mercoledì 1 aprile 2026

31 - XXX 23mila

  p.e.m.


 

31 - XXXI 

labirinto

dove il problema di sempre, naturalmente, 

è veder chiaro nella confusione, 

 col filo della ragione nella disposizione delle interiora, 

 delle cose comuni, della memoria e degli affari di cuore.


Ohiai Benimindhe

 paese edificato con impasti di semola

 e midollo, sale, uova, miele e uva passa.





 I libri tra le mani si leggono, 

col respirare si spolverano 

e con  un sospiro si depongono.




Dio ha fatto la terra e l’ha chiamata pace, dicendoci:

Fatene un pò quel che pare.


Rivedi i rari sogni che si avverano e poi svegliati.


Non vedo necessario preconizzare la fine:

 vivi come puoi evitando i pericoli evidenti 

e la fine avrà da essere quando sarà 

e sarà sempre sorprendente


Epistola di Orazio



Wagner è per i sardi 

quel che Omero è stato per i greci…

l'ordinatore della lingua.

Poi, tra noi, è venuto il tinello

 e - con lui - l'ottomana…



Proprio lei, dai piedi belli e leggeri

 come la cavalletta di val verde 

che salta come una freccia avvelenata 

di sguardi malefici che seducono e mirano

 al sesso anche i vecchi spasimanti

 che si cedono alla vita e all'amore 

che fa dolce l'abbraccio della morte. 



È attraente chi si fa ben volere 

con la grazia che ammalia e genera l'amore

la donna ha quindi da essere graziosa 

e il sovrano ha da graziare la pena del reato 

perché nell'amore non c'è peccato

perciò alle fanciulle si addice il ricamo 

che incanta gli animi delle genti 

e fa pulsar  le vene anche ai vecchi 

sollevandone, come farmaco prodigioso

il debole battaglio del decrepito desiderio


La natura mi ha portato alla luce

 la società mi ha collocato dove c'era posto


Considerazioni di autore anonimo 

sul mondo dell'individuo di Ohiai Benimindhe

dove la  furia della tramontana di Orune

pare si svelare i misteriosi arcani celesti

ma sfracella contro i muri le rondini in volo 

e i cugini dei falchi centrali, gli ingordi gabbiani

li intreccia con i fili dell’alta tensione 

che usano cimare anche le ali degli angeli

 ghiaccia pure  il latte nel seno delle pecore 



Quel che Hannah A. scrive sulla morte di Ivan il'ic di Tolstoj, 

’’quel che comprende è che per questa vita non valeva 

la pena di morire, dunque non valeva la pena viverla’’-



Dolce sia la lingua, chiaro sia lo scritto 

e felice sia la comprensione di cui far tesoro. 


La morte non arriva

 prima che al morente 

non sia chiara la propria impotenza.



Lo spiritoso mondo d'Irillai condanna il furto 

e chi lo pratica, chi ruba all'altro si nasconde 

e dice che i ladroni vengono da lontano, 

dall'antico paese dei ladruncoli, 

dove misero è chi rientra senza bottino, 

così si infetta il mondo.



I pensieri se ne infischiano e non pagano

 il viaggio, essi  esprimono le idee 

che vanno di bocca in bocca come gli sbadigli, 

esse idee volano col cinguettio degli uccelli

 e col fruscio delle fronde, 

e si comunicano col respiro del mare 

e con i sussulti della terra



Una bella persona è ben accetta dovunque, 

un brutto ceffo rischia di essere cacciato fuori 

anche dal Tempio della Rotonda 

ma confida sul virus della protervia per il rientro.



La storia registra solo fatti oggettivi 

e per vivere abbiamo bisogno di testimoni 

e di immaginare in che modo saltare gli ostacoli



Il passato non ritorna, contentiamoci di ricordare

l'avvenire aspetta noi attaccati al presente 

che abbandoniamo nostro malgrado, o no? 

perché chi, potendo, non ringiovanirebbe?



Poesia è dire qualcosa in modo elegante e personale.



Il sole, come i genitori migliori con i figli avuti in sorte, 

illumina anche i ciechi e i sordi che non stanno a sentire.



Intelligenza e istruzione fanno il mondo migliore 

e in cerca di gioia. 



Il circolo dei virtuosi volterriani d'Irillai, 

afferma che, piaccia o no, 

siamo tutti figli del vecchio imperturbabile destino

che chiude l’uscio quando esce colei 

che non concede deroghe e non cede il passo 

a nessuno nemmeno al fato degli Dei Olimpi

figurati agli altri che parlano da soli 

attizzando il fuoco dei vulcani



...e con la pelle si fa uno scendiletto per gli sposi.

Mangiatori di carne son quelli che al girarrosto 

infilzano metà del vitello di otto mesi 

e l'altra metà finisce nel paiolo da 50litri 

a cuocere con olio, sale e timo

e al primo assaggio è cotto 

e si aspettano sulla porta

 i commensali col vino 

dello scambio



Storia infinita: pare che ci sia tresca

dalla sostanza dell'uovo d'Irillai 

all'essenza del vino di Marreri.



Elena la bella flatulente ab-ovo 

La moglie è la compagna ideale 

quando è dedita al marito che vive 

per essere ben accudito ed è in grado 

di cogliere l'amore che trabocca dal seno 

della consorte che non ha riserve per il suo 

così umano maschio mangiatore di uova sode e fritte. 

Dio, quant'è bello avere una mugliera obbediente 

che gli versa il fresco vino quando rientra dall'osteria! 

O donna mia, il chiaretto mi manca della dolce Baronia



Per chi vive nulla è difficile come il saper di morire 

con tutto quel che ci rimane da fare. 



Quel che non fai tu lascialo fare agli altri.



Una certa parola bisogna per avviare un discorso, 

una conversazione: serve una parola per dir qualcosa



l'inizio è sempre una parola, senza la parola 

non sorge il sole, la parola da forma al creato, 

senza parole si uccide, ma con le parole si condanna 

l'uccisore, senza parole si muore, ma con le parole si vive, 

con le parole si ama e senza parole si odia: 

con la parola comincia il racconto della vita 

che passerà per l'astinenza e finirà col digiuno



Ci mancano le misure per sapere quanto è grande 

l’opera fatta dal buon Dio e della sua parola 

abbiamo bisogno per saperlo 

perchè enorme è l’orto con l’acqua della fonte 

che perenne corre nel mezzo

diamo in appalto una ricerca di mercato



A volte mi vien voglia di pregare iddio a nome di Socrate

specialmente quando c'è da rebottare con spaghetti 

alle melanzane al sugo piccante che assaporo in pieno 

solo con un monopetto chiaro e un panciotto bianco 

come il pauroso coniglio dell’incontenibile Alice



Dal bruciar libri non si tardò a bruciar persone vive 

e ai cruenti conflitti di devoti fedeli allo stesso Dio



La dignità mi impone di non offendere nessuno: 

non farlo impallidire come accade morendo di paura, no,

nè farlo arrossire come fa il vino quando picchia in testa

non sono proprio capace di emulare San Giorgio 

che si fece corazziere per vincere il demonio 

nel corpo del drago che impediva agli assetati 

di bere dalla botte il chiaretto di Marreri

un vago timore  mi impone di non immischiarmi 

negli affari privati degli altri e par che mi dica: 

Matura, se puoi, e lascia piovere sulla polvere della terra



A che pro invidiare chi è quel che tu non sei

egli è uno dei tanti che non vive nel tuo cortile

fai come il ricco che non invidia chi possiede 

i suoi stessi beni e persuade i figli a stimarlo  



I nomi sono i suoni delle persone e delle cose

che riempiono il mondo di sublime cianfrusaglia 

che in Baronia chiamano 'bascaramene'



Dicono che i pidocchi non distinguono i riccioli 

dove sono ospitati, non sanno se appartengano 

a delle persone perbene e in ogni buon caso 

si riservano di non sputare sul piatto dove mangiano



In ogni sostanza di merito, di casta, di razza, di nazione, 

c'è l'acquardente, essenza di solo spirito 

che sconvolge la mente per giocare col diavolo 

sul margine del campo e si dimentica  

che con lui si devono rispettare le distanze



L'indifferenza serve a mantenere la distanza



Solo la pulce salta nell'ombra del leone 

(La pulce che, forse, come me, 

non ha mai visto un leone da vicino)



Dopo l'illuminismo ci voleva il suffragio universale 

per completare al meglio gli affari del mondo 

e per ottenerlo si doveva passare a Maidanek.



Su corpus ki ti reghet! 

C'è della magia nel corpo che sostiene l'animo. 

Le persone simpatiche sono i nostri fratelli mancati 

e gli amici ritrovati con la vocazione per le cose belle 

e per la giusta misura del buon vino da bere sotto la pergola.



L'invidia morde dove c'è da rosicchiare.   



Faccio il possibile per accantonare i ricordi più penosi, 

ma sempre si ripresentano immutati, se non più severi; 

finirò da qualche mago per conciliarmi con Gennarino 

che i brutti ricordi me li scodella appena può: 

pesanti, pesati esattamente come in farmacia, 

come se tutto debba essere dimostrato in dettaglio, 

per dar sollievo all'animo, quando è finito il vino



Diecimila anni da che si è fatta la prima famiglia, 

unione di uomo e donna che generano 

lei supina, prono lui, a credere ad Aristotile 

figli propri simili in tutto, e tutto poggia su di lei famiglia, 

senza non si procede, perciò la Famiglia è Sacra: 

essa contiene il leone e la leonessa che se ne infischiano

delle parentele: vengono e vanno, tanto da pervertire asini 

e somari, balene e capodogli, mandorle e ghiande, 

orchi e mostri, il capofamiglia non si da pace finché 

non trova il luogo natio del genos capostipite -(forse Lucula)-  

primo cittadino del mondo, egli, capofamiglia, 

fa città come le formiche sotterranee e le api aeree, 

i cinghiali abitano con la famiglia nella foresta di Farcana 

e imperversano negli orti e nelle vigne 

e nei giardini d'infanzia e nelle bettole d'Irillai e nella pergola 

del circolo  dei tolleranti voltairiani del Gran Contone Ballaloi



Intrattenimento è non nuocere, 

uno si trattiene dal fare il porco, 

per non togliersi un occhio che fa male 

si legge un libro che fa bene, 

per non buttare una lavatrice dal balcone 

meglio vedere la televisione



La storia è l’esercizio della memoria sul passato 

da ricordare che non serve a nulla 

perché gli avvenimenti si intrecciano come vogliono 

i sempre nuovi presenti di generazione in generazione

il passato è l’esercizio del ricordo 

e il ricordo ha da essere scritto per durare inalterato

sulle fondamenta del passato i nuovi arrivi edificano 

sempre nuovi edifici che modificano il presente

la sempre nuova presenza umana muta l’esistente



Sesso d'allevamento, in casa; 

Attrazione riproduttiva, all'aperto; 

Amore naturale, ricerca del piacere 

in coppia e divisione del pane quotidiano



Come fratelli di latte, 

quelli che han succhiato 

dalle tette della stessa balia, 

poi come dopo anni vissuti insieme, 

finiscono per darsi le spalle in casa, 

non guardarsi più negli occhi, 

che per primi hanno agito, 

che per primi parlano d'amore, 

sono  gli occhi gli arditi del viso 

che danno a intendere qualcosa, 

e guardandosi con la coda degli occhi 

cercano di non darlo a vedere, 

forse senza  sapere che altro fare per andare avanti 

e conoscerci un pò, c'era qualcosa di sospeso nell'aria,

 lei stava con le amiche, senza parlare

ascoltava con la mano sotto il mento, 

lui era certo di essere da lei osservato 

e fingeva di veder altrove, lei aveva un bel viso 

e lo sosteneva col dorso della mano, 

così anche lui sosteneva il proprio mento col pollice 

so per certo che lui le avrebbe stretto la mano, 

ma non so se lei gliel'avrebbe concessa, 

non la so nemmeno se interessata alle amiche 

a cui forse parlava di quel tizio che la squadrava 

di soppiato, bello comunque ricordarsi dei loro sguardi 

vividi seppur mascherati, e finire col chiedersi:

chi dei due era più adatto a fare il pioniere o l'aspirante?



Pensare il da fare - l'attrice - il giudizio ha da aspettare

A una certa età la ragione suggerisce di stare in casa; 

alla stessa età la passione stimola a cercar di meglio; 

poi vedi sul momento che fare sul posto: 

se andare avanti dove divampa il fuoco imprevedibile, 

fermarti in tempo e chiudere la bocca davanti alle coincidenze

o ritornare con la ricompensa del can bastonato



Chissà perché i pipistrelli fuggono la luce del sole 

che feconda l'acqua e la terra che loro non toccano. 

Poveracci.



Ghimisò! Kivarjò! Ghilinzò! 

Urlo del mugnaio di Seuna rivolto ai garzoni astemi.

Mort'e su re! Ghetto su murgue! 



Tutto si chiede al povero, sforzo e pazienza e preghiera

e dal misero si pretende anche di tacere e non urlare 

e alla fine anche il gioco che diverte spegne la candela

il vizio che aiuta nello sconforto come ogni illusione, cede

come la virtù di Socrate che a 70anni provò la galera

a Cicero che conosceva l'arte del saper vivere 

Antonio il coinquilino spicco il capo dal collo

Gesù,  pur figlio unigenito di Dio, fu lacerato in croce

dall'astemio Dr. Caifa per aver fatto il vino dall'acqua

ultimo non ultimo il Giordano finì in graticola 

mirando altri cieli infiniti tutti all'insegna della miseria

Certo al mondo non mancano i poveracci 

anche se pullula di barbieri e parrucchieri 



Se i carnivori son crudeli e cruenti...

Dove abbondano le cipolle e non manca l'aglio

la domenica se con l'arrosto manca il timo

si accompagnano i finocchi ai ravanelli

e si sa che alla festa in tavola 

-(i poveracci digiunano e i beoni saltano)-

anche cani e gatti godono 

e ai gracchi che in alto aspettano 

la coda della pecora bollita 

e commentano che i falchetti di san Pietro 

 schifandosi le lepri, recidono gli asfodeli 

e strappano i cespugli di malva saporita

...I vegetariani son pacifici e rammolliti dall'ortica muraria



Il mecenatismo, il campanilismo, il palco a teatro, 

la squadra di calcio, il collezionista dell'opera unica, 

la megalomania, chi è senza passato se lo compra quà e là,  

e, se ne espone i vecchi avanzi 

(chiamano tesori i resti delle genti antiche)

si vestirà di meriti altrui, la prima donna, la prima voce, 

il gran palazzo, il bel quadro, il buon libro, 

il concorso canoro degli Stentore, arti sonore e figurate, 

gli strani e voluttuari paramenti di papi principi e re sovrani, 

i libri sacri, le armi segrete, le olimpiadi, le corazze militari, 

il museo casa del patrimonio culturale dove il paese 

espone la sua identità, la chiesa espone la nobiltà dei poveri, 

il mercato espone le merci attuali e recenti, 

la stampa le notizie fresche di giornata, l'arte costosa, 

l'uovo d'oro, il lusso irripetibile, l'oggetto raro, l'uovo quadrato, 

Dio, il prestigio del capo marcato, dalla gente comune 

emerge il patrizio e sedimenta la plebe, i ballerini 

hanno muscoli eccellenti come i Multimilionari 

hanno i soldi eccedenti buoni per i Centri Commerciali Polifunzionali, 

chiuso il botteghino danno gratis i classici che valgono 

e si pagano cari i best-seller come primizia senza valore,

 buona, libera e piacevole scelta, buon pro a loro



Solo i capitani delle libere chiese del mondo 

devono essere liberi di predicare la parola di Dio

 purché separati da tutta l’acqua del mondo

in perenne burrasca da affondare i vascelli di guerra



Per chi vuol vivere in eterno nulla ripugna come la morte. 

Così siam fatti noi: con la buona semola di Nurdhole, 

tra il Tirso e il Cedrino dei vecchi nuraghi inservibili e abbandonati



Il libero pensatore pensa ordinatamente i pensieri altrui, 

poichè i suoi li bagna l'acqua, li asciuga il sole,

 li sparpaglia il vento e l'inverno -in/l generale- li gela



E’ sempre strano quando si tratta di applicare

 la verità in nome della quale si è vissuto fino a ieri



Il nostro Dio è sovranazionale, universalmente riconosciuto 

come nostro dio privato, anche se appartiene al patrimonio 

del mondo, e in punto di morte gli chiediamo 

tutti, come coinquilini alla pari: 

Oddio, perchè ci fai morire? Che fastidio diamo?

È  tanto grande la terra! Diccelo, per te tutto è facile.

Almeno, o Buon Dio, dicci perché ci fai vivere?



Non mi pare di aver nascosto qualcosa che valga, 

ancor meno so come potrei migliorarmi; 

ho provato a dipingere frutta e vino 

come facevano i cristiani primitivi che credevano nel paradiso, 

ma mi è venuto fuori qualcosa che poteva somigliare 

alla vaga idea del primo ponte sul Cedrino 

e il primo passante di Lollove che vi si avventurò, 

nel bel mezzo del ponticello, spuntò  con un morso 

il gambo di un fungo che aveva in tasca e l'assaggiò 

con la punta della lingua per saggiarne la bontà 

o la tossicità, sporgendosi dal ponte col pericolo 

di cadere in acqua....di questi tempi la pittura

 - per vendere - deve aver chiare le strane idee



Negli anni più recenti i ricchi e i prepotenti 

si ribellano di più alle pastoie governative

 perché azzoppano  la crescita della ricchezza

 tarpano le ali al moderno, dicono

 il giogo andava bene ai contadini che arano la terra 

e la cavezza è propria delle bestie portate alla fiera

la libertà si addice solo alla moneta e a chi la fa circolare.



