lunedì 17 novembre 2025

foresta nera in chiaro col buio più oscuro degli ultimi fetenti secoli dove il bosco è stato fosco.







-nulla mi è più ignaro delle cose dell’altro mondo 




nonostante si creda di conoscere gli oceani celesti

le terre con le fucine vulcaniche che fumano sui mari planetari

illuminati dal latteo candore delle vivide stelle 

questa casa è il nostro  vitale rifugio - 

Dove in ogni cussorgia c’è un re che fa il sale 

per aver la meglio sulla muffa 






è  la gravitazione universale

la graziosa maestà alla guida naturale dei mezzi occulti 


con i sogni  belli del sonno notturno 


che ristorano dalla pena della veglia diurna



  • usiamo chiamare divino quanto ci viene dal cielo 

come i raggi del sole che ci danno la vita

  • la casa è il nostro rifugio - 

Dove c'è il sale non c'è muffa 


A proposito del timore  provato dal probo  Mattarella 

per la visione del dottor stranamore opera del genio rinascimentale di kubrick






Un quadro ben conservato in una teca non si consumerà a guardarlo.




Quel che serve sarà usato e di conseguenza sarà consumato.





visto a metà degli anni sessanta da un compaesano per primo emigrato a Milano



-dove abbonda il cibo in tavola 

non manca mai la legna verde che non si accende 

fa notare  il padrone della casa a quel tizio:

chiudi il rubinetto della botte  

come si dice per invitare qualcuno al silenzio

mentre si beve tra un bicchiere e l'altro pure

molto di quel che dice è una sempre vivida bugia

come chi racconta quel che più gli piace fare al prode

:- è il prodiero che sta sulla prua della nave


  • quando il tempo a Irillai minaccia intemperie

 i più vispi e fedeli  devoti

spostano le urne dei loro santi 

dietro l’altare maggiore

dove l’animo è sereno come nella solitudine del deserto

il paradiso celeste è dei pochi placidi 

mentre l'inferno è delle  vivaci moltitudini


                            mort’è su re ! ghetta su murguè!

non piange il marito della prefica che piange il suocero!
























  • i pensieri son prodotti da materiali vivi - gli inerti hanno già dato

i delfini davanti e a al fianco delle navi  

che saltino e squittiscano danno da pensare anche a noi


accade quando si parla di morti, santi e dei

che qualcuno ne parli

  • come se li avesse appena lasciati a casa loro

intenti  a preparare il pranzo con lenticchie e  baccallari 

  • la chiesa è la nostra dimora rifugio

altrimenti detta: roccaforte di bertone


 

                                                                      enola gay 6 mag. ‘945

  • come chiedere a un paesano di Tiana  

se riconosce il batter dei magli di una gualchiera.



                                                                         la nera foresta in chiaro

                                               col fetente buio degli ultimi secoli più vicini a noi




la felice coppia che ha risollevato

 l’infelice sorte della sardegna

lui sorride beato sulla terra

e lei accenna compiaciuta

 del successo coniugale avuto per la rinascita sarda

attraendo i turisti ai vermi bianchi del cacio marcio 

come mosche fameliche al miele amaro del corbezzolo



Sotto sotto annaspiamo sempre nell'insoddisfazione 

e invidiamo la leggerezza degli uccelli, l'agilità dei gatti,

 la possanza delle balene, il canto delle sirene, 

l'innocenza degli agnelli, ma ci rifacciamo con la ferocia 

e siamo capaci di ucciderci anche sazi tra fratelli. 

Eteocle e Polinice; Romolo e Remo; Caino e Abele.


  Temo l'isteria collettiva,

 il fanatismo del singolo e l'arroganza di chi comanda,

 orientale e occidentale: politica, religiosa e sportiva. 

C'è sempre qualcuno che traffica dietro le quinte, 

e raramente è il diavolo. 

Che siano i popoli dell’equatore i soli 

a non voler essere i padroni del mondo? 

La gente pacifica è quella che riconosce la grandezza del mondo 

che distilla rugiada e ci ospita tutti: dall'ape al merluzzo, 

dall'estate all'inverno, ospita il rosso e l'azzurro 

e anche il grigio, ospita le silenziose farfalle e le sirene canterine. 

  

Temo meno il vino appena spillato dalla botte piena 

di chiaretto quale dà l'uva del Mandrolisai

 di cui, per averne provvista, 

più  d’uno darebbe il primogenito 

a fare il servo per un anno intero più un aggiunta.


