravo incredulo, diceva:
Billu bhi, a pirrone che non crede
a quel che hanno visto gli antichi.
Mettere tra parentesi le incertezze.
A un fatto vero se ne lega uno inventato
e vallo tu a sciogliere.
La pittura tiene in vita quel che il tempo sfalda.
La prima storia sarda e' del Manno.
Nessuna scritta nelle pareti delle grotte.
Nessuna antica memoria preromana.
Ne' tavole romane ne' tavole bizantine.
Quali atti del Giudicati?
Genovesi, pisani, ponzesi e spagnoli.
Nessuna testimonianza di vita,
quindi nessun confronto di testimonianze.
Nessun periodo della storia registra
un tentativo dei sardi di darsi un sovrano
illuminato che dimostri di saper fare
ed educare un popolo di Delfini.
Le cause saranno molteplici, ma sembra incredibile
che dopo tante disfatte e pur molti tirannici dominii,
solo Giovannimaria ci abbia provato?
Nell''864 Nicolo I spedi' in Sardegna Paolo,
vescovo di Populonia e Sasso,
a sconfessare e scomunicare ''l'uso dell'incesto
e delle nozze illecite'' nell'Isola
avuta in dono da poco tempo,
da qualche sovrano devoto alla chiesa.
Poi solo ceri votivi e nessuna fonte antica.
Nulla. Nemmeno una quartina o vecchia battorina.
La causa? L'ignoranza dei sardi che
- se cantavano i pastori e i contadini -
non scrivevano i cacciatori e i pescatori.
Il mondo si e' formato dalla combinazione casuale
degli atomi che, non combinandosi, nulla sarebbe successo.
Non so se gli atomi esistessero prima dell'inizio
del poter combinarsi strada facendo;
non si dice tutt'ora, che il carico si aggiusta in viaggio?
La natura e' la moglie di dio,
il rispetto reciproco salda il loro connubio,
si intendono con un colpo d'occhio
e la parola dell'una vale per l'altro in mutuo scambio.
E se in questa formidabile unione,
uno avanza un ipotesi, l'altra la smorza sul nascere
e col perfetto amore si santifica la pace coniugale
per una sempre proficua unione.
Una bellezza, dicevano gli antichi.
Perfetto come il matrimonio di Natura - il tutto -
con la Cultura - la realta' dell'essere insieme sulla terra.
Con la storia come sua memoria.
Omogeneo, si direbbe. O nulla di eterogeneo in:
Dio (come espressione culturale) e' il marito della Natura.
Considerazioni di autore ignoto,
sulle cause che hanno impedito un pieno sviluppo
all'uomo comune di Ohiai Benimindhe,
cause di natura fisica (scarsa popolazione decimata dalla malaria),
morale (i ricchi inventano le regole per tutelare i loro beni,
rubati o ereditati da ruberie) e religiosa
(dio vive in chi sta bene e teme di perdere la salute,
cosi' fa il malandrino con i grandi sacerdoti
scelti e non abbandonati dal buon dio).
I poveri non sanno combattere, per la debolezza periscono
e se provano a rubare li bastonano.
Dio ha condannato i poveri a dover lavorare
per servire il padrone cosi' come mantiene in ordine
il sistema solare e la vispa mente del suo uomo
in bianco al comando. I ricchi chiamano servi i servi
perche' per loro non hanno nome migliore di ''servimi''.
Siccome il mondo gira l'erba cresce.
Noi, di O.B. cresciamo solo con la benevolenza di Dio.
Anche se il mondo smettesse di girare
come la trottola della giostra per un fulmine di Giove.
Ci dicono che i figli di dio sono i piu' fortunati.
Certo. Perche' sono i piu' legittimi.
Gesu' e' figlio di Dio come Apollo e' figlio di giove.
Cavolo, la stessa storia. Asclepio, medico e farmacista,
per Omero, mortale che resuscitava i morti
perche' figlio di Apollo. Gesu', per i cristiani,
figlio unigenito di Dio, per il resto del mondo,
figlio dell'uomo padre e della donna madre,
uniti, dalla parola, fino alla morte.