Non so mai se oggi sono instabile come ieri 

che farneticavo più di avantieri e già da tempo 

mia moglie mi raccomandava di non eccitarmi 

e contenermi e non dar scandalo davanti ai bambini 

che giocano a scalare le colonne di marmo 

in piazza san Giovanni frastornandole con le grida 

pionieristiche di scoperta del mondo: 

sono più stabile di notte, quando dormo…



So, diceva Gonario di Gorropu,

 che causa della violenza è l’impossibilità

 -  per  tiranni e sommi sacerdoti - 

di accedere, e carpire, la verità chiusa 

nell’animo libero dei comuni mortali



I 4mori, o istrioni degli Elisi uniti nel nome 

di Gonario, Tzikone, Eleonora e Missenta, 

sono stati i primi pionieri sardi 

che, scampati alla catastrofe di Gorropu 

dove piovvero massi che distrussero l'industria 

delle brocche della orgogliosa Tiscali, 

si son fatti Mamutones Militanti del Suolo Sardo, 

che parlano in italiano con l'accento dialettale differente 

- che chiunque si affretta a distinguere - 

dal tosco-maremmano-lucano



Insegna d'enoteca a Irillai:

Dal vino a credito al sonno gratuito 

sottratto a colei che non concede deroghe

e non cede il passo a nessuno, diceva Erasmo



Dimentico, si, come a tanti succede, 

di dimenticare quel che persuade, 

per tener fermo quel che di convincente 

si dice in giro, come, per esempio, le belle giornate 

di primavera non le segna il calendario, 

ma vengono quando Iddio vuole,

prima, durante e dopo la sua settimana santa



Senza esser nè questo nè quello, 

meglio esser quel che sono, 

non potendo esser migliore 

e forse neanche peggiore



Veder la sofferenza mi dissuade dal fare sgambetti 

compromettenti e pericolosi per l'occupazione dell'area



I preti si dicono servi di dio 

suoi assistenti in campo

non diranno mai che sian castagne scoppiettanti

perchè in sua assenza dopo di lui sono loro 

i migliori sulla piazza perchè capaci di pregar per tutti 

gli incapaci e i poveri di spirito che al mercato, 

non sa dir quattro parole in croce

valgono poco e credono che le cose del cielo 

sono sole, stelle e pianeti come sulla terra, 

e in terra fatica, lavoro alle costole e sale e bugie



Quel che introita da il carattere alla persona

dandogli la misura del mercato

non il valore della fatica

e dell’animo in subbuglio



Il corpo va alimentato, e l'animo sostenuto, 

per farti una bella risata, come si usava anni fa 

in Baronia quando si andava a zonzo nel mar Tirreno 

in sella ai cavalloni marini, per paesi festanti 

e l'economia del baratto precedeva il denaro 

che armonizza tutto e tutto livella, 

così come il cesto per i polli poteva contenere 

lattanti ai primi passi e anguille del Cedrino



La diserzione appartiene a chi ha dubbi 

sugli eserciti in guerra, 

e sullo stesso

 esercizio della guerra che deprime la pace.



La solennità è quell’affare misterioso 

che più solenne non si può 

per non  destar scandalo



Il vino ha preceduto la droga, 

tanto che gli antichi dei del paradiso

esperti degli umani tormenti del mondo

bevevano quello inventato da Dioniso 

in Ogliastra e da Marone al Gologone, 

per la gioia dei re pennuti come uccelli, 

e per alleviare le sofferenze dei poveri cristi 

arsi dalla fatica di una bella morra perduta.



Chi scappa deve essere più rapido di chi l'insegue 

per prepararsi a prenderle o a darle con i bastoni 

della ragione per tutti i deboli che non sono uguali



La natura ci ha attrezzato per pensarci come esseri naturali 

e quanto vien fuori da noi non può che essere naturale 

e la morale che è in noi è quanto di meglio la natura ci ha fornito: 

pensare dentro di noi a noi (noi, comunque sia, 

siam figli naturali della natura attuale e primigenia) 

- guardando la luna - nel rispetto degli altri

perchè: che il mondo sia in comune lo sanno anche cani e gatti

non dico dei tenenti, dei sottotenenti e dei nullatenenti

dico che il gatto non fa sedie, non fa iniezioni nè armi, 

ma prende i topi con le sue grinfie 

e il cane non inseguirà due lepri e una forse la prenderà 

ma ti veglia e avverte del pericolo, abbaia per chiamarti, 

e quando ha fame morde come gli umani e i mortali



Siccome il fuoco brucia 

e riduce tutto in cenere 

credo che la via lattea 

sia il latte ridotto in cenere

dimenticato sul fuoco dell’inferno



Dati a Dio per non peccare

fai sport per non invecchiare 

dati alla politica per ringiovanire

occupa il municipio per diventar famoso

dati alla libidine e alla lussuria per godere

ma se vuoi abitare il mondo abbandona il paese

e se non vuoi ammattire lascia perdere l'immagine di Dio 

avvolta nella bruma che se si rivela scompagina la quieta natura 

imperversando nel canale di sanPietro bianco di spuma - acqua sarda, 

nota ai tonni, vecchia quanto la terra - con una furibonda tempesta da primordi 

del mondo in formazione (quando il cuore dell'universo esplode alla vita e per primo 

alto si leva lo stridio degli uccelli marini nel canale spumeggiante e gli eco il cra cra dei gracchi)



La terra vista da Marte è una goccia d'acqua azzurra e salmastra,  

con tracce di tabacco, probabilmente di cicche riciclate, 

e sedimenti vari coperti da nuvolaglia sparsa 

e sfrangiata, forse filamenti di feccia di vino



Chi comanda decide quel c’è da fare



Con la vita si entra in un mondo di spensierati orizzonti, 

di libere pene, preoccupazioni a non finire e di allegre 

e inebrianti festicciole che danno l'estasi

con la morte non si va lontano, ma l'animo si rasserena, 

i nervi si distendono e il corpo non suda più 

e sulla terra finiscono i debiti e gli affanni 

e si diventa definitivamente soavi

ma quegli individui più mansueti 

con l'animo del questurino in incognito, 

sostengono che la morte sia un espediente 

dei servizi segreti nazionali, 

per sondare le fitte  tenebre dell'aldilà ingannevole 

che nasconde gli ostinati debitori dello stato

che semplicemente giurano sulla testa dei figli



Non mi è mai capitato di giurare

e non so se avrei giurato

perchè non so cosa sia

qualcuno dei vecchi che se ne infischiano degli ospizi 

dice che non farlo evita il rischio che gli si attorciglino le dita



Arte è l'intervento del genio popolare che ha fatto le case 

e le strade della costa amalfitana, 

certo paesaggio più bello della macchia mediterranea, 

opera naturale per la grazia dei cinghiali 

a cui poco importa che dove finisce la terra c'è il mare 

e quando finisce il mare c'è l'aria e oltre l'aria le stelle 

e dietro le stelle, copiose vigne, campi d'oppio di rosolacce 

e prati d'asfodeli per i vecchi cacciatori in pena per la vista



Nostro preciso compito è adeguare i costumi 

che abbiam trovato agli usi dei nostri nuovi bisogni



Se penso alla mia pulzella, imbrigliata nel grembiule, 

per la disciplina dei fornelli, a far la marmellata, 

il balsamo di prugne e albicocche

per non avvizzire le dolci bocche, 

se penso alla pulzella combattiva

sento il pianto del gabbiano 

che vien dal mare e cerca un liquore 

per lenire il suo dolore quotidiano 

e inebriarsi sospeso nell'aria 

come una nuvola lacrimosa 

che sorregge sul collo una luna e una rosa



 tzarròò! sic’a messare! 

brigantì! col’a sos trastos!

ararè! barigà! Arigazì!

inorommala! inoramala!

con queste grida venne al mondo 

Predu Pilurzi dicendo:

quì voglio metter radici

Si, aggiunse la sapiente del parto

e come le altre radici si seccheranno

le lacrime ti si secchino, proruppe la dolente madre



Lui la chiese in sposa dicendogli:

Dammi la mano e ti darò il cuore.

E lei gli rispose: 

Non mi pare che tu abbia le armi per combattere.

Lui se ne andò mogio e ritornò dopo un pò 

alla carica baldanzoso con un fucile in spalla.

Allora lei sorrise e capì che non era uno stupido.



Chi cade a terra gratta il suolo 

e cerca le radici che lo sollevino e lo sostengano



Mi dispiace proprio - non tanto da esserne sgomento - 

ma non ho mai avuto sentore di un'esistenza anteriore; 

me ne scuso pertanto con gli avi che forse contavano 

sulla mia testimonianza in mancanza di una più credibile 

e gradevole 'vergine fanciulla in fiore'.  Mi rincresce.



L’anima ci nutre con l’aria di mare e di montagna

e con l’ossigeno ospedaliero, spezia balsamica cardinale



Zommaria Zigottu bettoliere, col ciuffetto umbertino sulla fronte, 

aveva un randello alle spalle coperto da uno straccio 

sopra il piano dello scaffale, e quando qualcuno urlava 

come a suscitar la rissa, diceva: qui si beve e si chiacchiera, 

chi cerca zuffa pensi a disputarla con sua moglie. 

non sono sposato, rispose il sospettato. 

farai storie con la mamma. 

sono orfano. 

alla malora col brigadiere, allora

oh, si,  in galera col maresciallo.



Le tradizioni che vorremmo tenere in vita 

dovrebbero essere le cose buone 

e belle, fatte dai nostri predecessori

come mettere il nome del nonno al primo nipote

 che dovrebbe perpetuare le gesta della stirpe



Qualsiasi divisa addosso a una persona 

non mi offende la vista nè mi percuote la ragione 

non fino a disorientarmi sulla via di casa, 

non come se avessi bevuto dalla bottiglia 

nel cuore oscuro del bosco di Soloti, 

dove i turisti che bevono alla fonte dimenticano 

le bucce striate dei cocomeri di Arborea, 

di cui son ghiotti i cinghiali del monte, 

che non disdegnano neppure il torrone di Tonara 

nè le meringhe delle massaie domestiche

di cui raccolgono persino le dolci bricciole 

per le spose legittime che allattano al seno



Voci malevole, certo quelle della concorrenza

che  dicono dei i porci di montagna 

che sgranocchino anche ossa umane

quelle al latte che pesano meno di 5kili.



Gli amici si incontrano per strada 

e si affidano fiduciosi a timidi paesaggi 

e cammin facendo si separano offuscati dai sacrifici 

del viaggio che feriscono e vago si fa allora il ricordo 

del vicino passato che non basta a coprir la pena della fine 

quando tutto il resto è inutile e vano 

e ognuno ha da vedersela con sé e la verità del caso



Da quando a Irillai, si lavano panni e piatti 

e si ha cara la costosa igiene personale 

con deodoranti ascellari poliziotteschi, 

le anguille del Cedrino non son più come quelle di una volta, 

ora sanno di farmacia, di varechina e borotalco del barbiere



Quando la scena è occupata dal riso e dal pianto 

la stessa collera se ne sta in paziente attesa dietro le quinte



Se sottoterra ci sono vermi significa che qualche tesoro vivo c'è,

che laggiù qualcuno ce l’ha portato, che somiglia al petrolio 

che alimenta la luce dell'inferno, come il sole in superficie



Creare dal nulla vorrebbe dire: 

guardare negli occhi il sole, 

masticar l'aria e pestar l'acqua; 

per ben avviare l'inizio, 

che non ci sia risentimento dove non c'è ritardo,



Fate che il lavoro sia un gioco: 

fate come i calciari che del gioco fanno un lavoro



La realtà è quanto di più opportuno troviamo al risveglio dal sonno, 

il cui prodotto è sì di natura divina e crea un mondo alterno 

all'unica realtà del risveglio

la realtà domina da sovrana la natura:

è la sua evidenza, sempre sorprendente: 

siamo in una strada ben fatta, in un bel palazzo, 

in un campo coltivato, un cantiere, un bar e fumanti pastarelle, 

un ponte da dove un innamorato deluso si tuffa nel vuoto 

e una casa di cura con un collerico guardiano 

col lutto al braccio che regola il traffico...



Le inondazioni attuali sono simili ai leggendari diluvi 

che non hanno rovinato il mondo intero ma lo han fatto 

e sempre come ora con innumerevoli vittime 

in ogni parte della terra abitata dove la vita preme 

sugli uomini a seconda della luna per i maremoti 

del clima e delle stagioni, fino al giungere della rondine 

col bel tempo a pasqua che annuncia la risorta primavera



Il molle porta al flaccido, il sereno al placido,

 il frastuono rompe la quiete, turba l'animo 

- non a tutti è dato sapere di che pasta 

è fatto l'animo capace di ingiustizia -

ma nulla disturba l'intelligenza del regno di Dio nel cielo 

con la sua corte di angeli e santi in perenne letizia, 

che guardano lontano e vedono oltre 

quel che a noi non è consentito, beati loro; 

ma che se ne faranno gli immortali 

che non sanno più morire, 

che altro si aspettano se non separarsi 

definitivamente dalla perfetta presenza di dio?



I loquaci parlano tanto 

come per esorcizzare la paura di diventar muti



Nessun santo fu mai grasso nè scurrile, 

e non profumato per non alterare l'odore della santità



Dietro ogni lode si nasconde il maligno: 

meglio soggiornare in un eremo 

che esser preso per i fondelli a 4stelle



Il salato lascia il sale in bocca; 

il miele nella bocca lascia il dolce; 

la nuvola che somiglia a un elefante, 

sempre nuvola è quando muta forma; 

il frusciar del vento che par chiamare aiuto, 

è solo il vento veloce che si imbatte in uno ostacolo; 

il marmo levigato è liscio come il vetro; 

il profumo che copre l'odore delle ascelle 

si dilegua nell'aria; come fanno i sensi ad ingannarmi?



Piaccia o no, a credenti e scettici, 

i popoli dell'inizio del mondo si son generati 

senza i moderni sacramenti matrimoniali, 

con ciò non dico che quelli dell'inizio 

fossero peggiori di noi moderni e attuali, 

ma non penso nemmeno lontanamente 

che noi si sia migliori di loro, 

tant'è che il piacere di far figli è sempre lo stesso, 

riservato ai maschi, come il dolore legittima le madri



Il gallo è l'alfiere d'Irillai che volta pagina alla notte 

e annuncia di buon'ora, come un'araldo, 

con un sonoro kikirikì, la lieta novella: 

che il sole sta ritornando sui suoi passi 

nel suo agevole sentiero adatto alla vecchiaia 

dei nati nella lunga notte dell'inizio



La parola  dell'asino è il raglio 

che spinge il porco alla forca dell'orco 

nel bosco ubriaco e veritiero come un briccone 

matricolato che ha sgarrettato le greggi, 

la follia di Aiace che fa strage nel recinto dei vitelli, 

risparmia gli umani e si vendica sulle bestie d'allevamento, 

le mandrie si riformano, come nei sacrifici primitivi  

il bestiame degli antipatici per abbattere il prezzo 

della carne come vuole l'ordine prefettizio di contenere la spesa



Può spaventarci il precipizio

 dopo aver trascorso la vita a scalarlo?



Dev'essere davvero bello

 poter riconoscere la ragione altrui



Nulla più del presente mi possiede 

poichè mi permette di ricordare con piacere 

il mio dovere



Non ricordo ciò che non sono stato 

e immaginare come sarò, è una forzatura



Pensiero fisso della Santa Mamma d'Irillai..:

 E' sempre uno dei miei figli quello che ruba in casa



Sarà anche vero che si nasca senza scrupoli, 

ma prima o poi non mancherà l'occasione

 di considerare bene le cose per aver coscienza

 degli affari nostrani, che son causa dei nostri affanni



Il corpo che si muove deve agire 

per mostrarsi in giro amorevolmente, 

come sposo novello dopo un anno di vedovanza,

 la mente che sta immobile deve pensare

 per vivere con amore, come dio vuole 

e ci impone, a quanto dicono, nel medio Campidano,

 quelli con la fissazione di morire in pace 

salutando in chiesa i parenti, gli amici e i conoscenti 

che, sorridenti e piangenti, non devono mancare

 nell'ora estrema, se no si muore come sorci 

in trappola, beati si, ma senza compassione



L'invenzione dell'incontro in Germania,

è il mio cavallo di battaglia, un cuor battente

una trovata da spadaccino cavalleggero

e mi dà diletto evocarlo, poichè verosimile,

e tu non lo sopporti senza averne responsabilità,

perciò alla tua memoria sfugge quello che più ti ha colpito

- quei due sanitari che curiosando ci cascano 

e chiedono.. come vi siete conosciuti -

ah, dico, ecco il cavallo impennarsi e lasciarti a bocca aperta

allora intuisco che non c'è merito alla mia compagnia



Sto bene, così l'auguro a te e al mondo

Vivo a modo mio come mi par giusto alla mia età

vivo e dormo e sogno e leggo e scrivo

e non cerco nessuno per non aver diverbi

chi vuol vedermi può cercarmi quì o là

sono a casa e dormo quì e stò là

faccio e mangio quel che mi piace

prendo il sole quando c'è a su cuzone

bevo il mio vino come mi par giusto a questa età

cerco di vivere in sintonia con la mia ombra

senza allontanarmi dai miei miseri passi

che non sanno correre all'indietro

d'altronde, poi, non lo vogliono neppure

si perderebbero a oriente, come ubriachi



Mi crederò saputello, ma tu ti credi chissachè, 

vantati pure di quel che sei stata, 

non lo sei più, non vantarti, quindi, esageri sempre

 e vai fuori misura, come l'illusione, salvati,

 quindi, se puoi, dall'errore su di te



Il verbo originario è sempre il grido di stupore

 del neonato venuto all'aria e alla luce, 

quindi si articola la parola per esprimere 

la divinità del pensare, del quale non arguisco

 il perchè e il percome..perchè credo di pensare 

e non vinco al lotto



Poi l'uomo è così instabile perchè

 -  ora è solo vespa -

 non sa fare il miele come le api 

e non sarà mai perfetto finché non riuscirà

 a fare spermaceti come le balene 

e la caca come il somaro in salita



Gli uomini abitano il mondo e a natale

 suonano le campane, la terra - foreste e messi -  

ospita chiunque come gli uccelli che fan baccano

 e i muti  pesci che se la ridono, di uno, 

di due e di tre carabinieri e del loro re



Se al cacio si addice il vino,

 nondimeno si addice alle sardelle salate,

 e se non fa ricchi, almeno stordisce al punto giusto

 per amare le armi da fuoco, o amare uno stocco,

 che qualche resa danno, e se non ti fai una casa nuova,

 cambi almeno l'arredamento, poi con l'aiuto di dio, 

sarai in qualche modo celebre, dopo aver dato

 i figli a balia, educandoli alla moda d'Irillai 

dove anche cani e gatti usano dal vivo il dialetto 

come lingua madre, quella di ziu Missente

 conki tostu, di ziu Concheddhu 'e beku, 

di ziu Kroale e anche di Petteneddha Colletitostu, 

che parlava come solo dio l'intendeva.. a modo suo, 

e fino alla leva evitò la galera e per non farsi disertore

 finì alla casa del re, via roma 51, uno, due e tre anni 

e usci per sposarsi con tzia Kiskeddha Kulèprade, 

anima devota e pia...



L'enormità dell'esistente,

 che bolle e ribolle nel firmamento, 

non mortifica il minuscolo puntino 

che vediamo bollire sulla terra.



Non per fare il vegetariano con camicia di lino, 

che, come i grandi eroi, visiterebbe l'inferno

 per starci un'anno in silenzio ma poi ritornare 

gaudente tra i vivi,- non per fare il camminatore

 celibe e solitario che dipinge acquarelli per i parenti, 

no, chi è stanco della città - dopo essere stato

 un marinaio gentiluomo - si dà alla campagna,

 come è in uso dai tempi di Laerte,

 se ha un podere dove poter prendere una lepre

 con le mani o una pernice con una pietra, 

se no va per funghi nel bosco, per asparagi nei campi

 e nei prati per la cicoria della felicità, 

pesca poi trote per la famiglia 

e le anguille per gli amici,

 ma le carpe che gli avanzano le vende,

 non le dà al vicino di casa 

che merita una balla secca alla schiena.