Non andare dove non sono in ansia per te


Natura dell'arte. o pancia in subbuglio.


    arte di far libri dove non li comprano per sfogliarli

e chi li ha non li legge per non chiedersi : 

è ora che fare?


Per apprezzarla non bisogna aver fame,

non  nelle vicinanze della galleria 

dove si espone l'oggetto artistico. 


Prendi nota di che si tratta con uno schizzo. Pancia in subbuglio.



Alla natura segue la cultura con le scuole

delle sue mostre e fiere dove mecenati, 

critici e acquirenti, misurano, pesano e contano, 

analizzano e sgomitando brigano per aver ragione

 sul prodotto fatto da chi sa quel che fa 

 cerca il suo merito nel mondo.


il pensare è autoriflettere sulle cose che sono e su quelle che

 ai sensi sono sconosciute

 per cui  l’intelletto vaga 

e affonda su se stesso


Sistema solare, via Lattea  e tutte le altre stelle abitano nello stesso cielo


Barbi longu ke biudu 

pranghendhe sa nuzere

ca er morta ‘e sidiu 

pro no li dare s’abba ‘e bibere





























il pensare è autoriflettere sulle cose che sono e su quelle che

 ai sensi sono sconosciute

 per cui  l’intelletto vaga 

e affonda su se stesso


Sistema solare, via Lattea  e tutte le altre stelle abitano nello stesso cielo


Barbi longu ke biudu 

pranghendhe sa nuzere

ca er morta ‘e sidiu 

pro no li dare s’abba ‘e bibere







Molte di più delle grandi masse d'acqua che scorrono nei letti dei fiumi 

sono le genti trascinate dalle fluenti parole 

dei furiosi profeti di sventura che fanno scempio della ragione.




Non ho nessuno a cui affidare la supplica serale 

se non alla notte che si approssima e ha cura 

del sonno dei giusti d'Ohiai traghettandoli onestamente 

al nuovo giorno sempre in arrivo e in partenza che verrà.





quando si approssima  l’ora di andar via 

chiunque confida la propria palinodia 

al buon prete araldo del signore visto da lui 

come il campione dei padri di famiglia

ma ite nanchi fakes tue 

kin mesu carena affrizia 

-

il rattoppino venuto da Bosa col vento che porta anche l’acqua piovana

con l'aroma e il sapore della malvasia per cui

-non c’è zoppo o ubriaco a Irillai

che  cadendo in una pozzanghera 

non batta le mani sul fango dicendo 

le parole di Niobe alla terra che la reclama :

sono in viaggio, perchè mi solleciti?

-


-non c’è zoppo o ubriaco a Irillai

che  cadendo in una pozzanghera 

non batta le mani sul fango dicendo 

le parole di Niobe alla terra che la reclama :

sono in viaggio, perchè mi solleciti?



non ci rimane che la poesia per come cercare se stessi

faccenda che da sempre anima le nostre esistenze

i ricchi si divertono col lusso

i poveri con la miseria dei saldi stagionali 

e con i lari domestici invisibili custodi 

delle preziose suppellettili  di casa-



  Chiunque scriva una frase 

 a qualunque  cosa, o  faccenda e vicenda riferita 

crede davvero di non parlare con se stesso? 


sei tu la fiamma  senza fumo 

dell'intimità che illumina la vecchiaia?


sorride come  alla luce   senza fumo

d’un fiammifero da cui è sorto l'universo -





I ricchi quando il tempo lo permette 

- ridono - 

e giocano a far vincere i loro cavalli.




- Fuggi l'occasione di conoscere il pericolo da vicino-

Veloce come la luce, agile come il pensiero, snella come la fame, 

così è l’ombra a mezzogiorno; 

e la sera penetrante come il tarlo che rode la notte.




la vita della carne si è fatta da sola col  passare del tempo 

o con qualche necessario e fortunato ausilio di un fortuito passante?



         uno è  morto  senza aver avuto una moglie come ivan ilic
primo compaesano ad aver visto il dottor stranamore fatto dal 
genio rinascimentale di kubrick che tanto ha turbato l'animo 
del probo Mattarella  per averlo visto nello storico frangente 
del diverbio tra russia e ucraina la quale libera dal secolare 
legame russo volle essere europea occidentale nonostante
lo sperone del donbass votasse di rimanere sovietico....
da cui il subbuglio ucraino tra kiev e mosca ed europa e usa
che intimorì il nostro pio e vedovo presidente 

-i primi pellegrini d’Irillai fino agli ultimi

che andavano e vanno tutt'ora per i santuari 

della cussorgia chiedendo grazie  

terminavano la domanda col  dire:

e scordati  di quelli d’Oliena.