Provvidenza o previdenza, cosa ci spinge a nozze
se non l'amore? Qualunque cosa esso sia!
Pestar l'acqua col pestello per fargli perdere
quel che non ha? Ecco cos'e' l'amore!
Considerazioni - di autore anonimo -
sull'influenza della religione degli avi
sulla natura dell'uomo comune di Ohiai Benimindhe
e specialmente sulla figura di don Zanketone,
formidabile esorcista, che spodesta i demoni
dalla coratella degli infelici recitando con loro
i ''gosos'' dei SS. Francesco di Lula,
Ignazio di Laconi e Nicola di Gesturi,
che in ogni manifestazione della natura
vedevano la mano di Dio con un dito in più.
Ogni persona nata ieri
ha qualche responsabilità in più
di chi e' nato oggi.
Quel che avviene oggi, ora e adesso, è cominciato ieri.
Se davvero ci ha fatto Dio non vedo perché
non si intrometta nei nostri affari.
Per esempio, perché far soffrire ebrei, cristiani e islamici?
Forse perché il debole che patisce e soffre ispira
più fiducia di chi ha la vita agiata
e calza calde le comode pantofole del papa.
Bada bene a chi minacci bernoccoli sulla zucca
se non sei in grado di sopportare le bastonate
mirate alle costole e alle giunture
che fan triste e misera la vita del claudicante
che le ha prese e messe nella saccoccia
come il mendicante.
Il fatto che accade non ha bisogno di spiegazioni
o interpretazioni, e' pronto lì, evidentemente esposto
alle manipolazioni per un comodo fine,
teleguidato dall'inizio.
Allontanati da chi parla sempre ripetendosi,
allontanati che non ti contagi,
perché si tratta di uno schiavo che ha perso
la stima della moglie che gli nega il matrimonio
perché infastidita dalle sue chiacchiere sempre scialbe.
E sta per avvelenarlo. Stai a distanza, comunque,
che quello impreca come un mendicante
che non ha avuto l'obolo dal signore.
E' dunque Dio che ordina
che quel che l'uomo riesce a combinare
sia profano e si comporta da uomo comune.
Non spingere quando sei in fila allo sportello,
perché se non sai menar le mani, finirai per prenderle.
Dio ordina che quel che i preti fanno sia sacro,
sono persone speciali perché conoscono
i suoi propositi segreti e misteriosi
ma lungimiranti.
Attento a chi e' piu' svelto di te - con mani e piedi -
che ti suona le costole anche quando mena alla cieca.
La provvidenza e' l'aspetto buono della natura,
altra è l'indifferenza alle questioni di giustizia
che più rodono l'animo.
La crudeltà appartiene all'uomo,
fiore e frutto della natura
indifferente alle nostre beghe familiari.
Facciamo quel che ci pare, tanto tutto rientra
nelle faccende divine che si manifestano in noi.
Scappa prima che ti prendano a far giustizia da soli.
Non un giorno senza una riga. Plinio
Allo scader del tempo concesso,
Agnus dei, il gallo d'Irillai color melanzana,
raccoglie i suoi chicchirichì e se ne va,
non frettoloso nè languido,
poiché il volo non gli è concesso.
Scrivo della mia esperienza nel mondo,
quel che conosco di noi tra noi,
abitare il mondo in società,
non dominati dalla natura, né dominarla,
viverla da solo in comune con Lei e i miei simili.
- Bibe su ki ti da' pride Zanketa ki passat' cada billellere.
Diceva la mi' mamma che credere in dio gli scuoteva i sensi.
Prendila che ti farà solo bene.
E frequentalo, poiché è un buon presule,
ideatore e guida della festa in onore del Salvatore Redentore,
che è frugale nel prendere e prodigo nel dare.