No, egli, il gaudente rinato, 

ama mostrarsi al mondo riconoscente 

verso chi lo ha fatto

 e grato verso chi l'ha ospitato, 

no, lui, per via delle delusioni provate,

 trova che l'antidoto alla delusione 

sia non illudersi mai più.



Nulla è dato se non dal caso opportuno

 e quel che capita tra le mani, circola 

a piacimento e conforme alle regole, 

come le carni succose tra i denti degli umani 

e le ossa con midollo sgranocchiate dai cani

 che pensano a se per vincere l'infelicità

 di stare nel chiuso isolamento del canile



Non scrivo d'altri per confondere quel che sono, 

ma scrivo di me per come vedo gli altri 

che avvertono i figli di stare attenti in strada

 e non distrarsi a scuola, mentre essi

 fanno gli spensierati a caccia, allo stadio 

e al circolo dei vecchi a riposo, 

che a Irillai vincono la noia col vivo ricordo del passato, 

senza aver mai giocato a carte, nè a bocce nè a biliardo



Sta male tziu Peppantoni 

che non si è mai vantato di aver consumato 

una forchetta nè rotto un cucchiaio di minestra 



Chi pensa a se stesso 

nel trambusto della casa in paese,

  ce l'ha con la sua miseria 

che ostacola la sua mania di grandezza



Se penso a me credo di essere uno buono a non far nulla



Amo il silenzio e la solitudine 

quando ho da fare con me stesso, 

non mi va il chiasso della compagnia tlvisiva, 

strillan tutti e posso farlo quanto loro, 

sono noto per non saper parlare e grido 

come un gracchio e come i gracchi non fumo, 

bevo in compagnia solo per sentirmi ebbro

 come un angelo che ha perso l'uso di un'ala,

 non ho parenti in America,  non mi va più di litigare, 

 ne sono stanco e voglio non far più nulla, 

conosco a malapena la mia lingua, 

voglio essere libero di mangiare un boccone 

quando ho fame e bere un secondo

 bicchiere di vino la sera, quando dopo il terzo...

.. arrivo a intendere, per sublime bellezza naturale,

  l'Etna innevata e fumante da più di trecentotrentremila anni



Amo, come i miei compaesani, vivere senza affanni

 dove la terra dà il grano e la macina fa la farina,

 la farina riempie la pancia, la pancia rimpolpa 

il culo e rinforza i bottoni della lussuria 

che oltraggia il buoncostume, dispone il cielo

 all'orgia invadendo il fior della femmina 

con la farina del mugnaio



L'insuccesso è insito nel corredo di chi fa qlcs

 e ha la comprensione di un suo simile

 e, insieme, con un po di vino 

appianano la disfatta.



Forse non sono stato all'altezza, certo,

 è andata male quando poteva andar anche bene,

 oggi ho perso, dico, ho cominciato malaticcio, 

domani, guarito, vedrò di far meglio, 

almeno nel capire quel che farò con chiunque, 

in ogni caso più d'uno ha sbagliato. 

Sono, comunque, deluso, anche se, da tempo,

 lo sentivo nell'aria. Ma le situazioni complicate

 son più difficili da districare delle faccende complesse,

 vedi la coda vaccinara, più complicato scuoiarla che cucinarla



Per la vita viviamo, e con essa moriremo. 

Prendere e lasciare. Non abbiamo altro da fare

 che arrenderci, foss'anche ai saraceni del mare

 e ai clisteri in ospedale, per non crear scompiglio 

come fa il vino che, seppur debella gli incubi 

del sonno, mescola il vero e sobrio desiderio 

del piacere col falso e frettoloso erotismo del sileno.



Una testa mozza spaventa in ogni stagione

 e si diventa orrida quando galleggia in una palude

 di vino che toglie l'appetito a un'orda di affamati

 che adorano il muflone con le corna d'argento 

e la mugra con la testa bianca.



L'inferno c'è per i cattivi 

che confidano nella misericordia di Dio



L'introspezione è il frugar dentro per cercare le ragioni di fuori,

 ed è come il canto dell'usignolo che fuoriesce

 ogni volta che si apre la bisaccia-otre

 colma di mele che scacciano il medico 

e la tradizione che le spaccia come frutta avvelenata



Il mondo è fatto di immagini che vivono,

 per guidarci e orientarci, solo con l'aria delle parole, 

che esprimono quel che si ha da fare



Si mormora che i figli bastardi con la passione

 per la musica e la poesia, per vendicare le madri

 ingannate da pittori e scultori, intendano seminare

 la terra di loro simili, ma rimandano l'affare

 poichè non trovano l'accordo su chi dovrà diventare

 padre prima degli altri e aprire la serie

 immorale, immortale e vivaddio naturale



Le stelle - a dozzine - riempiono di braci lucenti il cielo 

- così perfetto - dove risiede il timido principio 

di ogni genere di vita e, col tip-tap del corpo,

scodinzolò la prima scimmia che finirà col frugare 

i moti dell'animo sconosciuto che non si distacca 

dalla realtà esterna, per non perdersi

 negli affari del giorno e nelle idee della notte,

 quelle cosettine così affabili che ci fan sentire

 abitanti del creato, tirreni, sardi, vicini ai corsi, 

in mezzo al pelago, dove una prodezza

 è lo stare a galla e pescar ghiozzi



Dice l'orco al fornaio..Non c'è un perchè

 nell'origine delle cose esistenti, 

se non quello di mettere ordine alla confusione

 e finirla con i debiti e i malintesi d'amore



Vivere oggi è ricordare l'ebbrezza di ieri

 e aspettare di essere presenti al sollazzo di domani



Il tempo ci porta in vita, ci affida allo spazio 

che consegna il corpo alla morte cmq intesa



Lo spirito della creatura che nascerà ci è invisibile

 e se nascerà morta non lo conosceremo mai, 

quindi mi par meglio pensare che lo spirito

 di ognuno spunti con la vita di ciascun corpo

che si chiamerà animo e folleggerà nel mondo 

e avrà schioppettate se andrà alla guerra 

se invece se ne starà in pace a Irillai berrà vivo

 vino nella piazza del Contone dei Ballaloi 

dove ha trovato sede il circolo di Voltaire



Si dice lo spirito eterno come se fosse unico

 e solo e ciascuno non fosse padrone 

del proprio e si comanderanno a vicenda



Tra i cipressi, nel mese di maggio, 

appare la luna della Madonna, triste,

 perchè a quel legno si appese il figlio innocente,

 a maggio, appunto, a uno dei due cipressi

 che fanno ala al cancello del cimitero di Irillai.



La libertà, la giustizia, la saggezza,

 se ne infischiano della canicola a Ottana 

e della bufera gelata che coglie il viandante

 nella notte tra Fonni e Mamoiada. 

Come tre sorelle esse vivono tra la gente 

e il loro cuore pulsa da Farcana al Cedrino. 

E il Signore disse alle tre sorelle: 

andate e cercate chi non vi cerca.

 Le anguille, la pernice e il cinghiale.

 Diffondete i sapori nel mondo cattolico,

 innocente come le Marie.



Foglio trovato in mano a Peppe Pistone 

(gemello d'una sacca di Predu Pilurzi),

 figlio della luna, morto a Borbore: 

copritemi di terra e metteteci una pietra sopra 

dove i passanti possano sedersi a riposare.

a.

Quando non esco di casa accade a Irillai 

qualcosa di nobile che avrei potuto fare anch'io. 

Così diceva Pietro, sempre pronto, potendo,

 a rompere il muso a chiunque.

Sellatemi un cavallo e ne vedrete delle belle: 

in un giorno, mio sarà Burgos, Buddhusò e Urzullè.

b.

Egli se ne andava per viali e vicoli, 

come un cane bastonato dal padrone

 pronto a rifarsi sugli agnelli,

 in cerca della buona compagnia 

che l'invitasse a bere un bicchiere di vino

 e condividerne il piacere. 

Avessero pure vestiti lunghi come don Zanchetone,

 lui avrebbe accettato. 

Il papa ce l'ha ancora a strascico, diceva Peppe Pistone.



Anche a Irillai il trantran quotidiano è la vita che va vissuta.



A Irillai si piangono gli stessi morti e si balla alle stesse feste. 

Ciascuno piange con i propri occhi,

 ognuno canta con la sua lingua 

e chi balla lo fa con le sue gambe; 

ma la sofferenza di domenica 

sottrae del piacere alla vita, dice il mal di denti.



La vita l'abbiamo avuta in dono. 

Bene. 

La morte è un regalo che finirà impacchettato.



Sempre entusiasti, quelli del Kontone, degli equilibristi sulla fune.

 Cadrà se è logora. Come il gatto che sonnecchia sulla ringhiera. 

Sa della ruggine e se ne infischia. 

Riferisco a loro la mia stabilità e andatura incerta. 

Sto in piedi come una sedia rosa dal tarlo. 

C'è dentro qualcosa che scricchiola.



a.

Si capisce che chi ha le vertigini sul vuoto, 

alle grandi architteture preferisce la pergola.

 È così funzionale: dà luce d'inverno e ombra d'estate. 

Poi è così bello mangiar sardine e bere vino nella pergola.

 Ritempra e dà sollievo.

 Come gli uccelli sul fico che non sanno dir bugie.



b.

Parlo senza aver nulla da dire, 

con quell'ottimo vino che da sollievo,

 sotto la pergola. 

Nulla saccio e nulla dico di come sorsero i borghi 

attorno a Ohiai. 

Ma cominciarono con le colonie estive 

di Peppantoni E. Pepparosa Remitanu.



La crescita della Sardegna si è inguaiata, 

non per colpa dei pastori transumanti e dei nomadi ramai, 

ma per non aver avuto una stirpe di re come si deve, 

al modo fortunato della Corsica che ha avuto un vispo

 Napoleone Bonaparte, che Dio l'abbia in gloria



Con le piene stagionali, il Cedrino, trascina in Baronia, 

bossoli a manetta,  più di una maledizione tra comari e compari

 e qualche insulto alla moglie del barbiere del quartiere.



Un vero e svelto nuorese ci mette una notte di giugno

 per andare a piedi da Orosei a Bosa

 e ritornare puntuale al sorgere del sole, 

per poi passare quel che rimane del giorno, 

a distinguere la paura del dolore, 

dal desiderio del piacere sfrenato



Chiunque sia il nascituro,

 viene da uno più grande di lui, 

sia un dio, un santo mandato da Dio

 o un comune mortale frutto del ventre maturo



La sofferenza 

- quando la persona sente solamente la sua pena - 

deve essere uno di quegli affari 

che impediscono di vivere come Dio comanda. 

Ora si sa che la sofferenza è cieca,

 non guarda in faccia nessuno, 

non distingue il povero dal ricco, 

nè il nobile che non lavora, 

dall'ortolano che non sa andare a cavallo 

e si fa il cosiddetto mazzo con gli ortaggi,

 per fare la sua figura al banco del mercato



Nella nostra così varia, complessa e complicata natura, 

deve rientrare persino quella speciale depravazione 

che non ci fa provare vergogna della crudeltà

 di cui siamo, con evidenza storica, capaci,

 tanto da sbatterci la fronte in ogni modo 

e in ogni momento,

 fino a sotterrarla, la crudeltà e la sua evidenza



Ogni persona buona e onesta,

 nasce con la curiosità di indagare il mondo 

e per finire i suoi giorni curiosando dentro se stessa,

 ispezionando cioè, gli angoli della sua mentuccia, 

così, alla fine, solo per conoscere la sua mutua 

appartenenza al dentro di sé e al fuori da se



Predu Pilurzi - su balente, valente, o maturo prima del tempo 

per dar prova di coraggio in commissioni notturne - 

non poteva nascere da altre parti, 

perciò si vantava di essere nuorese fino all'osso sacro, 

era nuorese nel piacere che aveva di andare a cavallo

 fino al santuario di san Francesco, era nuorese 

nel mangiare un piatto di filindeu come si deve. 

Senza fare le fiche al priore. 

Pilurzi sosteneva che la cultura dell'asino 

è inferiore a quella del cavallo 

con cui si son sempre invase le terre altrui, 

che farlo con l'asino coglieresti bastonate.

 Poi non se mai visto un vero nuorese 

di almeno tre generazioni, andare a san Francesco 

sul dorso di un somaro che ci impiega 

non meno di tre giorni estivi.



 I sandali di san Francesco servivano al suo cavallo,

 che non dava responsi al primo passante 

Si racconta di una sorella d'Irillai che, 

per favorire il fratello nella lista dei futuri priori 

del santo, donasse alla chiesa un calice d'argento 

che, evidentemente gradito, 

permise la scelta deliberata del suddetto congiunto,

 come servitore del servo del signore

Si è trattato di perpetuare l'antica usanza pagana, 

di quando i grandi re inviavano a Delfi,

 tripodi d'oro per ingraziarsi la benevolenza di Dio



Negli Elisi di Mamoiada ridono le vigne

e un sorso di vino rosso papavero 

bevuto alla memoria porta in ricordo 

i giganti dei giorni passati 

sul cui petto fioriscono ora gli asfodeli 

dei morti ammazzati dagli avversari

di Corbeddhu per un cavallo con la sella

rubato al suo lussurioso proprietario


Sì va per mare quando

 non son finiti i sentieri asciutti.

Se sul mare galleggia la civiltà

le coste alleveranno i naviganti che,

 per vincere il tedio e lusingare i barbieri

 col mondo dei desideri infiniti,

 andranno per mare a conoscer altre genti 

e commerciare con loro vasi e tessuti 

e scambiare usanze con costumi

 e donne forti con deboli marinai


D'argilla il laico d'Irillai resistente al vizio,

 di cera il bigotto insensibile all'ammonimento,

 di carne la persona onesta ha rivestito il tronco

 di ginepro e non conosce vita senza calore 

del quale nemmeno Ercole era sempre ''in calore''



Occhi aperti nel leggere le fonti delle notizie.



Di solito sono gli spietati prepotenti al bivio

 che fan violenza alle indifese donne dalla testa alta

dopo che le ristrettezze celesti han tagliato i fondi 

di istruzione e aggiornamento degli angeli custodi 

antichi e invincibili bohemiens del cielo antistupro



Solidarietà di gruppo

 e i legami di sangue delle cricche

Competizioni e relazioni sociali e solitudine

Scontro di Contenti al comando e Malcontenti oppositori

Cittadini isolati e impotenti, innocenti senza una opinione

isolamento e appartenenza di classe presente in società 



Il demagogo è quello che non sbaglia mai.



La vecchia Mammona è ringiovanita e rifatta 

in prebenda dal facile guadagno 



Onesto è chi riconosce le sue mancanze

 e ammette i propri errori.



Per inghiottire e digerire i dispiaceri 

il vino ha da essere cannonau

Tu mangia pure troppo, tanto lo stomaco 

in imbarazzo chiederà soccorso al vino

Mangia le grosse castagne che rotolano dalle montagne

Mangia le castagne di Tonara che fanno la vita meno amara

Mangia le castagne arrosto che tondo fanno il culo anche più tosto



C'è del marcio dove il latifondista non lavora mai le sue terre

 e il contadino lavora sempre e solo la terra che non gli appartiene.



Dimostra ora quel che sei. 

Che abbiamo dimostrato di valere negli ultimi cinque secoli? 

Che onore abbiamo tratto dalle nostre faccende? 

Lavoro per rimaner poveri, furti,  saccheggi e omicidi.


La maggioranza prima o poi vince 

perciò i preti padroni si servono delle moltitudini 

che mettono paura al cielo e sopraffanno le minoranze

 in terra rovesciando le strutture esistenti



Zuanchinu E.Remitanu, ortolano, con le sembianze del san Pietro

della deposizione Baglioni, primo sindaco di Irillai.



Tziu Pepp’antoni se ne infischia dei contafrottole 

e supera la fatica con una tazza di vino.



Le janas, le civette, le capre montane e i cinghiali.



Molte persone delle tante che vanno al tempio 

lo fanno per non mancare dalla bocca dei devoti fedeli. 



Don Zancheta, primo presbitero di san Pietro al Rosario

col gemello Zanchetone, suo vice in san Pietro.



Dal ponte di Mastrefe usavano saltare le delusioni amorose

Nell'ombra della selva di Borbone usavano appendersi i delusi 



Quando la vita si spegne, chiederne un altro po

è come soffiare sull'ultima fiamma della brace rimasta.



Si affrontano molti guai  per evitarne peggiori.



Il sesso è il cibo indispensabile

che crea senza farmaci, le nuove generazioni 

di fanciulle che ricamando nuovi corredi 

dan forma a fiori ai loro desideri 

che infuocano il fiorente dio dell'amore 

che mai sarà tanto maturo da marcire.



L'amore è una leccornia di cui chiunque può saziarsi 

 e lo schietto vino, che nessuno ha l'ardire di diluire

è la preziosa bevanda di pastori 

e contadini innamorati come artigiani accalorati. 



L'amore è la squisita pietanza

 con la quale è cresciuto dio, 

il più solenne dei pontefici.



La nottola di Farcana è la regina delle mute janas 

a cui da voce il suo richiamo: quel cu cu di mezzanotte, 

così simile al miao del gatto in amore, 

smilzo come san francesco di Lula


Chi ha perso il senno cerca invano la giustizia dell'imperatore

 per il cui bene si muore a oriente di Gonone


Se metti mille lire in banca non ti danno una cica;

se chiedi cento lire in prestito vogliono la tua chiave di casa.



Solo alla madre è dato il pianto accorato 

e straziante per il figlio morto prima di lei. 



Siamo più propensi a credere nello strazio

 di una persona macilenta

 che a un pancione pieno di sé con l'infarto in atto. 

    

Poi si dorma alla grossa senza saper come

nè perché dubitare delle sacre scritture.



Deve essere fondamentalmente onesto

chi amministra le cose pubbliche

per tagliarsi le unghie prima di corrompersi.



Sii buono, quindi, per non essere austero

e dover chiedere perdono a chi, clemente, lo concede



Va spedito chi ha gambe salde 

e conosce la strada del santo vangelo



I credenti onesti ci danno a intendere

che Dio è quel che c'è di buono nel loro animo



Saluta augurando una buona salute

a tutti quelli che incontri.

E chiedi perdono se si sentono offesi.

E se non mi rispondono?

Sono balbuzienti. Non perdi nulla di te

se nel loro silenzio non sono sgarbati.



Non molestare le donne 

che vivono al naturale 

senza coprir  le piccole imperfezioni 

che ne esprimono il fascino.

