-nulla mi è più ignaro delle cose dell’altro mondo
nonostante si creda di conoscere gli oceani celesti
le terre con le fucine vulcaniche che fumano sui mari planetari
illuminati dal latteo candore delle vivide stelle
questa casa è il nostro vitale rifugio -
Dove in ogni cussorgia c’è un re che fa il sale
per aver la meglio sulla muffa
è la gravitazione universale
la graziosa maestà alla guida naturale dei mezzi occulti
con i sogni belli del sonno notturno
che ristorano dalla pena della veglia diurna
usiamo chiamare divino quanto ci viene dal cielo
come i raggi del sole che ci danno la vita
la casa è il nostro rifugio -
Dove c'è il sale non c'è muffa
A proposito del timore provato dal probo Mattarella
per la visione del dottor stranamore opera del genio rinascimentale di kubrick
Un quadro ben conservato in una teca non si consumerà a guardarlo.
Quel che serve sarà usato e di conseguenza sarà consumato.
visto a metà degli anni sessanta da un compaesano per primo emigrato a Milano
-dove abbonda il cibo in tavola
non manca mai la legna verde che non si accende
fa notare il padrone della casa a quel tizio:
chiudi il rubinetto della botte
come si dice per invitare qualcuno al silenzio
mentre si beve tra un bicchiere e l'altro pure
molto di quel che dice è una sempre vivida bugia
come chi racconta quel che più gli piace fare al prode
:- è il prodiero che sta sulla prua della nave
quando il tempo a Irillai minaccia intemperie
i più vispi e fedeli devoti
spostano le urne dei loro santi
dietro l’altare maggiore
dove l’animo è sereno come nella solitudine del deserto
il paradiso celeste è dei pochi placidi
mentre l'inferno è delle vivaci moltitudini
mort’è su re ! ghetta su murguè!
non piange il marito della prefica che piange il suocero!
i pensieri son prodotti da materiali vivi - gli inerti hanno già dato
i delfini davanti e a al fianco delle navi
che saltino e squittiscano danno da pensare anche a noi
accade quando si parla di morti, santi e dei
che qualcuno ne parli
come se li avesse appena lasciati a casa loro
intenti a preparare il pranzo con lenticchie e baccallari
la chiesa è la nostra dimora rifugio
altrimenti detta: roccaforte di bertone
enola gay 6 mag. ‘945
come chiedere a un paesano di Tiana
se riconosce il batter dei magli di una gualchiera.
la nera foresta in chiaro
col fetente buio degli ultimi secoli più vicini a noi
l’infelice sorte della sardegna
lui sorride beato sulla terra
e lei accenna compiaciuta
del successo coniugale avuto per la rinascita sarda
attraendo i turisti ai vermi bianchi del cacio marcio
come mosche fameliche al miele amaro del corbezzolo
Sotto sotto annaspiamo sempre nell'insoddisfazione
e invidiamo la leggerezza degli uccelli, l'agilità dei gatti,
la possanza delle balene, il canto delle sirene,
l'innocenza degli agnelli, ma ci rifacciamo con la ferocia
e siamo capaci di ucciderci anche sazi tra fratelli.
Eteocle e Polinice; Romolo e Remo; Caino e Abele.
Temo l'isteria collettiva,
il fanatismo del singolo e l'arroganza di chi comanda,
orientale e occidentale: politica, religiosa e sportiva.
C'è sempre qualcuno che traffica dietro le quinte,
e raramente è il diavolo.
Che siano i popoli dell’equatore i soli
a non voler essere i padroni del mondo?
La gente pacifica è quella che riconosce la grandezza del mondo
che distilla rugiada e ci ospita tutti: dall'ape al merluzzo,
dall'estate all'inverno, ospita il rosso e l'azzurro
e anche il grigio, ospita le silenziose farfalle e le sirene canterine.
Temo meno il vino appena spillato dalla botte piena
di chiaretto quale dà l'uva del Mandrolisai
di cui, per averne provvista,
più d’uno darebbe il primogenito
a fare il servo per un anno intero più un aggiunta.
Non andare dove non sono in ansia per te
Natura dell'arte. o pancia in subbuglio.
arte di far libri dove non li comprano per sfogliarli
e chi li ha non li legge per non chiedersi :
è ora che fare?
Per apprezzarla non bisogna aver fame,
non nelle vicinanze della galleria
dove si espone l'oggetto artistico.
Prendi nota di che si tratta con uno schizzo. Pancia in subbuglio.
Alla natura segue la cultura con le scuole
delle sue mostre e fiere dove mecenati,
critici e acquirenti, misurano, pesano e contano,
analizzano e sgomitando brigano per aver ragione
sul prodotto fatto da chi sa quel che fa
cerca il suo merito nel mondo.
il pensare è autoriflettere sulle cose che sono e su quelle che
ai sensi sono sconosciute
per cui l’intelletto vaga
e affonda su se stesso
Sistema solare, via Lattea e tutte le altre stelle abitano nello stesso cielo
Barbi longu ke biudu
pranghendhe sa nuzere
ca er morta ‘e sidiu
pro no li dare s’abba ‘e bibere
Molte di più delle grandi masse d'acqua che scorrono nei letti dei fiumi
sono le genti trascinate dalle fluenti parole
dei furiosi profeti di sventura che fanno scempio della ragione.