« Tale è per me lo storico: impavido, incorruttibile, libero, amico della schiettezza e della verità, come dice il poeta comico, disposto a chiamare ‘fichi’ i fichi, ‘barca’ la barca, non disposto ad assegnare giudizi favorevoli per amicizia né a risparmiarli per odio, non avendo compassione o rispetto o vergognandosi, giudice imparziale, benevolo con tutti fino al punto di non attribuire all’uno dei due più del dovuto, straniero negli scritti e senza patria, autonomo, non soggetto al potere, non pensando che cosa sembrerà opportuno a costui, ma riferendo che cosa è stato fatto.» Luciano di Samosata
- Al che il mi' babbo, che quand'era allegro parlava in italiano,
ribatteva: Il Medioevo deve essere quel periodo
che vide l'affermarsi di quel monoteismo
che, povero in canna, invento' i miracoli delle sacre reliquie,
accumulando formidabili ricchezze per costruire,
onorare e ringraziare col Tempio Mirabile,
l'Altissimo signor creatore di tutte le cose
che sono state e non sono più.
Attorno al 21 marzo albeggia alle 6 e fa sera alle 19,
e io, col tempo a disposizione e l'equità tra giorno e notte,
scrivo per contare le ore e tener desto il pensiero solitario.
Tra la folla si apprendono le buone maniere,
fischiettando e canterellando, puoi sbadigliare,
tossire e ruttare e persin scoreggiare, sputare no,
si rischia il bastone, col voltastomaco si può vomitare
in un apposito sacchetto resistente al fiele,
mentre portano a giro Il Puro Bambino Gesuino Genuino,
fatto Redentore come Un Uomo con la sua Interiorità,
dedito al Dialogo per sua Convinzione Personale,
con un Idea di Pace, che con libera Coscienza
emette Sentenze di Circostanza, sul Libero Arbitrio,
sull'Infanzia, la Fanciullezza, la Maturità, la Vecchiaia,
il Pensiero e l'Azione e la Predestinazione di affari e cose
e sulla sua scia
La Sua Ragione e
Una Educazione al garbo
Conosciti, dice, e sii Modesto e Pudico con Decenza,
Contegno, Eleganza, Decoro, Amore e Pietà,
Compassione, Diletto, Dovere, Rispetto
Sappi però che i Formalismi come norma sono:
- Feroci come la Violenza
- Sfrontati come la Fissità
- Vaganti come la Follia
È sempre in uso l'antico diritto del bambino
ad avere un padrino che lo segua nella crescita
fuori delle mura domestiche, informandolo
degli affari sulle strade del mondo
e indicandogli la retta via per non finire
in un vicolo cieco. O in galera.
E a Predu, con l'atto di nascita, fu assegnato un padrino,
come a tutti i neonati d'Irillai, Marreri e Baronia.
Su nonn'è Predu Pilurzi (che già dal primo sorso di vino,
assumeva una costante condizione di evidente
e languida euforia: la famosa e sempre sopita
presenza sardonica: Felice come il Sughero
che non prende fuoco) fit' Filize Gherdhone a car'è titibeddhu,
per'altro bianco come un frate ariano dentro il suo pittoresco saio.
Il maestro e il discepolo sulle questioni della vita in comune.
È il padrino che aiuta il figlioccio nella buffa scelta
tra fiori e radici nel caso delle patate.
Il padrino (la cui vita - di padrino di tanti figliocci -
fu una misurata rampogna delle cose inutili
di cui fare a meno) usava regalare al figlioccio
Pilurzi, un pettinino ad ogni compleanno.
Usalo, e non grattarti se non hai pidocchi.
E Tieni la testa a posto, sia dentro che fuori.
Quindi Sii naturalmente in ordine ragionevole.
Non morderti le labbra e contentati dell'acquolina in bocca.