E se amano esser molestate?

Allora lo diranno cantando.

Se sono balbuzienti.



Gli egizi condannavano a morte gli uomini con il capelli rossi



Storia del servo che si ribellò al padrone, 

prese possesso della sua casa

non per vivere in eterno 

ma per dare inizio a una nuova stirpe 

con le donne che governano in cucina



Retori,  oratori e predicatori hanno la parola fluente 

come l'acqua di un rivo impetuoso gonfio e torbido 

che in altra occasione è parco, sobrio e disteso 

che non sa quel che lo compone.



Non esco di casa se non con la promessa fatami

di non far sconcezze con le insidie del mondo



Non so, ma mi pare di non aver mai sentito  dire 

di alcun animale che educhi il figlio all'obbedienza

 a forza di calci e morsi.

Col loro istinto i pargoli seguono l'esempio assennato dei genitori, 

non col bastone o la più lunga frusta.



Pensa da solo o in compagnia 

a quel che di buono insegna il mondo 

è se vedi far del male grida pure di paura, 

come fai a tavola quando non ti danno da mangiare.



Il mondo è il luogo delle cose semplici che vengono da sole,

come la luce e il vento e l'acqua e anche la neve,

ma non il vino che ha bisogno del Contadino.



Provo vergogna a patteggiar con Lei :

La Vergogna per quel che ho fatto



A Irillai i donnaioli son tenuti d'occhio,

i lussuriosi indicati col dito come la luna

e delle donne si tace per Cavalleria.



Gran Dio quel Giove che dalla mente fece nascere la Sapienza.



I dotti della mite Baronia sostengono alla festa di santa Maria  

che il Cedrino, come il Nilo, riempie il Mediterraneo Ospitale

come il mare che rende salato l'insipido che vi si bagna



Del tempo che passa mi accorgo di come

invecchio sia di giorno che di notte.



Vedi di bere con misura dall'inizio

perchè alla fine non vi è più modo

di fermarsi se non cado dalla sedia.



Che gusto ci prendi ad accusar me delle tue malefatte?

Che centro io con la tua innata propensione al bere e a fumare?

Sii temperante nel bere e nel fumare, se ci riesci.



''Chi fa musica sente già i suoni che verranno,

e li annota per distinguerli tra i tanti fluenti e balbuzienti,

per esempio, divago, non conoscevo il pianista che mi presenti

e di cui non sono nemmeno capace di pronunciare il nome,

ti ringrazio comunque per la semplice grazia

con cui lo affidi alla cura delle lunghe e gelide notti

di gennaio piene del silenzio della luna quando si placa

la furia del vento che agita il mare e scuote la terra,

dormi in salute, quindi, in questo mondo che è il luogo ideale

per l'accadimento delle cose semplici che vengono da sole,

come la luce e i suoni del vento e della pioggia,

la neve no, essa viene lieve senza rumore

come usano i pensieri che per esser visti han da essere scritti

e ''suonati''. Grazie, e salute per nuovo giorno

e animo saldo per la vita. Questa è giusta l'ora

del primo canto del gallo. Stai come desideri,

Mia Pia Madonna''



I mistici sono gli specialisti del digiuno 

al corrente dei misteriosi labirinti della fede 

che si puniscono per non distrarsi con gli svaghi dal dover pregare.



A che serve saper leggere se è  necessario 

che qualcuno mi spieghi quel che leggo?



Dubito dell'inconscio perché mi pare di saper tutto di me



Mediocrità è  la mia misura che diventa nullità quando cado



Orosei e Galtellì (uniti dai Gallisai non si sa mai) 

si han diviso il Cedrino e Onifai, Irgoli e Lucula 

che si son scostati sull'asciutto per non imputridire.



Il prodotto ''d'evasione'' pretende d'infischiarsene della realtà 

che è la sola verità che ci riguarda da vicino 

perché ispira la coscienza a ponderare le personali aspirazioni



Piazza di paese sulla 131, 

al centro una lapide di granito: Qui morì Josto. 

Poco lontano è sepolto Amsicora.

Qui si beve il vino in piedi, al banco, senza sedersi.

Paghi e scappi, di corsa, come per paura che ti mordano. 

Senza dir parola, bevi e corri verso un'altra mescita.

Garbato il barista e bella e gentile la barista.

Con delle carte in mano, come chi ha da fare, 

compiti e commissioni da sbrigare, le posa appena per pagare.

In quella locanda stava per scatenarsi il finimondo.

Beve e va via, senza perder tempo in liti, 

come dice Erasmio dei cani del Nilo, 

che per paura dei coccodrilli,  bevono correndo.

È ora di andar via, prima che arrivi la vergogna.

Sputano fuori veloci sul marciapiede, scatarrano proprio, 

incuranti di esser visti, mentre una donna attraversa sulle strisce.

Altri più eleganti sputano sui fazzoletti i loro umori 

e li intascano come spiccioli.

Risparmi, che nulla vada perduto.

C'è la lavatrice, dicono.

Invenzione del secolo che liberò le serve 

dalla schiavitù  dei lavatoi e per emanciparsi 

cominciarono a fumare, libere come il fumo nell'aria: 

i sa bratza 'e Irillai.



Aspetto l'amore della femmina mentre aspetto di morire.

Mi ritiro sotto la mia ombra e aspetto che il mio tempo passi.



È questo il centro di un mondo mai sazio o stanco di misteri:

l'ombelico, nodo della coratella.



A dar retta ai sacerdoti dovremmo tutti bere il vino dai loro calici d'argento.



Negli antri del Monte c'è solo caca di pipistrelli,

nessun segreto tesoro nascosto a mia insaputa.



La morte non ha nessun arcano, 

basta vedere il defunto un anno dopo la sepoltura.



Credi tu che ci sia al mondo un uomo vivo 

che possa rifiutare l'immortalità?



A chi non piacerebbe uno sgabuzzino in casa 

dove conservare i ricordi gradevoli di quanto ci è accaduto? 

Gradito a chi ha smilzo l'archivio della memoria.



Ci dicono di non temere l'agonia perché nella sua durata 

ci scorrono le immagini del nostro passato.



Si dice che a Crotone le anime dei  morti 

riempiono le piazze dove valutano i corpi adatti a riceverle.



Le anime pie ritornano in cielo, 

quelle libere volano tra le stelle, 

quelle maligne sono ospiti a Mamone 

in attesa della chiamata 

alle inaudite sofferenze dell'inferno.



Tutti i banditi sardi dedicano i patimenti della latitanza 

ai santi che li han soccorsi nel loro tristo peregrinare 

e li racchiudono nelle cappelle rurali ad uso e consumo di devoti fedeli



Segui i tuoi pensieri, fanne quel che ti riesce bene 

e ti vedrai  migliorare giorno dopo giorno.



Cogliere l'occasione è cio che può esser detto evento, 

come il nostro vivere alle spalle del sole 

con la viva speranza che non si esaurisca presto, 

duri almeno fino all'ultima pensione.



Se a qualcosa ha da assomigliare l'universo 

è la mente sopra di noi e sotto un copricapo di stagione, 

essa ha la memoria per ancella, l'immaginazione 

e la facondia del verbo per esprimere l'uno e l'altro, 

la prima e la seconda delle facoltà avute in dote 

dalla natura del mondo nel suo bell'ordine estetico 

o ordine del bello che riempie di gioia l'occhio della mente 

che riflette l'unica realtà nel suo massimo splendore



Nulla è più vivo dei frammenti che rimangono in mente



Nulla è più naturale del far famiglia



Nulla è più bello dell'allevar la prole



Nulla è più elegante di una vita sobria che la rende completa



Nulla è più  sorprendente di chi nasce oggi 

e che giusto un anno fa nessuno aveva sentore



Nessuno è più felice della coppia 

che cova il mondo come un uovo per l'eternità



Nessun predicatore teme di essere frainteso 

con lo splendido uso che fa del suo linguaggio



Esistere è comunque attendere la morte 

che, con la costanza del picchio che abbatte le foreste 

per far orti e giardini, verrà per il ricambio che fa eterno il mondo



La guerra è quel feroce affare in cui si uccide 

per suggere un po di vita in più da chi muore per primo



Il leone mangia la gazzella che si ciba d'erba e di carrubo 

che al leone piace meno della sua coratella



L'antilope non si aspetta nulla di buono dal leone, 

e scappa per non essere mangiata ora che è sazia di fieno



Non so se il leone mangia il leone 

come si suppone facessero i cannibali 

che non seppellivano i morti.



Si dice che pesci e maiali mangino tutto quel che passa il convento, 

cotto e crudo, primizie genuine e avanzi speciali, 

i pesci poi mangiano tutto senza nemmeno bere un goccio 

e dormire dopo il ruttino come usa il bambino, 

no, essi vanno via lontano dalle lor malefatte



Dio, come deve esser brutta la fame 

quando non c'è nulla da mangiare 

se non chiodi di barca a vela 

che raschiando fremono in gola



Preferisco la più fetida puzza  

che accompagna il pensiero al profumo 

che esala dalla stupida corte del superficiale principe di bastoni.



Così passo il tempo a congetturare 

sulla facciata delle cose frettolose 

che non si lasciano indagare, 

anche se me ne infischio proprio 

di grattare per vincere l'ambito premio.

Mi conosco e riconosco di aver paura dei violenti 

e ancor più dei delinquenti che sparacchiano 

come gli anni scorsi nel far west.



Perché dare un libricino a chi non ha tempo 

per leggere e deve sempre solo viaggiare?

Meglio dargli un trenino.



Sappi che che non ho mai toccato un volatile 

se non qualche passerotto spaccato nel mezzo da Feliza 

e qualche pipistrello rinsecchito vittima delle grinfie della stessa Filiza.

Un mio coetaneo adolescente modificava l'aspetto dei volatili  

che prendevamo col vischio, per venderli 

come colorati canarini canterini: 

storceva loro il becco e ne imbrattava le piume di vernice 

per aggirare qualcuno e raggranellare così qualche soldo per la spuma.

Costui morì giovane e non credo la sua anima 

abbia solcato incolume il sentiero celeste 

che conduce in paradiso, perchè, si sa, 

le aquile e gli stormi volatili della sua corte sono vendicativi



Come saremmo stati se lo stesso Dio non si fosse 

immolato per migliorare il nostro umano genere?



Sapessi usare le armi con destrezza 

sparerei in aria a spaventar le stelle.



Fossi agile come uno Spadaccino non sfuggirebbe 

alla mia mira nemmeno l'ombra di un Manichino.

Ma chi sono io?

Uno che non sa accendere nemmeno un focherello di legna secca.

Uno che aggira il vento parandogli le terga.

E in casa bisogna scuoterle le terga per raccogliere la cenere.



E luce sia, disse Dio, viviamo alla luce e al buio si dorma.

Non sono nemmeno aria fresca.

A che mi serve la casa?

A ripararmi dalla furia d'aria e acqua, di calore e di gelo, 

ma non difende dalla fame che penetra al buio più della luce. 



Devo star con me affinché non mi sfugga 

quel che più mi riguarda.



Nulla esiste se non mostra la faccia 

e lo stesso invisibile pensiero è nullo 

se non viene a galla in superficie.



Sento familiare l'affare che mi da confidenza.

Confido in ciò che ho di familiare.

Mi è familiare quel che mi fa sentir simile.

Confido, quindi, in ciò che mi è simile.

Ma non ogni simile mi è familiare.



Vive ancora in noi il senso della caccia, 

nonostante si allevino i bachi da seta, 

ci dà il senso della natura, la caccia, 

e la coltura delle api segna il passaggio 

alla cultura delle cose dolci come il miele.

Vada a caccia chi vuole evitando di spararsi addosso.



Di cosa non siam capaci per vivere: 

rubiamo il miele e tiriamo al piccione aspettando che piova.



Natura è l'istinto che guida l'organismo 

che deve pur vivere, 

cultura è pensare per fare bene con meno danni.



Madre Natura è colei che fa e conduce il figlio a far da se, 

poi la cultura dovrebbe consentirgli di far meglio e per bene 

l'Atteso per accogliere l'Inaspettato tra capo e collo.



Esser pronti a tutti gli accidenti che si agitano per caso.



Le parole ci permettono di ragionare.



Credo che i sogni siano silenziosi, 

infatti dormiamo e con noi sopiscono anche le immagini.



La morte ne avrà cura lungo la discesa rettilinea del cimitero.



Edipo uccise il padre e Cordelia per il padre morì.



L'anima del mondo che si deteriora lo fa per rigenerarsi.



Il mio animo per non cedere al tempo 

è ben deciso nel sostenersi col pane carasau 

che non ha perso il sapore 

né il colore del grano maturato col solstizio estivo.



Credo di essere oltremodo rozzo 

perché il massimo della cura che ci metto nel far le cose 

sta nel piacere di grattarmi le orecchie 

che, il medico di famiglia fa dipendere dal fegato 

al quale andrebbe meglio la marmellata 

che non il vino spunto che propende all'aceto



Frammenti, vari momenti del giorno, 

dello spirito, combinazioni del tempo nello spazio.

Registra ciò che accade nel tempo, i riflessi sono i commenti.

Il frammento e il suo intero.

Estendi e contrai fatti e circostanze.

Combinazioni dell'ordine naturale delle cose.

La realtà. 

L'ordine dei frammenti.

Deformazione della realtà: 

farci vedere quel che non è e non c'è!

Con o senza la volontà di persuadere, 

essere veritieri, convincere a credere.

La forma della natura, la materia primigenia, 

la vita e la morte, l'aldilà, il ritorno al nulla originario.

L'ordine e l'arbitrio. Lo stato di fatto della natura, 

l'ordine sociale del mondo, è ciò che vige ora, 

viene da ieri e forse ci sarà domani.

Potrebbe durare nel tempo.

Alla fine rimane ciò che l'uomo ha fatto.

Le classi sociali cambiano nel tempo, 

durano con l'arbitrio della forza, 

decadono con l'uso della ragione che avvia la storia, 

il documento (il teste-testo dell'accadimento) che invita a riflettere.

Non tutti i frammenti hanno il destino di unirsi.

Un semplice artificio disporli accanto.

L'intreccio ha sentore di questura.

Gli esempi fan luce sul buio.

La luce del sole offusca le stelle.

Col fuoco in casa chi è che si cura della cenere del vicino?

Al mare il sale, alla musica il tono, alla terra la fertilità, 

agli uccelli l'aria leggera, al mondo i suoi colori, 

all'arte le sue forme, all'uomo il suo amore per le cose 

giuste e belle, a Dio la neutralità sugli affari mondani



I cittadini di Tiscali sono scomparsi 

senza farci sapere se erano sanguinari. 

Avranno avuto leader pazzi e megalomani? 

Politicanti avidi di potere? 

Sacerdoti per tutti i meschini? 

Chi dava un senso alle cose? 

Copernico, presbitero del sole al centro del mondo: 

Dio re dell'universo, la luna sua regina, 

cielo il paradiso, inferno il fuoco eterno, 

l'uomo un nullatenente indebitato fino al midollo. 

Chi garantirà il suo avvenire?



Chi dobbiamo rispettare come autori 

dei nuraghi e iniziatori della pastorizia?

E delle nostre prime divinità?



Ai liberi può capitare una bastonata tra capo e collo 

come ai sedentari può marcire il cuore. 

Essi cercano tra i propri simili quelli a loro affini.



Le coppie ben assortite si picchiano di notte 

e si amano, di giorno votano e accompagnano i figli 

a scuola e la sera si sentono così tanto appagati 

da infischiarsene dei prati in fiore e del ruscello 

che canta come un fringuello 

che è di casa sul mandorlo fiorito



S'addormentano per esser parte della notte 

e si svegliano per comprendere il giorno 

che avanza come uno della Brigata Sassari 

fuor della trincea che vuole riconciliarsi col nemico



Siamo in molti a parlare per sentire la nostra voce. 

E purgare il cuore dalle emozioni. 

Una bugia. Rifarei il passato se potessi.

Fate che il destino sia imparziale.

Gli anziani del Kontone Ballaloi 

(sempre giovani come lo sportivo Tarzan 

che si aggrappa alle rocce 

come se fossero pertiche di palestra) 

raccontano quel che hanno sentito. 

Quel che han fatto loro 

e quel che han fatto gli altri. 

Essi hanno il necessario 

ma, come tutti, mancano di qualcosa. 

I calvi pesisti d'Irillai mangiano carne 

e zucchero perchè, appunto, mancano di capelli.



Dove i fatti sono evidenti sonnecchiano le parole. 

Fate che sia comprensibile il destino. 

Essi dicono: si, così stanno le cose, e non altrimenti. 

Anche Gesù si rassegno sulla croce. 

Una volta raccontata, anche la sofferenza 

(conflitto con che cosa? La salute?) è sopportabile.



Su una inaspettata defaillance. 

Può esserci rimedio a tante ingannevoli bugie? 

È recuperabile lo studio fatto o è millantato? 

Esami, tirocinio e tesi? Perché tante menzogne? 

Perché una finzione così prolungata? 

Perché non ha amici? 

L'amico ti è d'aiuto nel portare il fardello delle pene. 

Perciò è anche vero che chi non ha pene 

può vivere senza amici, e trova indispensabile 

per vivere, non l'amicizia, ma l'onestà con se stesso.

Perché giocare e abusare della fiducia

sorda e cieca in questo caso, dei propri cari? 

                                  Che gusto c'è nell'ingannare chi ti da fiducia?    

Perché prendere in giro le persone 

col nascondere la propria inettitudine? 

Poi, perché scappare? Radio freccia avverte 

che per quanto tu possa esser veloce non scapperai da te stesso. 

Che ti aspetti ora? È disposto a far qualcosa? 

O vuole poltrire nonostante le regole del mondo lo vietino? 



Nel parlare di tutto non si esclude la morte 

che rasserena ogni fastidio



I comuni interessi ci affratellano

quelli diversi ci dividono

chi si risente può perdonare  

chi disprezza no, e chiama onta quel che ha subito



Quando si rispettavano gli dei immortali 

-tra cui alcuni più potenti degli altri -

 i mortali - i deboli più numerosi dei forti - sancivano 

per timor del dio, gli accordi negli affari umani

e già in qualcuno germogliava  la ribellione 

all'ordine passato e dubitando delle regole in corso,

 auspicava che i rapporti tra i vivi sarebbero stati più sinceri 

senza l’oscura mescola tra la realtà della persone concrete 

e l'inverosimile esistenza di mondi fantastici, 

pare ora che sorgano i primi dubbi e che l'uomo 

creatore di miti e anche inventore di tremendi inganni 

e ne danno riscontro la stupidità dei terribili accadimenti  

che si susseguono nel tempo coscienti che gli dei non c'entrino 

 e se ne stiano comunque alla finestra, a casa loro



C'era una persona ricca nel quartiere 

che sedeva ogni mattino al bar sottocasa  

e si diceva che avesse più beni di quanto sapesse 

prendeva il caffè al tavolino e alle nove in punto 

una signora ben messa gli consegnava la spesa 

un cesto di pigne secche pronte a crepitare 

e gli chiedeva di aiutarla a morire 

oggi non posso, diceva lui, oggi è il mio giorno 

e presa la borsa della frutta rientrava in casa 

la porta si chiuse alle sue spalle e scomparve per sempre

Il barista disse poi di aver visto una biscia 

avvolgere la bottiglia di vino che stava tra la verdura 

ed era pronto a scommettere che la signora 

con una gran collana di pinoli al collo e pendente tra i capelli

era la principessa, in esilio, Eleonora di Castiglia 

ripudiata dalla sua stirpe e seppellita nel vecchio cimitero 

da sempre governato dai sacerdoti che curavano gli affari  

e le faccende  mortali degli spiriti vitali 

                             *

Cos'è la tentazione? Oddio. È da scansare?