Non ho nessuno a cui affidare la supplica serale
se non alla notte che si approssima e ha cura
del sonno dei giusti d'Ohiai traghettandoli onestamente
al nuovo giorno sempre in arrivo e in partenza che verrà.
quando si approssima l’ora di andar via
chiunque confida la propria palinodia
al buon prete araldo del signore visto da lui
come il campione dei padri di famiglia
ma ite nanchi fakes tue
kin mesu carena affrizia
-
il rattoppino venuto da Bosa col vento che porta anche l’acqua piovana
con l'aroma e il sapore della malvasia per cui
-non c’è zoppo o ubriaco a Irillai
che cadendo in una pozzanghera
non batta le mani sul fango dicendo
le parole di Niobe alla terra che la reclama :
sono in viaggio, perchè mi solleciti?
-
-non c’è zoppo o ubriaco a Irillai
che cadendo in una pozzanghera
non batta le mani sul fango dicendo
le parole di Niobe alla terra che la reclama :
sono in viaggio, perchè mi solleciti?
non ci rimane che la poesia per come cercare se stessi
faccenda che da sempre anima le nostre esistenze
i ricchi si divertono col lusso
i poveri con la miseria dei saldi stagionali
e con i lari domestici invisibili custodi
delle preziose suppellettili di casa-
Chiunque scriva una frase
a qualunque cosa, o faccenda e vicenda riferita
crede davvero di non parlare con se stesso?
sei tu la fiamma senza fumo
dell'intimità che illumina la vecchiaia?
sorride come alla luce senza fumo
d’un fiammifero da cui è sorto l'universo -
I ricchi quando il tempo lo permette
- ridono -
e giocano a far vincere i loro cavalli.
- Fuggi l'occasione di conoscere il pericolo da vicino-
Veloce come la luce, agile come il pensiero, snella come la fame,
così è l’ombra a mezzogiorno;
e la sera penetrante come il tarlo che rode la notte.
la vita della carne si è fatta da sola col passare del tempo
o con qualche necessario e fortunato ausilio di un fortuito passante?
uno è morto senza aver avuto una moglie come ivan ilic
-i primi pellegrini d’Irillai fino agli ultimi
che andavano e vanno tutt'ora per i santuari
della cussorgia chiedendo grazie
terminavano la domanda col dire:
e scordati di quelli d’Oliena.
Ohiai è il luogo della mia infanzia dove le zucche piene del chiareto di Marreri
si chiamano ancora Karradeddhu. vecchio sposo di tzia corcovica.
Ohiai è il luogo della mia infanzia dove le zucche piene del chiareto di Marreri
si chiamano ancora Karradeddhu. vecchio sposo di tzia corcovica.
Le fanciulle d'Ohiai raccolgono i capelli a crocchia
per fare a meno del cercine(titile)
quando portano le brocche d'acqua dalla fonte
che diventerà il vino che sarà il rosolio
dell'eterno sposalizio della gioventù
con le figlie di Donn'Elène le cui lusinghe
volano dalla finestra del Nordamerica
come un canto d'amore del cardellino
al cugino che saltella nella foresta
dove le innocenti janas di Farcana allettano
i caprai che scalciano furibondi
quando i karabinieri li incatenano
alla camionetta per aver rubato i sogni
alle civette del bosco.
Nessuna pietra d'anello si consumerà portandola al dito,
come invece gli accadrà se baciata
dalle avide labbra del possesso
e del servile inganno dei sudditi
Una forchetta e un'anello impediranno che il tempo faccia invecchiare i possessori.
Produrre una forketta è fatica; trovare una pietra preziosa è fortuna.
L'anello ha nella luce il suo valore; il valore della forchetta è nella sua utilità.
La forketta esiste in relazione alla mano, l'anello in relazione al dito migliore.
Anello e forchetta son cose sociali (relazioni di mensa e di dominio);
dito e mano son solo miei e mai
li stringerei in una morsa di ferro e legno di mia volontà.
Giotto spaventò la madonna sorpresa dall'arcangelo Gabriele
che passò a salutarla in nome del Signore e annunciargli
il suo nuovo ruolo nel mondo: lo stato della sua grazia...
l primo principe dei più nobili patrizi del regno di Baronia,
Pipiu Pissetone che scalciava come un puledro mancino,
verrà infilato al dito maggiore, dalla nascita l'anello
di riconoscimento del babbo che gli servirà per tutta la vita,
come il profumo serve al barbiere del Corso
e i gradi alla carriera del più perfetto dei caporali d'Ohiai
che vuole vivere senza molestie e morire sereno
come vuole l'ordinamento militare degli angeli
alati del Signore degli eserciti dell'aldilà.
Tutto quel che si innalza e tende al sempre più alto,
prima o poi decade e rotola come un cocomero nel sentiero
che scende dal bosco di Soloti e che al primo impatto si sfascia
e finisce col dissetare lo scorbutico cinghiale della foresta di Farcana.