Sei del mondo, adattati ad esso per migliorarlo
Abbi cura dei denti
e non uscir di casa senza uno spazzolino
nel taschino avvolto in un bianco fazzoletto
che col suo candore illumini a giorno
l'oscurità della giacca
Caro figlioccio, non fare il trasandato,
lavati i piedi e indossa l'eleganza che vien dal sapone
Soffiati il naso prima che alle narici appaia il moccio verde
Ricordati che all'evidenza non si toglie nè si aggiunge nulla
Non coprir di profumi l'abito che puzza di fritto e di urina,
ma cambiali prima che ti bastonino come un malandrino
Col vestito nuovo non fare il disinvolto
sedendoti sulla sedia sporca
Indossa la giubba nuova con noncuranza
senza che una parte sia lunga e l'altra corta,
come le maniche lunghe che coprono le mani degli sciocchi
e i pantaloni che non coprono le caviglie degli spilungoni
Il dubbio sia il tuo fratello maggiore
e incertezza la tua sorella migliore,
scrivi di quel che ti va, col dubbio concesso
alle circostanze attenuanti sui continentali
che pare mangino le rane perché gracidano
e si astengano dalle anguille perché sordomute
Non grattarti in pubblico oltre l'osso sacro
Se ti senti bello non darlo a vedere fingendoti timido;
se ti senti brutto dai la colpa al tempo
e fatti amica la fortuna
Non dar credito alle pettegole d'Irillai
che scoreggiano assieme alla frase maliziosa
Fidati del dottore se non hai in chi meglio contare
e lascia perdere i conta frottole dogmatici
La vita è la spontaneità naturale del sistema solare
e noi, come fiori e frutti,
ne siamo la spontanea espressione dell'onnipresente natura
Non sollevar la veste oltre il punto
che sollecita la sfacciata curiosità
Non fare l'Arlecchino con i colori della natura
che paiono sfidare la primavera
Metti la cintura e stringila
che non ti caschino i calzoni
con evidenti segni di brodaglia
Chiudi la braghetta
e indossa pulita l'ultima mutanda del corredo
Nascondi quel che potrebbe essere frainteso
dall'orbo desiderio di goduria
Non si espone la merce graziosa
che non si intende vendere a buon mercato
Non fare il pudico con colei che ti invita al piacere:
tu contieniti e sii tollerante.
Fizo', non brusies su keste anzenu si ti l'hana istau
Caro figlioccio, non rovinare quel che hai in prestito
Fizo', labati, no isetes ki ti lu facat sa donosa
Figlioccio caro, lavati spesso,
non aspettare che lo faccia la tua sposa
Lavati si, quando lo ritieni necessario,
ma almeno un pò prima che ti escludano
dal consesso della vita, a cui non mancano
gli eletti e i prescelti,i fortunati e i profumati.
Ammentati ki barripendente es kie's kene dentese
Ricordati che le guance cascanti son proprie di chi è sdentato
Abbi più riguardo del prossimo a cui apparteniamo.
Non dimenticare che anche la più misera idea
nasce dal fa-bbisogno e finisce nello sfarzo
Vano e sperare e su quel che speriamo
preghiamo i forestali affinché s'avveri
Non tener la bocca chiusa
come se fosse assediata dalle mosche:
scacciale con le mani e mangia, parla e respira
Non illuderti sul progresso
perché si spendono mirabilie per guerreggiare,
depredare e saccheggiare,
per lanciare i cosiddetti nuovi sviluppi di civiltà
Attento a come parli in Tribunale:
non raccontar le frottole che tutti sanno,
di là verità anche se non la sai
e non nasconderla se per caso la conosci
Lascia perdere i robusti prestanti
e i barbuti vigorosi che scatarrano di verde
spedendolo a venti passi dalla loro ombra
Dal modo di ridere si arguisce
se ne vale la pena rider come loro
e se i cani si scompongono,
ridi anche tu
Non fare lo scontroso
se no ti spediscono in seminario
dove addestrano alla mansuetudine
I furbi fortunati sparsi nel mondo
hanno anche la virtù
di spalancar le narici a loro piacimento
Se non ce la fai a reggere i tuoi bisogni
statene a casa a fare comodo i tuoi compiti
Mi vien da ridere a vederti gonfiar le guance
per suonare le launeddhas
Non pipese ca kie non pipata buffat' su focu dae sa janna 'e su caminu
Non fumare, perché chi non fuma soffia sul fuoco dalla porta sulla strada
Non essere da meno degli altri
e sbadiglia quando tutti lo fanno:
lo sbadiglio, si sa, va di bocca in bocca
come la fame, il riso e il prurito nel corpo
Sappi che le Fave del Campidano
e lo Zafferano di San Gavino
fanno muovere le orecchie ai fabici,
anche se nessuno li vede
Non strofinare le tue mani sporche sotto le ascelle,
non è igienico, e non ammettere le mani altrui
perché le ascelle non sono gli stracci dei fabbri
Tieni a mente di non soffiarti il naso durante l'Elevazione
Sappi che ogni goccia di rosolio in più
vuole un'ora di riposo in più per essere smaltita
Guarda che siano i soli colori della natura
ad accendere il viso delle persone belle
Vedi nelle convenzioni
le regole che la mente impone al corpo
e che variano con l'età del tempo
Le abitudini, invece, si modificano col fine di migliorarle
Quando sei solo
puoi soffiarti il naso anche con la forchetta,
ma a una serata di gala non farlo con la coda del vestito
Prede', perfetto è quel che giova alla ragione,
alla giustizia, alla verità e alla libertà
E una buona moglie e un buon marito
si rendono agevole la strada
Pilurze', non nascondere la tua innocenza
se non sei colpevole.