Ohiai è il luogo della mia infanzia dove le zucche piene del chiareto di Marreri 

si chiamano ancora Karradeddhu. vecchio sposo di tzia corcovica.


Ohiai è il luogo della mia infanzia dove le zucche piene del chiareto di Marreri 

si chiamano ancora Karradeddhu. vecchio sposo di tzia corcovica.

Le fanciulle d'Ohiai raccolgono i capelli a crocchia 

per fare a meno del cercine(titile) 

quando portano le brocche d'acqua dalla fonte 

che diventerà il vino che sarà il rosolio 

dell'eterno sposalizio della gioventù 

con le figlie di Donn'Elène le cui lusinghe 

volano dalla finestra del Nordamerica 

come un canto d'amore del cardellino 

al cugino che saltella nella foresta

dove le innocenti janas di Farcana allettano 

i caprai che scalciano furibondi 

quando i karabinieri li incatenano 

alla camionetta per aver rubato i sogni 

alle civette del bosco.



Nessuna pietra d'anello si consumerà portandola al dito, 

come invece gli accadrà se baciata 

dalle avide labbra del possesso 

e del servile inganno dei sudditi


Una forchetta e un'anello impediranno che il tempo faccia invecchiare i possessori.

Produrre una forketta è fatica; trovare una pietra preziosa è fortuna.

L'anello ha nella luce il suo valore; il valore della forchetta è nella sua utilità.

La forketta esiste in relazione alla mano, l'anello in relazione al dito migliore.

Anello e forchetta son cose sociali (relazioni di mensa e di dominio); 

dito e mano son solo miei e mai

 li stringerei in una morsa di ferro e legno di mia volontà.



Giotto spaventò la madonna sorpresa dall'arcangelo Gabriele 

che passò a salutarla in nome del Signore e annunciargli

 il suo nuovo ruolo nel mondo: lo stato della sua grazia...



l primo principe dei più nobili patrizi del regno di Baronia, 

Pipiu Pissetone che scalciava come un puledro mancino, 

verrà infilato al dito maggiore, dalla nascita l'anello 

di riconoscimento del babbo che gli servirà per tutta la vita, 

come il profumo serve al barbiere del Corso 

e i gradi alla carriera del più perfetto dei caporali d'Ohiai 

che vuole vivere senza molestie e morire sereno 

come vuole l'ordinamento militare degli angeli

 alati del Signore degli eserciti dell'aldilà.



Tutto quel che si innalza e tende al sempre più alto, 

prima o poi decade e rotola come un cocomero nel sentiero 

che scende dal bosco di Soloti e che al primo impatto si sfascia 

e finisce col dissetare lo scorbutico cinghiale della foresta di Farcana.




Tziu Peppantoni  trantzilleri 

 sosteneva che certe cose andavano fatte di notte, 

perchè di giorno suscitano scandalo e la finisci ai ceppi

 in piazza del corvo che becca la vite e l’ulivo.



Da sempre e ancora dovunque si lodano i gaudenti vincitori

 dei dolenti avversari in ginocchio nel campo dopo la batosta.


Avere un'arma micidiale in mano fa ogni soldato ardito 

e toglie l'appetito ai cardinali con gli eloquenti colori della salute.



Dio come idea della donna-uomo capace di tutto, 

di dotarsi di corna d'argento - facendosi lo sgambetto fuori dal letto.

Solo la vergogna ci dovrebbe colorare il viso.



Quando davanti a Dio appaiono gli angeli che danno vita all'aldilà,

scompare la realtà alla quale partecipiamo con pari dignità 

delle melanzane e dei ghiozzi del Tirreno.


Sono stati i grandi sacerdoti ad aver sterminato 

la numerosa famiglia di Dio; su suo mandato, dicono.

Litigavano di continuo, come spesso succede in famiglia.

Prima un sacerdote per ogni Dio, 

poi molti sacerdoti per un Dio unico 

e solo che si rivela a chi lo supplica 

e gli fa la corte.