                             *

Non so che idea avere della memoria 

non mi va l'immagine dell'archivio 

non capisco la sua immaterialità 

in un mondo dove la materia è il movimento 

la memoria è nella mia carne che obbedisce 

al mio desiderio di rivedere la mia maestra di scuola

che non riusciva a sfilare il tacco di una sua scarpa 

che gli si era incastrato tra le lastre granitiche del Corso



Davvero nessuno è all'oscuro di se stesso?

Nessuno è attrezzato a sostituir qualcuno in punto di morte.

Chi non è pronto a morir pur di non far del male alcuno?

Se Edipo uccise il padre, Oreste fece fuori la madre



Anche la malignità è piantina spontanea, 

innocente  e comune della terra sociale 

ma ciò non da senso a discuterne: 

vanne a capire donde viene la malignità 

che alberga nel nostro animo e lo fa bellicoso 

vai a capirne se ci è necessaria per ben vivere

credo perciò, che la malignità sia nata dal tiranno 

che fa mangiare alla moglie - con i suoi difetti

 il primo boccone della pietanza 



Com'era l'uomo di Ohiai B., mille, duemila anni fa? 

Faceva vasi e brocche per l'acqua, il latte e il vino? 

Quando si fece amico il cane? Lavoravano il marmo?

Ma è vero che per gli abitanti del Gologone 

l'acqua del totem è il loro secondo sangue?

Come viveva, che tracce ci ha lasciato, 

l'uomo di Ohiai, cacciava, allevava, coltivava?

Che dei avevano e come li immaginavano? 

Maschi, femmine o ambidestri? 

Effeminati o mascolini? Scialbi o sapidi?

Ma è vero che adoravano il Gologone 

per via della voce oracolare che emetteva?

L'istinto sessuale era libero o regolato?

Quando i nomadi si stabilirono vicino alle fonti e ai fiumi?

Che conoscenze aveva del mondo? Che strumenti adoperava? 

Sarà vero che le femmine da marito 

debbono bere l'acqua del totem per un anno intero 

per avere figli onesti e belli 

che saranno capostipiti di sempre nuove caste

e il marito bere almeno un giorno intero solo 

acqua limpida senza vomitare ne orinare?

Quelli dell'interno mangiavano anguille 

e quelli delle coste muggini e meloni?

Ma è credibile che il carattere totemico del Gologone 

tramuti l'acqua in vino?

In che credeva? Che arti conosceva? Come costruiva le case?

Avevano un Senato, l'uomo d'Ohiai, o comandava Josto?

Ma sarà vero che quelli d'Irillai 

proteggevano i bambini con ciottoli del Cedrino? 

È quindi il Coco il nume tutelare d'Ohiai Benimindhe?

A Oliena non scambierebbero il Gologone 

neppure con l'intero e dorato borgo vaticano 

con tutti i preti dentro a educare le voci bianche.

Che storie tramandava l'uomo di Ohiai B.?  

Ma è vero che negli amori occasionali 

rientravano anche le belle donne e gli uomini brutti?

Che usi avevano tra di loro? Giocavano la morra senza contare.

Il tabù dell'incesto fu imposto davvero dai preti 

che predicano sempre più lontane mescole sanguigne?

Che costumi esibiva col resto del mondo, l'uomo di Ohiai?

Praticavano assemblea, facevano mercato, frequentavano le fiere?

Con chi e come commerciavano, se commerciavano?

Per devozione al Gologone oracolare la gente d'Ohiai 

è endogama e non si sposerebbe mai

 ne a Orgosolo ne a Dorgali

Parrebbe che l'acqua del Gologone oracolare 

rende chi la beve fratelli e sorelle  in nome di Dio 

e come mariti e mogli in nome della Legge 

si dice infatti che l'acqua del totem sposi le genti 

per popolare l'isola cattolica e sovrana 

perseguitata dalla malaria nello spirito e nel corpo

ma è risaputo che la natura ha le sue leggi  

e chi ne ha di migliori si faccia avanti



Gesu è morto in croce per dar successo millenario 

alle leggi dei suoi successori pontificali 

che con zelo giustiziavano atei ed eretici



Predoni, centauri effeminati, merli sguaiati, 

 uccelli da rapina, i golosi raramente son villosi 

scrocconi malfidi maldicenti, uccelli burloni 

che con il loro sguardo certificano quel che sono:

 fieri conoscitori di se stessi



Il fondo dell'autolesionismo - 

 prima del suicidio - è l'auto evirarsi



Che ha di razionale la fede 

in chi pratica la pena capitale? 



Ride a scrocco chi capisce in ritardo 

perché dorme in ritardo



Dio ci ha fatto con la salute del corpo 

che si veda, e quella dell'animo felice 

e libero, nascosto alla vista 

tanto se ne parlerà dopo



Quelli che animano un corpo difettoso paiono 

 usciti dalle grinfie di maldestri Garzoni di Dio 

così faccio spirito sulle mie imperfezioni 

  prima che gli altri mi deridano



Crediamo nella dottrina degli  apostoli 

perché hanno visto il Signore volare in cielo 

dopo aver camminato sull'acqua della terra.



Che c'è di verosimile nella dieta 

stabilita per noi dal creatore del mondo?



Anche il miraggio è utile 

se evita un pur occasionale imbarazzo



Mi va di essere un dettaglio del quartiere 

perché spero di non nuocere a nessuno



Il miraggio dell'immortalità della vita in atto 

copre lo scontento di ritornare nel nulla 

dove brancolano le essenze universali


Quel che corre sulla lingua

 se non si vede viene dall’animo,

 e se non un prodigio,  è vomito.

Fa’ che ogni tuo dono 

si riferisca all'animo di chi lo riceve.

Un buon libro rende felice, fertile e fecondo, 

il tempo che mi accompagna giorno e notte.



-concedo nulli - nulla concedo - sono io che non patteggio

non cedo il passo a nessuno - non uno che mi passi avanti

Motto della morte 'nessuno mi precede'

 apologo di Erasmo del dio Terminus


Dopo dodici anni finì il reich millenario

il fascio durò 20anni

Tanto dura la cattiveria, troppo,

 ma la stupidità  non muore mai


Vegetariani son quelli che non mangiano 

cane rubata neppure se morta naturalmente


Solo contentandole si placano le passioni sessuali, 

solo dopo emergono i ricordi 

e puoi contemplare la natura morta per rinascere


Una giusta e santa razione quotidiana di vino 

rende ottima la vecchia esistenza,

 ritarda il declino e prepara la vile fine 

della triste soma degli affanni 

e dei turbamenti senza tempo nè età 


E’ d’olivastro il bastone dei poveri 

che han trovato l’oro nella gola di Gorropu

 dove vive una colonia d’eremiti 

che molti sospettano d’impostura 

solo perché non usano denaro nè contraccettivi


Prima la scomunica, poi lo squartamento, 

infine il fulmine che accende il rogo

 per le 12 tavole e una dozzina d'uova e cipolle, 

all'osteria a far debiti, bere vino a scrocco 

e giocare a carte con i sandali nuovi nuovi da pagare, 

pettegolando sul voto di castità dei preti pedofili 

e sulla forza maggiore che attrae stelle,

 pianeti e satelliti e sulla velocità di un batter ciglio


Colei che non concede deroghe 

promette una noia celestiale anche a sunniti, 

seguaci dello zio, e agli sciiti del genero spadaccino 

come sant'Efisio soldato cristiano, 

guerriero cattolico all'arma bianca


Gli iman per non sbagliare conoscono solo il Corano


Gli eunuchi sono mutilati del tutto 

o cuciono loro i bottoni come alle voci bianche


Non trattenerti dove gli intolleranti

 accatastano legna da ardere per i campi fioriti


Temo gli effervescenti unigeniti,  

i trinitari ostili 

e anche gli angeli metaforici e spadaccini


Non far combutta con i vendicativi

esortali al perdono e lascia correre i giorni dietro le notti

come la veglia dietro il sonno

come trenta giorni per un mese

come l'ultima pioggia dopo l'ultima arsura della Sardegna


La consuetudine a soavi usi 

e dolci costumi fan le buone leggi


Non mi piacciono i precetti 

che  senza deroghe sono imposizioni


Come uno sprovveduto. 

Non posso accettare che chi crede alla cieca

 sia più virtuoso di chi dubita

 e vuole essere persuaso alla ragione che gli sfugge


Non posso credere che preti e iman 

siano animati da spiriti sovrumani


Se ti rubano una mela dal tavolo, 

o dal banco del mercato, 

persuaditi che proprio quella stava marcendo  

Se ti derubano dell'anello d'oro, 

convinciti che il ladro se lo squagli sotto le ascelle

 per depilarsi alla prossima gara di bellezza

Se la sposa ti abbandona tu fa' conto 

che si sia fatta monaca per servire Gesù 


Solo all'assassinio non sono ammesse deroghe

 che la morte stessa non concede


Pornografia è descrivere fatti d'amore come un balbuziente


Lungo la strada si aggiusta il fardello


Cara mia, tutto è nello scorrere del tempo 

che nel suo d'affare è immobile


Nel braciere celeste arde il fuoco eterno

 come una palla di luce ardente


Dopo una caduta inciampando sul braciere

messo fuori della porta, nella ventilazone del vicolo,

 per ravvivare la brace

fu necessario appuntare una reliquia di non so quale santo

per evitare altre bruciature, in un punto nascosto della vestimenta

sotto il candido camice del medico, sulla sottoveste sopra il seno

sotto il grembiule del grembo della massaia

sotto la nera toga del magistrato, sulla canottiera dello scansafatiche

sotto il rosso pigiama del senatore

sopra  l'oscuro assorbimacchie dell'abito talare

sotto la tuta blu sportiva dell'operaio 

sul cui corpo gravano i problemi del mondo 

i cui marchingegni aspettano una buona soluzione 

dal popolo che con mente spiglia e spalle larghe 

se ne sta su salde gambe e non c'è re

 che con tutte le reliquie degli dei del cielo

 (che pur han debellato la scarlattina a mani nude)

 possa risolvere i problemi di cui ciascuno 

da  solo si fa carico dicendo in giro: 

lascia che ci pensi qualcun'altro 

che, magari, gode del consenso degli olimpici


Quel che solo io so di essere rimane in me, 

quel che di me trapela è pubblico

 e chiunque puo dir quel che vuole


Si comincia a balbettare quando apri bocca

 e ti richiamano perchè la tua lingua 

con strani accenti è minoritaria,

 non nota nelle metropoli guida


Agnus dei, primo gallo d'Irillai color melanzana 

come il viso del mio padrino


Non ho nulla da dedicare 

se non il ricordo delle mie donne a se stesse 

perchè proteggono ancora

 il libero corso del mio destino


Non metto giù una virgola per esser letta

 ma per vedere dove arrivo scrivendo


Il mondo bada a se e ride delle nostre beghe verosimili o meno



Me ne infischio delle vite romanzate

 come di una catena di fattidiciamo sorprendenti 

che riguardano personaggi di varia natura, 

di carattere differente con passioni cristiane, 

con un'autore che cerca di mettere ordine 

nel loro pseudo mondo (distante da noi 

più degli angeli e demoni sconosciuti)

 aggiungendo o togliendo il superfluo 

allo scopo di renderlo fruibile come il pane, 

come la vita ha principio nel caso,

 un inizio sempre uguale, 

uno sviluppo simile alla crescita 

e una fine non differente alla maturazione


Lo sguardo franco - anche miope - 

fa a meno di inchini, genuflessioni e inginocchiamenti.


Cortesia è l'essere comunque accolti a corte


A chi per primo, Dio disse: Alzati, ti ho fatto io?


Tutto quel che facciamo, per migliorarci, è il meglio di noi stessi.


Dalle domos de janas di Borbore,

 al primo canto notturno di Agnus dei,

 il gallo color melanzana d'Irillai, 

si sentono spasimi, gemiti e sospiri prodigiosi, 

di civette, capre e cinghiali, e una voce di donnina

 maliziosa col cuore grosso come un vitello:

- Occhio al beccamorto  - il corvo - che mira al midollo


A un raduno di corvi - dove arde il rogo dell'eretico 

si leva la cenere dei ciocchi 

e l'urlo inumano della carne che brucia  - 

non vola la colomba, nè la tortorella 

e il piccione se ne guarda bene

 dal consegnar lettere d'amore a campo dei fiori


Nell'osteria del cinghiale non passa giorno 

che non cucinino la sua carne

Era un patito delle carte nonostante che

 ad ogni cimento gli venivano i mano quelle peggiori del mazzo


Che orrore aver bruciato fra'Giordano

 e poi chiedere scusa al mondo 

e dimenticare come se niente fosse e continuare

 a governarlo, il mondo, e dimenticare


Il fischio del pastore chiama all'ordine il gregge, 

l'applauso esprime la soddisfazione del pubblico pagante 

che, al massimo della gioia, acclama , 

gli schiamazzi richiamano la baldoria degli allegroni


Uccidere il padre che ti ha fatto è un delitto; 

uccidere il figlio è un diritto; 

per padre e figlio uccidere l'adultera è un dovere; 

bastonare l'ubriaco che non ha retto la brodaglia è un merito civile, 

come il lapidare il privato cittadino che insozza in pubblico - 

perché il mondo va dritto a forza di storture - 

nessuno confessa la propria cupidigia 

ma siamo oltremodo seri nell'affermare la nostra prodigalità

 - il mondo è per gli sbronzi quel che il paradiso è per i sobri - 


 Nonostante il severo ordine vigente

 (attenti alla mischia omicida!) 

tutti i prudenti non escludono la possibilità 

di poter essere in qualsiasi momento aggrediti 

dal male muto e sordo o dalla violenza 

cialtrona e cieca che ti malmena 

come sempre succede alla docile pecora 

che dà il latte col suo implacabile Bee 

e non sospetta di finir sgozzata come chi l'ha fatta grossa


Pochi comprano i libri di cui non si parla. 

Pubblicarlo anonimo, a proprie spese 

e distribuirlo tra amici, parenti e conoscenti. 

Ma ne vale davvero la pena? 

C'è davvero bisogno di nuove rivelazioni

 da leggere ad alta voce nelle strade? 

Vuoi un pubblico per i tuoi scritti? 

Mettili in rete e li prenda chi vuole: è tutto gratis, 

come la parola libera quanto una risata, 

doverosa come la luce per una bolla d'aria intestinale,

 sublime come l'amore della femmina 

che ti delizia quando vuole


Il cardinale Alberoni  

fece sbarcare un corpo di spedizione spagnolo 

in Sardegna il 20 agosto 1717 e occupò l’isola in due mesi


L'anima del mondo siamo noi,

 quella del cielo è  dio con la sua corte, 

quella dell'aldilà con l'estrazione dei numeri della lotteria

 la gravidanza di Pandora, l'omosessualità dei preti,

 la schiavitù del lavoro  


La bolla papale unigenitus proibiva 

alle donne che non avevano anima, 

di leggere la bibbia e ai preti imponeva

 di radersi ogni santo giorno

 e usare gli astringenti in caso di diarrea


Il santo rosario alle donne pie 

e la pietra filosofale agli uomini galanti 

che dan forma alle nuvole d'acqua distillata 

e scrivere su di esse di erboristeria per vegetariani 

certi che il succo della malva come lenitivo 

se ne infischi della zuppa di pesce al peperoncino

 emolliente che sprigiona le emorroidi dall'alambicco

 clisterico purificando il meccanismo d'uscita 

quanto una sculacciata


L'uomo (primo presenza al mondo

 a chiamare dio per nome 

e da allora ha cominciato a sorridere e ride tutt'ora 

quanto i sardonici pagani dell'olimpo)

 sarà pure il due di picche dell'universo,

 ma è meravigliosamente convinto 

di portare la croce del trionfo 

che aprirà le cateratte del paradiso 

a noi, (speranzosi che, dove c'è l'acqua

 non mancherà il vino alla tavola dei bricconi)

che siamo abituati a bere l'acqua della fonte 

e lavarci con acqua corrente, 

così siam lieti che su Marte non manchi 

quella della doccia, ci preoccupa più dell'aria

 che ci riempie il mantice

 e porta l'acqua in volo con le nuvole... 

Briccone?



1 Custode della vigna, o vecchio 

vignaiolo relegato a custode 

del grappolo maturo pronto alla vendemmia.

3 Periferie della provincia del regno di Ohiai Benimindhe

6 La madre del pane con i lombi sfatti dai molti parti.

1Fantasie fatate che suscitano

 e stimolano all’amore senza incentivi



La natura umana è quella sola 

che si adatta a tutti i climi della terra 

e nessun cammello con le sue mosche al culo 

e il suo dio in cielo e in terra

attraverserebbe i circoli polari 

che gli gelerebbe l'otre pieno d'acqua.



Non me la sento proprio dato che invecchio  

di adorare un dio in nome del quale 

devo essere sottomesso per il resto dei miei giorni, 

dovrei esserlo a un mio simile che mi minaccia 

l'inferno se non confesso a lui i miei peccati 

che non ho reso a nessun'altro perché 

 li appiano da me davanti al resto del mondo 

che mi è caro quanto può esserlo a lui e al suo dio.



L'uomo giusto, il produttore onesto e il padre pio, 

si crucciano di non aver servito un governante migliore di loro 

essi, su quel che sentono dire in giro, riflettono, 

alzano la testa e pensano la risposta e il da fare del caso



Proprio non so che uomo fosse Socrate che - sapeva solo parlare - 

morendo volle offrire un gallo ad Asclepio sanitario, 

un pò come se, senza blasfema irriverenza, san Francesco, 

il più buono degli scapoli, che, davanti alla morte, 

sacrificasse una colomba a Gesù, maestro di miracoli, 

per resuscitarla nello spirito santo, suo tramite col padre suo, 

con lunghi boccoli per confonderlo con le femmine 

di una certa età e distinguerlo dal cornuto demonio 

rasato a zero come un forsennato spiantato e indebitato



Si usa ungere i defunti come se dovessero scivolare

 in cunicoli per oliare i  cardini che stridono 



La pena di morte con l'esecuzione pubblica 

della pena capitale era retaggio della teatrale 

ferocia dei gladiatori che recitavano la scena 

della vita che vince sulla morte non più solo 

nei campi di battaglia ma negli stadi 

di divertimento popolare.