O Pre', fatti del bene e aiuta chi merita il tuo soccorso.
Sii buono e chi ti conosce si ricorderà di te
contrapposto al vicino più cattivo
Non offendere nessuno
tanto che non siano accettabili
giustificabili e credibili, le tue scuse.
Fizo',
è impossibile cambiare ciò che è immutabile
come il corso dell'anno.
Quando ti sposi, se ti sposi e ti sposerai,
al figlio che sarà, e verrà, perché verrà,
non lasciar fare al tuo bambino
quel che, oggi, gli pare,
se no da domani lo farà senza il tuo benestare.
Prede', se non sopravvivi alla catastrofe odierna,
difficilmente affronterai la prossima.
Cosicchè, neppure la più bella,
lieta e confortevole menzogna
resisterà alla ragione del tempo.
Minghinu ke a Minzone, caro figlioccio,
è colui che si scotta più volte
con l'acqua calda e bollente.
Attento all'amico che se piange in pubblico
può nondimeno ridere nel suo gabinetto.
O No', come evitare che l'amico odierno possa diventarmi nemico domani?
Non far l'occhiolino alle donne sposate,
perché puoi ritrovarti con un'occhio storto;
così che se di notte brighi ubriaco,
possono bastonarti
col rischio di perdere l'occhio nella zuffa
Evita di arrabbiarti col vento
che è la frenesia con cui il mantice divino
ci soffia l'aria nei polmoni
riempiendoli di sovrana beatitudine
Non mi va di vederti fare il saltimbanco
sotto lo sguardo incredulo di acrobati e giostrai
Non facas su barrosu ki non timet' mancu su focu
Non mostrar la boria dell'ardito eroe locale
che assale anche il fuoco
Non tener gli occhi socchiusi
perché è come dare a intendere
di aver l'animo chiuso in gattabuia
Le rughe invecchiano come le pieghe
che temono il ferro da stiro perché brucia
Non accigliarti per non far'intendere all'usuraio
che sei indebitato con uno strozzino
Ricordati che e consentito far le boccacce al demonio,
in ogni circostanza e in qualsiasi momento e luogo
e, senza esser visto, gli puoi anche sputare alle spalle.
Esercitati con la lingua a ricacciare la bava
che cola dagli angoli della bocca.
Non sias tusturrudhu, fizo',
e cojubati kin Paskeddha sa pipereddha.