Egli fa l'uomo e la donna e poi la lista degli invitati 

e  tutti li disfà annegandoli.



il pensare è autoriflettere sulle cose che sono e su quelle che

 ai sensi sono sconosciute

 per cui  l’intelletto vaga 

e affonda su se stesso

Sistema solare, via Lattea  e tutte le altre stelle abitano nello stesso cielo

 


jubanne lukia - casaro
fa lo sconto a chi legge Diotima
vittoria colonna e michela murgia


San Francesco trattava gli animali come fratelli e sorelle 

nati nello stesso cortile a cui si affaccia l'aldilà 

che non conosce la menzogna né l'astuzia

 di tziu zosanto ballaloi

che traeva profitto dal sonno di quegli ingenui 

che dormendo alla grossa meritano di essere derubati.


-prima la scintilla  nel pozzo vuoto 

poi il fumo  e appresso la fiamma 

che illumina quel che c’è da vedere

-gli antichi assegnavano nascita e morte alla sorte di ciascuno 

col compito di distribuire le modalità di campare e amare 

alla libertà propria  di ciascun  mortale

cosicché gli stessi antichi attribuivano agli dei sovrani

la responsabilità dei crimini terreni  





  • siccome è certo  che la carne 

marcisce e pullula di vermi 

che col calore della luce solare sono 

l’eterna sostanza onde lievita l’anima



-tersite il brutto e deforme acheo 

che sfottè achille per aver infornato il pane 

nel forno freddo e perciò buscò 

busse calde da morirne

  • chiamiamo dio  l’autore delle cose 

di cui  non sappiamo chi le abbia fatte.


chi era -alonso quijano il buono?-




 

                                                  la nera foresta in chiaro

                                                 dopo il buio più fetente degli ultimi secoli

                                                                            più vicini a noi.

                                                                      

bello e attraente  questo castello

con quella acrobatica  torretta 

dove le sentinelle celesti 

posano i loro bisogni poi chissà

come dev'essere comodo 

posar le chiappe 

sull'adorato e benodorante  cesso 

e spalancare la porta posteriore 

dove va via quel che non deve esser visto ne sentito 

volare su l'angelico e puro  vuoto incontaminato 

per posarsi sulle fertili zolle dell’orto  amico 



-Magritte  scrisse  questa è una pipa 

per non confonderla con un rastrello indemoniato-


-quando si approssima  l’ora di andar via 

chiunque confida la propria palinodia 

al buon prete a conoscenza  

chè araldo del signore visto da lui 

come il campione dei padri di famiglia


-poni mente a chi ti  da l’avviso di salvarti 

dalle minacce colte in corridoio:

…un parente avendo fatto credito al cugino di dubbia fama

 di un piccolo prestito e  costui diceva con un certo brio  

che mai glieli avrebbe restituiti, il parente al sentir ciò ribatte 

che tanto li avrebbe goduti con meno di una mano di tresette.



Lo sprezzo della vita durante la settimana santa 

 è la prima dote del suicida sommerso dal desiderio di morte

 I codardi chiamano coraggio quel che a loro manca

ma anche il coraggio, come la viltà, cede al sonno.




bello e attraente  poi chissà

come dev'essere comodo 

posar le chiappe 

sull'adorato e benodorante water 

e spalancare la porta posteriore 

dove va via quel che non deve esser visto ne sentito 

volare sull'angelico e puro  vuoto incontaminato 

per posarsi sulle fertili zolle della natura amica.



-il senso dell’esistenza è l’essere liberi

di bipedi adulti  e sempre poppanti 

come i quadrupedi infanti





l’italia è sempre governata da  clerical monarchici 

fedeli devoti del sacro romano impero  

che se è morto con napoleone è però

risorto con re artù a ginevra con calvino….

ma immaginate la city  che sbarra le strade 

per il presidente Mattarella come si fa a roma 

non capitale dell’Italia  garibaldina 

ma borgo vaticano riconciliato dal vicario

di Dio col capoccione vaccino del duce

                                                     e confermato dai liberatori nordamericani


 -Non posso credere che l'universo che da sempre

esiste  

contenga anime incorporee vagabonde

in grado di dar vita  alla materia  

tanto da far focacce col pecorino di primo sale

-il canto del vento e della pioggia 

il respiro della foresta e del tirreno

il brontolio della città


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