È propria dell'uomo l'indole malvagia

basta ricordare la criminalità' della Gestapo

la ferocia di Pasquale 'o animale 

e la crudele bestialità di Pietro Maso

e la cattiveria dei fascisti assassini 

dei  sette fratelli Cervi.

È sempre un problema per la giustizia 

aver a che fare con chi compie il male.

Come trattarli? 

Come trattare con persone di solo 'fasto e pompa'?

Ripagarli con lo stesso soldo?

Non è umano.

Cos'è sto 'fasto e pompa'?

Fare quanto è comunque possibile e poi morire.



Finché va bene al cesso le faccende 

del mondo non saranno mai catastrofiche 

e se mai lo sfacelo fosse prossimo a tutti 

gli affari del cesso sarebbero inopportuni



Il papa, come tutti i principi religiosi, 

godono della prerogativa concessa loro da Dio, 

servendosi dei diretti sottoposti al papa stesso.

Vien così da credere che la miseria politica e sociale 

dell'Italia repubblicana sia contigua alla sua storia 

precedente sempre guidata dal dominio religioso 

che usa e abusa dei privilegi che lo Stato,

seppur detto laico e non confessionale,

gli concede, col servilismo dei suoi ministri 

incapaci di far valere il valore delle leggi,

non certo ultimo quello di non pagare il dovuto 

a Cesare per la proprietà dei suoi stabilimenti 

sul suolo patrio a cui ogni persona sana e onesta 

o ente giuridico divino e umano deve sentirsi obbligato



Notare il lavorio delle formiche che entrano ed escono 

dai loro cunicoli, vien da pensare che vivano in un cantiere 

sempre aperto, in previsione, o durante, o dopo una catastrofe. 

Hanno sempre fretta di fare mostrando bella prestanza, 

come se avessero poca vita e temono di non avere 

il tempo di consumare la loro evidente forza. 

Quell'instancabile lavorio ricorda la frenesia 

con cui gli organismi vivi e mortali 

riempivano la biblica arca di Noè. 

Anche noi umani sappiamo di poter morire da un momento all'altro, 

ma non pensarci ci dà una ragione in più per vivere 

senza affaticarsi tanto da morirne prima della pensione. 



Quando Socrate si grattò la gamba, che stava legata al ceppo, 

scoprì  che il piacere è nella mancanza del dolore.

Per AGNUS DEI, il pollastro d’Orosei

la sottomissione al papa col baciargli la pantofole

ricorda il lavaggio dei piedi agli apostoli 

fatto da Gesù figliol d'Iddio come segno d'umiltà

nei confronti delle moltitudini umane affamati giustizia



Come concepire un'idea se non

osservando le faccende umane 

con lo stimolo che viene dalle cose giuste 

e dal confronto che ne risulta col nostro animo?



Al padrone del vapore da più fastidio 

un eretico ribelle che un mangione ciccione.

Ma anche in famiglia un figlio ribelle 

da più pensiero del figlio grasso.

Anche nel clero un prete pedofilo 

è più malvisto di un prete manesco.

In azienda si sopporta più un dipendente 

deboluccio che non uno che fruga 

nella cassa come se fosse la sua tasca.



Se quel che ti piace fare ti permette 

di vivere degnamente, fallo sempre meglio

e bevi alla salute del mondo che cura i suoi mali.



La natura, più della Repubblica, è una indivisibile

perché il carciofo fisico e ferroso è tutt'uno 

e si difende moralmente e dolorosamente 

con le sue spine che forano la pelle 

fino a toccare l'osso



Non posso credere che il mondo nel suo formarsi 

non ne abbia visto tante di cotte quanto di crude

avrà visto enormi crateri infuocati spenti dal mare

e sul mare avrà rivisto riemergere crateri ancor maggiori 

e sempre infuocati che oscurano e illuminavano il cileo

conoscerà ogni soffio solare come ogni fiammella stellare

avrà respirato tutte le correnti d'aria del sistema solare

saprà di ogni genere di vita possibile sulla terra e sull'acqua

avrà avuto dal sole il libero arbitrio di darci il cibo che vorrà 

è la natura del mondo quindi il nostro ambiente per la nostra 

esistenza dignitosamente umana, gaia e pietosa comunque sia



Mi vien da credere che l'uso di chiudere le nostre case 

sia un retaggio di quando Dio ci ha cacciato dal cielo 

e che l'andare in giro armati come bravi delinquenti 

dipenda dallo scotto subito da Abele 

col proditorio assalto del truce fratello.

Vien da credere che le zuffe in famiglia siano 

inaspettate perché cominciate dalla prima infanzia



Pensiamo sovente di essere stati, noi genitori, 

migliori dei nostri figli che è giusto 

quel che i nostri padri pensavano di noi 

che ora pensiamo i nostri più lontani avi 

con la misura del nostro personalissimo metro



Il pontefice è l'artefice umano collegato alle faccende divine.

Perciò nulla è più umano del decalogo che pare fatto da lui.



È chiaro che il feto nel ventre ha il sostentamento materno

 ma dal momento che viene all'aria e alla luce del sole

tutto il necessario gli viene dall'esterno di se

ma non credo che siano le pietanze a suggerirgli 

l'argomento delle sue riflessioni sulle beghe paesane



Gli organismi viventi e mortali, animali e umani 

hanno cervello e coratella quasi tutti uguali 

la differenza sta solo nella struttura portante 

utile a mostrare quel che sono 

ma solo gli umani lavorano e pregano, scrivono e recitano



Noi sardi, non meno di chiunque altro

siam come tutti al mondo, pieni di brio 

spiritosi col cannonau e poetici come nuraghi 

canterini immobili nelle serre desolate

dove se c'è da sparare prendiamo la mira 

e se c'è da prenderle siamo come ambasciatori  

che incamerano quel che è loro affidato

siam vivaci come bambini al gioco 

ma sui seri rapporti di coppia vige il mutuo 

scambio delle qualità dominanti e dove si impone 

il carattere della femmina, lo spirito del maschio 

scuote il silenzio del deserto, quanto il bel canto 

d'amore della "fanciulla spiritosa in fiore" a cui fa eco 

il gaio e solenne carattere maschio di una frenetica 

morra giocata col clamore della voce vincente mescolata 

al turbinio delle mani che cercano il punto della vittoria

sempre assegnata dalla sorte col libero agguato.

In fondo spirito femminile e carattere maschile sono 

le componenti essenziali per la diffusione della specie 

mediterranea e isolana, pagana, atea e fiduciosa nel domani.

Abbiamo l'onore e l'onestà con l'arte di educare la prole 

per dover vivere sono la giusta ricompensa 

del pio padre di famiglia di Ohiai B. 

che ha avuto dalla terra quanto ha chiesto 

con la fatica del corpo e la fortuna della mente.

col fare eccellente nell'impartire la pace 

in famiglia per esercitarla nel paesello natio 

sostenendo che a delitto non si aggiunga delitto 

dando a intendere all'assassino che non avrà 

la grazia ma si eviterà un altro assassinio 

evitandogli però di mangiare e bere 

con i compaesani equilibrati e incensurati 

che dal loro immaginario religioso han tolto 

il sole nascente sul serraglio delle molte mogli 

per vedervi il giorno della resurrezione del Redentore.



La nostra testa non va mai coperta 

perché è la parte di noi più esposta al sole 

che ci serve le idee per pensare in libertà 

come alla terra fornisce l'energia ai gigli, 

al grano e squarcia il melograno maturo 

che della libertà  se ne infischia come il carciofo



Chi non si salva dalla prepotenza invecchia prima.

Così chi vive vicino ai poli pensa solo a mangiare e a 

coprirsi la testa dal freddo che azzera peli e capelli

Chi vive all'equatore pensa solo a mangiare crudo e nudo 

per prendere colore senza immaginare Dio raffreddato

Chi se ne sta nel bel mezzo pensa a come meglio vivere 

in combutta con gli amiconi nati per divertirsi 

come conigli nel serraglio e lepri al pascolo.

Se il clima influisce su di noi da mo avremmo 

avuto le ali come gli uccelli e le pinne come i pesci



Gli animali maschi non danno latte pur mangiando 

come le femmine che allattano per la continuità della specie 

a cui i maschi contribuiscono ingravidando le femmine    

il cibo serve quindi al corpo per perpetuare la vita

come le parole e le immagini servono alla mente per pensare



Accade che quanto più leggi più pensi senza però 

mai capire com'è che sortisce quel pensierino 

dall'incontro di parole lette e immagini viste.

È nelle profonde cavità marine che la natura 

protegge dalla corruzione salina gli invisibili fili 

che legano lo scrigno di fuoco del pensiero umano

che nasconde il segreto dell'affetto che permette 

a noi nati dalla terra, nostra madre naturale 

di stargli sempre alle costole fino a capire 

perché e percome pensiamo come meglio vivere 

senza la vergogna di morire in galera o di fatica

Sappiamo che tutto nasce, cresce e muore, 

dal rapporto familiare nell'ambito del sistema solare, 

che non riesco ancora a capire il perchè 

si cerchino altre diaboliche spiegazioni

Gli è la natura che cerca di spiegarci 

il perché le sue cose mirabili ci siano così care



La causa fondante del mondo è stata coronata 

dalla natura di una sostanza fisica dalla quale 

sortisce il fico e il ficodindia e una spirituale 

sostanza pensierosa che suggerisce di mangiare 

il fico quand'è maturo e che il ficodindia 

è più gradevole quand'è nudo dalle spine



Nulla viene al mondo che non sia conforme alla 

natura primigenia sempre uguale a se stessa 

 conforme al canone dettato dal Dio del deserto 

e non riconosciuto dai veterani dell'Olimpo 

che dall'oscuro caos trassero il chiaro caso 

a cui Omero vi aggiunse la sua vivace fantasia.



L'anima si trova nel nostro corpo 

come un ragno nella sua tela. Metafora di Montesquieu da Eraclito 



Di quando il dolce sonno ‘m'addorme’, non ricordo di aver vissuto 

come quando tutti dormono nell’eterna notte dell'universo 

e se mi sveglia l'improvviso primo canto del primo gallo d'Irillai 

lo riconosco dal primo gorgheggio che vien dal fondo del cielo

infatti non l'ho mai confuso col canto notturno delle civette 

nella deserta foresta di Farcana, dove solo qualche nudo libertino 

vi si reca a ossigenarsi i polmoni in canottiera 

nelle gelide notti di gennaio e a luglio di inoltrata calura

quando i cinghiali del monte si dissetano con le prime dolci angurie 

dimenticate per loro dai pellegrini del santo figlio redentore



La clemenza è un esercizio di chi comanda in casa

 e non esprime il carattere di chi  la attua 

né la circostanza che determina

ma il libero arbitrio della sua autorità

ed è cristiana se è al primo peccato 

e se il danno è rimediabile



Delle volte mi illudo di invecchiare come il vino, 

mi par così di migliorare con la conoscenza 

che pian piano acquisisco delle sonorità dei volatili 

distinguevo solo il canto del gallo e un pò quello del gracchio 

e della civetta e alla lontana lo stridio del falco, 

ora per grazia di dio riconosco anche il lamento 

del gabbiano che viene dal mare col nocchiero orientale



Il cielo è come l’ambulatorio sanitario 

dove l’assistente è come il titolare



Corre voce di una testimonianza ritrovata per puro caso 

di un vicino che frequentava la casa di Monsignor Della Bua

che quando l’alto prelato nacque aveva sulla testolina

 il purpureo solideo di vescovi e cardinali

e in punto di morte disse a una sua nipote

che ringraziava il signore per avergli risparmiato 

di dover scomunicare un solo cristiano

perchè suo piacere era benedire e non maledire



Nonostante tutta l’attività che verve nel cielo,

 ma se sulla terra nulla si muovesse, 

stai pur certo che mai nulla di nuovo vi apparirebbe…

ma siccome la terra gira e il sole si muove come le stelle, 

allora sempre vita nuova avremo a vedere mam mano 

che si attraversano le contrade confinanti ai nostri passi

Nessuno del regno animale viene al mondo 

senza che qualcun’altro prima abbia scosso, 

agito e dato giù dai lombi



Nulla è più prezioso dell’acqua che disseta 

chi la scampa dall’onda furiosa 

dalla torrida sabbia del deserto

dalla canicola del mezzodì alla trebbia

o quando evapora la solenne sbornia nuziale



Durante il ventennio ci ingannavano

chiamando fascista il sabato di riposo

che il regime concedeva ai fedeli

adesso sappiamo che alle genti  devote

lo donò Mosè quando fu libero Prometeo

che gli insegnò a metter fuoco al roveto

dove Dio l’esortò ad esser ligio alla legge

Vai via pur lontano da quì

sul mare in tremenda burrasca

per non sentir lamenti 

affidati al cielo tempestoso

e quel che sentirò 

sarà il più caro dei suoni creati

sarà la tua voce che chiama

seguimi l’uovo è pronto 

sulle patate fritte


Oh, madonna mia 

colmi di gioia erano i tuoi occhi

pieni della luce dei giorni lieti

che lievi coloravano le guance

e invidiavo quel calore 

che vi sfuggiva

come le parole che liberavi

dall’animo 

con le labbra da baciare

come dolci leccornie 

in vetrina sulla bocca



Quando i buongustai vedono bambini denutriti 

(che? non mangerebbero una fetta di pane imburrato? 

e non berrebbero una tazza di latte e cioccolato, se ce l'avessero?) 

corrono a vomitare nel cesso il cibo in eccesso 

per partecipare alla carestia della povera miseria

del mondo, che produce più di quel che consuma 

e non le danno agli affamati perché non è economico

inoltre i poveri si viziano, poltriscono e non obbediscono  

ai comandi del moderno sviluppo che il cosmo impone al mondo



L'ora della mia cena è quella imposta dagli ospedali, 

con la differenza che, si, mangio leggero come in ospedale, 

ma bevo il vino di Marreri che mi fa dormire da re 

investito da dio, anche se non so se dopo la mezzanotte 

i reali del mondo si sveglino, per quanto mi riguarda, 

quando succede di svegliarmi nel cuore della notte, 

per riacchiappare il sonno, colgo con l'indice 

il sedimento della bottiglia e lo lecco 

come dio comanda, ciucciando 

fino a riaddormentarmi, come un bambino al seno



Perché il cristianesimo non si è opposto al fascismo e al nazismo

nella misura in cui combatté le forme repubblicane democratiche 

e le idee socialiste?

Ha concordato col fascismo e ha scomunicato il comunismo 

ma non il nazismo con cui è venuto a patti.



Aspetto dal mare di Gonone l'onda propizia 

che riporti indietro 

– per rivederlo - il mio perduto amore 

che ora – turbato - diffida della sicurezza 

e trema instabile alle asperità del suolo.

Ella sa che finora mi son servito della parentela 

tra i giorni passati e i presenti 

e a ogni caduta a stento mi rialzo. 

 

I divieti fan sembrare le cose più importanti



Niente di strano che l'animo dei miei avi riviva  in me 

se l'ereditarietà ci dota di somiglianti parti del corpo 

di padri e madri e nonni e bisnonni



La natura che è la misura di tutto e l'uomo il suo metro

ma tu frena la fretta, modera il desiderio di fare

e fai per bene quel che vuoi, se lo puoi e forse devi.



Il fatto che una persona guardi per terra mentre cammina 

non significa che abbia perso la chiave di casa 



Vedere un gatto far la sfinge sul tetto 

non vuol dire che sia innamorato 

ma che aspetti la notte per prendere in volo 

qualche pipistrello distratto dall'amore



Non credo che tutte le macchine che corrono sulla strada 

in ogni direzione sappiano dove andare a parare



Il fatto che la luna vada appresso alla terra 

non vuol dire che il sole sappia dove vada



La vista di un uomo che piange seduto in un bar 

non significa che sia stato cacciato di casa 

o che abbia un male incurabile 

può darsi che sia ubriaco e cerchi di dissimularlo



Certo, non è bello maledire 

ma in certi momenti non è bello

 nemmeno farne a meno



Scegli le tue letture e spolverale solo con gli occhi

Poi

Abbi cura e riguardo necessario a chi

 - con tuo meditato giudizio - lo merita.


Impara a dir di no se ti comandano di uccidere


Dico si all’amico che mi chiede il voto, 

ti dico si, ora, come se al momento 

fossi incapace di intendere e volere 

ma se rinsavisco non ti voto 

 proprio perché hai dubitato della mia integrità 

sulla nostra amicizia che mi imponeva

 di scegliere te tra i migliori in lizza.


Non mi vanno i gruppi,

 forse perché in qualsiasi gruppo

c'è chi fa notare la mia disarmonica figura 

anche da ferma.


Non mi piace il maestro 

che mi dice di dire le cose mie a modo suo 

davanti ai compaesani pronti a giudicarmi.


I Monsignori fanno belle omelie assolvendo i peccati 

delle vittime della delinquenza, ma ora 

non sarebbe il caso di convertire gli assassini

 a non esser così cattivi e cominciare a rispettare la vita?

 Perché non dissuadere delinquenti 

e prepotenti dal fare i bravi con i deboli e gli onesti?

 Qualcuno deve pur tentare di convincere i malvagi,

 porta a porta, a fare i buoni. 

Chi se non i preti che hanno in cura la nostra sorte?


Non so mai quando rischiare la vita 

che non è mia ma di Dio


Non so proprio cosa dire a chi sa di star morendo 

se non guardarlo negli occhi senza malizia 

e stringergli la mano per trattenerlo in vita


Non so davvero quando è necessario rischiare la vita,

 non sono un temerario e non so se lo diventerò

A dirla tutta non so nemmeno 

se vale la pena viverla la vita, 

la vivo e mi basta e non mi da pena,  

forse ci si chiede che non lo vale per fare 

lo schiavo e servire a tavola zoppicando 

e rovesciar la minestra sul vassoio d’argento

Ciò non significa che sarei oltremodo felice 

se qualcuno la rischiasse per me

 poiché non lo vorrei proprio,

 almeno non ora che non sono ancora adatto

 a fare l’acrobata in un circo e lo sarò solo

 se dio vorrà essere mio maestro di ginnastica



Gli Anziani del Contone Ballaloi

seduti nel belvedere della piana di Marreri, 

aspettano di vedere i primi cavalleggeri 

che rientrano dal santuario di san Francesco

 e si dispongono sul ponte come a sbarrare il passo

 alle tanto attese frotte di turisti invasori 

armati di denaro per comprare Lollobe



Cambia strada se vedi energumeni 

armati di bastone che fanno lo sgambetto 

ai poveracci per portar via loro le scarpe,

 i fazzoletti di seta dal taschino e i cappelli 

a falde larghe che fanno ombra.