La grazia dei gesti del corpo si misura
nelle convenzioni familiari e sociali
Solo agli sciocchi è consentito farsi forti con i deboli
Non mangiar granchi
perché pare che si ritraggono dal fuoco di cottura,
vogliono essere divorati crudi e non sembra una buona idea
L'uso che facciamo dei gesti del docile corpo
è delle volte ridicolo
quanto a volte rispettoso della buona creanza
L'aldilà è un espediente per pianificare
le implacabili tenebre che ci avvolgeranno
Chi cerca la zuffa non ti perde di vista
quando scoppia la rissa
Nel cuore dimora l'animo
che quando sbatte la porta
sconquassa la casa
Ammentati ki barrifalau es kie no a galu manicau
Un franco sorriso esprime bontà,
ma quel che gli occhi rivelano
possono anche nasconderlo
La malafede è la madrina del mondo
che garantisce vita alle frottole edificanti e felici
Quando sai chi sei sai come presentarti al mondo
Fantasticare è tendere a veder l'invisibile invivibile
L'animo è la volontà di pensare e fare
L'animo è la mia timida coscienza
L'animo è l'altro me stesso che volteggia nelle tenebre
Vivere in pace, libero e sazio, non è render misera la vita
ma vivere col popolo con l'idea di godere la bella vita
Il popolo si dota e sciorina
i suoi sempre nuovi modelli da seguire,
che sia Apollo con la Sorella,
che si incarni in Gesù o in Maometto Prediletto di Allah
Ciascuno di noi popolani
è la perfetta immagine del proprio Dio
per cui si è disposti al martirio
La malignità è il letame che concima la benevolenza
e fertilizza la virtù
La lussuria non è
se non condivisa dal pudore
I sistemi solari son la materia,
come il nostro corpo,
che occupa lo spazio vuoto
Lo sputo manifesta il disprezzo
La nicchia si addice ai santi
che la riempiono di mirabolanti aneddoti
Non so nulla dell'aldilà
se i sensi non mi avvertono
Quando i pezzi grossi cadono dall'alto
fan più male dei piccoli
L'ombra mia si allunga e si ritrae
ma senza staccarsi un pelo da me
Questo è il mio mondo e altri non ne conosco
Non cammino come vorrei ma sto in piedi come posso
È degno di me quel che faccio?
O sono io indegno del mio risultato?
Oddio, posso essere io una novità?
Io, invidiato dai peggiori,
deriso dai migliori e oggetto di beffe dei mediocri?
Chiedo conto al Signore del mio essere inviso alla gente.
Sono io la rovina della mia vita.
Non sono balbuziente
ma chiedermi di parlar come un attore
è come incitarmi a correre davanti alla morte
L'eloquenza, il bel parlare,
dovrebbe persuadere alla ragione,
invece sfotte
Io, che chiamo bellezze le prime veglie
col chiaro canto del primo gallo d'Irillai.
L'invidia nasce dall'essere i prediletti
scelti da Dio edi eletti dal popolo
Non voglio poltrire più di tanto,
nè per nulla mi piace patire
non voglio più urlare di rabbia
ma solo per farmi sentir meglio
non voglio bere più di quel che non sopporto
non voglio avere più quel sentore
che chiama le mosche al pasto
Mi piacciono - crudi e cotte - piselli e fave
anche se mi sfugge il loro misterioso profumo
La bocca ha da star chiusa
se non parla e non mangia
e semiaperta se russa
Della volgarità non mi curo, della chiarezza si
Vivi in silenzio come fanno i pesci
Il sornione guarda lontano per veder vicino
Il maligno finge quel che fa per l'ingannarti meglio
Chi tarda a capire sbarra gli occhi e si gratta la cispa
Serra gli occhi all'oro del sole che acceca,
come un cenno d'intesa e uno di resa
Noi,
possessori della sorte comune,
infatti non possiamo non morire
Rimango muto e sordo al veder la perfetta luna piena
Il buon cristiano, nonostante cada nel peccato,
si distingue dall'animale perché può pentirsi,
purificarsi e perdonarsi confessando
Anche l'asino sa quando giunta è primavera
che chiama l'estro al dovere.
Finas su puddhericu curret' i su parisi.
Le sirene vengono a galla
per liberare la voce dei pesci muti,
silenziosi e indebitati fino alla coda mozza.
Chi va di fretta ha perso il bel tempo andato
e ora l'insegue per riprenderselo di malo modo
se, Iddio volesse, gli acchiappi la coda.