Tziu Peppantoni trantzilleri
sosteneva che certe cose andavano fatte di notte,
perchè di giorno suscitano scandalo e la finisci ai ceppi
in piazza del corvo che becca la vite e l’ulivo.
Da sempre e ancora dovunque si lodano i gaudenti vincitori
dei dolenti avversari in ginocchio nel campo dopo la batosta.
Avere un'arma micidiale in mano fa ogni soldato ardito
e toglie l'appetito ai cardinali con gli eloquenti colori della salute.
Dio come idea della donna-uomo capace di tutto,
di dotarsi di corna d'argento - facendosi lo sgambetto fuori dal letto.
Solo la vergogna ci dovrebbe colorare il viso.
Quando davanti a Dio appaiono gli angeli che danno vita all'aldilà,
scompare la realtà alla quale partecipiamo con pari dignità
delle melanzane e dei ghiozzi del Tirreno.
Sono stati i grandi sacerdoti ad aver sterminato
la numerosa famiglia di Dio; su suo mandato, dicono.
Litigavano di continuo, come spesso succede in famiglia.
Prima un sacerdote per ogni Dio,
poi molti sacerdoti per un Dio unico
e solo che si rivela a chi lo supplica
e gli fa la corte.
Egli fa l'uomo e la donna e poi la lista degli invitati
e tutti li disfà annegandoli.
il pensare è autoriflettere sulle cose che sono e su quelle che
ai sensi sono sconosciute
per cui l’intelletto vaga
e affonda su se stesso
Sistema solare, via Lattea e tutte le altre stelle abitano nello stesso cielo
San Francesco trattava gli animali come fratelli e sorelle
nati nello stesso cortile a cui si affaccia l'aldilà
che non conosce la menzogna né l'astuzia
di tziu zosanto ballaloi
che traeva profitto dal sonno di quegli ingenui
che dormendo alla grossa meritano di essere derubati.
-prima la scintilla nel pozzo vuoto
poi il fumo e appresso la fiamma
che illumina quel che c’è da vedere
-gli antichi assegnavano nascita e morte alla sorte di ciascuno
col compito di distribuire le modalità di campare e amare
alla libertà propria di ciascun mortale
cosicché gli stessi antichi attribuivano agli dei sovrani
la responsabilità dei crimini terreni
siccome è certo che la carne
marcisce e pullula di vermi
che col calore della luce solare sono
l’eterna sostanza onde lievita l’anima
-tersite il brutto e deforme acheo
che sfottè achille per aver infornato il pane
nel forno freddo e perciò buscò
busse calde da morirne
chiamiamo dio l’autore delle cose
di cui non sappiamo chi le abbia fatte.
chi era -alonso quijano il buono?-
la nera foresta in chiaro
dopo il buio più fetente degli ultimi secoli
più vicini a noi.
bello e attraente questo castello
con quella acrobatica torretta
dove le sentinelle celesti
posano i loro bisogni poi chissà
come dev'essere comodo
posar le chiappe
sull'adorato e benodorante cesso
e spalancare la porta posteriore
dove va via quel che non deve esser visto ne sentito
volare su l'angelico e puro vuoto incontaminato
per posarsi sulle fertili zolle dell’orto amico
-Magritte scrisse questa è una pipa
per non confonderla con un rastrello indemoniato-
-quando si approssima l’ora di andar via
chiunque confida la propria palinodia
al buon prete a conoscenza
chè araldo del signore visto da lui
come il campione dei padri di famiglia
-poni mente a chi ti da l’avviso di salvarti
dalle minacce colte in corridoio:
…un parente avendo fatto credito al cugino di dubbia fama
di un piccolo prestito e costui diceva con un certo brio
che mai glieli avrebbe restituiti, il parente al sentir ciò ribatte
che tanto li avrebbe goduti con meno di una mano di tresette.
Lo sprezzo della vita durante la settimana santa
è la prima dote del suicida sommerso dal desiderio di morte
I codardi chiamano coraggio quel che a loro manca
ma anche il coraggio, come la viltà, cede al sonno.
bello e attraente poi chissà
come dev'essere comodo
posar le chiappe
sull'adorato e benodorante water
e spalancare la porta posteriore
dove va via quel che non deve esser visto ne sentito
volare sull'angelico e puro vuoto incontaminato
per posarsi sulle fertili zolle della natura amica.
-il senso dell’esistenza è l’essere liberi
di bipedi adulti e sempre poppanti
come i quadrupedi infanti
l’italia è sempre governata da clerical monarchici
fedeli devoti del sacro romano impero
che se è morto con napoleone è però
risorto con re artù a ginevra con calvino….
ma immaginate la city che sbarra le strade
per il presidente Mattarella come si fa a roma
non capitale dell’Italia garibaldina
ma borgo vaticano riconciliato dal vicario
di Dio col capoccione vaccino del duce
e confermato dai liberatori nordamericani
-Non posso credere che l'universo che da sempre
esiste
contenga anime incorporee vagabonde
in grado di dar vita alla materia
tanto da far focacce col pecorino di primo sale
-il canto del vento e della pioggia
il respiro della foresta e del tirreno
il brontolio della città