Forse è l’ora che me ne stia dove sto meglio

 conscio di aspettare quel che nottegiorno

 può arrivare sulla cresta del mare

 o sul cirro celeste o dalla mano infame.


Senza il necessario impegno 

anche l’ingegno tarda.

 Della dedizione ha bisogno anche l’ingegno. 


Con la signoria della Costanza 

solo lo sciocco non migliora


Dopo le preghiere del mattino

 qualsiasi cosa accada va sempre bene.


Il monte della Sibilla è il picco di Orune 

che in paese chiamano ‘’ il becco della Sirvestra ’’ 

dove gracchia il corvo e volteggia lo sparviero.


Cosa provoca le persone al suicidio?

 Il ritardo verso le novità del mondo e della vita. 

La maestra maldicenza che lo spaccia per cornuto

 perché la moglie lava i vetri della questura,

 la signora calunnia che lo fa nemico della famiglia

 perché mangia uova sode di un mese con gli amici, 

la figlia infamia che l’accusa di turpitudine

 perché si cambia la canottiera sporca a capodanno,

 la vicina invidia che lo spaccia per beone 

perché gli piace il vino fresco più dell’acido aceto.



La scuola va male perché la famiglia va peggio


Le famiglie non sono peggiori 

perché non sono più come quelle di prima


Il peggio viene dall’enorme quantità

 di presunti beni in circolazione

 col solo valore di essere ‘’alla moda’’

 che hanno il solo interesse 

di sostituire ogni precedente interesse

Così le società che curano più gli interessi ‘’alla moda’’

 che non gli altri di più bella sostanza 

si indeboliscono prima e più di prima

Gli interessi ‘’alla moda’’ mancano di senso critico

 e spacciano per duratura la moda che è di oggi

 e non sarà di domani come non lo è stata di ieri   



Gesù guarda il cielo per vedere 

la sempiterna quiete dei genitori 

come noi vediamo nell'alto cielo 

se il tempo a valle sarà più o meno

 clemente per lo scontro odierno.



Son le civette della foresta di Farcana 

a far la fortuna del Monte col Redentore.



Il giallo del sole è il colore dei colori 

che presta il verde alle piante, 

il celeste al cielo, l'azzurro al mare 

e il rosso a se stesso.



Chi sa raccontare quel che non è successo 

va preso con le pinze come chi dipinge

 una verosimile chimera.



Anche i vecchi profeti prevedevano il tempo. 

Ai poeti si addicono di più gli amori.



La verità stà in quel che si fa. 

Chi nulla fa è un impostore 

perché ha cura del suo orto.

 Dove sta la verità in un pellegrinaggio al luogo del culto? 

Nel farlo, pare ovvio. 

Vero che ogni primavera fioriscono le piante; 

non so se a Chernobyl fioriscano i mandorli 

e spuntino nuove primule. 



Vivo da solo, con gli altri sto in compagnia.

 Comunque mangio sempre per me,

 e cio mi fa sentire ricco.



Bene, chi sa narrare storie lo faccia, 

e ciascuno lo faccia a modo suo, 

come chi racconta la sua storia 

per dare a intendere quel che egli è.

 Parla di te. Scriva chi lo sa, 

se dispone delle parole adatte per darsi alla poesia 

e cantar se stesso parlando d'altro. 



Chi visita il cimitero piange con i propri occhi 

prendendosi un pò in giro poiché è ancora vivo.



La morte è colei che interrompe l'opera,

 la sua riforma e quelle del governo. 

L'uccisione - l'assassinio - è la morte a sorpresa.



Non è vero che il membro della famiglia 

che ha avuto più successo aiuti sempre i genitori

 e fratelli e sorelle che vivono in campagna.

 Non è vero che ai suoi vecchi compri casa in montagna. 

Può, si, arrivare a capodanno, con lo spumante e i fichi secchi.



Chi promette è soggetto a dimenticare,

 come chi giura è soggetto a tradire

 e chi ama è soggetto a odiare.



Per quanto io guardi con la luce del sole 

non riesco a vedere se gira o no su stesso come ''noi''.



Le parole dette e scritte sono fondamentalmente vere, 

cionondimeno possono verosimilmente fingere, 

si puo quindi recitare il falso e altrettanto scriverlo, 

percio' di finzioni letterarie son pieni gli scaffali



Sono al mondo per concimare la terra 

e in qualche modo lo faro' se mi ospiteranno le galline.

 Faro' il pollo, loro santo in paradiso. 

Dato che non c'e' paese senza santi patroni, 

lo saro' del pollaio. 

Volero' col bastone della scopa e imparerò

 a fare un panegirico all'uovo primordiale.

 Apollo venuto da oriente col nuovo sole. 

La mamma, quando mi mostravo incredulo, diceva:

 Billu bhi, a pirrone che non crede 

a quel che hanno visto gli antichi. 

Mettere tra parentesi le incertezze. 

A un fatto vero se ne lega uno inventato 

e vallo tu a sciogliere.



La pittura tiene in vita quel che il tempo sfalda.



La prima storia sarda e' del Manno.

 Nessuna scritta nelle pareti delle grotte.

 Nessuna antica memoria preromana.

 Ne' tavole romane ne' tavole bizantine.

 Quali atti del Giudicati?

 Genovesi, pisani, ponzesi e spagnoli.

 Nessuna testimonianza di vita, 

quindi nessun confronto di testimonianze.

 Nessun periodo della storia registra

 un tentativo dei sardi di darsi un sovrano

 illuminato che dimostri di saper fare

 ed educare un popolo di Delfini.

 Le cause saranno molteplici, ma sembra incredibile 

che dopo tante disfatte e pur molti tirannici dominii,

 solo Giovannimaria ci abbia provato?



Nell''864 Nicolo I spedi' in Sardegna Paolo, 

vescovo di Populonia e Sasso, 

a sconfessare e scomunicare ''l'uso dell'incesto 

e delle nozze illecite'' nell'Isola 

avuta in dono da poco tempo, 

da qualche sovrano devoto alla  chiesa.

 Poi solo ceri votivi e nessuna fonte antica. 

Nulla. Nemmeno una quartina o vecchia battorina. 

La causa? L'ignoranza dei sardi che

 - se cantavano i pastori e i contadini - 

non scrivevano i cacciatori e i pescatori.



Il mondo si e' formato dalla combinazione casuale

 degli atomi che, non combinandosi, nulla sarebbe successo.

 Non so se gli atomi esistessero prima dell'inizio

 del poter combinarsi strada facendo;

 non si dice tutt'ora, che il carico si aggiusta in viaggio?



La natura e' la moglie di dio, 

il rispetto reciproco salda il loro connubio, 

si intendono con un colpo d'occhio

 e la parola dell'una vale per l'altro in mutuo scambio.

 E se in questa formidabile unione, 

uno avanza un ipotesi, l'altra la smorza sul nascere 

e col perfetto amore si santifica la pace coniugale

 per una sempre proficua unione. 

Una bellezza, dicevano gli antichi.

 Perfetto come il matrimonio di Natura - il tutto -

 con la Cultura - la realta' dell'essere insieme sulla terra.

 Con la storia come sua memoria.  

Omogeneo, si direbbe. O nulla di eterogeneo in: 

Dio (come espressione culturale) e' il marito della Natura.



Considerazioni di autore ignoto,

 sulle cause che hanno impedito un pieno sviluppo 

all'uomo comune di Ohiai Benimindhe,

 cause di natura fisica (scarsa popolazione decimata dalla malaria),

 morale (i ricchi inventano le regole per tutelare i loro beni,

 rubati o ereditati da ruberie) e religiosa

 (dio vive in chi sta bene e teme di perdere la salute, 

cosi' fa il malandrino con i grandi sacerdoti

 scelti e non abbandonati dal buon dio).

 I poveri non sanno combattere, per la debolezza periscono 

e se provano a rubare li bastonano.

 Dio ha condannato i poveri a dover lavorare 

per servire il padrone cosi' come mantiene in ordine 

il sistema solare e la vispa mente del suo uomo

 in bianco al comando. I ricchi chiamano servi i servi

 perche' per loro non hanno nome migliore di ''servimi''.



Siccome il mondo gira l'erba cresce.

 Noi, di O.B. cresciamo solo con la benevolenza di Dio.

 Anche se il mondo smettesse di girare 

come la trottola della giostra per un fulmine di Giove. 

Ci dicono che i figli di dio sono i piu' fortunati. 

Certo. Perche' sono i piu' legittimi. 

Gesu' e' figlio di Dio come Apollo e' figlio di giove.

 Cavolo, la stessa storia. Asclepio, medico e farmacista, 

per Omero, mortale che resuscitava i morti

 perche' figlio di Apollo. Gesu', per i cristiani, 

figlio unigenito di Dio, per il resto del mondo, 

figlio dell'uomo padre e della donna madre,

 uniti, dalla parola, fino alla morte.



Provvidenza o previdenza, cosa ci spinge a nozze

 se non l'amore? Qualunque cosa esso sia!


Pestar l'acqua col pestello per fargli perdere

 quel che non ha? Ecco cos'e' l'amore!



Considerazioni - di autore anonimo - 

sull'influenza della religione degli avi 

sulla natura dell'uomo comune di Ohiai Benimindhe

 e specialmente sulla figura di don Zanketone, 

formidabile esorcista, che spodesta i demoni

 dalla coratella degli infelici recitando con loro 

i ''gosos'' dei SS. Francesco di Lula, 

Ignazio di Laconi e Nicola di Gesturi, 

che in ogni manifestazione della natura 

vedevano la mano di Dio con un dito in più.



Ogni persona nata ieri

 ha qualche responsabilità in più 

di chi e' nato oggi. 


Quel che avviene oggi, ora e adesso, è cominciato ieri.



Se davvero ci ha fatto Dio non vedo perché 

non si intrometta nei nostri affari. 

Per esempio, perché far soffrire ebrei, cristiani e islamici? 

Forse perché il debole che patisce e soffre ispira

 più fiducia di chi ha la vita agiata

 e calza calde le comode pantofole del papa.



Bada bene a chi minacci bernoccoli sulla zucca

 se non sei in grado di sopportare le bastonate 

mirate alle costole e alle giunture

 che fan triste e misera la vita del claudicante 

che le ha prese e messe nella saccoccia 

come il mendicante.



Il fatto che accade non ha bisogno di spiegazioni

 o interpretazioni, e' pronto lì, evidentemente esposto 

alle manipolazioni per un comodo fine,

 teleguidato dall'inizio.



Allontanati da chi parla sempre ripetendosi, 

allontanati che non ti contagi, 

perché si tratta di uno schiavo che ha perso

 la stima della moglie che gli nega il matrimonio 

perché infastidita dalle sue chiacchiere sempre scialbe.

 E sta per avvelenarlo. Stai a distanza, comunque,

 che quello impreca come un mendicante 

che non ha avuto l'obolo dal signore.



E' dunque Dio che ordina 

che quel che l'uomo riesce a combinare 

sia profano e si comporta da uomo comune. 



Non spingere quando sei in fila allo sportello, 

perché se non sai menar le mani, finirai per prenderle.



Dio ordina che quel che i preti fanno sia sacro, 

sono persone speciali perché conoscono

 i suoi propositi segreti e misteriosi

 ma lungimiranti.



Attento a chi e' piu' svelto di te - con mani e piedi - 

che ti suona le costole anche quando mena alla cieca.



La provvidenza e' l'aspetto buono della natura, 

altra è l'indifferenza alle questioni di giustizia 

che più rodono l'animo. 



La crudeltà appartiene all'uomo, 

fiore e frutto della natura 

indifferente alle nostre beghe familiari. 



Facciamo quel che ci pare, tanto tutto rientra 

nelle faccende divine che si manifestano in noi.


Scappa prima che ti prendano a far giustizia da soli.


Non un giorno senza una riga. Plinio


Allo scader del tempo concesso,

 Agnus dei, il gallo d'Irillai color melanzana,

 raccoglie i suoi chicchirichì e se ne va,

 non frettoloso nè languido, 

poiché il volo non gli è concesso.



Scrivo della mia esperienza nel mondo, 

quel che conosco di noi tra noi, 

abitare il mondo in società, 

non dominati dalla natura, né dominarla,

 viverla da solo in comune con Lei e i miei simili.



- Bibe su ki ti da' pride Zanketa ki passat' cada billellere.

 Diceva la mi' mamma che credere in dio gli scuoteva i sensi. 

Prendila che ti farà solo bene.

 E frequentalo, poiché è un buon presule, 

ideatore e guida della festa in onore del Salvatore Redentore,

 che è frugale nel prendere e prodigo nel dare.



« Tale è per me lo storico: impavido, incorruttibile, libero, amico della schiettezza e della verità, come dice il poeta comico, disposto a chiamare ‘fichi’ i fichi, ‘barca’ la barca, non disposto ad assegnare giudizi favorevoli per amicizia né a risparmiarli per odio, non avendo compassione o rispetto o vergognandosi, giudice imparziale, benevolo con tutti fino al punto di non attribuire all’uno dei due più del dovuto, straniero negli scritti e senza patria, autonomo, non soggetto al potere, non pensando che cosa sembrerà opportuno a costui, ma riferendo che cosa è stato fatto.» Luciano di Samosata



- Al che il mi' babbo, che quand'era allegro parlava in italiano, 

ribatteva: Il Medioevo deve essere quel periodo 

che vide l'affermarsi di quel monoteismo 

che, povero in canna, invento' i miracoli delle sacre reliquie,

 accumulando formidabili ricchezze per costruire, 

onorare e ringraziare col Tempio Mirabile, 

l'Altissimo signor creatore di tutte le cose

 che sono state e non sono più.



Attorno al 21 marzo albeggia alle 6 e fa sera alle 19,

  e io, col tempo a disposizione e l'equità tra giorno e notte, 

scrivo per contare le ore e tener desto il pensiero solitario.



Tra la folla si apprendono le buone maniere, 

fischiettando e canterellando, puoi sbadigliare, 

tossire e ruttare e persin scoreggiare, sputare no,

 si rischia il bastone, col voltastomaco si può vomitare

 in un apposito sacchetto resistente al fiele, 

mentre portano a giro Il Puro Bambino Gesuino Genuino, 

fatto Redentore come Un Uomo con la sua Interiorità,

 dedito al Dialogo per sua Convinzione Personale, 

con un Idea di Pace, che con libera Coscienza 

emette Sentenze di Circostanza, sul Libero Arbitrio, 

sull'Infanzia, la Fanciullezza, la Maturità, la Vecchiaia, 

il Pensiero e l'Azione e la Predestinazione di affari e cose

e sulla sua scia

La Sua Ragione e

Una Educazione al garbo 

Conosciti, dice, e sii Modesto e Pudico con Decenza,

 Contegno, Eleganza, Decoro, Amore e Pietà, 

Compassione, Diletto, Dovere, Rispetto 

Sappi però che i Formalismi come norma sono: 

- Feroci come la Violenza 

- Sfrontati come la Fissità 

- Vaganti come la Follia



È sempre in uso l'antico diritto del bambino 

ad avere un padrino che lo segua nella crescita 

fuori delle mura domestiche, informandolo 

degli affari sulle strade del mondo 

e indicandogli la retta via per non finire 

in un vicolo cieco. O in galera.

E a Predu, con l'atto di nascita, fu assegnato un padrino,

 come a tutti i neonati d'Irillai, Marreri e Baronia.  

Su nonn'è Predu Pilurzi (che già dal primo sorso di vino,

 assumeva una costante condizione di evidente

 e languida euforia: la famosa e sempre sopita 

presenza sardonica: Felice come il Sughero

 che non prende fuoco) fit' Filize Gherdhone a car'è titibeddhu, 

per'altro bianco come un frate ariano dentro il suo pittoresco saio.

Il maestro e il discepolo sulle questioni della vita in comune.

È il padrino che aiuta il figlioccio nella buffa scelta 

tra fiori e radici nel caso delle patate. 

Il padrino (la cui vita - di padrino di tanti figliocci - 

fu una misurata rampogna delle cose inutili 

di cui fare a meno) usava regalare al figlioccio 

Pilurzi, un pettinino ad ogni compleanno. 


Usalo, e non grattarti se non hai pidocchi. 

E Tieni la testa a posto, sia dentro che fuori. 

Quindi Sii naturalmente in ordine ragionevole.



Non morderti le labbra e contentati dell'acquolina in bocca.



Sei del mondo, adattati ad esso per migliorarlo



Abbi cura dei denti 

e non uscir di casa senza uno spazzolino 

nel taschino avvolto in un bianco fazzoletto 

che col suo candore illumini a giorno

 l'oscurità della giacca 



Caro figlioccio, non fare il trasandato, 

lavati i piedi e indossa l'eleganza che vien dal sapone



Soffiati il naso prima che alle narici appaia il moccio verde 



Ricordati che all'evidenza non si toglie nè si aggiunge nulla



Non coprir di profumi l'abito che puzza di fritto e di urina, 

ma cambiali prima che ti bastonino come un malandrino 



Col vestito nuovo non fare il disinvolto

 sedendoti sulla sedia sporca



Indossa la giubba nuova con noncuranza 

senza che una parte sia lunga e l'altra corta,

 come le maniche lunghe che coprono le mani degli sciocchi 

e  i pantaloni che non coprono le caviglie degli spilungoni



Il dubbio sia il tuo fratello maggiore 

e incertezza la tua sorella migliore, 

scrivi di quel che ti va, col dubbio concesso 

alle circostanze attenuanti sui continentali 

che pare mangino le rane perché gracidano

 e si astengano dalle anguille perché sordomute



Non grattarti in pubblico oltre l'osso sacro



Se ti senti bello non darlo a vedere fingendoti timido; 

se ti senti brutto dai la colpa al tempo

 e fatti amica la fortuna



Non dar credito alle pettegole d'Irillai

 che scoreggiano assieme alla frase maliziosa



Fidati del dottore se non hai in chi meglio contare

 e lascia perdere i conta frottole dogmatici  



La vita è la spontaneità naturale del sistema solare 

e noi, come fiori e frutti,

 ne siamo la spontanea espressione dell'onnipresente natura 



Non sollevar la veste oltre il punto

 che sollecita la sfacciata curiosità



Non fare l'Arlecchino con i colori della natura 

che paiono sfidare la primavera 



Metti la cintura e stringila 

che non ti caschino i calzoni

 con evidenti segni di brodaglia



Chiudi la braghetta 

e indossa pulita l'ultima mutanda del corredo



Nascondi quel che potrebbe essere frainteso

 dall'orbo desiderio di goduria



Non si espone la merce graziosa 

che non si intende vendere a buon mercato



Non fare il pudico con colei che ti invita al piacere: 

tu contieniti e sii tollerante.