Chi non sa battere un chiodo
teme anche il martello in vetrina.
Chi seduto non tocca terra
ciondola i piedi come un gelido batacchio.
Chi si gioca con le dita è fiero di ciò che san fare;
se poi hanno un anello, apriti cielo!
Apollo sentenziava che Socrate era il più sapiente dei mortali
( - e Gesù diceva di esser figlio del padre -)
e per i greci Socrate era Socrate,
ma per gli ateniesi Socrate col naso schiacciato,
era piuttosto moccioso,
e meno libero di una canna al vento,
e più povero di un cane da non possedere un fazzoletto
su cui lasciare una sua traccia,
tanto che gli amici gli fornivano i sandali…
se dici che cristo era un disgraziato
come tanti malinconici infelici tra noti mascalzoni
che sempre mascalzoni sono,
cattolici e preti ti bruciano vivo come un cerino nuovo
tra le gambe unte d'olio e sotto le ascelle profumate
da balsami famosi nel vasto oriente
Buffoni di tre cotte son quei barbieri
che in sordina, col ticchettio delle forbici,
fanno quelle puzzette succulente
che raggelano il borotalco del negozio
Non capisco chi si fa le piaghe nel corpo,
dubito si della sua sanità,
ma a sentirne le sue ragioni,
penso che l'integrità gli sia sfuggita di mano
La natura in pompa magna
è il mondo più adatto a noi, comici prestigiosi
che si curano col sonno, e giocatori di carte
che imbrogliano quando va bene
e sfiderebbero a mariglia
e, in singolar tenzone,
alla morra, anche Dio
L'acqua fresca mi da la sveglia, i piedi caldi mi riposano,
e solo così sono in grado di ricordare
che i nonni di Pepantoni facevano i gabellieri,
uno sul ponte di Lucula e l'altro sul ponte d'Oliena,
dove è nata la voce sui fondali del Cedrino
che pare ospitino guerrieri di bronzo
trafugati dai Musei di Tiscali.
Sotto il ponte di Lucula qualcuno dice (Annicru Pau)
di aver trovato anelli d'oro sottratti alle spose d'Irillai
per la Regina di Saba che non disdegnava
nemmeno le gemme troiane, persiane e indiane.
C'è del divino nel magnetismo che difende la terra
in libera fuga dall'attrazione solare che la (ri?)vorrebbe incorporare
Crono si mangia i figli come il tempo che divora le persone
L'alta qualità della follia prevede l'ingombro eccessivo dell'ultimo piano
tra il proprietario e il coinquilino affittuario invadente e forse moroso
Mi piace il gatto veloce come il lampo,
perché sa che posso anticipare i suoi salti col bastone.
Poi gli servo il pasto.
Le sacre e sante scritture son quelle
che rivelano al mondo l'intima sostanza dello spirito
che ci riempie, gonfia e sorregge
come una pompa che, vuota, s'affloscia
Dicono che la Santa Vergine sia volata in cielo come Ercole
( ma senza una piaga né una bruciatura)
o, forse meglio, come Ganimede
il bel garzoncello rapito a Troia da Giove
Alla panza piena come brodaglia
segue la fetida visione d'escrementi organici
che si diffonde nell'aria dal vaso da notte
esposto alla luna affacciata sul mare di Sardegna
Mai un giorno senza una parola e un sospiro d'amore
Mai una notte senza la seggetta più vicina della luna
Avanti col Refrain, riff, ripetizione del periodo infantile.
Riff, ehi, Marc'anto'! Jubann'anto'! Na', o Antonifranzi'!
Dalla dimensione tardo isolana non si esce senza traghetto
70 anni nell'isola senza aver visto una cicogna sul fumaiolo del tetto
Misuro dal radermi ogni giorno
il passare della vita nello scorrere del tempo,
quelli che non si radono pensano di non invecchiare
come gli angeli fatti a nuvola (che un battipanni dilegua)
con balsamo celeste senz'olio vegetale
né grasso animale, quello della ricetta
di cui vanno in cerca le pie donne d'Irillai
che camminano posando ogni passo
col timore di romper l'ovo nel nido
Gonaria e Bonaria, le sempre vergini madonne
(paratalassia)
sorelle che rinviano da morte certa
i naviganti nel mare in burrasca:
Chiaro e caldo come il sole è il loro sorriso
soave e fresca come la luna è la loro parola
pieno come l'uovo è il loro occhio
profondo come l'eco il loro orecchio
oscura come la morte la loro vita
Devo guardare e sentire e cogliere solo ciò che m'ispira.