Fizo', non brusies su keste anzenu si ti l'hana istau 

Caro figlioccio, non rovinare quel che hai in prestito



Fizo', labati, no isetes ki ti lu facat sa donosa 

Figlioccio caro, lavati spesso,

 non aspettare che lo faccia la tua sposa



Lavati si, quando lo ritieni necessario,

 ma almeno un pò prima che ti escludano 

dal consesso della vita, a cui non mancano

 gli eletti e i prescelti,i fortunati e i profumati.



Ammentati ki barripendente es kie's kene dentese 

Ricordati che le guance cascanti son proprie di chi è sdentato



Abbi più riguardo del prossimo a cui apparteniamo.



Non dimenticare che anche la più misera idea

 nasce dal fa-bbisogno e finisce nello sfarzo



Vano e sperare e su quel che speriamo

 preghiamo i forestali affinché s'avveri



Non tener la bocca chiusa

 come se fosse assediata dalle mosche: 

scacciale con le mani e mangia, parla e respira



Non illuderti sul progresso 

perché si spendono mirabilie per guerreggiare,

  depredare e saccheggiare,

 per lanciare i cosiddetti nuovi sviluppi di civiltà 



Attento a come parli in Tribunale: 

non raccontar le frottole che tutti sanno,

 di là verità anche se non la sai 

e non nasconderla se per caso la conosci



Lascia perdere i robusti prestanti 

e i barbuti vigorosi che scatarrano di verde 

spedendolo a venti passi dalla loro ombra



Dal modo di ridere si arguisce 

se ne vale la pena rider come loro 

e se i cani si scompongono, 

ridi anche tu



Non fare lo scontroso 

se no ti spediscono in seminario 

dove addestrano alla mansuetudine



I furbi fortunati sparsi nel mondo 

hanno anche la virtù

 di spalancar le narici a loro piacimento



Se non ce la fai a reggere i tuoi bisogni

 statene a casa a fare comodo i tuoi compiti



Mi vien da ridere a vederti gonfiar le guance 

per suonare le launeddhas



Non pipese ca kie non pipata buffat' su focu dae sa janna 'e su caminu

Non fumare, perché chi non fuma soffia sul fuoco dalla porta sulla strada



Non essere da meno degli altri

 e sbadiglia quando tutti lo fanno: 

lo sbadiglio, si sa, va di bocca in bocca 

come la fame, il riso e il prurito nel corpo



Sappi che le Fave del Campidano 

e lo Zafferano di San Gavino 

fanno muovere le orecchie ai fabici, 

anche se nessuno li vede



Non strofinare le tue mani sporche sotto le ascelle,

 non è igienico, e non ammettere le mani altrui

 perché le ascelle non sono gli stracci dei fabbri 



Tieni a mente di non soffiarti il naso durante l'Elevazione



Sappi che ogni goccia di rosolio in più

 vuole un'ora di riposo in più per essere smaltita



Guarda che siano i soli colori della natura

 ad accendere il viso delle persone belle



Vedi nelle convenzioni 

le regole che la mente impone al corpo 

e che variano con l'età del tempo



Le abitudini, invece, si modificano col fine di migliorarle 



Quando sei solo 

puoi soffiarti il naso anche con la forchetta,

 ma a una serata di gala non farlo con la coda del vestito



Prede', perfetto è quel che giova alla ragione,

 alla giustizia, alla verità e alla libertà  



E una buona moglie e un buon marito

 si rendono agevole la strada



Pilurze', non nascondere la tua innocenza

 se non sei colpevole.



O Pre', fatti del bene e aiuta chi merita il tuo soccorso.



Sii buono e chi ti conosce si ricorderà di te

 contrapposto al vicino più cattivo



Non offendere nessuno

 tanto che non siano accettabili 

giustificabili e credibili, le tue scuse.



Fizo',

 è impossibile cambiare ciò che è immutabile

 come il corso dell'anno.



Quando ti sposi, se ti sposi e ti sposerai, 

al figlio che sarà, e verrà, perché verrà, 

non lasciar fare al tuo bambino

 quel che, oggi, gli pare,

 se no da domani lo farà senza il tuo benestare.



Prede', se non sopravvivi alla catastrofe odierna, 

difficilmente affronterai la prossima.



Cosicchè, neppure la più bella,

 lieta e confortevole menzogna

 resisterà alla ragione del tempo.



Minghinu ke a Minzone, caro figlioccio,

 è colui che si scotta più volte

 con l'acqua calda e bollente.



Attento all'amico che se piange in pubblico

 può nondimeno ridere nel suo gabinetto.



O No', come evitare che l'amico odierno possa diventarmi nemico domani?



Non far l'occhiolino alle donne sposate,

 perché puoi ritrovarti con un'occhio storto;

 così che se di notte brighi ubriaco, 

possono bastonarti

 col rischio di perdere l'occhio nella zuffa 



Evita di arrabbiarti col vento

 che è la frenesia con cui il mantice divino

 ci soffia l'aria nei polmoni 

riempiendoli di sovrana beatitudine



Non mi va di vederti fare il saltimbanco

 sotto lo sguardo incredulo di acrobati e giostrai



Non facas su barrosu ki non timet' mancu su focu

Non mostrar la boria dell'ardito eroe locale

che assale anche il fuoco



Non tener gli occhi socchiusi

 perché è come dare a intendere

 di aver l'animo chiuso in gattabuia



Le rughe invecchiano come le pieghe

 che temono il ferro da stiro perché brucia



Non accigliarti per non far'intendere all'usuraio

 che sei indebitato con uno strozzino



Ricordati che e consentito far le boccacce al demonio, 

in ogni circostanza e in qualsiasi momento e luogo

 e, senza esser visto, gli puoi anche sputare alle spalle.



Esercitati con la lingua a ricacciare la bava 

che cola dagli angoli della bocca.



Non sias tusturrudhu, fizo', 

e cojubati kin Paskeddha sa pipereddha.



La grazia dei gesti del corpo si misura 

nelle convenzioni familiari e sociali



Solo agli sciocchi è consentito farsi forti con i deboli



Non mangiar granchi

 perché pare che si ritraggono dal fuoco di cottura, 

vogliono essere divorati crudi e non sembra una buona idea



L'uso che facciamo dei gesti del docile corpo

 è delle volte ridicolo 

quanto a volte rispettoso della buona creanza



L'aldilà è un espediente per pianificare 

le implacabili tenebre che ci avvolgeranno 



Chi cerca la zuffa non ti perde di vista 

quando scoppia la rissa



Nel cuore dimora l'animo

 che quando sbatte la porta

 sconquassa la casa



Ammentati ki barrifalau es kie no a galu manicau



Un franco sorriso esprime bontà, 

ma quel che gli occhi rivelano

 possono anche nasconderlo



La malafede è la madrina del mondo

 che garantisce vita alle frottole edificanti e felici



Quando sai chi sei sai come presentarti al mondo



Fantasticare è tendere a veder l'invisibile invivibile



L'animo è la volontà di pensare e fare

L'animo è la mia timida coscienza

L'animo è l'altro me stesso che volteggia nelle tenebre



Vivere in pace, libero e sazio, non è render misera la vita

ma vivere col popolo con l'idea di godere la bella vita

Il popolo si dota e sciorina 

i suoi sempre nuovi modelli da seguire, 

che sia Apollo con la Sorella,

 che si incarni in Gesù o in Maometto Prediletto di Allah



Ciascuno di noi popolani 

è la perfetta immagine del proprio Dio

 per cui si è disposti al martirio



La malignità è il letame che concima la benevolenza 

e fertilizza la virtù 



La lussuria non è

 se non condivisa dal pudore



I sistemi solari son la materia,

 come il nostro corpo,

 che occupa lo spazio vuoto



Lo sputo manifesta il disprezzo



La nicchia si addice ai santi 

che la riempiono di mirabolanti aneddoti



Non so nulla dell'aldilà 

se i sensi non mi avvertono 



Quando i pezzi grossi cadono dall'alto 

fan più male dei piccoli



L'ombra mia si allunga e si ritrae 

ma senza staccarsi un pelo da me



Questo è il mio mondo e altri non ne conosco



Non cammino come vorrei ma sto in piedi come posso



È degno di me quel che faccio?



O sono io indegno del mio risultato? 



Oddio, posso essere io una novità? 



Io, invidiato dai peggiori, 

deriso dai migliori e oggetto di beffe dei mediocri?



Chiedo conto al Signore del mio essere inviso alla gente.



Sono io la rovina della mia vita. 



Non sono balbuziente 

ma chiedermi di parlar come un attore 

è come incitarmi a correre davanti alla morte



L'eloquenza, il bel parlare, 

dovrebbe persuadere alla ragione,

 invece sfotte 



Io, che chiamo bellezze le prime veglie

 col chiaro canto del primo gallo d'Irillai.



L'invidia nasce dall'essere i prediletti

 scelti da Dio edi eletti dal popolo



Non voglio poltrire più di tanto, 

nè per nulla mi piace patire

non voglio più urlare di rabbia

 ma solo per farmi sentir meglio

non voglio bere più di quel che non sopporto

non voglio avere più quel sentore 

che chiama le mosche al pasto



Mi piacciono - crudi e cotte - piselli e fave 

anche se mi sfugge il loro misterioso profumo



La bocca ha da star chiusa

 se non parla e non mangia

 e semiaperta se russa



Della volgarità non mi curo, della chiarezza si



Vivi in silenzio come fanno i pesci



Il sornione guarda lontano per veder vicino 



Il maligno finge quel che fa per l'ingannarti meglio 



Chi tarda a capire sbarra gli occhi e si gratta la cispa



Serra gli occhi all'oro del sole che acceca, 

 come un cenno d'intesa e uno di resa



Noi,

 possessori della sorte comune,

 infatti non possiamo non morire



Rimango muto e sordo al veder la perfetta luna piena 



Il buon cristiano, nonostante cada nel peccato,

 si distingue dall'animale perché può pentirsi, 

purificarsi e perdonarsi confessando 



Anche l'asino sa quando giunta è primavera

 che chiama l'estro al dovere.



Finas su puddhericu curret' i su parisi.



Le sirene vengono a galla

 per liberare la voce dei pesci muti, 

silenziosi e indebitati fino alla coda mozza.



Chi va di fretta ha perso il bel tempo andato 

e ora l'insegue per riprenderselo di malo modo

 se, Iddio volesse, gli acchiappi la coda.



Chi non sa battere un chiodo

 teme anche il martello in vetrina.



Chi seduto non tocca terra

 ciondola i piedi come un gelido batacchio.



Chi si gioca con le dita è fiero di ciò che san fare; 

se poi hanno un anello, apriti cielo!



Apollo sentenziava che Socrate era il più sapiente dei mortali

( - e Gesù diceva di esser figlio del padre -)

 e per i greci Socrate era Socrate, 

ma per gli ateniesi Socrate col naso schiacciato,

 era piuttosto moccioso, 

e meno libero di una canna al vento,

 e più povero di un cane da non possedere un fazzoletto

 su cui lasciare una sua traccia,

 tanto che gli amici gli fornivano i sandali…

se dici che cristo era un disgraziato 

come tanti malinconici infelici tra noti mascalzoni

 che sempre mascalzoni sono, 

cattolici e preti ti bruciano vivo come un cerino nuovo

 tra le gambe unte d'olio e sotto le ascelle profumate

 da balsami famosi nel vasto oriente



Buffoni di tre cotte son quei barbieri

 che in sordina, col ticchettio delle forbici,

 fanno quelle puzzette succulente

 che raggelano il borotalco del negozio 



Non capisco chi si fa le piaghe nel corpo, 

dubito si della sua sanità,

 ma a sentirne le sue ragioni, 

penso che l'integrità gli sia sfuggita di mano



La natura in pompa magna 

è il mondo più adatto a noi, comici prestigiosi 

che si curano col sonno, e giocatori di carte 

che imbrogliano quando va bene

 e sfiderebbero a mariglia

 e, in singolar tenzone,

 alla morra, anche Dio



L'acqua fresca mi da la sveglia, i piedi caldi mi riposano, 

e solo così sono in grado di ricordare 

che i nonni di Pepantoni facevano i gabellieri,  

uno sul ponte di Lucula e l'altro sul ponte d'Oliena, 

dove è nata la voce  sui fondali del Cedrino 

che pare ospitino guerrieri di bronzo

 trafugati dai Musei di Tiscali.

 Sotto il ponte di Lucula qualcuno dice (Annicru Pau)

 di aver trovato anelli d'oro sottratti alle spose d'Irillai 

per la Regina di Saba che non disdegnava 

nemmeno le gemme troiane, persiane e indiane.



C'è del divino nel magnetismo che difende la terra

 in libera fuga dall'attrazione solare che la (ri?)vorrebbe incorporare



Crono si mangia i figli come il tempo che divora le persone



L'alta qualità della follia prevede l'ingombro eccessivo dell'ultimo piano 

tra il proprietario e il coinquilino affittuario invadente e forse moroso



Mi piace il gatto veloce come il lampo,

 perché sa che posso anticipare i suoi salti col bastone.

 Poi gli servo il pasto.



Le sacre e sante scritture son quelle

 che rivelano al mondo l'intima sostanza dello spirito 

che ci riempie, gonfia e sorregge

 come una pompa che, vuota, s'affloscia



Dicono che la Santa Vergine sia volata in cielo come Ercole 

( ma senza una piaga né una bruciatura)

 o, forse meglio, come Ganimede

 il bel garzoncello rapito a Troia da Giove



Alla panza piena come brodaglia 

segue la fetida visione d'escrementi organici 

che si diffonde nell'aria dal vaso da notte 

esposto alla luna affacciata sul mare di Sardegna



Mai un giorno senza una parola e un sospiro d'amore

Mai una notte senza la seggetta più vicina della luna



Avanti col Refrain, riff, ripetizione del periodo infantile.

Riff, ehi, Marc'anto'! Jubann'anto'! Na', o Antonifranzi'!



Dalla dimensione tardo isolana non si esce senza traghetto 



70 anni nell'isola senza aver visto una cicogna sul fumaiolo del tetto 



Misuro dal radermi ogni giorno

 il passare della vita nello scorrere del tempo, 

quelli che non si radono pensano di non invecchiare

 come gli angeli fatti a nuvola (che un battipanni dilegua) 

con balsamo celeste senz'olio vegetale

 né grasso animale, quello della ricetta

 di cui vanno in cerca le pie donne d'Irillai 

che camminano posando ogni passo 

col timore di romper l'ovo nel nido 



Gonaria e Bonaria, le sempre vergini madonne 

(paratalassia)

 sorelle che rinviano da morte certa 

i naviganti nel mare in burrasca:

Chiaro e caldo come il sole è il loro sorriso

soave e fresca come la luna è la loro parola

pieno come l'uovo è il loro occhio

profondo come l'eco il loro orecchio

oscura come la morte la loro vita



Devo guardare e sentire e cogliere solo ciò che m'ispira.



Sono un ciarlatano e scrivo

 per ciò che le parole mi richiamano alla mente 

sotto forma d'immagini che popolano il mondo 

che mi sopporta come un passeggero abusivo. 

Non so 'e gabbale, sono un gabbamondo mannu 'e badas.



 1. Bibe ki no es criolina, dice Tzincorra di Orune 

della locanda con l'insegna del rombo rosso

 con un ! al centro, invece della vecchia frasca :

 Paret criolina, nabat' Tzincana a tziu Nanneddhu Borra



2. L'urlo del mantice, otre gonfio di vino, 

mette le ali alle parole che sanno di verità: 

vivo come posso, come tutti d'altronde. 

- Ciò che sono non può lasciarmi

 e ovunque sia sarò con me, 

seguo la mia ombra ovunque vada,

 che il paese si spopoli e la città si arricchisca,  

devo vivere e sopportarmi, contentarmi di poco 

è la mia regola, aver poco da spendere 

dove c'è tanto da comprare, un kilo

 di pane carasau rende più del pan comune, 

un litro di vino costa meno di un bicchierino

 di cognac, un litro di latte costa meno di un formaggino,

 sei uova, una dozzina di patate, i pelati di Serramanna, 

un pezzo di cacio, friggere una melanzana,

 pasta e fagioli, peperoni con sedano e cipolle e 

il giorno di festa il brodo caldo di una testa di gallina,

 una coda di pecora e un orecchio di bue mansueto, 

due unghie di porco libero nel bosco, 

una mezza dozzina di setole di cinghiale, 

un corno di agile capra marina,

 tre foglie di carciofo di Samassi

 e un testicolo di pollastro

la sera mi propongo d'intrattenere greci e latini, 

per la notte stanno in fila i rinascimentali 

e i moderni affini, tutti tradotti, beninteso,

 le pompe vuote all'ombra del chiostro 

non mi avranno,

 che aspettino invano la luce che mancherà 

il lunedi devo farmi trovare se mi cercano

il martedì non voglio aver bisogno 

di chi mal mi sopporta

il mercoledì potrei essere comunque sia 

se il mondo me lo consente

il giovedì se pulite, bollite e omogeneizzate

 le persone son tutte uguali

il venerdì il carattere di tutti è quel che uno ha 

se la società glielo concede 

il sabato tutti a calafatare Venezia nel timore che affondi 

col suo peso come Babilonia senza stagno

la domenica a spasso con l'enorme Gianni

 a bere vino con i bassotti del Contone dei Ballaloi



3. Molto di quel che vedo accadere 

mi stimola a dir qualcosa sulla gallinella 

che non sa dove far l'uovo nuovo



4. Dio (non so se abbia avuto un maestro

 né quali e quanti modelli a cui far riferimento)

 è la luce che illumina nello spazio il senso della mia realtà - 

che non mi concede alcuna ambizione di successo - 

mi chiede solo di essere più rispettoso che rispettato - 

mentre avrei bisogno di una casa degna a piano terra - 

e potrei anche aver bisogno di una discreta compagnia

 amorosamente colloquiale - 

di certo sento solo il bisogno di ridurre le mie convinzioni - 

perciò ho bisogno della fiducia in chi mi conosce - 

dato che non ho nessun desiderio superiore 

al mio fare quotidiano - 

che è vivere a margine la periferia

 nei dintorni delle mura cittadine 

dove volano le pietre e si scaccia la fame

con le macchine che funzionando a meraviglia

 (vanno solo oliate) mi stupiscono come le stelle 

cadenti che non ci colpiscono mai

ma sempre più mi meraviglia che l'acqua scorra

 verso l'alto e il basso superando la curvatura

 della terra come in un vortice di stelle









Nessun commento:

Posta un commento

Post in evidenza

31 - XXX 23mila

  p.e.m.   31 - XXXI   labirinto dove il problema di sempre, naturalmente,  è veder chiaro nella confusione,   col filo della ragi...