Sono un ciarlatano e scrivo
per ciò che le parole mi richiamano alla mente
sotto forma d'immagini che popolano il mondo
che mi sopporta come un passeggero abusivo.
Non so 'e gabbale, sono un gabbamondo mannu 'e badas.
1. Bibe ki no es criolina, dice Tzincorra di Orune
della locanda con l'insegna del rombo rosso
con un ! al centro, invece della vecchia frasca :
Paret criolina, nabat' Tzincana a tziu Nanneddhu Borra
2. L'urlo del mantice, otre gonfio di vino,
mette le ali alle parole che sanno di verità:
vivo come posso, come tutti d'altronde.
- Ciò che sono non può lasciarmi
e ovunque sia sarò con me,
seguo la mia ombra ovunque vada,
che il paese si spopoli e la città si arricchisca,
devo vivere e sopportarmi, contentarmi di poco
è la mia regola, aver poco da spendere
dove c'è tanto da comprare, un kilo
di pane carasau rende più del pan comune,
un litro di vino costa meno di un bicchierino
di cognac, un litro di latte costa meno di un formaggino,
sei uova, una dozzina di patate, i pelati di Serramanna,
un pezzo di cacio, friggere una melanzana,
pasta e fagioli, peperoni con sedano e cipolle e
il giorno di festa il brodo caldo di una testa di gallina,
una coda di pecora e un orecchio di bue mansueto,
due unghie di porco libero nel bosco,
una mezza dozzina di setole di cinghiale,
un corno di agile capra marina,
tre foglie di carciofo di Samassi
e un testicolo di pollastro
la sera mi propongo d'intrattenere greci e latini,
per la notte stanno in fila i rinascimentali
e i moderni affini, tutti tradotti, beninteso,
le pompe vuote all'ombra del chiostro
non mi avranno,
che aspettino invano la luce che mancherà
il lunedi devo farmi trovare se mi cercano
il martedì non voglio aver bisogno
di chi mal mi sopporta
il mercoledì potrei essere comunque sia
se il mondo me lo consente
il giovedì se pulite, bollite e omogeneizzate
le persone son tutte uguali
il venerdì il carattere di tutti è quel che uno ha
se la società glielo concede
il sabato tutti a calafatare Venezia nel timore che affondi
col suo peso come Babilonia senza stagno
la domenica a spasso con l'enorme Gianni
a bere vino con i bassotti del Contone dei Ballaloi
3. Molto di quel che vedo accadere
mi stimola a dir qualcosa sulla gallinella
che non sa dove far l'uovo nuovo
4. Dio (non so se abbia avuto un maestro
né quali e quanti modelli a cui far riferimento)
è la luce che illumina nello spazio il senso della mia realtà -
che non mi concede alcuna ambizione di successo -
mi chiede solo di essere più rispettoso che rispettato -
mentre avrei bisogno di una casa degna a piano terra -
e potrei anche aver bisogno di una discreta compagnia
amorosamente colloquiale -
di certo sento solo il bisogno di ridurre le mie convinzioni -
perciò ho bisogno della fiducia in chi mi conosce -
dato che non ho nessun desiderio superiore
al mio fare quotidiano -
che è vivere a margine la periferia
nei dintorni delle mura cittadine
dove volano le pietre e si scaccia la fame
con le macchine che funzionando a meraviglia
(vanno solo oliate) mi stupiscono come le stelle
cadenti che non ci colpiscono mai
ma sempre più mi meraviglia che l'acqua scorra
verso l'alto e il basso superando la curvatura
della terra come in un vortice di stelle
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